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Violinista ILYA GRINGOLTS

Lunedì 12 Febbraio 2018, ore 20:30
Sala Verdi, Conservatorio di Milano _Via Conservatorio, 12

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A dispetto della sua giovane età, Ilya Gringolts può già vantare una straordinaria esperienza in campo musicale di ben quindici anni di successi. Il suo costante interesse nel volersi cimentare in nuove sfide musicali lo ha portato ad essere un musicista dalle caratteristiche eccezionali.

Dopo aver studiato violino e composizione a San Pietroburgo con Tatiana Liberova e Jeanna Metallidi, ha frequentato la Juilliard School di New York dove ha avuto come insegnante Itzhak Perlman. Nel 1998 ha vinto il Concorso Internazionale ‘Premio Paganini’ per violinisti nel 1998, il più giovane vincitore di sempre. Ha suonato in prima esecuzione opere di Peter Maxwell, Augusta read Thomas, Christophe Bertrand e Michael Jarrell. In occasione del Festival di Verbier dell’estate del 2010 ha suonato il ciclo completo delle Sonate di Bach su un violino barocco insieme a Masaaki Suzuki. È inoltre primo violino del Gringolts Quartet, da lui fondato nel 2008.

Nella stagione 2013/2014 Ilya Gringolts si esibisce in come solista con la Bamberg Symphony (diretta da Eivind Aadland), la Filarmonica di Copenhagen (diretta da Santtu-Matias Rouvali), l’Orchestra  Sinfonica Islandese (Ilan Volkov), l’Orchestra Sinfonica della BBC Scozzese (Ilan Volkov), l’Orchestra Sinfonica di Taipei (Oleg Caetani), la Columbus Symphony (Thomas Wilkins) e l’Orquesta Sinfónica de Galicia (Osmo Vänska). Apparirà inoltre in esibizioni di musica da camera ai Festival di Verbier e Gstaad e, insieme a Maxim Vengerov, al Barbican Centre di Londra.

Ilya Gringolts ha già al suo attivo collaborazioni con le orchestre più prestigiose del mondo quali la Mahler Chamber Orchestra, la Royal Philharmonic di Liverpool, l’Orchestra Sinfonica di Birmingham, la Deutsches Symphonie-Orchester di Berlino, l’Orchestra Sinfonica della BBC, l’Orchestra Sinfonica dello Stato di Sao Paulo, l’Orchestra Filarmonica Israeliana, l’Orchestra Sinfonica di Chicago, la London Philharmonic, l’Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo, l’Orchestra Filarmonica di Los Angeles, l’Orchestra Sinfonica di Melbourne, l’Orchestra Sinfonica NHK, la Hallé Orchestra ed entrambe le Orchestre tedesche della SWR.

Ilya Gringolts è un artista molto richiesto anche nel campo dei recital. È regolarmente ospite dei Festival di Lucerna, Kuhmo, Colmar e Bucarest (Festival Enescu), ma anche dell’associazione Serate Musicali di Milano e della Filarmonica di San Pietroburgo. Per le esibizioni di musica da camera collabora con artisti del calibro di Yuri Bashmet, Lynn Harrell, Diemut Poppen, Nicolas Angelich, Itamar Golan, Peter Laul, Nicholas Hodges e Jörg Widmann.

Dopo numerose incisioni di grande successo per le etichette discografiche Deutsche Grammophon e Hyperion, Ilya Gringolts ha focalizzato la sua attenzione sulle opere di Schumann contenute negli ultimi tre CD pubblicati dall’etichetta Onyx: le Sonate per violino n. 1 – 3 realizzate insieme a Peter Laul (2010), i Trii per pianoforte con Dmitry Kouzov e Peter Laul (2011) e i Quartetti per archi e il Quintetto per pianoforte con il Gringolts Quartet e Pater Laul (2011). Nel 2006 Ilya Gringolts ha vinto un ‘Gramophone Award’ con il CD Taneyev – Chamber Music registrato con Mikhail Pletnev, Vadim Repin, Nobuko Imai and Lynn Harrell. Nei prossimi mesi sono inoltre in programma le pubblicazioni di un CD con tutti i Capricci di Paganini, in cui si esibisce come solista, e di una nuova registrazione dei tre Quartetti per archi di Brahms.

Oltre alla cattedra di professore di violino all’Accademia d’Arte di Zurigo, Ilya Gringolts è docente di violino alla Royal Scottish Academy of Music and Drama di Glasgow.

Ilya Gringolts suona uno Stradivari 1718-1720 che gli è stato messo a disposizione da un collezionista privato.

Concerto Ughi-Canino

Domenica 4 Febbraio 2018, ore 20:30
Sala Verdi, Conservatorio di Milano _Via Conservatorio, 12

 

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UTO UGHI, erede della tradizione che ha visto nascere e fiorire in Italia le prime grandi scuole violinistiche. Uto Ughi ha mostrato uno straordinario talento fin dalla prima infanzia: all’età di sette anni si è esibito per la prima volta in pubblico eseguendo la Ciaccona dalla Partita n° 2 di Bach ed alcuni Capricci di Paganini. Ha eseguito gli studi sotto la guida di George Enescu, già maestro di Yehudi Menuhin. Quando era solo dodicenne e la critica scriveva: “Uto Ughi deve considerarsi un concertista artisticamente e tecnicamente maturo”.

Ha iniziato le sue grandi tournèes europee esibendosi nelle più importanti capitali europee. Da allora la sua carriera non ha conosciuto soste. Ha suonato infatti in tutto il mondo, nei principali Festivals con le più rinomate orchestre sinfoniche tra cui quella del Concertgebouw di Amsterdam, la Boston Symphony Orchestra, la Philadelphia Orchestra, la New York Philharmonic, la Washington Symphony Orchestra e molte altre, sotto la direzione di maestri quali: Barbirolli, Bychkov, Celibidache, Cluytens, Chung, Ceccato, Colon, Davis, Fruhbeck de Burgos, Gatti, Gergiev, Giulini, Kondrascin, Jansons, Leitner, Lu Jia, Inbal, Maazel, Masur, Mehta, Nagano, Penderecki, Pretre, Rostropovich, Sanderlin, Sargent, Sawallisch, Sinopoli, Slatkin, Spivakov, Temirkanov.

Uto Ughi non limita i suoi interessi alla sola musica, ma è in prima linea nella vita sociale del Paese e il suo impegno è volto soprattutto alla salvaguardia del patrimonio artistico nazionale.
In quest’ottica ha fondato il festival “Omaggio a Venezia”, al fine di segnalare e raccogliere fondi per il restauro dei monumenti storici della città lagunare. Conclusa quell’esperienza, il festival “Omaggio a Roma” (dal 1999 al 2002) ne raccoglie l’ideale eredità di impegno fattivo, mirando alla diffusione del grande patrimonio musicale internazionale; concerti aperti gratuitamente al pubblico ed alla valorizzazione dei giovani talenti formatisi nei conservatori italiani.

Tali ideali sono stati ripresi nel 2003 e attualmente portati avanti dal festival “Uto Ughi per Roma” di cui Ughi è ideatore, fondatore e direttore artistico.

Recentemente la Presidenza del Consiglio dei Ministri lo ha nominato Presidente della Commissione incaricata di studiare una campagna di comunicazione a favore della diffusione della musica classica presso il pubblico giovanile.
Il 4 settembre 1997 il Presidente della Repubblica gli ha conferito l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce per i suoi meriti artistici.
Nell’Aprile 2002 gli è stata assegnata  la Laurea Honoris Causa in Scienza delle Comunicazioni.
Intensa è la sua attività discografica con la BMG Ricordi S.p.A- per la quale ha registrato: i Concerti di Beethoven e Brahms con Sawallisch, il Concerto di Cajkovskij con Kurt Sanderling, Mendelssohn e Bruch con Prêtre, alcune Sonate di Beethoven con Sawallisch al pianoforte, l’integrale dei Concerti di Mozart, Viotti, Vivaldi, “Le Quattro Stagioni”, tre Concerti di Paganini nell’edizione inedita di direttore–solista, il Concerto di Dvorak con Leonard Slatkin e la Philarmonia Orchestra di Londra; le Sonate e Partite di Bach per violino solo.
Ultime incisioni sono: “Il Trillo del diavolo” (disco “live” dei più importanti pezzi virtuosistici per violino); il Concerto di Schumann diretto dal M° Sawallish con la Bayerischer Rundfunk ; i Concerti di Vivaldi con i Filarmonici di Roma; la Sinfonia Spagnola di Lalo con l’Orchestra RAI di Torino e de Burgos; l’incisione discografica per Sony Classical, nel 2013, dal titolo “Violino Romantico”, una raccolta di pezzi emblematici del Romanticismo sul violino, con la partecipazione dell’Orchestra da Camera I Filarmonici di Roma.
Altro evento di particolare rilievo è la pubblicazione del libro “Quel Diavolo di un Trillo – note della mia vita”, avvenuta nel 2013, edito da Einaudi: la storia di una vita incredibile, interamente dedicata alla musica.

Uto Ughi suona con un violino Guarneri del Gesù del 1744, che possiede un suono caldo dal timbro scuro ed è forse uno dei più bei “Guarneri” esistenti, e con uno Stradivari del 1701 denominato “Kreutzer” perché appartenuto all’omonimo violinista a cui Beethoven aveva dedicato la famosa Sonata.

 

Bruno Canino, nato a Napoli, ha studiato pianoforte e composizione al Conservatorio di Milano, dove poi ha insegnato per 24 anni, e per dieci anni ha tenuto il corso di pianoforte e musica da camera al Conservatorio di Berna.

Attualmente insegna musica da camera con pianoforte alla Scuola di Musica di Fiesole.

Come solista e pianista da camera ha suonato nelle principali sale da concerto e festival europei, in America, Australia, Russia, Giappone e Cina.

Suona in duo pianistico con Antonio Ballista, e collabora con illustri strumentisti quali Accardo, Ughi, Amoyal, Perlman, Blacher. È stato dal 1999 al 2002 direttore della Sezione Musica della Biennale di Venezia.

Si è dedicato in modo particolare alla musica contemporanea, lavorando, fra gli altri, con Pierre Boulez, Luciano Berio, Karlheinz Stockhausen, György Ligeti, Bruno Maderna, Luigi Nono, Sylvano Bussotti, di cui spesso ha eseguito opere in prima esecuzione.Ha suonato sotto la direzione di Abbado, Muti, Chailly, Sawallisch, Berio, Boulez, con orchestre quali la Filarmonica della Scala, Santa Cecilia, Berliner Philharmoniker, New York Philharmonic, Philadelphia Orchestra, Orchestre National de France.

Tiene regolarmente masterclass per pianoforte solista e musica da camera, in Italia, Germania, Giappone, Spagna, e partecipa al Marlboro Festival negli Stati Uniti dove ne 2014 è stato per la ventesima volta, e nel 2015 parteciperà ancora al Festival di Kusatsu dove era stato invitato la prima volta nel 1971. È spesso invitato a far parte di giurie di importanti concorsi pianistici internazionali.Tra le sue registrazioni più recenti, l’integrale pianistica di Emmanuel Chabrier. Il suo libro “Vademecum del pianista da camera” è edito da Passigli, ed è di prossima pubblicazione un nuovo “Senza Musica”.

«Eleonora Duse, Gabriele D’Annunzio, Debussy e … La pioggia nel pineto»

Lunedì 5 Febbraio 2018, ore 20:30
Sala Verdi, Conservatorio di Milano _Via Conservatorio, 12

Proiezione di 2 film muti, di cui Cenere con l’unica interpretazione cinematografica di Eleonora Duse  e Rapsodia satanica con testo di D’Annunzio e musica di  Mascagni.

Presenta: Paolo Mereghetti
Il pianista  Francesco Libetta accompagnerà  le proiezioni e suonerà un’intermezzo fra le due pellicole.

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Francesco Libetta: Musicista apprezzatissimo dalla critica internazionale – che non ha esitato a profondersi in iperboliche lodi – e dal pubblico più esigente, in trenta anni di carriera Francesco Libetta è stato ascoltato nelle sale europee, americane e asiatiche come pianista, direttore e compositore.

Dopo gli studi di pianoforte con Vittoria De Donno, fin dagli esordi come pianista gli è stata riconosciuta una tecnica strumentale straordinaria. J. Nicholas scrisse su International Piano: «If we take the fabulous mechanism, unerring accuracy and wondrous tonal control for granted (!), perhaps the most astonishing element of Libetta’s playing is his deportment at the keyboard – unshowy, unruffled stillness»; P. Rattalino ha scritto su MUSICA: «Non c’è oggi nessun giovane – e anche qui, lettore, non esagero -, italiano o americano o giapponese o ottentotto, che possegga in pari grado lo scatto, il colpo d’occhio, la rapidità di presa del tasto di Libetta»; A. Ciccolini dichiarò che a vent’anni Libetta era: «il più dotato strumentista della sua generazione». Libetta ha poi elaborato un peculiare stile che ha fatto scrivere a M. Gurewitsch sul New York Times: «a poet-aristocrat of the keyboard with the profile and carriage of a Renaissance prince»; F. M. Colombo sul Corriere della Sera parla di: «Uno smalto, uno spolvero di signorilità e di frivolezza, che credevamo perduto negli archivi dell’interpretazione pianistica»; O. Bellamy su Le Monde de la Musique dichiara: «Francesco Libetta fait partie de la race des seigneurs du clavier. Il est l’éritier des Moritz Rosenthal, des Busoni et des Godowsky»; e A. Cantù  lo definisce: «talento principesco». Infine Libetta si è fatto apprezzare per «la iridiscente paleta cromática y emotiva» (Lázaro Azar Boldo au La Reforma) e come «profondo musicista e un pianista di cultura» e per «una libertà insieme e autorità pianistica che lo fanno senza confronti al mondo» (P. Isotta sul Corriere della Sera), in monumentali integrali di Beethoven (le trentadue Sonate), Händel (l’opera per tastiera) e Chopin (tutta la produzione pianistica pubblicata).

«Mucho más que un virtuoso aclamado internacionalmente» (come scrive su L’Orfeo Lázaro Azar Boldo), dopo studî di Contrappunto (con I. Ettorre) e di Armonia (con C. Colazzo), Libetta ha studiato Composizione e Orchestrazione con G. Marinuzzi e J. Castérède. Il catalogo di opere eseguite e registrate è articolato: musica per il teatro e per il cinema, con elettronica, acusmatica, cameristica, orchestrale, per strumento solista e orchestra. «Libetta compositore è poeta doctus» P. Isotta sul Corriere della Sera; «gut gemacht» Markus Hauser su Tiroler Tageszeitung; «Libetta conferma anche in veste di autore una natura musicale fervida e illuminata di coinvolgente temperamento, plasmato al passo con i tempi. Il suo, in questo caso, è un linguaggio innovativo quanto suadente, con accorto impiego di quanto di suggestivo ed eloquente può esprimere l’orchestra» Nicola Sbisà su La Gazzetta del Mezzogiorno.

Incoraggiato alla direzione d’orchestra da A. M. Giuri e G. Zampieri, ha presto debuttato dirigendo la Nuova Orchestra Scarlatti di Napoli e i Filarmonici di Verona; negli anni ha quindi diretto uno scelto repertorio sinfonico, operistico (Don Giovanni) e da balletto (Lo Schiaccianoci, La Bella addormentata nel bosco). Hanno scritto di lui: «bravissimo» M. Messinis su Classic Voice; «estremo fino alla trasparenza il gesto» G. Barbieri su Repubblica; «tutto impeccabilmente governato dal direttore e pianista Francesco Libetta», «di mostruoso virtuosismo» M. Vallora su La Stampa.

H. C. Schonberg su American Record Guide lo aveva dichiarato: «master of every period or style represented»; e Libetta ha infatti allargato il suo repertorio al pianoforte fino a includere frequenti esecuzioni di musiche rinascimentali, come Gesualdo e Trabaci, e condurre una intensa attività nel mondo della musica contemporanea. Già nel 1993, a distanza di pochi mesi dalla composizione, Libetta aveva eseguito L’Escalier du diable di Gyorgy Ligeti, il quale definì quella esecuzione «absolutely gorgeous». Ha registrato, da direttore (solista F. Caramiello) e da pianista, numerosi brani di F. d’Avalos, il quale gli ha dedicato tutte le sue opere per pianoforte solo. C. Ambrosini lo ha voluto solista nella prima esecuzione di Plurimo (Orchestra della Rai, con E. Arciuli), brano che con quella esecuzione ha vinto il Leone d’Oro della Biennale di Musica di Venezia. Ha partecipato alla prima esecuzione di entrambi i Concerti per pianoforte di Franco Oppo; nel Primo come solista (Festival di Alicante), nel Secondo come direttore (solista P. De Maria). J. Ardoin dichiarò che «of the new generation of pianists, Francesco Libetta is the most inspired and creative».

Ha collaborato con violinisti (I. Haendel, A. Pritchin, M. Quarta, G. Angeleri); danzatori e compagnie di balletto (da C. Fracci al Balletto del Sud, che ha diretto in varie produzioni, tra le quali la Carmen al Teatro dell’Opera di Tirana); cantanti (A. C. Antonacci, E. Palacio).

Il dvd del regista B. Monsaingeon con un recital pianistico filmato durante il Festival della Roque d’Anthéron ha avuto le massime segnalazioni da tutte le riviste francesi di critica discografica (Diapason d’Or, Choc de Le Monde de la Musique, Raccomandé par Classique). Il cofanetto che l’etichetta americana Marston ha dedicato ai grandi interpreti storici di Chopin comprende registrazioni da Pabst (nel 1895) a Rachmaninov, Bartok, Cortot, Rubinstein, Horowitz, fino a un Notturno eseguito nel 2003 da Libetta. Le registrazioni pirata (Milano 1994/5) dei suoi Studi di Godowsky-Chopin sono state oggetto di ricerca da parte di collezionisti: «Godowsky enthusiasts have been exicitedly exchanging copies of a recently surfaced amateur videotape […] Libetta masters the technical difficulties with such confidence that he is able to imbue the works with all those attributes – poetry, drama, fire and real heart – that so many pianists miss out in their struggle just to get round the notes» M. Glover, International Piano Quaterly; «Enkele gelukkigen hebben het al gezien [..] de reincarnatie van Dinu Lipatti» Eric Schoones, Pianowereld. F. Battiato lo ha invitato per una apparizione del suo film Musikanten.

L’opera teatrale Ottocento – Il Martirio di Otranto, eseguita in “prima” nel Castello Aragonese di Otranto nell’Agosto 2009 con la regia e le coreografie di F. Franzutti, è stata poi replicata nell’Auditorium di Santa Cecilia alla Conciliazione in Roma nel Gennaio 2010. Della versione cameristica dell’opera, andata in scena a Lecce nel 2013 con la regia di A. Felle, è stata realizzata una incisione discografica.

Sono di imminente pubblicazione due suoi dvd registrati nella sala da ballo di palazzo Biscari di Catania, uno con la regia di F. Battiato, e uno con la regia dello stesso Libetta, con l’esecuzione dei Trois Mouvements di Petrouska di Stravinsky, nella sala di Pietro da Cortona di palazzo Barberini a Roma davanti al sipario dipinto da Picasso per Parade.

Definito «important pianist» da H. Schonberg su American Record Guide; «un génie du piano comme on en voit peu» da O. Bellamy su Le Monde de la Musique; «Klaviergroßmeister» da T. R. Schulz su  Hamburger Abendblatt; «figure-culte» da L. Sabbatini su La Tribune de Genève; «大注目の新進異能ピアニスト» e «異能のピアニスト» da  高久暁 su レコード芸術; e «il più grande pianista vivente» da P. Isotta nel suo libro Altri canti di Marte (Marsilio 2015), Francesco Libetta tiene dei corsi annuali di pianoforte per concertisti presso l’accademia SIMA di Lecce; è titolare della cattedra di Musica da Camera presso il Conservatorio T. Schipa di Lecce, dove risiede. È invitato da concorsi internazionali come presidente di giuria o in commissione (Porrino di Cagliari, BNDES di Rio de Janeiro, Busoni di Bolzano, Premio Venezia, Horowitz, di Kiev, etc) a tenere lezioni, conferenze e masterclass presso istituzioni italiane (Conservatorio di Cagliari, di Salerno, Liceo Musicale di Lucca, di Grosseto, etc) ed estere (Fort Lauderdale, Miami, Helsingborg, Hamburg).

Ha fondato ed è direttore Artistico del Piano Festival di Miami in Lecce. E’ stato per oltre dieci anni direttore artistico delle manifestazioni annuali in Val di Rabbi, in memoria di A. Benedetti Michelangeli.

Ha pubblicato numerosi saggi e volumi su argomenti di storia ed estetica musicale, su autori rinascimentali; ricostruzioni di Madrigali; sulla vita operistica nel meridione d’Italia nel Settecento e nell’Ottocento.

Ha fondato la casa discografica Nireo, con cui realizza nuove produzioni e progetti culturali storici (la pubblicazione in trentuno dischi di tutte le registrazioni di Tito Schipa; la pubblicazione di registrazioni inedite di G. Marinuzzi sr.).

 

Pianista ALEXEY NABIULIN

Giovedì 1 Febbraio 2018, ore 20:30
Sala Verdi, Conservatorio di Milano _Via Conservatorio, 12

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Alexei Nabiulin Il pianista russo Alexei Nabiulin, è unanimemente considerato tra i migliori artisti della sua generazione, ovunque apprezzato per la sua poetica lirica, l’esuberante virtuosismo, le sue superbe interpretazioni degli autori russi, quali Tchaikovsky, Rachmaninoff e Prokofiev (dei quali ha in repertorio tutti i concerti, oltre che l’integrale delle Sonate di Prokofiev).

Nato a Norilsk, ha iniziato i suoi studi musicali a 5 anni con la madre e ha dato il suo primo concerto a 9 anni.

Ha continuato gli studi con S.S. Trofimova alla speciale Scuola d’Arte per Ragazzi; successivamente alla Scuola Speciale Centrale del Conservatorio di Mosca sotto la guida di S.I. Gadzhiev. In quegli anni ha ottenuto per meriti artistici numerosi riconoscimenti internazionali, tra i quali il privilegio di far parte della delegazione del Fondo Sovietico dei Giovani nel 1991 in Canada e della tournée “Russische Wunderkinder” in Germania nel 1992.

Dopo il brillante diploma, è entrato al Conservatorio di Mosca nella classe di M.S. Voskresensky e per la composizione nella classe di I.L. Khudoley, concludendo il suo iter di studi nel 2001.

Alexei Nabioulin ha ottenuto il suo primo importante successo internazionale nel 1997 al “First European Piano Forum” di Berlino, dove ha rappresentato il Conservatorio di Mosca.

Nella sua carriera ha vinto numerosi premi, tra i quali il Terzo Premio al Primo Concorso Internazionale Giovanile Tchaikovsky di Mosca (1992), il Primo Premio e il Premio Speciale per la miglior interpretazione di Schubert al Concorso A. Casagrande di Terni (1998). Nel 2000 ha vinto il Primo Premio e il Premio Speciale per la miglior interpretazione di J. Field al Concorso Internazionale di Dublino e nel 2002 al Concorso Internazionale Tchaikovsky ha vinto il Secondo Premio, la Medaglia d’Argento e Premi Speciali tra i quali quello del Conservatorio di Mosca e quello di Culture TV Channel.

Nabioulin si esibisce regolarmente  in Russia, Europa, Asia e Nord America, ospite dei Festival più importanti, quali il Musical Olympus di San Pietroburgo, Roque d’Antheron, PianoPassion, Radio France di Montpellier, Piano en Valois, Musique dans les Vignes, Divonnes les Bains in Francia,, Povoa de Varzim in Portogallo, Santander in Spagna, Lago Maggiore Musica, Notti nei Giardini d’Europa, Festival dei Due Mondi di Spoleto, SchonSchubert e Festival Liszt di Modena in Italia, Beethovenfest di Bonn in Germania, Rachmaninoff Festival di Kharkov in Ukraina, e ha suonato nelle sale più famose (Rachmaninoff Halls del Conservatorio di Mosca, Tchaikovsky Concert Hall della Philharmonia di Mosca, Alice Tully Hall di New York, Wigmore  Hall di Londra, National Concert Hall di Dublino, Megaron di Atene, Gasteig di Monaco, oltre alle Sale delle Filarmoniche di quasi tutte le città russe ed ex-sovietiche).

Suona spesso con importanti compagini orchestrali, tra le quali National Symphony Orchestra of Ireland, Irish Chamber Orchestra, Greenwich Symphony, Orchestre National de Lille, Czech Virtuosi di Brno, Sinfonica Warszawa, Orchestre Philharmonique de Monte-Carlo, Young Russia Orchestra, Ural Philharmonic Orchestra, National Symphony Orchestra of Ukraine, The State Academy Symphony Orchestra of Russia, sotto la bacchetta di M. Pletnev, M. Gorenstein, A. Dmitriev, Erzy Semkow, A. Anisimov, S. Skripla, P. Csaba, A. Myrat, S. Ozaki e G. Markson.

Ha effettuato incisioni discografiche per le etichette Audite, Melodia e Triton.

All’intensa attività concertistica, Nabioulin affianca con passione e competenza l’insegnamento, che svolge presso il prestigioso Conservatorio Tchaikowsky di Mosca.

Pianista EVGENI BOZHANOV

Lunedì 29 Gennaio 2018, ore 20:30
Sala Verdi, Conservatorio di Milano _Via Conservatorio, 12

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Evgeni Bozhanov è nato nel 1984 in Bulgaria; ha iniziato a studiare musica a 6 anni e si è esibito in pubblico al pianoforte per la prima volta a 12. Si è poi trasferito in Germania dove ha proseguito gli studi. Numerosi i premi conquistati ai più prestigiosi concorsi internazionali, dallo Sviatoslav Richter di Mosca al Queen Elisabeth di Bruxelles al Van Cliburn in Texas. Bozhanov tra le altre cose ha partecipato ad Abu Dhabi Classics, ha inaugurato il Festival di Sofia e lo Chopin Festival di Varsavia. Si è esibito alla Philharmonie di Berlino, alla Royal Festival Hall di Londra, alla Suntory Hall di Tokio, a Radio France a Parigi, al Musikverein di Vienna e nei maggiori teatri. Collabora con alcune delle più prestigiose orchestre internazionali, ricordiamo tra le altre la Philharmonia di Londra, la Deutsche Symphonie-Orchester Berlin, l’Orchestra Nazionale della Rai.
Il suo CD “Frédéric Chopin” si è guadagnato il “Preis der Deutschen Schallplatten Kritik”.

 

Violinista LEONIDAS KAVAKOS – Pianista ENRICO PACE

Lunedì 22 Gennaio 2018, ore 20:30
Sala Verdi, Conservatorio di Milano _Via Conservatorio, 12

Violinista LEONIDAS KAVAKOS – Pianista ENRICO PACE

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LEONIDAS KAVAKOS – Ha studiato con Kafantaris, Gingold e Rados; ha vinto, ventenne, tre importanti premi, il ‘Sibelius’ e il ‘Premio Paganini’ tre anni dopo aver avuto l’opportunità di essere il protagonista della prima registrazione nella storia, della versione originale del Concerto per violino di Sibelius (1903/4), che si è aggiudicata un ‘Gramophone Award’.

Ha avuto l’onore di suonare sul celeberrimo violino ‘Il Cannone’ Guarneri del Gesù appartenuto a Paganini. Kavakos ha collaborato con Wiener Philharmoniker (Eschenbach, Chailly), Berliner Philharmoniker (Rattle), Orchestra del Concertgebouw (Jansons, Gatti), London Symphony Orchestra (Gergiev, Rattle), Orchestra del Gewandhaus di Lipsia (Chailly), Staatskapelle di Dresda, Filarmonica di Monaco di Baviera, Orchestre de Paris, Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Orchestra Filarmonica della Scala e, negli Stati Uniti, con la Philadelphia Orchestra, New York Philharmonic, Boston Symphony, Chicago Symphony e Los Angeles Philharmonic.

Nell’attuale stagione sarà in tournée con  London Symphony Orchestra in Spagna, con Bayerischer Rundfunk negli Stati Uniti e suonerà ai Festival di Verbier, Notti Bianche di San Pietroburgo, Edimburgo, Tanglewood e Annecy, oltre a presentare il ciclo delle Sonate di Beethoven ai Musikfestspiele di Dresda. Da alcuni anni  Kavakos ha iniziato a dirigere, collaborando con London Symphony Orchestra, Boston Symphony, Deutsches Symphonie-Orchester Berlin, Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, Wiener Symphoniker e Budapest Festival Orchestra.

In questa stagione torna a dirigere i Wiener Symphoniker, la Chamber Orchestra of Europe, l’Orchestre Philharmonique de Radio France e, per la prima volta, i Bamberger Symphoniker, la Danish National Symphony, l’Orchestra Sinfonica della Radio Olandese, la Filarmonica di Rotterdam e l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

La sua prima pubblicazione contenente l’Integrale delle Sonate per violino di Beethoven eseguite con Enrico Pace è stata premiata come ‘Instrumentalist of the Year’ agli ECHO Klassik Awards del 2013. La seconda pubblicazione ha previsto, nell’ottobre 2013, il Concerto per violino di Brahms registrato con il Gewandhausorchester di Lipsia e Riccardo Chailly, mentre il terzo disco, contenente le Sonate per violino di Brahms eseguite con Yuja Wang, è stato pubblicato nella primavera 2014. Kavakos è stato premiato come ‘Gramophone Artist of the Year 2014’.

La sua discografia include i Concerti per violino e la Sinfonia n. 39 di Mozart e il Concerto per violino di Mendelssohn con la Camerata Salzburg (ECHO Klassik come ‘Best Concerto Recording’ 2009). Nato e cresciuto ad Atene in una famiglia di musicisti, ha sempre mantenuto uno stretto rapporto con il Paese natale: per quindici anni ha curato la serie di musica da camera del Megaron di Atene dove hanno suonato Rostropovich, H. Schiff, Ax, Lugansky, Wang e Capuçon.

Negli ultimi due anni ha curato, sempre ad Atene, una importante masterclass annuale di violino e musica da camera, attirando violinisti ed ensemble di tutto il mondo e dimostrando il suo forte impegno nella trasmissione della conoscenza e le tradizioni musicali.

Oltre all’interesse sconfinato e all’incessante impegno rivolti ai diversi stili musicali, Kavakos ha una grande passione per l’arte della liuteria, da lui considerata un profondo mistero e un segreto tutt’oggi non ancora svelato. Suona uno Stradivari ‘Abergavenny’ del 1724 ma possiede alcuni violini moderni realizzati da Florian Leonhard, Peter Greiner, Eero Haahti e David Bague e archetti di François Xavier Tourte, Dominique Peccatte, Jean Pierre Marie Persois e Joseph Henry. É ospite regolare di Serate Musicali, per cui ha realizzato anche alcuni cicli cameristici.

ENRICO PACE – Nato a Rimini, ha studiato con Franco Scala al Conservatorio di Pesaro, dove si è diplomato anche in composizione e direzione d’orchestra. Si è perfezionato all’Accademia Pianistica Internazionale “Incontri col Maestro” di Imola. Suo prezioso mentore in seguito è stato il didatta belga Jacques de Tiège.

Dopo la vittoria del primo premio al Concorso Internazionale Franz Liszt di Utrecht nel 1989, Pace si è esibito in tutta Europa (Concertgebouw di Amsterdam, Teatro alla Scala di Milano, Herkulessaal di Monaco di Baviera, Philharmonie di Berlino). É stato invitato a suonare ai  Festival di Lucerna, Salisburgo, Edimburgo, La Roque d’Anthéron, Rheingau e al Festival Pianistico di Brescia e Bergamo.

Molto apprezzato come solista, suona con Royal Orchestra del Concertgebouw, Filarmonica di Monaco, BBC Philharmonic Orchestra, Orchestra Nazionale di Santa Cecilia, MDR-Sinfonieorchester di Lipsia, Camerata Salzburg, Orchestra Filarmonica di Varsavia, collaborando con direttori quali: Benzi, Noseda, Kocsis, Kord, Elder, Foster, Fürst, Robertson, Sinaisky, Skrowaczewski, Weil, Weller e Wit. Agli impegni solistici affianca un’intensa attività cameristica; ha collaborato con il Quartetto Prometeo, il Quartetto Keller, la cornista Marie Luise Neunecker, la violinista Liza Fertschman, la clarinettista Sharon Kam, il violoncellista Daniel Müller Schott e il baritono Matthias Goerne.

Ha preso parte a diversi Festival di Musica da Camera tra cui quelli di  Delft,  Risør, Kuhmo, Stresa e  Moritzburg.

Forma stabilmente un duo pianistico con Igor Roma. Collabora con il violinista Frank Peter Zimmermann, con il quale suona in Europa, Estremo Oriente e Sud America; insieme hanno inciso la Sonata n. 2 di Busoni e le sei Sonate per violino e tastiera BWV 1014-1019 di J.S.Bach.

Nel 2013 è uscito un nuovo cd dedicato a Hindemith. Si esibisce regolarmente in recital con Leonidas Kavakos e il loro progetto dedicato alle Sonate di Beethoven si è concretizzato in un’incisione integrale che ha ottenuto il “Premio Abbiati” della critica italiana.

 

 

Orchestra Antonio Vivaldi

Lunedì 15 Gennaio 2018, ore 20:30
Sala Verdi, Conservatorio di Milano _Via Conservatorio, 12

Direttore LORENZO PASSERINI  
Pianista FREDDY KEMPF
Clarinettista MARINO DELGADO RIVILLA 

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Freddy Kempf è uno tra i pianisti odierni di maggior successo e suona in tutto il mondo davanti a platee entusiaste ed affollate.  Dotato di un repertorio straordinariamente vasto, si è costruito una solida reputazione come audace esecutore con grandi doti anche fisiche e come  artista serio, sensibile e profondamente musicale.

Nato a Londra nel 1977, Freddy ha debuttato in concerto a 8 anni con la Royal Philharmonic Orchestra ,con cui ha tuttora uno stretto legame e con cui ha suonato e diretto il ciclo completo dei Concerti per pianoforte di Beethoven in 11 concerti nei più importanti teatri del Regno Unito. Molti altri concerti con questa orchestra sono previsti per il futuro, anche al di fuori del Regno Unito.

Kempf si è presentato alla ribalta nazionale nel 1992 ,vincendo il Concorso della BBC come Giovane Musicista dell’Anno. E’ stato però il suo Terzo Premio al Concorso Tchaikowsky di Mosca nel 1998 a lanciarlo rapidamente anche a livello internazionale. Il fatto che non gli fosse stato assegnato il Primo Premio infatti suscitò le proteste del pubblico ed ebbe ampio spazio sulla stampa russa, che lo proclamò “eroe del Concorso”.

Da allora la carriera di Freddy Kempf è andata crescendo continuamente fino ai suoi successi con la Royal Philharmonic Orchestra come solista e direttore, con la Filarmonica di SanPietroburgo  e l’Orchestra Sinfonica della Corea. Freddy ha più volte suonato e diretto anche in una tournée con la Kyusyu Symphony Orchestra in Giappone e in un’altra con l’Orchestra Sinfonia della Nuova Zelanda , dove torna spesso. E’ poi tornato a suonare con la City of Birmingham Symphony Orchestra, con la Royal Philharmonic , con la Filarmonica di Dresda e con la Royal Northern Sinfonia.

Tra i molti famosi direttori con cui ha suonato ricordiamo : Sir Andrew Davis , Kurt Sanderling, Daniele Gatti, Matthias Bämert , Charles Dutoit, Vassili Petrenko, Riccardo Chailly, Yuri Temirkanov, Gunther Herbig, Ivor Bolton, Wolfgang Sawallisch, Vladimir Ashkenazy, Jiri Belohlavek, Neeme Jaarvi , Daniel Krivine, Thomas Dausgaard e Mikhail Jurowski.

In recital Kempf ha suonato in molte delle più prestigiose sale da concerto internazionali : la Sala Grande del Conservatorio Tchaikowski di Mosca, la Konzerthaus di Berlino, il Conservatorio di Milano, la Cadogan Hall e il South Bank di Londra ,la Suntory Hall di Tokyo e molte altre.

La stagione 2016/17 si è aperta per lui con una lunga tournée nel Regno Unito con la Sinfonica di SanPietroburgo ,preceduta da un concerto nella Sala Grande della Filarmonia di SanPietroburgo.  Ha poi inaugurato la stagione della Sinfonica di Praga  ed ha suonato con l’Orchestra dell’Ulster e con la City of Byrmingham Sympony Orchestra a Londra alla Royal Albert Hall.

E’ stato spite delle Orchestre di Helsinki e Copenhagen, e  e in GranBretagna è stato in tour con la Filarmonica Ceca e con l’Orchestra da Camera Franz Liszt  come direttore e solista, con cui suona e dirige anche al Budapest Spring Festival e al Festival Menuhin a Gstaad

Kempf incide in esclusiva per la BIS Records. La sua incisione più recente è dedicata a Schumann ed è stata accolta molto bene dalla critica. Nel 2010 Freddy ha partecipato alla registrazione del nuovo lavoro di Tolga Kashif “Genesis Symphony”con la London Symphony Orchestra ed ha inciso i Concerti per pianoforte no.2 e 3 di Prokofiev con la Bergen Philharmonic Orchestra e Andrew Litton.  Questo cd è stato tra i finalisti del prestigioso  “Gramophone Concerto Award” e la critica ha parlato di “una magistrale coppia per Prokofiev”. La collaborazione è proseguita con una registrazione di opere per pianoforte e orchestra di Gershwin nel 2012 , descritta dalla stampa come : “bella, elegante, leggera….magnifica” e prevede il completamento dell’intero ciclo dei Concerti per pianoforte di Prokofiev.

La sua incisione per pianoforte solo del 2011 dedicata a Rachmaninov, Bach/ Busoni, Ravel e Stravinsky è stata lodata dal BBC Music Magazine per il suo “modo di suonare meravigliosamente delicato e per il raffinato senso dello stile”.

MARINO DELGADO RIVILLA 

Nato a Segovia (Spagna) comincia i suoi studi all’età di sette anni al Conservatorio della sua città con Rafael Albert. Dopo aver conseguito il diploma al Conservatorio di Atocha (Madrid), si perfeziona all’École Normale di Parigi e nel 2005 presso l’Accademia del Teatro alla Scala con Fabrizio Meloni e Mauro Ferrando.

Ha lavorato con prestigiose orchestra europee, tra cui Teatro e Filarmonica dalla Scala, Tampere Philharmonic Orchestra (Finlandia), Opera di Roma, Orchestra Nazionale Italiana della RAI, collaborando con insigni direttori, tra i quali Valeri Gergiev, Riccardo Chailly, Lorin Maazel, Sir Andrew Davis, Semyon Bychkov, Roberto Abbado, Kazushi Ono, Daniele Gatti, Marc Albrecht, Mikhail Pletnev. Ha suonato in qualità di solista numerosi concerti con orchestra, recital e concerti di musica da camera in importanti sale come il Musikverein (Vienna), The Guggenheim Museum (New York), Gran Teatro Wielki (Varsavia), Tonhalle (Zürich), Finlandia Talo (Helsinki), Kultur Casino (Berna), Doulen (Rotterdam), Tampere Talo (Tampere), Teatro alla Scala (Milano), Grand Théâtre (Ginevra), Auditorium Toscanini (Torino), Parlamento Europeo (Bruxelles), Abu Dhabi National Theatre.

Dal 2001 ha vinto diversi concorsi internazionali: I Premio International Competition UFAM (Parigi), I Premio European Competition of Young Interpreters (Parigi), II Premio International Competition of Clarinet ‘Villa de Montroy’ (Valencia), Miglior interpretazione di Musica Spagnola al Concorso Internacional ‘Pedro Bote’ (Badajoz).

Pianista Roberto Cappello

Lunedì 8 Gennaio 2018, ore 20:30
Sala Verdi, Conservatorio di Milano _Via Conservatorio, 12

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Roberto Cappello (Campi Salentina, 2 maggio 1951) è un pianista italiano.

Ha iniziato gli studi con il padre, imparando a suonare sin da giovanissimo sia il pianoforte che il violino. A sei anni ha esordito in pubblico, presso la prestigiosa Konzerthaus di Vienna, suscitando grande entusiasmo di pubblico e di critica. Ha quindi proseguito lo studio del pianoforte con il maestro Rodolfo Caporali, con il quale si è diplomato presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia in Roma nel 1974. Lo stesso anno vince il Concorso Pianistico “Città di Senigallia” e “Maria Canals” di Barcellona, nel 1975 il Concorso Nazionale di Treviso e nel 1976 ha vinto il Primo Premio al Concorso Pianistico Internazionale Ferruccio Busoni, premio che da 25 anni non veniva assegnato ad un pianista italiano.

Nella sua carriera ha dato più di 2000 concerti. Ospite delle maggiori istituzioni concertistiche italiane ed estere, è regolarmente invitato dai più importanti festival internazionali e ha tenuto numerosi recital in Francia, Austria, Svizzera, Germania, Belgio, Paesi Bassi, Ungheria, Jugoslavia, Spagna e Lussemburgo. Ha inoltre effettuato una tournée in Australia nel 1989. Nel 1991 ha inciso i valzer di Johann Strauß nelle trascrizioni virtuosistiche dei più famosi pianisti del passato.

Nel settembre 1994 ha inaugurato la stagione da camera del Teatro alla Scala di Milano e nel 1995, la stagione da camera di S.Cecilia, eseguendo in entrambe le occasioni, i 12 Studi Trascendentali di Liszt. Nel 1996 è stato in Germania per una serie di concerti con l’Orchestra Nazionale della RAI, eseguendo il concerto n.5 per pianoforte e orchestra di Beethoven. Tra il 1997 e il 1998 ha eseguito a Vienna. Budapest, Zagabria, Belgrado, Parigi, Bruxelles, Anversa, nella doppia veste di solista e direttore il concerto K466 di Mozart.

Nel 2000 ha sostenuto una serie di concerti in Gran Bretagna (Londra, Manchester, Glasgow). Il 2001 lo ha visto impegnato negli Stati Uniti ed in Giappone.

Ruolo importante riveste l’attiva cameristica, in collaborazione con il Quartetto Kodály di Budapest.

Ha registrato l’intero Corpus di Lieder di Schubert nelle trascrizioni di Liszt con Acustica Edizioni. Incide per Fonit Cetra, Edizioni Paoline, A.M.C., [Acustica]. Nel 2003 ha inciso con la BMG Ricordi Ariola alcuni concerti per pianoforte-orchestra: Mozart, Concerto per pianoforte e orchestra n. 20 K 466; Beethoven, Concerto n. 3 in Do minore, op. 37; Pëtr Il’ič Čajkovskij, Concerto n. 1 in Si bemolle minore.

Viene costantemente invitato a presiedere le giurie di concorsi nazionali ed internazionali.

È docente di pianoforte principale presso il Conservatorio Arrigo Boito di Parma ed è stato nominato Direttore per il triennio 2010/11 – 2011/12 – 2012/13

Pianista JUANA ZAYAS

Lunedì 18 Dicembre 2017, ore 20:30
Sala Verdi, Conservatorio di Milano _Via Conservatorio, 12

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JUANA ZAYAS

Di origine cubana, ha dato il suo primo recital all’età di sette anni e con orchestra a undici. A quest’età aveva già compiuto i suoi studi a L’Avana, dove ebbe modo di ascoltare grandi pianisti come Jorge Bolet, Claudio Arrau, Friedrich Gulda e Arthur Rubinstein. Tra i Concorsi internazionali vinti, quello intitolato a “Teresa Carreno”, la più leggendaria pianista sudamericana di sempre. (Caracas –Venezuela). Artista nobilmente “contro-corrente”, con il culto dell’arte “breve e intensa” che tanto piaceva  a  Edgar Allan Poe, tuttavia inquadrata anche in programmi non di rado giganteschi, ha attirato l’attenzione di Harold Schoenberg, il più famoso critico del New York Times (Alice Tully Hall, New York). In modo particolare l’esecuzione Integrale dei 24 Studi di Chopin (anzi dei 27 comprendendo i Tre Studi postumi), ha colpito la fantasia di Schonberg, illustratore di Horowitz, di Cherkassky, e dell’epoca d’oro del pianoforte (Paderevski – Hoffman – Rachmaninov). Apparve chiaro che nessuna versione Integrale dell’immortale capolavoro che sono i 24 Studi di Chopin a opera di una pianista-interprete poteva avvicinare ciò che era riuscita a realizzare Juana Zayas, nell’intero secolo. Juana Zayas ha studiato a Parigi, ha vinto una medaglia al Concorso di Ginevra e si è trasferita a Ginevra e a New York dove ha studiato anche con Adele Marcus Per 15 anni fu costretta a rallentare la sua attività concertistica a causa della nascita dei suoi figli, periodo che Le servì molto per ampliare il suo repertorio. Nell’ottobre del 1977 debuttò al Lincoln Center di New York, dove venne entusiasticamente scoperta da H. Schoenberg, il più famoso critico del New York Times. Da allora ha continuato a suonare in tutti gli Stati Uniti, in Sud America e in Europa, senza mai ritornare a Cuba. Le Serate Musicali invitarono Juana Zayas dal 1998. Ciò nel quadro della loro attività “PRO VERITATE”, per la riscoperta di artisti mossi da una superiore verità e che non si riconoscono nelle leggi del commercio imperante, né tanto meno nella folle corsa alla commercialità. Chopin fu il Leitmotiv (non il solo). Il triangolo Serate Musicali – Schonberg – Zayas in qualche modo funzionò. Con la Zayas, di Chopin in questi  dieci anni furono eseguiti soprattutto: i 24 Studi, i 24 Preludi, le 2 Grandi Sonate in si bemolle minore (“Funebre”)  e in si minore, i  4 Scherzi, la Barcarola, i Valzer (Integrale). Anche per la Zayas le Serate Musicali coniarono il Motto “IL GENIO É DONNA”. La Zayas, che ha suonato per grandi Orchestre, come la Chicago Symphony, è tuttavia un’Artista largamente misconosciuta. Di qui la difesa delle Serate Musicali. Le sue esecuzioni in questo decennio sono andate a patrimonio di Milano (patrimonio ideale). Uno sforzo alla fine non inutile per chi creda che l’Età dell’Oro di Chopin, di Paderevski – Hoffman – Rachmaninov, possa tornare e che non le si debbano chiudere le nostre porte. E che una difesa della Verità sia quanto meno tra i compiti di un Paese che vuol dirsi Mecenate. Juana Zayas ha inciso due cd tutto Schumann, uno tutto Schubert e tre cd “Zayas Masterworks” (opere di Bach-Busoni, Mozart, Beethoven, Liszt, Debussy e Chopin).

Violoncellista STEVEN ISSERLIS – Pianista CONNIE SHIH

Lunedì 11 Dicembre 2017, ore 20:30
Sala Verdi, Conservatorio di Milano _Via Conservatorio, 12

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Steven Isserlis

Acclamato per la sua profonda sensibilità d’artista quanto per la sua strepitosa maestria strumentale, Steven Isserlis è uno dei più celebri violoncellisti di oggi.Come solista collabora con le principali orchestre, tra cui Berlin Philharmonic, Philharmonia Orchestra, NHK Symphony, Cleveland Orchestra, Mahler Chamber Orchestra.
Come camerista ha ideato numerosi programmi per le maggiori rassegne concertistiche, tra cui Wigmore Hall, 92nd St Y di New York e per i Festival di Salisburgo e Verbier.
Tra i principali impegni della stagione 2016/17 spiccano i concerti con Vienna Philharmonic, London Philharmonic, Zurich Tonhalle e Los Angeles Philharmonic, oltre a recital cameristici nei principali teatri e Festival.
Isserlis nutre grande interesse per gli strumenti d’epoca e si è esibito insieme alle più importanti orchestre di strumenti originali e in recital con cembalo e fortepiano.
È anche un fiero sostenitore della musica contemporanea e ha collaborato con i più celebri compositori presentando nuove opere, tra le quali The Protecting Veil di John Tavener, Cello Concerto in One Movement di Wolfgang Rihm, Lieux retrouvés di Thomas Adès e For Steven di Gyorgy Kurtág.

Attraverso una discografia pluripremiata Isserlis rivela la vastità del suo repertorio. La registrazione delle Suites di Bach per Hyperion ha ricevuto i premi Instrumental Disc of the Year e Critic’s Choice della prestigiosa rivista Gramophone. Oltre al Concerto di Dvorak con la Mahler Chamber Orchestra e Daniel Harding, ha registrato vari dischi con Olli Mustonen, l’integrale dell’opera di Beethoven con Robert Levin, i Concerti di Elgar e Walton con la Philharmonia Orchestra e Paavo Järvi e il Doppio Concerto di Brahms con Joshua Bell e l’Academy di St. Martin-in-the-Fields.

Scrivere e suonare per i bambini è un’altra sua passione. I libri sulla vita dei grandi compositori – Why Beethoven Threw the Stew e Why Handel Waggled his Wig – sono stati tradotti in molte lingue, tra cui l’italiano (ed. Curci). Ha scritto tre favole musicali insieme alla compositrice Anne Dudley, pubblicate da Universal Edition.

Insignito di un CBE nel 1998 in riconoscimento dell’instancabile attività artistica, ha inoltre ricevuto il Premio Schumann della Città di Zwickau ed è uno degli unici due violoncellisti viventi incluso nella Gramophone’s Hall of Fame.

Suona la maggior parte dei concerti con lo Stradivari “Marquis de Corberon (Nelsova)” del 1726, su gentile concessione della Royal Academy of Music.

 

CONNIE SHIH  

Nata in Canda, Connie Shih è considerata una delle migliori pianiste del suo Stato.

Nel 1993 ha vinto il Sylva Gelber Award per I migliori musicisti sotto i 30 anni. All’età di nove anni ha fatto il suo debutto nel Primo Concerto di Mendelssohn con la Seattle Symphony Orchestra. All’età di 12 anni ha studiato all’Indiana University e ha proseguito gli studi al Curtis Institute di Philadelphia con Claude Frank, allievo di Arthur Schnabel; successivamente ha studiato in Europa con Fou Ts’ong.

Come solista ha suonato con molte orchestra in Canada, USA ed Europa e in recital anche in Gran Bretagna, Germania e Cina. Connie Shih ha una formidabile capacità di imparare opere complete a memoria in pochi giorni ed è un’appassionata musicista da camera; collabora con molti celebri musicisti, tra cui Tabea Zimmermann, Janine Jansen e Isabelle Faust, e suona regolarmente con Steven Isserlis. Tra le principali sale in cui si è esibita figurano Wigmore Hall a Londra, Carnegie Hall a New York, Bath Music Festival, Kronberg Festival, Aldeburgh Festival.

Le sue performance sono sovente trasmesse in televisione e radio, prevalentemente sui canali CBC (Canada), BBC (U.K.), SWR e WDR (Germania) e su molte frequenze del Nord America e in Europa.