Archivio Categorie: Bio Artisti

Violoncellista GIOVANNI SOLLIMA

Lunedì 28 Gennaio 2019 ore 20:45
Verdi, Conservatorio di Milano _Via Conservatorio, 12
 
Giovanni Sollima è un vero virtuoso del violoncello. Suonare per lui non è un fine, ma un mezzo per comunicare con il mondo.
 
È un compositore fuori dal comune, che grazie all’empatia che instaura con lo strumento e con le sue emozioni e sensazioni, comunica attraverso una musica unica nel suo genere, dai ritmi mediterranei, con una vena melodica tipicamente italiana, ma che nel contempo riesce a raccogliere tutte le epoche, dal barocco al “metal”. Scrive soprattutto per il violoncello e contribuisce in modo determinante alla creazione continua di nuovo repertorio per il suo strumento. La prestigiosa Chicago Symphony Orchestra gli ha commissionato un concerto per due violoncelli per se stesso e Yo-Yo Ma.
 
Il suo è un pubblico variegato e trasversale: dagli estimatori di musica colta ai giovani “metallari” e appassionati di rock, Giovanni Sollima conquista tutti.
 
Nasce a Palermo da una famiglia di musicisti. Studia violoncello con Giovanni Perriera e Antonio Janigro e composizione con il padre Eliodoro Sollima e Milko Kelemen. Fin da giovanissimo collabora con musicisti quali Claudio Abbado, Giuseppe Sinopoli, Jörg Demus, Martha Argerich, Riccardo Muti, Yuri Bashmet, Katia e Marielle Labèque, Ruggero Raimondi, Bruno Canino, DJ Scanner, Victoria Mullova, Patti Smith, Philip Glass e Yo-Yo Ma.
 
La sua attività – in veste di solista con orchestra e con diversi ensemble (tra i quali la Giovanni Sollima Band, da lui fondata a New York nel 1997) – si dispiega fra sedi ufficiali ed ambiti alternativi: Brooklyn Academy of Music, Alice Tully Hall, Knitting Factory e Carnegie Hall (New York), Wigmore Hall e Queen Elizabeth Hall (Londra), Salle Gaveau (Parigi), Accademia di Santa Cecilia a Roma , Teatro San Carlo (Napoli), Kunstfest (Weimar), Teatro Massimo di Palermo, Teatro alla Scala (Milano), International Music Festival di Istanbul, Cello Biennale (Amsterdam), Summer Festival di Tokyo, Biennale di Venezia, Ravenna Festival, “?I Suoni delle Dolomiti”, Ravello Festival, Expo 2010 (Shanghai), Concertgebouw ad Amsterdam.
 
Per la danza collabora, tra gli altri, con Karole Armitage e Carolyn Carlson, per il teatro con Bob Wilson, Alessandro Baricco e Peter Stein e per il cinema con Marco Tullio Giordana, Peter Greenaway, John Turturro e Lasse Gjertsen (DayDream, 2007).
 
Insieme al compositore-violoncellista Enrico Melozzi, ha dato vita al progetto dei 100 violoncelli, nato nel 2012 all’interno del Teatro Valle Occupato, con lo scopo di dimostrare che si possono abbattere anche barriere di carattere pratico, grazie alla bellezza. Musicisti di età e formazione diversa, interscambio tra culture e livelli differenti, laboratorio permanente. La promozione di forme di creatività musicale non esclusivamente legate all’esecuzione di repertori già esistenti è una delle prerogative di questo progetto, insieme alla democraticità del suo funzionamento e ad un’ampia base di partecipazione. La manifestazione, infatti, si costruisce ogni anno attraverso una “chiamata alle arti” di 3 giorni, dedicata alla musica “spontanea”, con ospiti da tutto il mondo, blitz urbani in giro per la città, repertori imprevedibili e che abbracciano diverse epoche storiche, un concorso di composizione (quest’anno il primo “in clausura” seguito in diretta da Radio 3) e tanti concerti tra cui un concerto finale con l’Orchestra dei 100 violoncelli. Quest’anno 2013, I 100 violoncelli hanno aperto il tradizionale concerto del 1°Maggio a Roma. A Maggio 2014 la manifestazione si sposta a Milano al Teatro delle Arti!
 
Tra i CD di Giovanni per SONY i CD “Works”, “We Were Trees”, per la Glossa “Neapolitain Concertos” in collaborazione con I Turchini di Antonio Florio, disco che raccoglie 3 concerti barocchi inediti del ‘700 napoletano e un nuovo brano di Giovanni “Fecit Neap” e “Caravaggio” per l’Egea.
 
Giovanni Sollima insegna presso l’Accademia di Santa Cecilia a Roma dove è anche accademico effettivo e alla Fondazione Romanini di Brescia. Suona un violoncello Francesco Ruggeri fatto a Cremona nel 1679.
 
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Clavicembalista MICHELE BENUZZI

Giovedì 27 dicembre 2018 – ore 16.00 e ore 19.00
Venerdì 28 dicembre 2018 ore 16.00
Sabato 29 dicembre 2018 – ore 16.00
 
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MICHELE BENUZZI

Ha ottenuto il “Diploma di Concertista” al Royal College of Music di Londra.

Nel 2003 ha vinto il terzo premio alla diciassettesima edizione dello “Yamanashi International Harpsichord Competition” in Giappone.

Ha promosso ed eseguito, insieme ad altri clavicembalisti, l’esecuzione Integrale delle Sonate di Domenico Scarlatti in un programma ciclico di concerti che si sono tenuti ad Annecy in Francia dal 1995 al 2002.

Ha fondato il gruppo strumentale “Arcomelo” con il quale approfondisce il repertorio della musica barocca e le problematiche legate all’esecuzione su strumenti d’epoca.

Con “Arcomelo” ha registrato per la casa discografica “La Bottega Discantica” di Milano un CD dedicato ai Concerti per clavicembalo e orchestra di C. Ph. E. Bach e uno dedicato ai Concerti per clavicembalo e orchestra e alle Sinfonie di W. F. Bach, entrambi accolti con entusiasmo dalla critica.

Con la flautista giapponese Mitsuko Ota ha registrato i Concerti per flauto e flautino di Antonio Vivaldi. Il CD è stato nominato disco del mese dalla rivista giapponese “The record geijutsu magarine” (maggio 2013).

Da solista ha registrato le Sonate di Domenico Scarlatti sul clavicembalo di Johann Adolf Hass del 1764 appartenente alla Collezione Russell di Edimburgo; per la casa discografica “London Independent Records” un CD dedicato a G. F. Händel su uno strumento di Daniel Dulcken del 1730 recensito come “altamente raccomandato” dalla critica specializzata (International Record Review: dicembre 2010).

Attualmente registra per la casa discografica Brilliant Classics che ha pubblicato un disco dedicato alle Fantasie e Sonate di J. W. Hässler su uno strumento di Robert Falkener del 1773, recensito come “Highest, highest recommendation” dalla rivista Americana Fanfare e premiato con le 5 stelle della critica della rivista Musica (luglio, agosto 2012).

Nel 2012 ha registrato l’Integrale delle Sei collezioni di musica da camera di J. A. Benda in un cofanetto di 6 CD ; l’anno successivo l’Integrale delle Sonate di J. Ch. Nichelmann.

Di recente uscita un CD dedicato alle Sonate di J. Gallès e i primi 4 dell’Integrale della Musica per tastiera di J. W. Hässler.

Nei programmi futuri la registrazione delle Sonate di J. E. Altemburg.

Apprezzato per l’espressività delle sue esecuzioni e per la bellezza del suono è invitato come solista in Europa, Asia, Australia e Nuova Zelanda.

 

SI RACCOMANDA VIVAMENTE DI SPEGNERE I TELEFONI CELLULARI

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Violinista e Maestro concertatore GIDON KREMER – Violoncellista e Direttore MARIO BRUNELLO – KREMERATA BALTICA

Viola KRISTINA  ANUSEVICIUTE
Pianoforte MICHAIL LIFITS
Voce bianca FREDDIE JEMISON

Giovedì 20 Dicembre 2018 ore 20:45
Verdi, Conservatorio di Milano _Via Conservatorio, 12

Nel 1997, al Festival di Musica da Camera di Lockenhaus si è assistito a una piccola rivoluzione quando il violinista Gidon Kremer ha presentato, oltre a tanti famosi musicisti, una nuova orchestra: la Kremerata Baltica, composta da 23 giovani talenti provenienti da Lettonia, Lituania ed Estonia, ha conquistato quel pubblico raffinato, donando nuova linfa al festival grazie alla sua esuberanza, energia e gioia di suonare.

La Kremerata Baltica, progetto fondato su una visione a lungo termine, è stato il regalo che Gidon Kremer ha voluto farsi in occasione del suo cinquantesimo compleanno: un modo per trasmettere la sua esperienza ai giovani colleghi provenienti dall’area baltica, regione in cui è stato promotore e ispiratore della cultura musicale, senza accettare compromessi sui livelli qualitativi.

Questo gruppo di talentuosi musicisti nel giro di pochi anni si è affermato come una delle migliori orchestre da camera del panorama musicale mondiale, riuscendo a consolidare la propria fama a livello internazionale con esibizioni nelle più prestigiose sale del mondo. Difatti, negli ultimi quindici anni la Kremerata Baltica ha suonato in più di cinquanta Paesi, in circa seicento città e in più di mille concerti in Asia, Australia, Stati Uniti, America Latina, Russia ed, ovviamente, Europa. L’ensemble ha al suo attivo più di venti registrazioni e, nel 2002, ha vinto un ‘Grammy Award’ e un ‘ECHO Award’, mentre all’edizione del 2009 del Praemium Imperiale si è aggiudicato il ‘Grant for Young Artists’.

L’orchestra gode attualmente del patrocinio dei governi dei tre stati baltici da cui provengono i suoi componenti – Lettonia, Lituania ed Estonia. Tra i celebri solisti con cui la Kremerata Baltica si è esibita figurano la soprano Jessye Norman, i pianisti Mikhail Pletnev, Evgeny Kissin, Oleg Maisenberg e Daniil Trifonov, i violinisti Thomas Zehetmair, Vadim Repin e Didier Lockwood e i violoncellisti Boris Pergamenshikov, Yo-Yo Ma e Mischa Maisky. Hanno inoltre avuto luogo collaborazioni con direttori d’orchestra del calibro di Sir Simon Rattle, Esa-Pekka Salonen, Christoph Eschenbach, Kent Nagano, Heinz Holliger, Vladimir Ashkenazy, Mirga Grazinyte-Tyla. Ognuno di questi artisti ha dato il proprio contributo alla formazione della Kremerata Baltica.

Elemento essenziale del carattere artistico dell’ensemble è il suo approccio creativo alla programmazione, che spesso va al di là delle tendenze dominanti per dare spazio a numerose prime esecuzioni di opere composte da autori come Pärt, Kancheli, Vasks, Desyatnikov e Raskatov. Il repertorio dell’orchestra, ampio e attentamente selezionato, si evidenzia anche nelle molte ed eccellenti incisioni: “After Mozart” del 2001 presenta registrazioni in chiave moderna delle opere del compositore austriaco ed ha vinto un ‘Grammy Award’ ed un ECHO nel 2002. Alcune delle più recenti registrazioni per l’etichetta Nonesuch comprendono “De profundis”, “Hymns and Prayers” e “The Art of Instrumentation: Homage to Glenn Gould” (pubblicato nel settembre 2012 per l’ottantesimo compleanno di Glenn Gould), un album che comprende undici brani ed arrangiamenti di compositori contemporanei che traggono ispirazione o ‘citano’ pezzi eseguiti o registrati con grande successo da Glenn Gould durante la sua carriera.

La registrazione intitolata “Mieczysław Weinberg” (2014, ECM – nomination ai Grammy Awards nel 2015) è stata registrata con Gidon Kremer a Neuhardenberg e Lockenhaus nel 2012 e 2013 ed è la prova di quanto avesse ragione Shostakovich nel considerare Weinberg uno dei grandi compositori del suo periodo.

Nel 2015 è stato pubblicato il CD “New Seasons”, che comprende il Concerto per violino n. 2 “The American Four Seasons” di Glass e altre opere di Pärt, Kancheli ed Umebayashi. In breve tempo il CD ha ricevuto molti consensi di pubblico e critica.

La Kremerata Baltica è ospite regolare di numerose istituzioni musicali, tra cui la Schloss Neuhardenberg (Berlino), Schloss Elmau (in Bavaria), la Fondazione Esterhazy di Eisenstadt, il Festival di Musica da Camera di Lockenhaus e molti altri. La Kremerata Baltica tiene inoltre un suo proprio festival a Sigulda, in Lettonia, dal 2003.

Alcune delle più memorabili esibizioni dell’ensemble negli ultimi anni includono la partecipazione al concerto per i diritti umani “To Russia With Love” tenuto nell’ottobre 2013 alla Philharmonie di Berlino, insieme ai rinomati solisti Martha Argerich, Daniel Barenboim, Elsbeth Moser, Nicolas Altstaedt, Khatia Buniatishvili, Emanuel Pahud, Sergey Nakaryakov. La Kremerata Baltica è anche parte di un progetto chiamato “All About Gidon” – uno spettacolo in forma semi-scenica con musiche che spaziano da Haydn a Piazzolla, dove Gidon Kremer riflette sulla sua carriera in modo musicale e retorico. Un’altra emozionante esperienza negli ultimi due anni sono state le esibizioni insieme a Gidon Kremer ed al mimo Slava Polunin con i suoi clown, un in progetto chiamato SNOW SYMPHONY. Il progetto più recente, promosso nel 2015, si intitola “Masks and Faces” ed è stato creato in collaborazione con Gidon Kremer e l’acclamato pittore e filosofo russo Maxim Kantor.

Mario Brunello
Nel 1986 vince il Primo Premio al Concorso Čaikovskij di Mosca che lo proietta sulla scena internazionale. Viene invitato dalle più prestigiose orchestre, tra le quali London Philharmonic, Munich Philharmonic, Philadelphia Orchestra, Mahler Chamber Orchestra, Orchestre Philharmonique de Radio-France, DSO Berlin, London Symphony, NHK Symphony di Tokyo, Kioi Sinfonietta, Filarmonica della Scala, Accademia Nazionale di Santa Cecilia; lavora con direttori quali Antonio Pappano, Valery Gergiev, Yuri Temirkanov, Manfred Honeck, Riccardo Chailly, Vladimir Jurowski, Ton Koopman, Riccardo Muti, Daniele Gatti, Myung-Whun Chung e Seiji Ozawa.

La stagione 2018 è ricca di prestigiosi appuntamenti tra cui il ritorno a Tokyo come solista con la NHK Symphony Orchestra e successivamente nel doppio ruolo di direttore e solista con la Kioi Hall Chamber Orchestra, sarà di nuovo ospite dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai a Torino e rinnoverà la collaborazione con la Kremerata Baltica per diversi progetti, che proseguiranno nelle prossime stagioni, nel doppio ruolo di solista e direttore. In questa stagione sarà altresì completata l’integrale dell’opere di J. S. Bach per violino e violoncello solo, ciclo articolato in quattro serate in cui eseguirà le Suites per violoncello alternate alle Sonate e Partite per violino eseguite sul violoncello piccolo, ciclo che sarà registrato per un rilascio successivo.

È stato protagonista con Marco Paolini di una nuova produzione di teatro musicale, #Antropocene, con le musiche di Mauro Montalbetti e la partecipazione del rapper Frankie hi-nrg mc rappresentata al Teatro Massimo di Palermo, al Roma Europa Festival, al Teatro Regio di Torino e al Teatro San Carlo di Napoli.

Negli ultimi anni Brunello si presenta sempre più di frequente nella doppia veste di direttore e solista. Inizierà nel dicembre di quest’anno la collaborazione come Direttore Ospite della Philharmonie Zuidnederland che si estenderà per i prossimi tre anni, durante i quali l’obiettivo è dare attezione ai lavori della Prima Scuola Viennese e al repertorio per violoncello e orchestra noto e meno noto.

Nell’ambito della musica da camera collabora con celebri artisti, tra cui Gidon Kremer, Yuri Bashmet, Martha Argerich, Andrea Lucchesini, Frank Peter Zimmermann, Isabelle Faust, Maurizio Pollini e l’Hugo Wolf Quartet.

Nella sua vita artistica riserva ampio spazio a progetti che coinvolgono forme d’arte e saperi diversi (teatro, letteratura, filosofia, scienza), integrandoli con il repertorio tradizionale. Interagisce con artisti di altra estrazione culturale, quali Uri Caine, Paolo Fresu, Marco Paolini, Stefano Benni, Moni Ovadia e Vinicio Capossela. Attraverso nuovi canali di comunicazione cerca di avvicinare il pubblico a un’idea diversa e multiforme del far musica, creando spettacoli interattivi che nascono in gran parte nello spazio Antiruggine, un’ex-officina ristrutturata, luogo ideale per la sperimentazione.

I diversi generi artistici si riflettono nell’ampia discografia che include opere di Bach, Beethoven, Brahms, Schubert, Haydn, Vivaldi, Chopin, Janáček e Sollima. Deutsche Grammophon ha pubblicato il Triplo Concerto di Beethoven diretto da Claudio Abbado, e EGEA Records ha realizzato “Brunello Series”, raccolta di cinque dischi che include The Protecting Veil di Tavener con la Kremerata Baltica e le Suites di Bach (Premio della Critica 2010). Di recente pubblicazione il Concerto di Dvorak registrato live con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia diretta da Antonio Pappano (Warner) e il DVD del Concerto per violoncello n. 2 di Shostakovich registrato sempre live alla Salle Pleyel di Parigi con l’Orchestra del Teatro Mariinsky e Valery Gergiev.

Mario Brunello ha studiato con Adriano Vendramelli, perfezionandosi in seguito con Antonio Janigro. È direttore artistico dei festival Arte Sella e I Suoni delle Dolomiti. Ha pubblicato tre libri, l’ultimo dei quali con Gustavo Zagrebelsky, ed è Accademico di Santa Cecilia. Suona il prezioso violoncello Maggini dei primi del Seicento appartenuto a Franco Rossi.

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Pianisti ENRICO POMPILI e ZLATA CHOCHIEVA

Lunedì 17 Dicembre 2018 ore 20:45
Verdi, Conservatorio di Milano _Via Conservatorio, 12
 
ORCHESTRA SINFONICA SCHOENBERG
Direttore ALESSANDRO TRAVAGLINI 

 
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Pianista MIKHAIL LIDSKY

Lunedì 10 Dicembre 2018 ore 20:45
Verdi, Conservatorio di Milano _Via Conservatorio, 12

MIKHAIL LIDSKY

Nato nel 1968 a Mosca, ha iniziato a studiare pianoforte all’età di cinque anni. Nel 1975 è stato ammesso alla Gnessin Moscow Specialized Music School (classe di Marina Marshak-Young).

Dal 1978 fino alla laurea e successivamente dal 1987 al 1992 ha studiato con Vladimir Tropp alla Gnessin Russian Academy of Music.

A 13 anni ha suonato per la prima volta con orchestra e a 15 ha tenuto il suo primo recital. Durante gli studi, ha tenuto molti concerti in numerose città dell’URSS come solista e musicista da camera. All’ottava competizione All-Russia Piano Competition (Kislovodsk, 1989) ha ricevuto il 1° premio (comune), il premio della Russia Music Society e un premio speciale per l’esecuzione del Concerto n.2 per pianoforte di Prokofiev. Da allora, non ha più partecipato ad alcun concorso.

La carriera concertistica di Lidsky comprende numerose apparizioni in Russia, Belgio, Regno Unito, Germania, Italia, Paesi Bassi, Finlandia, Francia, Turchia, Taiwan e Giappone.

Il suo vasto e versatile repertorio comprende J.S. Bach, Scarlatti, Haydn, Mozart, Beethoven, Schubert, Schumann, Chopin, Liszt, Brahms, Ciaikovski, Rachmaninov. Scriabin, Medtner, Debussy, Ravel, Stravinsky, Hindemith, Myaskovsky, Prokofiev, Shostakovich, ecc.

Suona con The Russian State Symphony Orchestra, The Russian National Orchestra, The Moscow Philharmonic Orchestra, The Saint-Petersburg Philharmonic Orchestra, Lithuanian Chamber Orchestra, Netherlands Radio Philharmonic Orchestra, Rotterdam Philharmonic Orchestra, The Netherlands Radio Symphony Orchestra; collabora con direttori quali: Alexander Vedernikov, Feodor Glushchenko, Arnold Katz, Dmitri Liss, Vladimir Ponkin, Ravil Martynov, Vladimir Verbitsky, Yuri Simonov e per la musica da camera collabora stabilmente con i Virtuosi di Mosca, il Mozart Quartet e il violinista Domenico Nordio.

Dal 2007 Lidsky è rimasto l’unico pianista della sua generazione a realizzare ogni anno recital alla Moscow International Music House, con Integrali di Beethoven, Mozart, Schubert, Schumann, Chopin e Liszt, replicati poi in molte città della Russia.

Nel 2010 ha partecipato alla serata di chiusura del Antalya Piano Festival (Turchia) eseguendo il Concerto n.1 per pianoforte di Shostakovich con Virtuosi di Mosca diretto da Vladimir Spivakov, nel 2012 ha suonato al Russian Piano Music Festival (Mosca) eseguendo il Concerto n.1 per pianoforte di Medtner con la Filarmonica di Mosca e nel 2013 (San Pietroburgo) ha eseguito il Concerto n.5 per pianoforte di Prokofiev con la Filarmonica di San Pietroburgo diretto da Alexander Vedernikov.
 
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DANISH STRING QUARTET – Pianista YEVGENY SUDBIN

Lunedì 3 Dicembre 2018 ore 20:45
Verdi, Conservatorio di Milano _Via Conservatorio, 12

Yevgeny Sudbin nato a San Pietroburgo, dove ha studiato, si è trasferito successivamente a Berlino e infine a Londra. Ha inciso 14 album e il suo CD, dedicato a Scriabin si è aggiudicato il Classical Award al MIDEM di Cannes.

Oltre agli studi al Royal College of Music, ha seguito corsi di Fleisher e Hough e ha ottenuto borse di studio da varie Fondazioni (Pulvermacher, Alexis Gregory, Wall Trust).

Sudbin ha suonato in recitals (New York, Amburgo, Lipsia, Berlino, Parigi) e con orchestre sinfoniche (negli USA  con Minneapolis, Seattle, San Francisco; in Europa con London Philharmonic, BBC Scottish, Tonhalle Orchestra). Ha tenuto concerti con: Minnesota Orchestra, Seattle Symphony, San Francisco Symphony, Orchestra della Tonhalle, la London Philharmonic Orchestra e la BBC Scottish Symphony Orchestra.

Sudbin ha suonato il Concerto n. 1 di Rachmaninov con la BBC Philharmonic e Tortelier ai Proms nel 2008. É ospite abituale di festivals musicali in tutto il mondo, da Aspen, a La Roque d’Antheron, a Verbier, ai Proms di Londra a Singapore. Recitals alla Tonhalle di  Zurigo, a Wigmore Hall e South Bank, al Concertgebouw di Amsterdam, a San Francisco, al Gilmore International Piano Festival, a San Juan di Porto Rico; ha suonato a Londra con Philharmonia e London Philharmonic, al Mostly Mozart Festival, a New York, dove ha ottenuto successo entusiastico nella serie Frick Collection, anche a Lincoln Center.

Ha inciso il ciclo completo dei Concerti di Beethoven e grande successo anche per le incisioni dei Concerti di Rachmaninov e Medtner, un impegno pluriennale, in collaborazione con la Minnesota Orchestra diretta da Osmo Vänskä. “Scoperto” da Serate Musicali nel 2001, esse ne hanno assecondato la verità e la scintilla, in qualità di “Arbiter elegantiarum”.


 
DANISH STRING QUARTET

Il Danish String Quartet e’ uno dei Quartetti Danesi di maggior fama internazionale.
Eccezionali interpreti dei grandi classici di BETHOVEN e MOZART, si pongono anche come eccezionali esecutori di repertorio contemporaneo.

Nel 2001, il Professor Tim Frederiksen della Royal Danish Academy of Music di Copenaghen ha fornito un forte imprimatur alla formazione classica del Quartetto norvegese, riconoscendone il virtuosismo e proiettandoli sul panorama musicale internazionale nonostante la giovanissima eta’.

Nel corso della stagione ’13/’14 sono apparsi nell’ambito della Lincoln Center Chamber Music Society.
Nel 2009 fu essi conferito il Primo Premio nell’ambito dell’ International London Chamber Music Competition unitamente al 20th Century Prize, al Beethoven Prize, al Sidney Griller Award ed al Menton Festival Prize.
Nel2012 hanno immesso sul mercato la registrazione di quartetti da BARTOK a BEETHOVEN.

Il Danish String Quartet e’ apparso presso i principali centri musicali al mondo tra cui ricordiamo Stati Uniti, Italia, Germania e Gran Bretagna.
In Gran Bretagna sono regolarmente ospiti presso la celebre Wigmore Hall.

Nel 2011 , il Danish String Quartet ha ricevuto il prestigioso Carl Nielsen Prize, uno dei massimi riconoscimenti culturali mai conferiti in Danimarca.

Nell’ambito della stagione attuale e’ in corso la seconda tournee’ statunitense che sta raccogliendo eccezionali consensi da parte di pubblico e critica presso le sedi cameristiche di maggior fama.

Il Danish String Quartet incide per la ECM.

Violoncellista STEVEN ISSERLIS – Fortepianista ROBERT LEVIN

Lunedì 26 Novembre 2018 ore 20:45
Verdi, Conservatorio di Milano _Via Conservatorio, 12
 
Steven Isserlis
 
Come solista collabora con Gewandhausorchester Leipzig, Berlin Philharmonic, Vienna  Philharmonic, Philharmonia Orchestra, Tonhalle Orchester di Zurigo, Los Angeles  Philharmonic e suona in recital nelle più importanti sale internazionali.
Come camerista ha ideato numerosi programmi per le maggiori rassegne concertistiche, tra cui Wigmore Hall, 92nd St Y di New York e per i Festival di Salisburgo e Verbier.
Isserlis nutre grande interesse per gli strumenti d’epoca e  ha  suonato  con  le  più  importanti  orchestre  di  strumenti originali e in recital con cembalo e fortepiano.
È anche un fiero  sostenitore  della musica contemporanea e ha collaborato con i più celebri compositori presentando nuove opere, tra le quali The Protecting Veil di John Tavener, Lieux retrouvés di Thomas Adès e For Steven di Gyorgy Kurtág. Attraverso una discografia pluripremiata Isserlis rivela la vastità del suo repertorio.
La registrazione delle Suites di Bach ha ricevuto i premi Instrumental Disc of the Year e Critic’s Choice della rivista Gramophone. Oltre al Concerto di Dvorak con la Mahler Chamber Orchestra e Daniel Harding, ha registrato vari dischi con Olli Mustonen, l’Integrale dell’opera di Beethoven con Robert Levin, i Concerti di Elgar e Walton con la Philharmonia Orchestra e Paavo Järvi e il Doppio Concerto di Brahms con Joshua Bell e l’Academy di St. Martin‐in‐the‐Fields.
Nel 2017 il suo ultimo lavoro discografico dedicato ai Concerti di Haydn e C.P.E. Bach nella doppia veste di solista e direttore con la Deutsche Kammerphilharmonie Bremen ha riscosso unanimi consensi. Nello stesso anno è uscito un disco speciale con Connie Shih ispirato alla Prima Guerra Mondiale, in cui Isserlis suona un violoncello da viaggio usato nelle trincee.
Scrivere e suonare per i bambini è un’altra sua passione: i libri sulla vita dei grandi compositori ‐ Why Beethoven Threw the Stew e Why Handel Waggled his Wig ‐ sono stati tradotti in molte lingue, tra cui l’italiano; inoltre ha scritto tre favole musicali insieme alla compositrice Anne Dudley.
Insignito di un CBE nel 1998 in segno dell’instancabile attività artistica, ha ricevuto il Premio Schumann della  Città di Zwickau e il Piatigorsky Prize negli Stati Uniti. Il 2017 è stato un anno ricco di  riconoscimenti tra cui il Glashütte Original Music Festival Award, la Wigmore Hall Gold Medal e la Walter Willson Cobbett Medal per il suo impegno nella musica da camera; inoltre è uno dei due violoncellisti viventi incluso nella Gramophone’s Hall of Fame. Suona lo Stradivari “Marquis de Corberon (Nelsova)” del 1726, su gentile concessione della Royal Academy of Music.
Le “Serate Musicali” si onorano di avere trovato affinità elettive con un Artista già storico come Isserlis. Virtuoso dal volto umano, non ignora e non disdegna alcun tipo di humor, per il nostro conforto, la nostra delizia, la nostra consolazione. La sua “noblesse” lo fa essere più unico che raro. Il suo “cantabile” è invidiato e non è forse riproducibile. I suoi viaggi e le sue avventure nella storia ci accompagnano. È ospite di Serate Musicali – Milano dal 1992.
 
Ultimo libro di Steven Isserlis: “Consigli ai giovani musicisti o Regole di vita musicale di Robert Schumann, rivisti e commentati da Steven Isserlis” (ed. Curci) a disposizione, questa sera, nel foyer della Sala Verdi, per la firma dell’artista.
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ROBERT LEVIN
 
Il pianista e direttore americano Robert Levin si è affermato a livello mondiale tra Stati Uniti, Europa, Australia e Asia. I suoi impegni da solista su pianoforti Steinway lo hanno visto ospite delle maggiori orchestre con direttori come Semyon Bychkov, James Conlon, Bernard Haitink, Sir Neville Marriner, Seiji Ozawa, Sir Simon Rattle e Esa-Pekka Salonen.
Si è esibito su pianoforti d’epoca con l’Academy of Ancient Music, l’Handel & Haydn Society, l’Orchestra of the Age of Enlightenment e l’Orchestre Révolutionnaire et Romantique, diretto da Sir John Eliot Gardiner, Christopher Hogwood, Sir Charles Mackerras, Nicholas McGegan e Sir Roger Norrington.
Rinomato per i suoi abbellimenti e cadenze improvvisati nel repertorio del periodo classico, Robert Levin ha registrato per alcune importanti etichette discografiche. Tra queste registrazioni figura il ciclo di Concerti di Mozart; il ciclo di Concerti di Beethoven e prossimamente verrà pubblicata la sua lettura delle Sonate per pianoforte di Mozart, su pianoforte dello stesso.
Collabora regolarmente con Steven Isserlis, con cui ha registrato l’Integrale beethoveniana per pianoforte e violoncello e con la pianista Ya-Fei Chuang, con cui si esibisce in recital e con orchestra. All’inizio di quest’anno ha girato l’Europa e gli Stati Uniti in tour con la violinista Hilary Hahn.
Un appassionato sostenitore della nuova musica, Robert Levin ha commissionato e presentato in anteprima un gran numero di opere.
Rinomato musicista da camera, i suoi completamenti dei frammenti di Mozart sono pubblicati da Bärenreiter, Breitkopf & Härtel, Carus, Peters e Wiener Urtext Edition, registrati e eseguiti in tutto il mondo.
 
Questa sera Robert Levin suonerà su un Fortepiano a coda Johann Schantz, Vienna, ca.1810, della collezione di Fernanda Giulini, che ringraziamo vivamente.
 
Visualizza la scheda tecnica del fortepiano  Johann Schantz
 
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I SOLISTI AQUILANI – Chitarrista MANUEL BARRUECO – Bandoneon CESARE CHIACCHIARETTA

Lunedì 19 Novembre 2018 ore 20:45
Verdi, Conservatorio di Milano _Via Conservatorio, 12
Manuel Barrueco, nato a Santiago de Cuba, iniziò  a suonare ad orecchio la chitarra a otto anni e frequentò poi il Conservatorio Esteban Salas nella sua città natale.

Trasferitosi negli USA nel 1967 , continuò i suoi studi a Miami e a New York ed entrò al Peabody Conservatory di Baltimora , dove fu il primo chitarrista a vincere la Peabody Competition e dove oggi insegna .

Barrueco è riconosciuto in tutto il mondo come uno dei più importanti chitarristi,  apprezzato per la maestria tecnica e per la straordinaria musicalità ,dotata di un suono seducente e doti liriche non comuni.

La sua intensa attività internazionale lo vede suonare ogni anno nelle più importanti capitali della musica: tra gli impegni più recenti ricorderemo i concerti di New York, Los Angeles, Chicago, Londra, Milano, Roma, Monaco di Baviera, Madrid, Barcellona, Copenhagen, Atene, Seul, Taipei, Singapore , Hong Kong e la sua nona tournée in Giappone.

La scorsa stagione Barrueco ha suonato fra l’altro con l’Orchestra della BBC ai Proms di Londra  e con la Royal Philharmonic Orchestra a Madrid per celebrare i cento anni dalla nascita di Joaquin Rodrigo.

Nei prossimi mesi Barrueco suonerà negli Stati Uniti la prima esecuzione del nuovo Concerto di Roberto Sierra con la New World Symphony e sarà solista con la Philadelphia Orchestra, la Baltimore Symphony, l’Indianapolis Symphony, la Dallas Symphony Orchestra. Sarà inoltre in tournée negli USA in duo con il celebre chitarrista jazz Al Di Meola.

Barrueco ha registrato in esclusiva per EMI una dozzina di dischi.Il suo disco “Cuba!” è stato definito “uno straordinario risultato musicale” dal San Francisco Chronicle, mentre l’incisione del“Concierto de Aranjuez” di Rodrigo con Placido Domingo come direttore e la Philharmonia Orchestra è stata definita “la migliore registrazione di quest’opera” da “ Classic CD Magazine”.

Il suo ultimo cd “Nylon & Steel” è una raccolta di pezzi in duo con grandi chitarristi non classici : il jazzista Al Di Meola, Steve Morse dei Deep Purple e Andy Summers dei Police, ed è un’ennesima dimostrazione della sua grande versatilità .

I suoi concerti sono stati trasmessi da numerose televisioni in tutto il mondo: dalla NHK  in Giappone ,  dal Bayerischer Rundfunk in Germania, dalla RAI in Italia e via satellite e dalla RTVE spagnola.  Negli Stati Uniti Barrueco ha preso parte a numerose trasmissioni televisive ed è diventato molto popolare.

Manuel Barrueco ha suonato fra l’altro sotto la direzione Seiji Ozawa, Esa-Pekka Salonen, Franz Welser-Möst e David Zinman. Il suo interesse all’arricchimento del repertorio chitarristico  lo ha portato a collaborare con compositori contemporanei  quali Arvo Pärt, Toru Takemitsu, Roberto Sierra e Steven Stucky.

E’ ospite regolare di Serate Musicali.

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Pianista Sir ANDRAS SCHIFF

Lunedì 12 Novembre 2018 ore 20:45
Verdi, Conservatorio di Milano _Via Conservatorio, 12
 
Sir ANDRAS SCHIFF  è nato a Budapest, dove ha ricevuto le prime lezioni di pianoforte a cinque anni da Elisabeth Vadàsz e successivamente, frequentando l’Accademia Franz Liszt, da Pàl Kadosa, Kurtag e Ferenc Rados. Ulteriori studi lo portarono a Londra da George Malcolm.

Attualmente una grande parte della sua attività è riservata ai recitals, dedicati in larga misura all’esecuzione di cicli integrali di autori quali Bach, Haydn, Mozart, Schubert, Chopin, Schumann, Bartok e Beethoven.
L’Integrale delle 32 Sonate, iniziata nel 2004 e portata a temine in venti città, è stata anche registrata dal vivo su CD alla Tonhalle di Zurigo.

Suona con molte tra le più importanti orchestre mondiali, spesso nella duplice veste di direttore e solista, privilegiando i Concerti di Bach, Beethoven e Mozart; nel 1999 ha creato una sua propria orchestra da camera, la «Cappella Andrea Barca», con cui, oltre che con la Chamber Orchestra of Europe e la Philharmonia di Londra, collabora in questo duplice ruolo.
È ospite delle più importanti orchestre del mondo.
Ha eseguito l’opera Omnia per tastiera di J. S. Bach e il Ciclo Integrale delle Sonate di Schubert, compiute e incompiute, per «Serate Musicali».

Da quando era studente ama molto la musica da camera: tra il 1989 e il 1998 ha diretto il Festival «Musiktage Mondsee», in Austria e nel 1995, insieme a Heinz Holliger, ha fondato a Ittingen, in Svizzera, un Festival di Pentecoste, durato fino al 2013. Nel 1998 ha creato a Vicenza il Festival “Omaggio a Palladio”. Dal 2004 al 2007 è stato  «Artist in Residence» del Festival di Weimar e nella stagione 2007/08 della Filarmonica di Berlino.

Sir Schiff ha ricevuto molti premi e riconoscimenti: nel 2006 è stato nominato Membro Onorario della Casa di Beethoven a Bonn, per i suoi meriti come interprete beethoveniano, nel 2007 ha ricevuto il premio della critica musicale italiana “Franco Abbiati”, nel 2008 è stato insignito della Medaglia della Wigmore Hall per il trentennale delle sue esecuzioni, nel 2011 gli è stato conferito il premio Robert Schumann dalla città natale del compositore. Nel 2012 ha ricevuto la medaglia d’oro del Mozarteum di Salisburgo, “l’Ordine per i meriti di scienze e arti”, ha ottenuto la nomina a Membro Onorario del Konzerthaus di Vienna ed è stato nominato “Special Supernumeray Fellow” del Balliol College di Oxford; nello stesso anno ha ricevuto la Grande Croce di merito con Stella della Repubblica Federale tedesca.
Il 21 dicembre 2013 gli è stata conferita la più alta onorificenza della Royal Philharmonic Society di Londra per il suo straordinario impegno musicale. Nel giugno 2014, per i suoi meriti artistici, ha ricevuto il titolo di «Sir» dalla Regina Elisabetta II e nel luglio 2014 ha ricevuto la Laurea Honoris Causa dell’Università di Leeds.

Nella primavera del 2011 Sir Andras Schiff ha esternato la sua preoccupazione per gli allarmanti sviluppi politici in Ungheria. Dopo gli attacchi offensivi a cui è stato sottoposto dai nazionalisti ungheresi come risposta, l’Artista ha deciso di non suonare più nella sua Patria.

 

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NOTA DI PASSAGGIO
 
Passi la Nave, colma di Desio nostro, d’altra Stagion, morendo il Verno! Suoni l’Onda del Mar, al Suo Governo, che obbedire sol possa al Maestro mio!  Da Ciel discesi per voler di Dio, Suoni -con essa- che sanno d’Eterno, ond’io, et non dall’oggi, me prosterno, e tutto l’altro -che m’é intorno – oblio.  Lingua mortal non può significare, com’Onda in Mare – solo a Lui fedele  per Miracol si voglia tramutare, in Gocce di Suoni, com’eterno Miele! Sanza Scilla e Cariddi! E il naufragare mai cognoscano quelle amate Vele! (H.F)

 
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Pianista MIKHAIL PLETNEV

Giovedì 8 Novembre 2018 ore 20:45
Verdi, Conservatorio di Milano _Via Conservatorio, 12
 
MIKHAIL PLETNEV
Nato nel 1957 ad Arkhangelsk, in Russia, Mikhail Pletnev ha dimostrato molto presto il suo talento, iniziando a studiare al Conservatorio di Mosca a 13 anni. Nel 1978 ha vinto il primo premio e la medaglia d’oro alla sesta edizione del Concorso Internazionale Ciaikovski.
 
Da allora si è esibito come solista con tutte le orchestre e i direttori più importanti al mondo. Nel 1990, grazie all’assenso del Presidente sovietico Mikhail Gorbachev, Pletnev ha fondato la Russian National Orchestra (RNO) – la prima orchestra russa non governativa e finanziata privatamente. Oggigiorno la RNO è considerata una delle migliori orchestre del mondo e ogni anno, sotto la direzione di Pletnev o di altri direttori, tiene tournée in Europa, Stati Uniti e Asia.
 
Nel 1996 l’Orchestra ha suonato in occasione dell’apertura dei Giochi Olimpici di Atlanta. Pletnev registra per Deutsche Grammophon dal 1993 e i suoi dischi sono stati più volte nominati ai Grammy Awards; il CD con le Sonate di Scarlatti ha ricevuto un Gramophone Award nel 1996. Pletnev ha anche suscitato il plauso internazionale per la sua attività di compositore; nel 1998, la prima esecuzione mondiale del suo Concerto per viola dedicato a (e suonato da) Yuri Bashmet è stato accolto con entusiasmo da critica e pubblico.
 
I suoi arrangiamenti per pianoforte de ‘Lo Schiaccianoci’ e de ‘La Bella Addormentata’ di Ciaikovski sono diventati – per i pianisti di tutto il mondo – esami tecnici per dimostrare di saper padroneggiare lo strumento.
 
Pletnev ha ricevuto numerosi riconoscimenti e premi internazionali, tra cui un Grammy nel 2005 e nel 2007 ha ricevuto un Premio Presidenziale e un Ordine “per i servizi resi alla Patria”.
È ospite di Serate Musicali dal 1992.
 
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