Archivio Categorie: Bio Artisti

Pianista MIKHAIL PLETNEV

Giovedì 8 Novembre 2018 ore 20:45
Verdi, Conservatorio di Milano _Via Conservatorio, 12
 
MIKHAIL PLETNEV
Nato nel 1957 ad Arkhangelsk, in Russia, Mikhail Pletnev ha dimostrato molto presto il suo talento, iniziando a studiare al Conservatorio di Mosca a 13 anni. Nel 1978 ha vinto il primo premio e la medaglia d’oro alla sesta edizione del Concorso Internazionale Ciaikovski.
 
Da allora si è esibito come solista con tutte le orchestre e i direttori più importanti al mondo. Nel 1990, grazie all’assenso del Presidente sovietico Mikhail Gorbachev, Pletnev ha fondato la Russian National Orchestra (RNO) – la prima orchestra russa non governativa e finanziata privatamente. Oggigiorno la RNO è considerata una delle migliori orchestre del mondo e ogni anno, sotto la direzione di Pletnev o di altri direttori, tiene tournée in Europa, Stati Uniti e Asia.
 
Nel 1996 l’Orchestra ha suonato in occasione dell’apertura dei Giochi Olimpici di Atlanta. Pletnev registra per Deutsche Grammophon dal 1993 e i suoi dischi sono stati più volte nominati ai Grammy Awards; il CD con le Sonate di Scarlatti ha ricevuto un Gramophone Award nel 1996. Pletnev ha anche suscitato il plauso internazionale per la sua attività di compositore; nel 1998, la prima esecuzione mondiale del suo Concerto per viola dedicato a (e suonato da) Yuri Bashmet è stato accolto con entusiasmo da critica e pubblico.
 
I suoi arrangiamenti per pianoforte de ‘Lo Schiaccianoci’ e de ‘La Bella Addormentata’ di Ciaikovski sono diventati – per i pianisti di tutto il mondo – esami tecnici per dimostrare di saper padroneggiare lo strumento.
 
Pletnev ha ricevuto numerosi riconoscimenti e premi internazionali, tra cui un Grammy nel 2005 e nel 2007 ha ricevuto un Premio Presidenziale e un Ordine “per i servizi resi alla Patria”.
È ospite di Serate Musicali dal 1992.
 
Maggiori dettagli sull’evento seguendo questo link

Pianista Piotr ANDERSZEWSKI

Lunedì 5 Novembre 2018 ore 20:45
Verdi, Conservatorio di Milano _Via Conservatorio, 12
 
Piotr Anderszewski: è considerato uno dei musicisti più importanti della sua generazione.
 
Di recente è apparso al Barbican Centre e alla Royal Festival Hall di Londra, alla Wiener Konzerthaus, alla Carnegie Hall di New York e alla  Mariinsky Concert Hall di San Pietroburgo. Le collaborazioni orchestrali includono quelle con i Berliner Philharmoniker, le Sinfoniche di Chicago e Londra, la Philadelphia Orchestra e la Concertgebouw Orchestra. Si è inoltre esibito, dirigendo dalla tastiera, con la Scottish Chamber Orchestra, la Sinfonia Varsovia e la Deutsche Kammerphilharmonie Bremen.
 
Dal 2000 Piotr Anderszewski incide in esclusiva per Warner Classics/Erato (già Virgin Classics). Il suo primo disco è stato le Variazioni Diabelli di Beethoven che ha ricevuto svariati premi tra cui lo Choc du Monde de la Musique e l’ECHO Klassik. La sua affinità con la musica del compatriota Szymanowski è racchiusa nell’elogiatissimo cd che raccoglie le composizioni per pianoforte solo dell’artista polacco e che ha ricevuto il Classic FM Gramophone Award nel 2006. Inoltre, il cd dedicato a  Robert Schumann ha ricevuto l’ECHO Klassik nel 2011 e due premi BBC Music Magazine nel 2012, uno dei quali è stato il riconoscimento ‘Recording of the Year’. La discografia di Piotr Anderszewski si è arricchita di recente dell’incisione, elogiata dalla critica, delle Suite Inglesi di Bach (1,3 e 5) che ha ricevuto il Gramophone e l’ ECHO Klassik nel 2015.
 
Piotr Anderszewski, pianista riconosciuto soprattutto per l’interpretazione intensa ed originale, ha ricevuto molti premi nella sua carriera. Tra questi citiamo il prestigioso premio Gilmore, assegnato ogni quattro anni ai pianisti che dimostrano un talento eccezionale.
 
Il pianista polacco è inoltre stato l’oggetto di due documentary pluripremiati girati da  Bruno Monsaingeon per ARTE. Il primo di questi, Piotr Anderszewski plays the Diabelli Variations (2001) esplora la peculiare relazione tra Anderszewski e l’opera 120 di Beethoven mentre il secondo, Piotr Anderszewski, Unquiet Traveller (2008) è un ritratto d’artista inusuale, che coglie le riflessioni del pianista sulla musica, l’esibirsi in pubblico e le sue origini polacche.
 
Nella stagione 2015-16 Piotr Anderszewski apparirà con i Berliner Philharmoniker, la Bayerischer Rundfunk Sinfonieorchester e la Czech Philharmonic Orchestra, si esibirà inoltre in Austria e Svizzera con la Camerata Salzburg e con la Lausanne Chamber Orchestra. In recital può essere ascoltato al Lucerne Festival, al Festival Enescu, alla Gewandhaus di Lipsia, alla Philharmonie di Berlino, alla Wigmore Hall di Londra e al Lincoln Center di New York
 
Maggiori dettagli sull’evento seguendo questo link

KAZAKH STATE CHAMBER ORCHESTRA – Clarinettista VINCENZO MARIOZZI – Violoncellista ALESSIO PIANELLI

Lunedì 29 Ottobre 2018 ore 20:45
Verdi, Conservatorio di Milano _Via Conservatorio, 12

Alessio Pianelli  – BORLETTI BUITONI TRUST ARTIST 2018 – violoncellista e compositore siciliano, classe 1989, si diplomagiovanissimo con lode al Conservatorio “V. Bellini” di Palermo sotto la guida di Giovanni Sollima.

Prosegue quindi la propria formazione nella classe di Thomas Demenga presso la Hochschule für Musik di Basilea, città dove tuttora risiede dopo aver conseguito “mit Auszeichnung” il “Master Performance” ed il “Master Soloist”, ricevendo dal governo svizzero lo Stipendium der Schweizerischen Eidgenossenschaft. A complemento della formazione accademica partecipa a corsi e masterclass d’interpretazione e musica da camera di M. Polidori, M. Brunello, R. Latzko, M. Kliegel, E. Bronzi, G. Gnocchi, V. Erben, W. Boettcher.

Luigi Fait lo definisce «un asso del violoncello». Stanno a confermarlo le molte vittorie in concorsi nazionali e internazionali: Rassegna d’Archi di Vittorio Veneto, Grand Prize Ibla, primo premio e premio speciale “Città di Porec” all’ International Cello Competition “Antonio Janigro” 2016,  primo premio e premio del pubblico allo Schenk Stiftung Wettbewerb di Zofingen, premio 2013 della Fondazione Renzo Giubergia, terzo premio all’International Cello Competition “B. Mazzacurati” 2016.

Fin da giovanissimo condivide il palco con musicisti di livello internazionale tra i quali M. Brunello, G. Tavares, G. Sollima, I. Monighetti, T. Demenga, S. Simionescu, V. Jacobsen, A. Oprean, M. Maisky, T. Mork, F. Benda, A. Kernjak, M. Piketty, T. Schabenberger. Suona da solista con orchestre sinfoniche e da camera quali l’Orchestra 1813 del Teatro Sociale di Como, Neues Orchester Basel, l’Orchestra dell’Ente Luglio Musicale Trapanese, l’Orchestra Sinfonica Siciliana, I Musici di Parma, l’Aargauer Sinfonie Orchester, l’Orchestra da camera Desono, la Sinfonieorchester Basel, la Philarmonie Baden-Baden, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI.

 

Pianista Jeffrey Swann

Martedì 23 Ottobre 2018
Teatro delle Vigne – Lodi

Programma

F. Busoni
Diario indiano
C. Debussy
Estampes
4 Preludi: Les collines d’Anacapri, La Puerto del Vino, Bruyères, Pickwick
F. Chopin
Barcarola
F. Liszt
Au bord d’une source (4)
Jeux d’eau à la Villa d’Este (7)
Vallée d’Obermann (12)
Rapsodia Ungherese n. 12

Biglietti: Intero € 15,00 – Ridotto €10,00

(condizioni particolari per gli Abbonati e per gli Amici delle Serate Musicali)

Coro GHISLIERI Direttore GIULIO PRANDI

voci e strumenti del Conservatorio di Musica G. Verdi di Milano
 
Venerdì 19 Ottobre 2018 ore 20:45
Verdi, Conservatorio di Milano _Via Conservatorio, 12
 
Programma

G. ROSSINI 
Petite Messe solemnelle per soli e coro con accompagnamento di due pianoforti e harmonium
 
Maggiori dettagli sull’evento seguendo questo link
 
Giulio Prandi è un direttore italiano specializzato nel repertorio vocale e sacro del XVIII secolo. È direttore artistico e musicale di Ghislieri musica presso lo
storico Collegio Ghislieri di Pavia, dove ha fondato e dirige Coro e Orchestra Ghislieri.
Con il gruppo svolge un’intensa attività concertistica internazionale, regolarmente invitato dai migliori festival di musica antica e presente nel cartellone delle più prestigiose sale da concerto europee. Nel gennaio 2018 ha debuttato al Concertgebouw di Amsterdam, dove tornerà per le prossime due stagioni, e a novembre guiderà il suo gruppo sul palco della Berliner Philharmonie, nella stagione dei Berliner Philharmoniker.
Ha inciso per Sony-Deutsche, Harmonia Mundi e Amadeus; con Arcana-Outhere Music ha pubblicato l’ultimo lavoro discografico dedicato a due inediti di Pergolesi.
Le sue produzioni discografiche sono state insignite di premi internazionali quali Diapason découverte, Disco del mese Classic Voice, Cinque stelle Amadeus e MUSICA.

Tiene regolarmente masterclass e workshop; dal 2017 è docente di Formazione corale presso l’ISSM “F. Vittadini” di Pavia. Ad aprile 2018 ha tenuto il Laboratorio sul repertorio vocale sacro del Settecento italiano al Conservatorio “G. Verdi” di Milano, che sarà riproposto nell’A.A. 2018/2019.
È da sempre impegnato nella divulgazione della musica sul suo territorio, in particolare seguendo l’attività del Coro Universitario del Collegio Ghislieri.
 
Coro e Orchestra Ghislieri è un ensemble vocale e strumentale italiano specializzato nel repertorio sacro del XVIII secolo.
Fondato nel 2003 dal suo direttore Giulio Prandi, è regolarmente presente nel cartellone dei maggiori festival e delle più prestigiose sale da concerto europee.
Nel 2018 celebra il suo quindicesimo anniversario con il debutto al Concertgebouw di Amsterdam, a gennaio, e alla Philharmonie di Berlino, a
novembre. Il 2019 lo vede impegnato in Italia, a Malta, in Francia, Belgio, Olanda, Germania, Austria.
Coro e Orchestra Ghislieri ha inciso per Sony – Deutsche Harmonia Mundi e Amadeus e, dal 2018, collabora con Arcana – Outhere Music. Il suo ultimo disco, dedicato a due inediti di Pergolesi, ha ricevuto il prestigioso Diapason Découvert.
È ensemble residente dello storico Collegio Ghislieri di Pavia, dove sviluppa il proprio progetto artistico attraverso una costante attività di ricerca, supportata da un Comitato Scientifico costituito in collaborazione con il Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali dell’Università di Pavia.

Pianista: SANDRO IVO BARTOLI

SOCIETÀ DEL GIARDINO
SALONE  D’ORO

via San Paolo, 10 – Milano

Giovedì 18 ottobre 2018 – ore 21.15

 

«So Long  SHURA!»

Ricordo di

SHURA CHERKASSKY

Programma dell’evento

SANDRO IVO BARTOLI

Ha studiato al Conservatorio di Firenze e alla Royal Academy of Music di Londra, perfezionandosi poi con il leggendario pianista russo Shura Cherkassky. Interprete del repertorio italiano del primo Novecento, suona con Philharmonia, Maggio Musicale Fiorentino, Hallé, Filarmonica di San Pietroburgo, Johnson City Symphony e Mozart Chamber Orchestra. Attratto dal repertorio virtuosistico tardo romantico, ha eseguito i Concerti di Rachmaninov (Terzo Concerto, Rapsodia sopra un tema di Paganini, Secondo Concerto), Shostakovitch (Primo Concerto), Beethoven (Quinto Concerto), Franck (Variazioni Sinfoniche), Chopin (Secondo Concerto) e Liszt (Concerto Malédiction, Totentanz). Ha vinto il Diapason D’Or/Découverte con l’Integrale dei Concerti per pianoforte e orchestra di Malipiero e il “5 de Diapason” con The Frescobaldi Legacy.
 
Nella sua discografia: Integrali delle trascrizioni Bach-Busoni, Liszt-Busoni; Fantasia contrappuntistica ed Elegie di Busoni e il Concerto in modo misolidio e la Toccata di Respighi. Nel 2015 ha registrato in “prima mondiale” le Musiche Francescane di Liszt, musiche di Bach e un album dedicato alla musica pianistica di Puccini. È stato in tournées in Giappone e negli Stati Uniti; ha collaborato  e collabora con l’Orchestra dell’Opera di Stato della Georgia, la Wilde Gungl di Monaco di Baviera e ha partecipato ai festival Puccini, Bayreuth, Cremona e Berlino. È al debutto con l’Istituzione Sinfonica Abruzzese. Musicista eclettico, ha frequentato il teatro curando le musiche di scena de ‘Il libro dell’inquietudine’ di Pessoa, andato in scena al Festival d’Avignon nell’adattamento di Tabucchi. È inoltre protagonista di due documentari usciti nel 2014: ‘Pianiste/Interpréte” (M. Sebestik, Parigi, 2005-2014) e ‘Mood Indigo’ (G. Besseling, Amsterdam, 2013). ww.sandroivobartoli.com

……………………………………………….

Nota di Passaggio

Artista probabilmente misconosciuto, attrae l’attenzione di “Serate Musicali” e della loro attività “PRO VERITATE”. Lo possiamo considerare un amico e seguace del nostro leggendario SHURA CHERKASSKY, che ha potuto frequentare a Londra. Già questo é un titolo, più unico che raro. Ma i meriti di Sandro Ivo Bartoli sono molteplici e suggestivi. Apostolo e riscopritore del Novecento italiano, di Casella, Malipiero, Respighi, Pizzetti etc. e citiamo una storica I° Esecuzione moderna della Toccata per pianoforte e orchestra di Respighi. Ma c’é anche la collaborazione con la BBC (dal Novecento italiano a Beethoven e Franck). Solista con grandi Orchestre sinfoniche (Europa e America), conferenziere (Università di Oxford e Londra), autore di vasta discografia e citiamo la registrazione di tutte le trascrizioni di LISZT-BUSONI. Autore di documentari cinematografici. Vincitore di un Diapason d’or, etc… La sua esecuzione della grande Ciaccona di Bach-Busoni, é un omaggio alla memoria di CHERKASSKY il leggendario, che le “Serate Musicali” portarono in queste Sale dorate e che qui si proclamò “Allievo di un allievo di Anton Rubinstein, il maggiore rivale di Ferenc Liszt”.

(Hans Fazzari)

…………………………………………………………………………………………….

In ricordo di Shura Cherkassky, il mio Maestro.

 

«Se indovinano quello che farai nella prossima battuta, allora vuol dire che non vale la pena ascoltarti». Shura Cherkassky

 

Londra, 13 ottobre 1991.
Ho vent’anni, e sono allievo della Royal Academy of Music, una scuola prestigiosa. Ho davanti a me una vita da musicista, sono pieno d’entusiasmo e di voglia d’imparare. Oggi, un mio amico mi ha praticamente tirato giù dal letto per assistere al recital di un signore che  suona alla Royal Festival Hall per celebrare i suoi primi ottant’anni. Si chiama Shura Cherkassky. Si presenta con passo da elfo, è piccolissimo e attacca la Ciaccona di Bach-Busoni. In quel momento la mia vita cambia: non ho mai sentito un pianoforte suonare così. Anzi: non ho mai sentito nessuna musica, suonata così! Gli scrivo. Mi risponde. Nasce un’amicizia che, piano piano, si trasforma in una frequentazione assidua.
Shura Cherkassky, genio del pianoforte, interprete enigmatico, mi  “prese a bottega”: quando era a Londra, fra un giro di concerti e l’altro, passavamo intere giornate intorno al suo piccolo Steinway, a studiare. Un’ora lui, un’ora io, un’ora lui, un’ora io, inscenando un fantastico balletto su quel suo vecchio sgabello sgangherato. Con l’unica, vistosa eccezione della Ciaccona di Bach-Busoni (ci passammo un pomeriggio intero!), non mi ha mai dato “lezione”. Piuttosto, si limitava a qualche commento tanto illuminante quanto feroce, la fantasia interpretativa sempre in primo piano: «Sono venti minuti che suoni quel passaggio e non succede nulla! Se chi ti ascolta indovina quello che farai nella prossima battuta, allora vuol dire che non vale la pena di ascoltarti». A tutto vi era un limite e bisognava raggiungere la quota fatidica di quattro ore, sulla quale Shura era intransigente: «Se non ce la fai con quattro ore al giorno, vuol dire che non ce la farai mai». Dopo un paio d’anni, cominciò a interessarsi alla mia attività, aiutandomi a muovere i primi passi nel concertismo senza lesinare né consigli né contatti.
A lui devo il mio primo contratto discografico, la prima registrazione per la BBC e diverse collaborazioni che sono rimaste impresse nella mia memoria. Una volta, dopo un disgustoso caffè al Regent’s Park, con quel suo accento inconfondibile, mi disse: «A Milaaano. Devi andare a suonaaare a Milaaano. Laggiù c’è un impresario geniale, che se ne inteeende. Si chiama Fazzaaari: scriiivigli suuubito». Mi ci vollero vent’anni prima di trovare il coraggio di scrivere al Maestro Fazzari e quando lo feci scoprii con gioia che anche lui nutriva una sconfinata ammirazione per Shura, genio del pianoforte maltrattato dall’establishment, considerato per anni reliquia d’un passato perduto, ma un Musicista unico, irripetibile, visionario nella padronanza del suono, capace d’illuminare una frase con la luce degli dei e che proprio in Hans Fazzari aveva trovato un prezioso (e quasi unico) alleato in Italia.

Di tanto in tanto parlo al telefono con il Maestro Fazzari (non ho ancora avuto il piacere di stringergli la mano!) e inevitabilmente la nostra conversazione approda a Shura: ricordi, aneddoti, ammirazione, ma anche nostalgia e sconsolata tristezza nel ricordo di un Grande Artista che ha lasciato, in tutti coloro che hanno avuto il privilegio di ascoltarlo, un vuoto incolmabile. Da qui, quindi, è nato il nostro umile e congiunto gesto di grato e rispettoso omaggio alla memoria di Shura Cherkassky, il mio Maestro. Che mi piace immaginare lassù, nel Parnaso, mentre con quella sua natura benevola e birbona mi sussurra con fare sornione: «Sei proprio un somaro! Te lo avevo detto di scrivere a Fazzari».
Grazie, Maestro!

(Sandro Ivo Bartoli)

QUINTETTO DI FIATI HERMES

Domenica 24 Giugno ore 16:30
Museo Poldi Pezzoli, Via Manzoni 12 – 20121 Milano

museopoldipezzoli

Maggiori informazioni sull’evento qui

Il Quintetto di fiati Hermes nasce per volontà di un gruppo di giovani musicisti accomunati dalla voglia di suonare e di esplorare il repertorio originale e non per questo ensemble strumentale. Oltre alla normale attività accademica il Quintetto ha partecipato ai Corsi Speciali per questa formazione nell’ambito delle Masterclass tenutesi presso il Conservatorio “G.Verdi” di Milano quali quella del Quintetto Bibiena e del clarinettista Karl Leister.

Con il patrocinio dell’associazione culturale Novurgia ha avuto il suo debutto ufficiale all’interno della rassegna Studi Aperti / Geografie Emozionali nella suggestiva cornice del Palazzo Comunale di Ameno, sul Lago d’Orta. In ambito didattico ha svolto lezioni concerto volte a far conoscere al pubblico sia le numerose possibilità espressive d’insieme sia le caratteristiche peculiari di ciascuno strumento. Interessato al rapporto tra musica e poesia ha partecipato alla manifestazione “Parole e Musica” a Cernobbio, collaborando con l’attore Claudio Puglisi e all’inaugurazione del Centro Civico Socioculturale di Arzago d’Adda intitolato alla poetessa milanese Alda Merini.

Il Quintetto Hermes ha avuto modo di suonare in contesti prestigiosi quali la Triennale, la Fabbrica del Vapore, le Gallerie d’Italia e la Chiesa di San Babila a Milano, è stato invitato a esibirsi all’interno della rassegna “Emergency Days” organizzata da Emergency e alla rassegna Mito Fringe. Ha inoltre preso parte alla ”Notte Bianca di Brescia” costituendo il solo concerto di musica classica dell’evento.

Ha suonato numerose volte per “Serate Musicali” anche con il pianista Luca Schieppati.

 

 

CAMERATA DUCALE – Fisarmonicista RICHARD GALLIANO

Lunedì 11 Giugno 2018, ore 20:30

Sala Verdi, Conservatorio di Milano _Via Conservatorio, 12

Maggiori dettagli sull’evento

 

RICHARD GALLIANO: Dall’età di 4 anni, studia pianoforte e fisarmonica dal padre Lucien Galliano, anch’egli fisarmonicista e maestro.
Al Conservatorio di Nizza, diretto dal famoso Pierre Cochereau, viene accolto con entusiasmo. Studia armonia, contrappunto e trombone (Primo Premio nel 1969).
Nel 1975, durante il suo trasferimento a Parigi, incontra Claude Nougaro. Richard Galliano è stato direttore di fisarmonica ed orchestra fino al 1983. Compone le musiche di tutti i Brouillards, des Voiliers, Vie Violenza. Nel 1980 incontra Astor Piazzolla, che gli consiglia di creare lo stile francese “New Musette”, così come lo stesso Piazzolla ha creato lo stile “New Tango” argentino.

Richard Galliano ha registrato più di 50 album a suo nome e ha lavorato con numerosi artisti di fama.

Dal mondo del jazz: Chet Baker, Eddy Louis, Ron Carter, Wynton Marsalis, Charlie Haden, Gary Burton.
Dal genere francese: Serge Reggiani, Claude Nougaro, Barbara, Allain Leprest, Charles Aznavour, Serge Gainsbourg.
Cross-Over: Nigel Kennedy – il suo progetto “Bach” con la Deutsche Grammophon ha battuto tutte le altre vendite tradizionali con oltre 50.000 unità vendute nel 2010.
1997: Un “Vittoria Jazz Award” per il suo album “New York Tango”.
1998: Un “Vittoria Jazz Award” per il suo album “Blow Up”.
2009: Ufficiale dell’Ordine delle Arti e delle Lettere.
2010: “Sacem Award” per il miglior metodo educativo di fisarmonica con co-autore suo padre Lucien Galliano (Ed. Lemoine).
2011: Commendatore dell’Ordine delle Arti e delle Lettere.
2014: “Premio classico Victory” – Richard Galliano ha ricevuto il premio di “Migliore compositore dell’anno 2014”.
2016: Richard Galliano registra il suo nuovo album, dedicato al lavoro di Wolfgang Amadeus Mozart.

Pianista ZLATA CHOCHIEVA

Lunedì 28 Maggio 2017, ore 20:30

Sala Verdi, Conservatorio di Milano _Via Conservatorio, 12

Maggiori dettagli sull’evento

 

Pianista ALEXANDER LONQUICH

Lunedì 4 Giugno 2018, ore 20:30

Sala Verdi, Conservatorio di Milano _Via Conservatorio, 12

Maggiori dettagli sull’evento

Alexander Lonquich è nato a Trier in Germania. Nel 1977 ha vinto il Primo Premio al Concorso Casagrande dedicato a Schubert. Da allora ha tenuto concerti in Giappone, Stati Uniti e nei principali centri musicali europei.

La sua attività lo vede impegnato con direttori d’orchestra quali Claudio Abbado, Kurt Sanderling, Ton Koopman, Emmanuel Krivine, Heinz Holliger, Marc Minkowski. Particolare in tal senso è stato il rapporto mantenuto con Sandor Vègh e la Camerata Salzburg, di cui è tuttora regolare ospite nella veste di direttore-solista.

Un importante ruolo svolge inoltre la sua attività nell’ambito della musica da camera. Alexander Lonquich, infatti, nel corso degli ultimi anni ha avuto modo di collaborare con artisti del calibro di Christian Tetzlaff, Joshua Bell, Heinrich Schiff, Steven Isserlis, Isabelle Faust, Jörg Widmann, Boris Pergamenschikov, Heinz Holliger, Frank Peter Zimmermann, Nicolas Altstaedt e Carolin Widmann.

Ha ottenuto numerosi riconoscimenti dalla critica internazionale quali il “Diapason d’Or” nel 1992, il “Premio Abbiati” nel 1993 e il “Premio Edison” in Olanda nel 1994.

Nel 2003 Alexander Lonquich ha formato, con la moglie Cristina Barbuti, un duo pianistico che si esibisce in Italia, Austria, Svizzera, Germania e Norvegia. Inoltre nei suoi concerti appare spesso nella doppia veste di pianista e fortepianista spaziando da C. Ph. E. Bach a Schumann e Chopin.

Nel ruolo di direttore-solista, Alexander Lonquich collabora stabilmente con l’Orchestra da Camera di Mantova – con cui in particolare ha svolto un lavoro di ricerca e approfondimento tra il 2004 e 2007 sull’integrale dei Concerti per pianoforte e orchestra di Mozart – e tra le altre con l’Orchestra della Radio di Francoforte, la Royal Philharmonic Orchestra, la Deutsche Kammerphilarmonie, la Camerata Salzburg, la Mahler Chamber Orchestra, l’Orchestre des Champs Elysées e la Filarmonica della Scala di Milano.

Si esibisce regolarmente per l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, con la quale dalla stagione 2011/12 collabora anche come direttore-solista.

Negli ultimi anni Alexander Lonquich è apparso in tutte le più importanti sale da concerto italiane: il Teatro Carlo Felice di Genova, il Conservatorio e il Teatro alla Scala di Milano, il Teatro La Fenice di Venezia, il Teatro Regio di Parma, il Conservatorio di Torino, il Parco della Musica di Roma e molti altri.

Dopo aver effettuato incisioni per EMI dedicate a Mozart, Schumann e Schubert, ha iniziato una collaborazione con la ECM registrando musiche del compositore israeliano Gideon Lewensohn ed un CD di musica pianistica francese dell’inizio del XX secolo con gli Improptus di Fauré, Gaspard de la nuit di Ravel e i Préludes di Messiaen. Recentemente ha inciso, sempre per ECM, la Kreisleriana e la Partita di Holliger.

Ai numerosi impegni concertistici, Alexander Lonquich ha affiancato negli anni  un intenso lavoro in campo didattico tenendo masterclass in Europa, Stati Uniti ed Australia. Collabora inoltre in forma stabile con l’Accademia Pianistica di Imola, l’Accademia Musicale Chigiana e la Hochschule für Musik di Colonia.

 

Alexander Lonquich, convinto che il sistema educativo in campo musicale sia da integrare e in parte da ripensare, si è impegnato intensamente nella conduzione di laboratori teatrali/musicali avvalendosi della collaborazione di artisti provenienti da linguaggi artistici diversi. Tra le altre, particolarmente cara gli è stata l’esperienza del laboratorio Kinderszenen dedicato all’infanzia