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RAI OSN – BACCHETTI

Lunedì 23 aprile 2018 ore 20:30 Sala Verdi, Conservatorio di Milano

Complesso d’Archi dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI – Pianista ANDREA BACCHETTI

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Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai

Nel 1931 fu fondata a Torino la prima orchestra sinfonica dell’ente radiofonico pubblico, a cui si aggiunsero le orchestre di Roma, Milano e Napoli. L’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai nacque nel 1994 dalla loro unificazione, divenendo una delle orchestre più prestigiose d’Italia. Da ottobre 2016 James Conlon ne è Direttore principale.

Con la presenza nei palinsesti radiofonici e televisivi, ha contribuito alla diffusione del repertorio sinfonico e dell’avanguardia storica e contemporanea, ottenendo importanti riconoscimenti discografici.

L’OSN Rai affianca alla stagione concertistica torinese cicli speciali, e partecipa ai principali festival internazionali.

Dal tronco principale dell’Orchestra Sinfonica Nazionale si sono poi formati e distinti complessi da camera con organici variabili, che svolgono un’intensa attività concertistica, incrementata dagli appuntamenti “Le domeniche dell’Auditorium” e dalla presenza in importanti eventi istituzionali come rappresentanza dell’intera Orchestra Sinfonica.

 

 

Chitarrista Marco Panzarino

Domenica 22 Aprile ore 16:30
Museo Poldi Pezzoli, Via Manzoni 12 – 20121 Milano

museopoldipezzoli

“A corde pizzicate nel ‘700”

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MARCO PANZARINO: nato a Milano, si è diplomato con il massimo dei voti e la lode al Conservatorio “A. Boito” di Parma con E. Tagliavini e successivamente ha frequentato i corsi di perfezionamento di A. Ponce. Si è laureato in Materie Letterarie all’Università Cattolica di Milano con una tesi in Musicologia. Ha conseguito il Diploma Accademico di Secondo Livello in Chitarra con il massimo dei voti al Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano con P. Cherici.
Ha vinto numerosi concorsi tra cui l’“Auditorium” della RAI a Torino e il Concorso “Città di Parma“, eseguendo il Concerto per chitarra e orchestra d’archi di Margola. Ha svolto intensa attività concertistica, sia come solista, che in formazioni cameristiche, presso Istituzioni italiane quali: Gioventù Musicale, Piccola Scala, Serate Musicali, Circolo della Stampa di Milano, Piccolo Regio di Torino, Autunno Musicale di Como, Sala Bossi di Bologna, S. Filippo di Genova, Basilica dei Frari per il Carnevale Venezia, Teatro Regio di Parma e all’estero in Svizzera e Germania.
Ha inciso per la casa editrice Sanpaolo.
Unisce all’attività artistica quella didattica come docente di chitarra presso l’Istituto Comprensivo a indirizzo musicale “Q. di Vona” di Milano.

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CLAUDIO BALLABIO : nato a Seveso, si è diplomato in chitarra a Milano con A. Barbieri e ha conseguito il diploma accademico di secondo livello in chitarra presso il Conservatorio di Milano, con Paolo Cherici, con il massimo dei voti.
Ha svolto attività concertistica in Italia e in tournées in Libano, Germania, Austria, Inghilterra e Olanda. É stato interprete di Concerti per due chitarre e orchestra in prima esecuzione e ha presentato in diverse occasioni lavori monotematici in collaborazione con importanti istituzioni quali i Pomeriggi Musicali, il Piccolo Teatro, la Società italiana di musica contemporanea, ecc.
Ha al suo attivo diverse registrazioni discografiche con gruppi cameristici e come solista. Negli ultimi anni ha collaborato con il chitarrista jazz Franco Cerri.

 

CAPRICCI (I)

    

Mercoledì 18 aprile 2018 – ore 18:00

Sala da ballo della Galleria d’Arte Moderna, Via Palestro 16, Milano

Il capriccio della poesia

Primo di tre Capricci, nei quali si rifletterà su cosa significhi un “capriccio” che notiamo spesso nella musica: quello di cercare ispirazione al di fuori da se stessa, guardando alla letteratura, alla pittura, o alle immagini del reale.

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LAURA CATRANI: Considerata dalla critica interessante e coraggiosa voce di riferimento per il repertorio del Novecento e contemporaneo, duttile e musicale nella doppia veste di cantante e attrice, Laura Catrani ha intrapreso in giovane età gli studi musicali, diplomandosi a pieni voti in Canto e in Musica Vocale da Camera presso il Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano e quelli di recitazione presso la Scuola Civica d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano. É stata interprete di numerose esecuzioni di compositori moderni e contemporanei e di opere in prime mondiali tra le quali “Il dissoluto assolto” di Azio Corghi (Teatro La Scala di Milano), “Leggenda” e “Il suono giallo” di Alessandro Solbiati (Teatro Regio di Torino e Teatro Comunale di Bologna), “La metamorfosi” di Silvia Colasanti (Maggio Musicale Fiorentino) e “Il gridario” e “Forést” di Matteo Franceschini (Biennale di Venezia e Teatro Comunale di Bolzano). Affianca al repertorio del Novecento anche quello operistico tradizionale, distinguendosi nei ruoli mozartiani e settecenteschi. Tra i direttori con cui ha lavorato si ricordano Gianandrea Noseda, Stephan Anton Reck, Daniele Rustioni, Christian Arming, Jonathan Webb, Fabio Biondi e Alan Curtis. Ha inciso per le etichette Naxos e Stradivarius musiche di Mercadante, Solbiati, Bulfon, Ghisi, Castiglioni e Gutman.

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ALFONSO ALBERTI: Suona (il pianoforte) e scrive (libri sulla musica). Ha suonato al Konzerthaus di Vienna, al LACMA di Los Angeles, nella Sala Verdi del Conservatorio di Milano, nella Cappella Paolina del Quirinale, al Teatro Bibiena di Mantova e alla Tonhalle di Düsseldorf. Ha pubblicato più di venti dischi solistici e cameristici. Il cd Stradivarius con il Concerto per pianoforte e orchestra di Goffredo Petrassi ha vinto il Premio della critica come miglior disco 2012 in Italia. Recente è l’uscita di Giorgio Gaslini. Murales promenade, per la stessa etichetta. Alfonso Alberti pubblica libri per gli editori LIM e L’Epos e cura edizioni musicali per Ricordi e Durand. Fra i suoi libri: La rosa è senza perché. Niccolò Castiglioni, 1966-1996 (LIM, 2012), Vladimir Horowitz (L’Epos, 2008), Le sonate di Claude Debussy (LIM, 2008). Dal 2017 è uno dei conduttori delle Lezioni di musica di Radio3. Di questo stesso anno è la sua prima raccolta di poesie, Due, volume a quattro mani con Gianni Bombaci per l’editore Il Raccolto.

SA CHEN

Lunedì 16 aprile 2018 ore 20:30 Sala Verdi, Conservatorio di Milano

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Tra i pianisti più dotati emersi recentemente dalla grande Cina, Sa Chen ha suonato con Los Angeles Philharmonic Orchestra all’Hollywood Bowl, Royal Stockholm Philharmonic e Milwaukee Symphony Orchestra (entrambe con Edo de Waart), Orchestre National du Capitore de Toulouse con Tugan Sokhiev, Orquestra Sinfonica de Castilla y Léon con Vasily Petrenko, San Francisco Symphony Orchestra, Orchestre de Radio France, Israel Philharmonic, tutte le Orchestre londinesi, cinesi e giapponesi, sotto la direzione di Chung, Bychkov, Luisi, Simon Rattle.

Nel calendario: concerti con orchestra a Pechino, Shanghai, Hong Kong e Guangzhou e in recital a Istanbul, Hannover, Shenzhen, Pechino, Atlanta, Lucerna e Lisbona.

Il suo primo disco (i due Concerti di Chopin con la Gulbenkian Orchestra e Lawrence Foster) ha registrato un incredibile successo. Il disco di debutto, Chopin Impression, risale al 2003, seguito dalla registrazione del Van Cliburn Competition. Inoltre ha inciso Mussorgski, Rachmaninov, Grieg; il suo ultimo album Memories Lost, pubblicato nel 2015, presenta musica cinese moderna e ha ottenuto significativi giudizi dalla stampa specializzata.

Sa Chen è nata a Chongqing, ha iniziato gli studi al Sichuan Conservatory of Music, proseguendo quindi alla Shenzhen School of Arts, la Guildhall School of Music and Drama  di Londra  e la Hochschule für Musik und Theater di Hannover (con Arie Vardi). Si è segnalata per la prima volta oltre i confini della Cina nel 1996, aggiudicandosi il quarto premio al Leeds International Piano Competition (dove si presentava come la più giovane concorrente del concorso), esibendosi con City of Birmingham Symphony Orchestra e Rattle.

Negli anni seguenti si è aggiudicata il quarto Premio e il riconoscimento per la miglior Polacca eseguita al Concorso Chopin di Varsavia al Van Cliburn Competition, divenendo il primo pianista a esser stato premiato in tutte e tre i maggiori concorsi al mondo. Come solista ha lavorato con Bychkov, Slatkin, Conlon,  Volkov e Yu Long.

Ha suonato con le Orchestre Sinfoniche della WDR, di Berna, Singapore, New Zealand e la Polish National Radio Symphony Orchestra, con le Filarmoniche di Varsavia, Israele e Strasburgo, con la Camerata Salzburg e il Takàcs Quartet.

Ha suonato in recital in tutte le sale londinesi, a Zurigo, a Varsavia, Sydney Opera House, Symphony Hall di Boston e Kennedy Center di Washington. Tra le sue apparizioni in festival: Les Musiques, Duszniki e Beijing Festival.

Tiene regolarmente tour in Giappone, dove è stata scelta per il ciclo “100 Great Pianists of the 20th Century” di Tokyo. Tra i suoi collaboratori in ambito cameristico: Gidon Kremer, Sarah Chang, Nicolaj Znaider e Natalia Gutman, con i quali è apparsa ai Festival di Kronberg e di Lockenhaus così come in tour.

Sa Chen appare in The Heart of Music e Encore – film documentari riguardanti l’edizione del 2005 del Van Cliburn Competition, che sono stati trasmessi in tutti gli USA dalle stazioni PBS. Gramophone Magazine ha scelto lei come testimonial del lancio della prima edizione cinese della rivista e un documentario su di lei è stato trasmesso da RTHK e Hong Kong satellite TV network.

Nell’attuale stagione sta eseguendo il ciclo completo dei Preludi di Debussy. Nel luglio 2016 è invitata nella giuria del Concorso Internazionale di pianoforte di Sydney. Suonerà nell’ambito dei Festivals di Musica da Camera in Australia e a Hong Kong. Successivamente, nel suo calendario, l’esecuzione dei Concerti di Rachmaninov e Shostakovich con l’Orchestra Nazionale Ucraina e un tour in Cina con l’Orchestra da Camera Lituana con cui eseguirà Mozart.

Sa Chen è un’artista Steinway. È ospite di Serate Musicali, che l’hanno scoperta per l’Italia, dal 2002

 

OSI
 – Poschner – Kopatchinskaja

Venerdì 13 aprile 2018 ore 20:30 Sala Verdi, Conservatorio di Milano

Orchestra della Svizzera italiana
Direttore Markus Poschner
Solista Patricia Kopatchinskaja violino

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Eccezionali e prestigiosi premi internazionali
a concerto il 13 aprile a Milano

Il concerto del 13 aprile a Milano nell’ambito delle SERATE MUSICALI si preannuncia eccezionale poiché vedrà confluire sul palco della Sala Verdi del Conservatorio alle 20.30 i recenti vincitori di prestigiosi premi internazionali: Patricia Kopatchinskaja, Gran Premio svizzero di musica dell’Ufficio federale della cultura nel settembre 2017 e vincitrice di un prestigioso Grammy Award nel gennaio 2018, e l’Orchestra della Svizzera italiana con il suo direttore principale Markus Poschner, vincitori agli International Classical Music Award nel gennaio 2018 con il cofanetto Rileggendo Brahms. Alla straordinaria violinista è affidato il ruolo di solista nel Concerto per violino e orchestra di Čajkovskij.  Coraggiosa e sempre originale, la violinista di origini moldave, ma svizzera di adozione, non smette mai di stupire con la sua geniale tecnica e creatività interpretativa. Un coraggio artistico che sembra non mancare neanche all’OSI e a Markus Poschner: particolarmente attesa è per questo l’esecuzione che daranno della Sinfonia n. 4 di Bruckner, in programma nella seconda parte della serata.

Con il  sostegno di Helsinn, Partner Internazionale OSI

Markus Poschner

Direttore principale dell’Orchestra della Svizzera italiana dal 2015
Direttore musicale della Brucknerorchester e del Landestheater Linz dal 2017/18
Primo direttore ospite della Deutsches Kammerorchester Berlin

Il direttore tedesco nasce a Monaco. Insignito del Deutscher Dirigentenpreis nel 2004, è ospite regolare delle più rinomate orchestre nazionali e internazionali. Viene attualmente stimato soprattutto per le sue emozionanti interpretazioni e registrazioni delle opere di Beethoven, Brahms e Mahler, che suscitano scalpore. Dopo gli studi diventa assistente di Sir Roger Norrington e di Sir Colin Davis e assume il ruolo di primo Kapellmeister alla Komische Oper Berlin. La Neue Zürcher Zeitung lo definisce un “grande giovane talento”. Nel 2007 viene nominato Generalmusikdirektor della Freien Hansestadt Bremen, dove – oltre ad essere un brillante pianista jazz – si guadagna la reputazione di programmatore oltre i confini stilistici. Per la sua peculiare capacità di mediare la musica classica, continua ad oggi a riscuotere grande popolarità nel pubblico. Oltre a ciò sviluppa percorsi e forme di teatro musicale contemporaneo completamente nuovi. Nel 2015 diventa direttore principale dell’Orchestra della Svizzera italiana. All’inizio della Stagione 2017/18 inoltre assume la posizione di direttore musicale della Brucknerorchester e del Landestheater Linz.

Patricia Kopatchinskaja

Esprime tutta la sua versatilità con un ampio repertorio che spazia dal barocco e classicismo – per i quali spesso utilizza violini con corde di budello – a nuove commissioni e reinterpretazioni di capolavori moderni. L’Ufficio federale della cultura le ha assegnato nel settembre 2017 il Gran Premio svizzero di musica e nel gennaio 2018 le è stato attribuito un prestigioso Grammy Award.

La violinista nasce in Moldavia nel 1977. Si trasferisce prima a Vienna, poi a 21 anni a Berna. La stagione 2017/18 è iniziata al Lucerne Festival con la prima mondiale del suo progetto Dies Irae, il secondo allestimento di un programma cominciato con successo nel 2016 con Bye Bye Beethoven e la Mahler Chamber Orchestra: il tema della Messa da Requiem viene utilizzato con musiche che vanno dal canto gregoriano e primo barocco, a Giacinto Scelsi e Galina Ustvol’skaja. La prima nordamericana è prevista a giugno all’Ojai Music Festival. Il Concerto per violino di Stravinskij è anche centrale per la stagione 2017/18 – le esecuzioni coinvolgono la London Philharmonic Orchestra diretta da Alain Altinoglu a Londra e in tournée europea; Teodor Currentzis e la Tonhalle-Orchester Zürich, Gustavo Gimeno e l’Orchestra Filarmonica di Rotterdam. Altri impegni la vedono inoltre con la Mahler Chamber Orchestra e Rafael Payare e con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, oltre che interprete di opere di Ligeti al Southbank Centre. Di enorme rilevanza è il suo impegno in campo cameristico e la produzione discografica.

Orchestra della Svizzera italiana – OSI

Nel panorama internazionale l’OSI ha saputo qualificarsi come orchestra di punta a livello europeo. Fin dagli anni ’30 l’Orchestra – che nel 1991 prende il nome attuale – ha contribuito in maniera determinante allo sviluppo musicale del territorio. Ansermet, Stravinskij, Stokowski, Celibidache e Scherchen sono tra le grandi personalità musicali che l’hanno diretta, come innumerevoli sono i compositori con cui l’OSI ha collaborato, quali Mascagni, Richard Strauss, Honegger, Milhaud, Martin, Hindemith e, in tempi più vicini, Berio, Henze e Penderecki.

Con il suo direttore principale Markus Poschner ha infiammato il pubblico e la critica più autorevole con interpretazioni e registrazioni definite innovative per l’originalità, l’audacia dei tempi e la ricchezza di dettagli e sfumature. Nel gennaio 2018 il binomio OSI-Poschner si distingue a livello internazionale con il Cofanetto Rileggendo Brahms (Sony Classical 2016) vincendo agli International Classical Music Awards (ICMA) 2018.

L’Orchestra della Svizzera italiana è una delle 14 formazioni a livello professionale attive in Svizzera. Si compone di 41 musicisti stabili e divide la sua attività tra stagioni concertistiche regionali (Concerti RSI, LuganoMusica, Settimane Musicali di Ascona), produzioni di danza e operistiche (LuganoInScena), iniziative per la popolazione (Concerti per le scuole, per famiglie, Festival estivi, cine-concerti), collaborazioni con il Conservatorio della Svizzera italiana e concerti in trasferta nel resto della Svizzera e all’estero (tournée e coproduzioni internazionali). Collabora con i grandi nomi del panorama direttoriale e con i più celebri solisti; si esibisce nelle più importanti sale concertistiche. Per oltre 15 anni inoltre, nell’ambito del Progetto Martha Argerich a Lugano, ha avuto il privilegio di collaborare intensamente con la pianista argentina.

Dal 2015 è l’Orchestra residente del LAC, Lugano Arte e Cultura.

L’OSI è finanziata principalmente dal Cantone Ticino, dalla Città di Lugano e dall’Associazione degli Amici dell’OSI. Partner Internazionale è il gruppo Helsinn. A partire dal 2018 l’OSI è sostenuta dalla Banca dello Stato del Cantone Ticino, in qualità di sponsor principale, e dalla SSR/RSI in qualità di acquirente di prestazioni.

Nel luglio 2017 è stato attribuito all’OSI il prestigioso Premio alla Carriera istituito dagli organizzatori di Estival Jazz con il patrocinio del Corriere del Ticino.

 

DIRETTORI

Markus Poschner
Direttore principale da settembre 2015
Vladimir Ashkenazy
Direttore ospite principale da settembre 2013
Alain Lombard
Direttore onorario dal 2005

Con il sostegno di

VENGEROV – OSETINSKAYA

Violinista MAXIM VENGEROV
Pianista POLINA OSETINSKAYA

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MAXIM VENGEROV

Nato a Novosibirsk, capitale della Siberia Occidentale, a dieci anni vinse il primo premio al Concorso Wieniawsky Junior. Dopo i primi studi con Galina Turtschaninova, si è perfezionato con il didatta Zakhar Bron, nell’ex Unione Sovietica.
Nel 1990 Vengerov e la sua famiglia sono emigrati in Israele, dove il padre ha continuato la professione di oboista e dove Maxim ha preso la cittadinanza israeliana, prestando anche servizio nell’esercito israeliano.
Dopo essersi esibito con regolarità a Mosca e Leningrado, debuttò come solista con l’Orchestra reale del Concertgebouw, la BBC Philharmonic Orchestra, e sotto la guida di Valeri Gergiev nel Lichfield Festival, oltre che con l’Orchestra Sinfonica dell’URSS, sotto la direzione di Yuri Siminiov, nel corso di una tournée in Italia. Vengerov è anche un ottimo violista.
Per il Teatro alla Scala di Milano nel 1992 esegue il Concerto per violino e orchestra op. 64 (Mendelssohn) diretto da Carlo Maria Giulini e nel 1994 lo stesso concerto con l’Orchestra reale del Concertgebouw diretta da Riccardo Chailly, nel 1995 il Concerto per violino e orchestra (Brahms) con l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino diretta da Zubin Mehta, nel 1996 il Concerto per violino e orchestra (Ciaikovski) con la London Symphony Orchestra, nel 1998 tiene un recital, nel 2003 ancora il Concerto per violino e orchestra op. 64 (Mendelssohn con la Filarmonica della Scala al Teatro degli Arcimboldi, nel 2004 il Concerto per violino e orchestra (Beethoven) con la London Symphony Orchestra diretta da Colin Davis agli Arcimboldi e nel 2006 il Concerto per violino e orchestra (Beethoven) con la Filarmonica della Scala e il Concerto per due violini (Bach) con Leonidas Kavakos. Nel 1997 suona nel Teatro Comunale di Firenze il Concerto per violino e orchestra op. 77 di Johannes Brahms, sotto la direzione di Carlo Maria Giulini.
Nel 1998 suona il Concerto per violino e orchestra di Ciaokovski alla Carnegie Hall diretto da James Levine per il Metropolitan Opera House di New York. Nel 2004 gli viene assegnata la Miglior interpretazione solista di musica classica con orchestra (Grammy) per l’album Britten: Violin Concerto – Walton: Viola Concerto, Maxim Vengerov & London Symphony Orchestra del 2003 per la EMI. Suona uno Stradivari del 1727 “Kreutzer”.

 

POLINA OSETINSKAYA

Nasce a Mosca. Bambina prodigio, tiene il suo primo concerto a sei anni nella Gran Sala del Conservatorio di Vilnius in Lituania e a sette, entra a far parte della Scuola Centrale di Musica del Conservatorio di Mosca.
Successivamente prosegue gli studi al Conservatorio di Leningrado con Marina Wolf e di seguito al Conservatorio di Mosca con Vera Gornostaeva.
Ha collaborato e collabora con Maxim Vengerov, Julián Milkis e Alexander Knyazev e con direttori quali: Saulius Sondeckis, Vassily Sinaisky, Andrei Boreiko, Tugan Sochiev, Laurent Petijerar, Van Pascal Tortelier, Theodor Currentzis e Alexander Sladkovsky. Suona regolarmente sia in Russia che all’estero: Mainly Mozart Festival, Festival Frédéric Chopin, Dyagilev Festival, l’Odessa Classics, Stars of the White Night, December Evening Festival.
Ha collaborato con: Tokyo Philharmonic Orchestra, Weimar National Opera Orchestra, Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo, Brno Philharmonic, European Sinfonietta, Virtuosi di Mosca, etc... Osetinskaya è nota per i suoi inusuali programmi per pianoforte solo, che includono brani di compositori contemporanei ai quali contrappone brani di musica classica tradizionale.
Tra i suoi compositori prediletti: Valentin Silvestrov, Leonid Desyatnikov, Arvo Pert, Georgs Pelecis e Pavel Karmanov. Ha collaborato con molte case discografiche ed è stata insignita del premio Maly Triumph. La sua autobiografia “Addio, tristezza” è divenuta un best seller.

 

JANSEN – STOTT

Lunedì 9 Aprile 2018 – ore 20.30 Sala Verdi del Conservatorio – Via Conservatorio, 12 – Milano

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JANINE JANSEN collabora regolarmente con le più importanti orchestre e i più celebri direttori del mondo. In questa stagione è “Perspectives Artist” alla Carnegie Hall di New York dove esegue concerti e programmi di musica da camera per tutta la stagione, mentre i tour sono programmati con Royal Concertgebouw Orchestra e Gatti; London Symphony Orchestra diretta da Tilson Thomas e Bychkov; Deutsche Kammerphilharmonie e Järvi. In questa stagione suonerà con Filarmonica di Berlino e Järvi, Filarmonica di Monaco e Mehta, Staatskapelle Dresden e Pappano, Orchestra di Philadelphia e Filarmonica di Rotterdam e Nézet-Seguin, Filarmonica Ceca e Hrusa, Filarmonica di Oslo e Vienna Symphony e Afkham, Royal Stockholm Philharmonic e Canellakis.

Sarà anche in Estremo Oriente e in Australia con le Orchestre di Singapore, Sydney e Nuova Zelanda. Appassionata musicista da camera, suona con Maisky, Argerich, Golan, Gavrylyuk, Leonskaja e Stott. Come parte della sua Perspectives Series alla Carnegie Hall, eseguirà il “Quartet for the End of Time” di Messiaen con Debargue, Thedéen e Fröst e la “Prima” americana del Concerto per violino di Michel van der Aa con la Philadelphia Orchestra e Nézet-Seguin. Altri concerti a Carnegie includono musica da camera con Thibaudet e il Dover Quartet.

Debutto discografico nel 2003 con le Quattro Stagioni di Vivaldi; ultime incisioni – con Antonio Pappano – il Concerto per violino n.1 di Bartok con London Symphony Orchestra e il Concerto per violino di Brahms con l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Inoltre una registrazione del Concerto n.2 per violino di Prokofiev con London Philharmonic Orchestra e Jurowski, Beethoven e Britten con Järvi, Mendelssohn e Bruch con Chailly, Ciaikovski con Harding e un album di Concerti di Bach con il suo stesso ensemble.
Janine ha anche pubblicato numerosi dischi di musica da camera, tra cui il Quintetto per archi di Schubert e Verklärte Nacht di Schoenberg, le Sonate di Debussy, Ravel e Prokofiev con il pianista Itamar Golan.

Ha vinto quattro Edison Klassiek Awards, quattro ECHO Klassik, il Preis der Deutschen Schallplattenkritik, NDR Musikpreis e il Premio Concertgebouw. Inoltre ha ricevuto il VSCD Klassieke Muziekprijs e il Royal Philharmonic Society Instrumentalist Award e nel 2015 il Premio MusikFest di Brema. Ha studiato con Wijzenbeek, Philipp Hirshhorn e Boris Belkin.
Nel 2003 ha fondato il Festival internazionale di musica da camera di Utrecht di cui è stata Direttore Artistico fino a giugno 2016, nominando, come suo successore, la violoncellista Harriet Krijgh.

Suona il violino Stradivari “Rivaz – Baron Gutmann” del 1707, gentilmente concesso da Dextra Musica.

Janine Jansen è al suo debutto per Serate Musicali -Milano.

 

KATHRYN STOTT Nata nel Lancashire, ha studiato alla Yehudi Menuhin School e al Royal College of Music con Nadia Boulanger, Vlado Perlemuter e Kendall Taylor. Presente nei festival internazionali sia come solista che in formazioni da camera, ha suonato in tutto il mondo, da quando, nel 1978, è stata premiata al Leeds International Piano Competition. Collabora con Sollima, Jansen, JP Jofre e la sua Hard Tango Chamber Band. Per celebrare il trentesimo anniversario dal primo concerto, ha registrato “The Arc of Life” con Yo-Yo Ma e, come solista, “Solitaires”, continuando la sua esplorazione di opere francesi per pianoforte. I prossimi impegni includono tour in Asia e negli Stati Uniti con Yo-Yo Ma, concerti e recital nel Regno Unito e concerti con Piers Lane, Western Australia e Tasmanian Symphony Orchestra.

Kathryn ha mantenuto un forte interesse per la musica contemporanea e molte opere sono state scritte appositamente per lei; il suo stretto rapporto musicale con il compositore Graham Fitkin ha portato a 7 anteprime mondiali. È una importante esponente del Tango e di altre musiche da ballo latino, che si riflettono nella collaborazione con Yo-Yo Ma e nella registrazione di due CD “Soul of the Tango”, (vincitore di un Grammy Award) e “Obrigado Brazil”. Oltre alle incisioni con Yo-Yo Ma, ha registrato tra gli altri con Truls Mørk, Christian Poltéra, Guy Johnston, Doric String Quartet, Noriko Ogawa, Tine Thing Helseth, BBC Philharmonic, London Symphony Orchestra, Royal Liverpool Philharmonic Orchestra e Tokyo Symphony Orchestra.

Recentissima la pubblicazione di un cofanetto di 8 CD con le riedizioni delle sue prime registrazioni come solista. Kathryn Stott è stata nominata dal governo francese Chevalier dans l’Ordre des Arts et Lettres; dal 2009 al 2014 è stata Direttore Artistico della Manchester Chamber Concerts Society ed è stata Guest Director Artistico di Incontri in Terra di Siena nel 2010 e 2011. Nel 2014 è stata curatrice di “Dance!” un ciclo di 6 concerti per i Leeds International Concerts; è stata Direttore Artistico del Festival Fjord Classics in Norvegia nel 2017, prima di diventare Direttore Artistico del Festival australiano di musica da camera. È Visiting Professor e ha una cattedra onoraria alla Royal Academy of Music di Londra, ricopre il ruolo di International Chair al Royal Northern College of Music di Manchester e viene regolarmente invitata alla Chethams School of Music e, dal 2016, è entrata a far parte della facoltà di pianoforte della Norwegian Academy of Music di Oslo.

Ha una figlia, Lucy e vive a Manchester. Appassionata camminatrice, ama stare in campagna e trascorrere il suo tempo con Archie, il suo cocker spaniel.

È ospite per la prima volta di Serate Musicali – Milano.

Pianista Elisso VIRSALADZE

Lunedì 26 Marzo 2018 – ore 20.30 Sala Verdi del Conservatorio – Via Conservatorio, 12 – Milano

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Elisso Virsaladze è cresciuta in una famiglia di Tblisi, Georgia, che per generazioni ha partecipato attivamente alla vita culturale e artistica del Paese. Ha iniziato lo studio del pianoforte con la nonna, la prof.ssa Anastasia Virsaladze; quindi, dopo gli studi nel locale Conservatorio, lasciava la città natale e si trasferiva a Mosca. A vent’anni conquistava il terzo premio nel celebre Concorso Tchaikovsky.

A Mosca proseguiva quindi gli studi sotto la guida di Heinrich Neuhaus e Yakov Zak. Questi insegnanti di grandissimo talento, oltre ad influire profondamente sullo sviluppo artistico di Elisso, la immergevano nella rinomata tradizione pedagogica della scuola pianistica russa. Non sorprende, pertanto, che Elisso sia oggi considerata un’insegnante straordinaria e che i suoi studenti abbiano ottenuto riconoscimenti tra i più importanti nei concorsi internazionali. Elisso Virsaladze insegna regolarmente al Conservatorio di Mosca e alla Munich Musikhochschule, ed ha partecipato come membro della giuria a pressoché tutti i più importanti concorsi internazionali: Santander, Geza Anda di Zurigo e Rubinstein di Tel Aviv, e sicuramente il Tchaikovsky e il Richter.

Elisso Virsaladze coltiva con cura la sua grande passione per i compositori del tardo diciottesimo e del diciannovesimo secolo. Le sue interpretazioni storiche e più esemplari, lontane da ogni esibizionismo tastieristico e dedite integralmente alla poesia del canto e del colore, riguardano soprattutto autori come Mozart, Beethoven, Chopin, Liszt e soprattutto Schumann. A ventiquattro anni, vinceva il primo premio al Concorso Schumann di Zwickau, facendola immediatamente annoverare dalla stampa internazionale tra i più grandi interpreti schumanniani contemporanei. Lo stesso Sviatoslav Richter dirà di lei: “…il suo Schumann non ha eguali”. Ma del resto, la pianista annovera un vasto repertorio, che si estende fino a comprendere i compositori russi moderni e contemporanei. L’Unione Sovietica le ha attribuito le massime onorificenze artistiche.

Elisso Virsaladze si esibisce regolarmente in sale importanti e in centri musicali come Londra, Milano, Roma, Parigi, Lisbona, Berlino e Barcellona; tiene tuttora numerosi concerti in duo con la violoncellista Natalia Gutman in città come Vienna, Berlino, Bruxelles, Madrid, Monaco, Milano, Ginevra e Losanna, solo per citare le principali città europee. In ambito cameristico e con orchestre quali la Petersburg Philharmonic e la Royal Philharmonia London ha effettuato ampie tournée nel Nord America, in Giappone e in Europa. Elisso Virsaladze appare inoltre regolarmente con prestigiose orchestre in Francia, Germania, Italia, Spagna, Svizzera, Stati Uniti e in altri Paesi.

Collabora regolarmente con direttori d’orchestra tra i più prestigiosi, quali Rudolf Barshai, Kyrill Kondrashin, Riccardo Muti, Kurt Sanderling, Wolfgang Sawallisch, Evgeny Svetlanov, Yury Temirkanov o Antoni Wit – per nominarne solo alcuni.

La stagione 2017/2018 è composta come sempre da recital come solista, concerti con l’orchestra, musica da camera – in Germania, Georgia, Italia, Giappone, Portogallo, Russia, Spagna, Asia e Sud America – masterclasses (es. Fiesole, Salisburgo, Tokyo) e sarà membro della giuria nei concorsi di Rio de Janeiro, Thessaloniki, Tel Aviv e Bratislava.

L’etichetta discografica Live Classics ha dimostrato un ampio interesse riguardo alla personalità musicale di Elisso Virdsaladze.

 

 

Violinista SERGEI KHACHATRYAN – Pianista LUSINE KHACHATRYAN

Lunedì 19 Marzo 2018 – ore 20.30 Sala Verdi del Conservatorio – Via Conservatorio, 12 – Milano

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SERGEI KHACHATRYAN

Nato a Yerevan, Armenia, ha vinto il Primo Premio al Concorso Jean Sibelius di Helsinki nel 2000, diventando il più giovane vincitore nella storia del concorso, nonché il Primo Premio al Concorso Queen Elisabeth di Bruxelles. Ha suonato con Bamberger Symphoniker, Munich Philharmonic, Swedish Radio Symphony, Mariinsky Orchestra e l’Orchestre de Paris. Ha inoltre collaborato con i Berliner Philharmoniker, Royal Concertgebouw Orchestra, Amsterdam Sinfonietta, Rotterdam Philharmonic, Orchestre National de France, London Symphony, London Philharmonic, Philharmonia Orchestra, NHK Symphony, Sydney Symphony e la Melbourne Symphony. Negli Stati Uniti ha suonato con Seattle Symphony, National Symphony Orchestra (Washington), New York Philharmonic, Boston Symphony, Philadelphia Orchestra, Cleveland Orchestra, San Francisco Symphony, così come al Ravinia, Blossom e Mostly Mozart Festival. Nella stagione 2017/18: il debutto all’Aspen Festival in Colorado, all’Elbphilharmonie Hamburg con l’Hamburger Symphoniker e al Salzburger Festspiele con il Concerto per violino di Beethoven. Ritorna a esibirsi con la Finnish Radio Symphony Orchestra, l’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia, di Rotterdam e le Royal Flemish Philharmonic Orchestra, la Filarmonica di San Pietroburgo e la Cleveland Orchestra. La scorsa stagione è iniziata con un tour in Giappone con la Nippon Foundation e ha visto i ritorni alla Seattle Symphony con Morlot, l’Orchestre National de France, la Philharmonia Orchestra, l’Orchestre National de Bordeaux Aquitaine, l’Orchestre National de Belgique, l’Orchestre Philharmonique du Luxembourg, l’Orchestre de la Suisse Romande e National Symphony Orchestra Washington. Sergey ha anche fatto il suo debutto con l’Ulster Orchestra, la Gulbenkian Orchestra, la Stavanger Symphony Orchestra e i Nürnberger Symphoniker. Altre collaborazioni includono progetti con la Baltimora Symphony Orchestra, la Barcelona Symphony Orchestra, la Sudwestrundfunk Sinfonieorchester, la Lucerne Symphony Orchestra e la Czech Philharmonic Orchestra. Sergey suona regolarmente in duo con la sorella Lusine (Konzerthaus Dortmund, Wigmore Hall, Théâtre des Champs-Élysées, Cité de la Musique, Amsterdam Concertgebouw, Palais des Beaux Arts, Philharmonie Luxembourg, Carnegie Hall e Alice Tully Hall e Herbst Theatre (San Francisco). Questa stagione vede il debutto della coppia al Victoria Hall e un ritorno all’Auditori Nacional di Madrid. La più recente registrazione di Sergei e Lusine della musica armena My Armenia for Naïve Classique, dedicata alla 100a commemorazione del genocidio armeno, è stata premiata con l’Echo Klassik per la registrazione di musica da camera (XX / XXI secolo) / Ensemble misto. Insieme hanno anche registrato le tre Sonate per violino e pianoforte di Brahms. Inoltre Sergei ha inciso i Concerti di Sibelius e Khachaturian con Sinfonia Varsovia e Emmanuel Krivine, entrambi i Concerti di Shostakovich con l’Orchestre National de France e Kurt Masur, una registrazione delle Sonate di Shostakovich e Franck per violino e pianoforte e le Sonate e Partite per violino solo di J.S. Bach. Suona un violino Guarneri “Ysaye” del 1740 messo a disposizione dalla Nippon Music Foundation.

LUSINE KHACHATRYAN

La pianista armena Lusine Khachatryan ha tenuto concerti a Francoforte, Monaco di Baviera, Zurigo, Amsterdam, Parigi, Wigmore Hall di Londra, Bruxelles, Barcellona, Madrid, New York, Montreal, Tokyo e a Yerevan in Armenia. Ha vinto il Music Award dell’Associazione Culturale Baden (1999), il maggiore contributo finanziario annuo degli Amici dell’Università di Musica di Karlsruhe (2000), il premio speciale della “German Music Foundation” (2001). Vincitrice di concorsi pianistici internazionali, viene invitata in vari festival tra cui il Festival di Yerevan, il Vladimir Nielsen Piano Festival e il Ravinia Music Festival (USA), il Festival di Brema e dello Schleswig-Holstein (Germania), il Festival di Edimburgo, il Festival “Bartók+Mozart” (Miskolci/Ungheria), il Festival “Snow & Symphony” di St. Moritz. Suona come solista, in formazioni di musica da camera e con orchestre sinfoniche, come la Staatsphilharmonie Reinland-Pfalz, l’Orchestre Regional de Cannes, Sinfonia Varsovia, l’Euregio Chamber Orchestra, la Armenian Philharmonic Orchestra e l’Orquestra Sinfonica Nacional del Ecuador.

Lusine Khachatryan suona in duo con il fratello Sergei, con il quale ha inciso le Sonate di Franck e Shostakovich, Brahms e successivamente un disco con musiche tradizionali armene.

I Solisti della Kremerata Baltica – Maestro Concertatore e Solista Gidon Kremer

Lunedì 12 Marzo 2018 – ore 20.30 Sala Verdi del Conservatorio – Via Conservatorio, 12 – Milano
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Nel 1997, al Festival di Musica da Camera di Lockenhaus si è assistito a una piccola rivoluzione quando il violinista Gidon Kremer ha presentato, oltre a tanti famosi musicisti, una nuova orchestra: la Kremerata Baltica, composta da 23 giovani talenti provenienti da Lettonia, Lituania ed Estonia, ha conquistato quel pubblico raffinato, donando nuova linfa al festival grazie alla sua esuberanza, energia e gioia di suonare.

La Kremerata Baltica, progetto fondato su una visione a lungo termine, è stato il regalo che Gidon Kremer ha voluto farsi in occasione del suo cinquantesimo compleanno: un modo per trasmettere la sua esperienza ai giovani colleghi provenienti dall’area baltica, regione in cui è stato promotore e ispiratore della cultura musicale, senza accettare compromessi sui livelli qualitativi.

Questo gruppo di talentuosi musicisti nel giro di pochi anni si è affermato come una delle migliori orchestre da camera del panorama musicale mondiale, riuscendo a consolidare la propria fama a livello internazionale con esibizioni nelle più prestigiose sale del mondo. Difatti, negli ultimi quindici anni la Kremerata Baltica ha suonato in più di cinquanta Paesi, in circa seicento città e in più di mille concerti in Asia, Australia, Stati Uniti, America Latina, Russia ed, ovviamente, Europa. L’ensemble ha al suo attivo più di venti registrazioni e, nel 2002, ha vinto un ‘Grammy Award’ e un ‘ECHO Award’, mentre all’edizione del 2009 del Praemium Imperiale si è aggiudicato il ‘Grant for Young Artists’.

L’orchestra gode attualmente del patrocinio dei governi dei tre stati baltici da cui provengono i suoi componenti – Lettonia, Lituania ed Estonia. Tra i celebri solisti con cui la Kremerata Baltica si è esibita figurano la soprano Jessye Norman, i pianisti Mikhail Pletnev, Evgeny Kissin, Oleg Maisenberg e Daniil Trifonov, i violinisti Thomas Zehetmair, Vadim Repin e Didier Lockwood e i violoncellisti Boris Pergamenshikov, Yo-Yo Ma e Mischa Maisky. Hanno inoltre avuto luogo collaborazioni con direttori d’orchestra del calibro di Sir Simon Rattle, Esa-Pekka Salonen, Christoph Eschenbach, Kent Nagano, Heinz Holliger, Vladimir Ashkenazy, Mirga Grazinyte-Tyla. Ognuno di questi artisti ha dato il proprio contributo alla formazione della Kremerata Baltica.

Elemento essenziale del carattere artistico dell’ensemble è il suo approccio creativo alla programmazione, che spesso va al di là delle tendenze dominanti per dare spazio a numerose prime esecuzioni di opere composte da autori come Pärt, Kancheli, Vasks, Desyatnikov e Raskatov. Il repertorio dell’orchestra, ampio e attentamente selezionato, si evidenzia anche nelle molte ed eccellenti incisioni: “After Mozart” del 2001 presenta registrazioni in chiave moderna delle opere del compositore austriaco ed ha vinto un ‘Grammy Award’ ed un ECHO nel 2002. Alcune delle più recenti registrazioni per l’etichetta Nonesuch comprendono “De profundis”, “Hymns and Prayers” e “The Art of Instrumentation: Homage to Glenn Gould” (pubblicato nel settembre 2012 per l’ottantesimo compleanno di Glenn Gould), un album che comprende undici brani ed arrangiamenti di compositori contemporanei che traggono ispirazione o ‘citano’ pezzi eseguiti o registrati con grande successo da Glenn Gould durante la sua carriera.

La registrazione intitolata “Mieczysław Weinberg” (2014, ECM – nomination ai Grammy Awards nel 2015) è stata registrata con Gidon Kremer a Neuhardenberg e Lockenhaus nel 2012 e 2013 ed è la prova di quanto avesse ragione Shostakovich nel considerare Weinberg uno dei grandi compositori del suo periodo.

Nel 2015 è stato pubblicato il CD “New Seasons”, che comprende il Concerto per violino n. 2 “The American Four Seasons” di Glass e altre opere di Pärt, Kancheli ed Umebayashi. In breve tempo il CD ha ricevuto molti consensi di pubblico e critica.

La Kremerata Baltica è ospite regolare di numerose istituzioni musicali, tra cui la Schloss Neuhardenberg (Berlino), Schloss Elmau (in Bavaria), la Fondazione Esterhazy di Eisenstadt, il Festival di Musica da Camera di Lockenhaus e molti altri. La Kremerata Baltica tiene inoltre un suo proprio festival a Sigulda, in Lettonia, dal 2003.

Alcune delle più memorabili esibizioni dell’ensemble negli ultimi anni includono la partecipazione al concerto per i diritti umani “To Russia With Love” tenuto nell’ottobre 2013 alla Philharmonie di Berlino, insieme ai rinomati solisti Martha Argerich, Daniel Barenboim, Elsbeth Moser, Nicolas Altstaedt, Khatia Buniatishvili, Emanuel Pahud, Sergey Nakaryakov. La Kremerata Baltica è anche parte di un progetto chiamato “All About Gidon” – uno spettacolo in forma semi-scenica con musiche che spaziano da Haydn a Piazzolla, dove Gidon Kremer riflette sulla sua carriera in modo musicale e retorico. Un’altra emozionante esperienza negli ultimi due anni sono state le esibizioni insieme a Gidon Kremer ed al mimo Slava Polunin con i suoi clown, un in progetto chiamato SNOW SYMPHONY. Il progetto più recente, promosso nel 2015, si intitola “Masks and Faces” ed è stato creato in collaborazione con Gidon Kremer e l’acclamato pittore e filosofo russo Maxim Kantor.