Category Archives: Collezione Video

Dal nostro canale You Tube – J. Swann

Cari Amici,
come viatico musicale per il nuovo anno cosa c’è di meglio di due immortali Valzer di Fryderyk Chopin, che tutti amiamo?
Ecco, li potete ascoltare qui, cliccando sul link sotto riportato, incisi appositamente per tutto il pubblico di Serate Musicali da un carissimo amico nostro e di Milano, JEFFREY SWANN, che  da New York ce li ha inviati come portafortuna per un ritorno alla normalità nel 2021.
Grazie mille Jeffrey!

 

 

Dal nostro canale You Tube – P. Alderighi e S. Trick

Cari Amici
come regalo per l’Epifania vi invitiamo ad ascoltare “Avalon”, brano del 1920 composto da Al Jolson, Buddy DeSylva e Vincent Rose, eseguito per noi dal Duo pianistico Paolo Alderighi e Stephanie Trick alla Società del Giardino di Milano il 14 novembre 2019.

SERATE MUSICALI

 

A. Smareglia – Il vassallo di Szigeth

Gentili Amici,
oggi vi proponiamo l’ascolto dell’Opera “Il vassallo di Szigeth” di Antonio Smareglia, che avrebbe dovuto essere eseguita il 9 novembre in Conservatorio per la nostra Stagione autunnale 2020.

Non avendo potuto presentarla dal vivo,  ma per non interrompere il ciclo della riscoperta delle Opere italiane dimenticate che da tre anni stiamo realizzando,  abbiamo deciso di  registrarla appositamente ai primi di dicembre, così che l’idea non andasse perduta e il ciclo non si interrompesse.

Ci auguriamo che apprezzerete lo sforzo fatto e che riscoprirete con piacere un’Opera ingiustamente caduta nell’oblio.

Orchestra Filarmonica Italiana
Coro AB Harmoniae
Soprano Denia Mazzola Gavazzeni

Antonio Smareglia: Il Vassallo di Szigeth  (Estratti dall’opera in tre atti di Luigi Illica e Francesco Pozza)
Libretto atto I, II, III

Con i migliori auguri per un 2021 più tranquillo per tutti.

Serate Musicali

Dal nostro canale You Tube – Atto Melani

Cari Amici
vi inviamo il video della presentazione, appositamente registrata, che conclude il ciclo  “I Suoni diventano Parole”, originariamente pensato per la Biblioteca Sormani, come già abbiamo spiegato.
Anche questa volta Luca Scarlini, accompagnato da interventi musicali, ha il compito di far conoscere la misteriosa e sorprendente figura del pistoiese Atto Melani, cantante lirico castrato, ma anche diplomatico, spia e scrittore, vissuto nel XVIII° secolo, attorno a cui la coppia Rita Monaldi e Francesco Sorti (italiani, ma viennesi d’adozione) ha costruito una serie di thriller storici, editi da Baldini & Castoldi. Serie che ha riscosso un grandissimo successo in vari Paesi, Italia esclusa. Una curiosità quindi sia storica che editoriale.

Ci auguriamo che apprezzerete la nostra volontà di continuare a offrirvi, seppur virtualmente, alcuni degli appuntamenti che avevamo programmato.
Buon ascolto e buona lettura.

SERATE MUSICALI

Dal nostro canale You Tube – Sine Nomine

Cari Amici
questa volta non vi invitiamo a sentire solo musica, ma anche parole.

Abbiamo infatti registrato appositamente la presentazione del romanzo “Sine nomine” (ed. DIASTEMA) che avrebbe dovuto aver luogo a novembre alla Biblioteca Sormani per il ciclo “I Suoni diventano Parole” (di cui siamo riusciti a presentare 3 appuntamenti in luglio e 2 in settembre nella Sala Puccini del Conservatorio).

Il video si avvale delle parole di Luca Scarlini e della musica di Luca Schieppati e Külli Tomingas, oltre che di un breve messaggio dell’autrice, Sara Stangalino-Schulze per concludere.

Ci auguriamo che apprezzerete lo sforzo di mantenere, nei limiti del possibile, alcuni appuntamenti della programmazione che avevamo previsto per questo autunno.

Prima di Natale vi invieremo un secondo video con l’ultima delle previste presentazioni di romanzi a tema musicale.

Buon ascolto e buona lettura.

SERATE MUSICALI

 

 

 

 

 

Dal nostro canale You Tube – Emilio Aversano

Siamo lieti di annunciare un nuovo video all’interno del nostro canale YouTube!

L’omaggio del pianista EMILIO AVERSANO al pubblico di Serate Musicali:

F. Schubert: Improvviso in sol bemolle maggiore op.90 n.3

 

 

Pianista Angela Hewitt

Proponiamo oggi un estratto dal concerto dell’8 Aprile 2019 dove Angela Hewitt si esibì con un repertorio totalmente incentrato sulla musica di Johann Sebastian Bach.

Tratta da quel programma ecco la toccata in do minore BWV 911!

Angela Hewitt Tra le pianiste più conosciute e apprezzate a livello mondiale, Angela Hewitt appare regolarmente in recital e con le più importanti orchestre in Europa, nelle Americhe, in Australia e in Asia.

Le sue esecuzioni delle opere di J.S. Bach l’hanno consacrata come una delle interpreti di riferimento del compositore ai giorni nostri.

Le sue pluri-premiate registrazioni per Hyperion Records hanno raccolto elogi e consensi unanimi.

Il suo decennale progetto dedicato alla registrazione di tutte le maggiori opere per tastiera di Bach è stato descritto come “una delle glorie discografiche dei nostri tempi” (The Sunday Times).
Nel 2016 sono state pubblicate le Variazioni Goldberg, nel 2014 L’Arte della Fuga, entrambe ottenendo ernorme successo di vendite. La sua discografia include anche opere di Couperin, Rameau, Mozart, Beethoven, Chopin, Schumann, Liszt, Fauré, Debussy, Chabrier, Ravel e Granados. Il secondo album di Sonate di Scarlatti e il settimo volume delle Sonate di Beethoven sono stati pubblicati rispettivamente nell’ottobre 2017 e nel giugno 2018, entrambi entrando nella classifica Billboard negli Stati Uniti.

Nel 2015 Angela Hewitt è stata inserita nella “Hall of Fame” della rivista Gramophone per via della sua popolarità tra gli appassionati di musica di tutto il mondo.

Nell’autunno 2016 Angela Hewitt ha intrapreso un grande progetto intitolato ‘The Bach Odyssey’, che prevede l’esecuzione di tutte le opere per tastiera di Bach in dodici recital nel corso di quattro anni, fino al giugno 2020. Nel corso della stagione attuale è prevista l’esecuzione del ciclo completo del Clavicembalo Ben Temperato a Londra, Tokyo, Ottawa, New York, Hong Kong, Amsterdam, Vancouver e Stratford. Altri recital sono previsti a Lisbona, Praga, Rotterdam, Royal Festival Hall di Londra, Girona, Minneapolis, Ferrara, Bari, Perugia, Portland, Cleveland, Berna e Newcastle.

Altri appuntamenti salienti della stagione includono la recente apparizione ai BBC Proms con Turagalila di Messiaen (BBC Symphony Orchestra/Sakari Oramo), un tour nel Regno Unito con la Tonkünstler-Orchester Niederösterreich (Concerto n. 5 ‘Imperatore’ di Beethoven), il debutto al Musikverein di Vienna eseguendo i Concerti di Bach con la medesima compagine, il Festival di Cartagena in Colombia, una residenza all’Università di Harvard e concerti a Chicago e con la Xi’an Symphony Orchestra.

Nata in una famiglia di musicisti, Angela Hewitt ha iniziato lo studio del pianoforte all’età di tre anni, esibendosi in pubblico a quattro e vincendo, un anno dopo, la sua prima borsa di studio. Ha poi continuato a studiare con il pianista francese Jean-Paul Sevilla. Nel 1985 ha vinto la Toronto Bach Piano Competition.

Nel 2018, Angela Hewitt ha ricevuto il Governor General’s Lifetime Achievement Award, il più alto riconoscimento per un artista in Canada.

Angela Hewitt ha ricevuto un OBE (Order of the British Empire) in occasione dei festeggiamenti per il Compleanno della Regina nel 2006 ed è stata nominata Companion of the Order of Canada (CC) nel 2015. È membro della Royal Society in Canada, ha conseguito sette dottorati ad honorem ed è Visiting Fellow del Paterhouse College a Cambridge.

Vive tra Londra, Ottawa (sua città d’origine in Canada) e l’Umbria, regione d’Italia che ama particolarmente e dove da dieci anni è direttore artistico del Trasimeno Music Festival.

“From the land of the ice and snow”

Dal concerto del 13 gennaio 2019 “Transiti: Musica che sconfina”, all’interno della 18a Rassegna Musicale “Miglia da percorrere” (Musiche, Viaggi, Volti, Maschere) e organizzato da Spazio Teatro 89 e Coop Lombardia in collaborazione con Serate Musicali, ecco il brano, in Prima esecuzione assoluta,

“From the land of the ice and snow”
di G. Colombo Taccani (1961)

interpretato da:

Francesca Bonaita, violino
Andrea Rebaudengo, pianoforte

 

Qui alcune annotazioni del maestro Colombo Taccani sul suo pezzo:

“From the Land of the Ice and Snow”, come altri miei brani in precedenza, deve la sua esistenza alla graditissima richiesta  giuntami da parte di Luca Schieppati per la stagione del milanese Spazio Teatro 89. Destinataria delle mia avventure violinistiche sarà ancora una volta Francesca Bonaita, qui insieme ad Andrea Rebaudengo.

Nella mia memoria musicale, da anni remoti, si è riaffacciato “Immigrant Song”, energico brano degli altrettanto energici Led Zeppelin avente come tema la migrazione Vichinga verso occidente, e il tentativo di prenderlo come spunto di partenza è andato a buon fine. Intendiamoci, come sempre è accaduto quando ho deciso di partire da materiali provenienti dal mondo del rock ciò non ha mai portato ad ammiccamenti stilistici o peggio, a citazioni esplicite e consistenti dei materiali di partenza (anzi, sono operazioni che aborro in massimo grado).

Sono innanzitutto, invece, tributi affettivi del tutto personali, che possono sicuramente portare all’ascoltatore dei riverberi emotivi e che non escludono talvolta piccole allusioni (in questo caso lo spunto iniziale del mio pezzo, ripresentato per altre tre volte nello sviluppo narrativo, è legato apertamente all’avvio della parte vocale di Robert Plant), ma che, seguendo logiche puramente compositive e autonome, danno vita per lo più – ed è questo uno dei casi – a lavori dal paesaggio narrativo spesso lontano da quello che uno spunto tratto da una band dell’allora definito hard rock potrebbe far immaginare.

L’architettura complessiva nasce dall’incrocio a mosaico di un numero ristretto di situazioni, ognuna seguente autonomi principi evolutivi più o meno consistenti e sviluppata isolatamente in una prima fase di elaborazione compositiva. Incrociandosi nell’assemblaggio finale ad intarsio queste situazioni scoprono relazioni impreviste, smussando localmente alcune asperità proprie per una più fluida successione oppure estremizzando le proprie caratteristiche con attriti locali che determinano successive azioni di riequilibrio espressivo.

Tutto ciò porta ad un percorso complessivo variegato e mobile in cui, se risultano assenti zone di esasperazione figurale eccessiva, sono comunque rari i momenti di sospensione quasi contemplativa, favorendosi invece una mobilità complessiva dove la tendenza a creare linee discendenti risulta essere il tratto distintivo e comune. Solo nel breve episodio finale, quasi una piccola coda, tutto si allontana improvvisamente, quasi trasformando in ricordo quanto ascoltato precedentemente.”

 

“Francesca Bonaita suona con chiari respiri articolati per ogni frase musicale, con morbida stesura preparatoria dell’arco, con estrema agilità delle dita e raffinatezze tecniche che ben traducono l’immedesimazione emotiva del testo”. Klassische Musik, 22 April 2017, St. Blasien, Germany.

Francesca Bonaita (Milano 1997), diplomata con il massimo dei voti e lode presso il Conservatorio G. Verdi di Milano, vincendo il Premio Pina Carmirelli quale miglior violinista dell’anno accademico, si perfeziona sotto la guida di Sergej Krylov, conseguendo con lode il Master of Arts in Music Performance alla Scuola Universitaria del Conservatorio della Svizzera Italiana e ivi ammessa al selettivo corso di laurea per solisti Master of Arts in Specialized Music Performance.

Dal 2014 frequenta i corsi di Alto Perfezionamento di Salvatore Accardo presso l’Accademia W. Stauffer di Cremona e l’Accademia Chigiana di Siena.

Con il debutto nel 2016 alla Carnegie Hall di New York e in Romania con l’Orchestra Filarmonica di Bacau nel concerto per violino e orchestra di Tchaikovsky, ha intrapreso un’intensa attività solistica e cameristica per prestigiose rassegne e teatri in Italia, tra cui il Teatro Ponchielli a Cremona, la SalaVerdi, l’Auditorium Fondazione Cariplo, il Teatro degli Arcimboldi, il Teatro Filodrammatici a Milano, il Teatro Grande a Brescia, la Sala Maffeiana del Teatro Filarmonico di Verona, Palazzo Pisani e Sale Apollinee del Teatro La Fenice a Venezia, Palazzo Chigi Saracini a Siena, Palazzo della Carovana per I Concerti della Scuola Normale di Pisa, Cappella Palatina della Reggia di Caserta –  e all’estero, in Germania, Austria – invitata a suonare al Musikverein di Vienna – in Svizzera, in Francia, Inghilterra, Grecia, Romania e negli USA.

Ha suonato in ensemble cameristici con musicisti di chiara fama, quali Itamar Golan, Rocco Filippini, Franco Petracchi, Roberto Paruzzo, con Sandro Laffranchini e prime parti soliste dell’Orchestra del Teatro e Filarmonica della Scala, con Emanuele Torquati e Alfredo Zamarra per l’Accademia dei Cameristi di Bari e, per il repertorio contemporaneo, con Sentieri Selvaggi, ensemble diretto da Carlo Boccadoro e 900Presente in Svizzera. E’ vincitrice di primi premi e assoluti in numerosi concorsi internazionali, Soloist Vienna 2016, Grand Prize Virtuoso Vienna 2017, 7th International Music Competition Rhodes, 10th Loutraki International Competition, Premio Rovere d’Oro 2018, VII Premio Francesco Geminiani, XIV Valsesia Musica Juniores, European Music Competition Moncalieri, Comunità Europea Fondazione Pescetto, V e VII Premio Crescendo Firenze, Premio Marco Allegri e premio del pubblico alla XIX Rassegna Migliori Diplomati d’Italia Castrocaro, VI Concorso Fondazione Milano “C. Abbado”, XI Premio Internazionale E. Cremonesi, International Valtidone Competition, I Concorso Città di Cremona, Solista e Orchestra Senzaspine a Bologna con il concerto di Tchaikovsky. Ha frequentato masterclasses di prassi violinistica e cameristica con Sergej Krylov, Itamar Golan, Dmitri Chichlov, Ilya Grubert, Pavel Vernikov, Natalia Prishepenko,  Aleksey Semenenko.

Dopo aver conseguito la maturità classica con il massimo dei voti, vincitrice di Exploit your Talent  2016 presso l’Università degli Studi di Milano, le è stato assegnato a Roma, per la sezione Musica, il Premio Italia Giovane 2016 con il patrocinio della Camera, Senato e Ministero dei Beni e Attività culturali.

 

Andrea Rebaudengo è nato a Pesaro nel 1972. Ha studiato pianoforte con Paolo Bordoni, Lazar Berman, Alexander Lonquich, Andrzej Jasinsky e composizione con Danilo Lorenzini.

Ha vinto il primo premio al Concorso Pianistico Internazionale di Pescara  nel 1998, il terzo premio al Concorso “Robert Schumann” di Zwickau nel 2000 e al Premio Venezia 1993. Ha suonato per le più importanti istituzioni concertistiche italiane, tra cui le Serate Musicali di Milano, l’Unione Musicale di Torino, il Festival di Ravello, gli Amici della musica di Padova, Musica Insieme di Bologna, il Ravenna Festival .

Si è esibito in Russia, Stati Uniti, Francia, Germania, Spagna, Inghilterra, Belgio, Polonia, Portogallo, Svizzera, Irlanda, Serbia, Turchia, Uzbekistan ed Emirati Arabi.  Ha suonato come solista con numerose orchestre, tra cui l’Orchestra dei Pomeriggi Musicali di Milano, l’Orchestra Sinfonica di Zwickau, l’Orchestra Filarmonica di Torino e l’Orchestra Sinfonica “Giuseppe Verdi” di Milano. Viene spesso invitato in progetti che lo coinvolgono anche come musicista jazz e improvvisatore.

E’ il pianista dell’ensemble Sentieri Selvaggi con il quale si è esibito all’Accademia di Santa Cecilia di Roma, al Teatro alla Scala di Milano, “Bang-on-a-can Marathon” di New York, Dom di Mosca, Sacrum Profanum di Cracovia, Festival MiTo, Festival della Letteratura di Mantova, Accademia Filarmonica Romana, Biennale di Venezia, presentando spesso prime esecuzioni di autori contemporanei e collaborando con compositori quali Louis Andriessen, Michael Nyman, David Lang, James MacMillan, Mark-Anthony Turnage, Julia Wolfe, Ivan Fedele e Fabio Vacchi. Suona in duo con Cristina Zavalloni con la quale si è esibito alla Carnegie Hall di New York, allo Strathmore di Washington, al Teatro della Maestranza di Siviglia, al Festival Ilkhom-XX di Tashkent, al Festival di West Cork, al Festival del Castello di Varsavia, al Festival di Cheltenham, ai Concerti del Quirinale, al Teatro Rossini di Pesaro e nei Festival jazz di Berchidda, Roccella Jonica e Parma Frontiere.

Suona in duo con la violista Danusha Waskiewicz, in duo pianistico con Emanuele Arciuli ed è il pianista dell’Ensemble del Teatro Grande di Brescia e dell’Ensemble Kaleido. Con Klaidi Sahatci e Sandro Laffranchini ha fondato l’Altus Trio, che ha debuttato nel 2010 al Teatro alla Scala di Milano. Come solista incide per Bottega Discantica (“All’aria aperta”), con Cristina Zavalloni per Egea (“Tilim-bom”), con Sentieri Selvaggi per Cantaloupe Records (“Child”, “ACDC”, “Zingiber”), con l’Altus Trio per Limen. Insegna al Conservatorio di musica di Castelfranco Veneto

 

Giorgio Colombo Taccani, nato a Milano nel 1961, ha svolto studi classici, laureandosi in Lettere Moderne all’Università Statale di Milano, sotto la guida di Francesco Degrada, con una tesi in Storia della Musica dedicata all’Hyperion di Bruno Maderna, alla quale nell’ottobre 1993 è stato attribuito il “Premio Missiroli” da parte del Comune di Bergamo in occasione di un convegno dedicato al teatro musicale italiano del Dopoguerra.

Parallelamente ha svolto studi musicali, diplomandosi in Pianoforte nel 1984 ed in Composizione nel 1989 al Conservatorio “G. Verdi” di Milano sotto la guida dapprima di Pippo Molino e quindi di Azio Corghi, conseguendo in seguito il Diploma al corso di perfezionamento biennale in Composizione tenuto da Franco Donatoni all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia in Roma, dove ha ottenuto una borsa di studio S.I.A.E.

Ha inoltre seguito corsi di perfezionamento con Azio Corghi e György Ligeti ed è stato selezionato per partecipare al workshop estivo 1995 dedicato all’informatica musicale organizzato dall’IRCAM.

Sue composizioni sono state premiate o segnalate in concorsi nazionali ed internazionali (“Giovane compositore per il pianoforte”, Roma, 1984; “International Competition of Flute Composition”, Kobe-Shi, Giappone, 1987; Premio “Valentino Bucchi”, Roma, 1987 e 1993; “Castello di Belveglio”, 1988 e 1993; Premio “Alpe Adria”, Trieste, 1988; “Concorso Nazionale di Composizione per Strumenti a Fiato”, Livorno, 1991; “Città di Mestre”, 1991; “Quinto Concurso de Composición «Francesc Civil»”, Girona, Spagna, 1992; “Concorso «Città di Trieste»”, 1993; “Concorso Internazionale «Gino Contilli»”, Messina, 1993; “XV Concorso Internazionale «Luigi Russolo»”, Varese, 1993; “2 ° Concorso Internazionale «2 Agosto»”, Bologna, 1996, Concorso “Franco Evangelisti”, “Nuova Consonanza”, Roma, 1998; “I Concorso Internazionale «Repubblica di San Marino»”, 1999; “I Concorso Internazionale «A Camillo Togni»”, Brescia, 2000; “Lutoslawski Award 2006”, Varsavia, Polonia) nonché regolarmente eseguite in sedi italiane ed estere (ISCM “World New Music Days” – Växjö, Svezia, “Sibelius Academy” – Helsinki, “Nuova Consonanza” – Roma, “Gaudeamus” – Amsterdam, “Ferienkurse für Neue Musik” – Darmstadt, Festival “Musica” – Strasbourg, “Hugh Lane Gallery” e “Writers’ Museum” – Dublino, “Fylkingen Festival” – Svezia, “Trieste Prima”, “Biennale di Venezia”, “RAI NuovaMusica”, Società Aquilana dei Concerti – L’Aquila, “Contrasts” – Lviv, Ucraina, Auditorio Nacional de Música – Madrid e molte altre fra cui Valparaiso, Brasilia, New York, Atene, Kobe, Nagasaki, Osaka, Yokohama, Auckland, Wellington, Sydney, Reykjavyk, Copenhagen, Sarajevo, Parigi, Nantes, Lisbona, Budapest, Berlino, Lipsia, Kyiv, Toulouse, Sofia, Edinburgh, Bruxelles, Alessandria d’Egitto), trasmesse da varie emittenti nazionali ed estere e pubblicate dalle Edizioni Suvini Zerboni di Milano.

Dal 1991 al 2001 si è occupato di musica elettronica presso lo studio AGON – acustica informatica musica – Centro Studi Armando Gentilucci di Milano. La sua attività musicologica, dedicata alla produzione del Novecento italiano, si è concretizzata in articoli sulle riviste Sonus e Auditorium dedicati al teatro musicale italiano degli anni Sessanta e nel capitolo Aria , una proposta di analisi inserito nel volume Bruno Maderna – Studi , curato da Mario Baroni e Rossana Dalmonte e pubblicato dalle Edizioni Suvini Zerboni di Milano.

Ha collaborato con il corso di perfezionamento di Composizione tenuto da Azio Corghi presso l’Accademia “A. Toscanini” di Parma. Dal 1992 al 1999 ha insegnato Composizione alla Civica Scuola di Musica di Milano.

Dal 2005 collabora con il corso di Direzione d’Orchestra per il repertorio contemporaneo tenuto dapprima da Giorgio Bernasconi e quindi da Arturo Tamayo presso il Conservatorio della Svizzera Italiana di Lugano. Dal 1999 insegna Composizione presso il Conservatorio “G. Verdi” di Torino.

Isserlis- Levin e Beethoven

Proponiamo oggi un estratto dal concerto del 20 Maggio 2019 dove il violoncellista Steven Isserlis insieme al fortepianista Robert Levin hanno proposto le Variazioni su ‘Bei Männern, welche Liebe fühlen’ da “Il flauto magico” di W. A. Mozart.

Steven Isserlis, uno dei due violoncellisti viventi incluso nella Gramophone’s Hall of Fame, Suona lo Stradivari “Marquis de Corberon (Nelsova)” del 1726, su gentile concessione della Royal Academy of Music.

Insignito di molti riconoscimenti fra cui un CBE nel 1998 in segno dell’instancabile attività artistica, il Premio Schumann della  Città di Zwickau, il Piatigorsky Prize negli Stati Uniti,  il Glashütte Original Music Festival Award, la Wigmore Hall Gold Medal e la Walter Willson Cobbett Medal per il suo impegno nella musica da camera.

Isserlis nutre grande interesse per gli strumenti d’epoca e  ha  suonato  con  le  più  importanti  orchestre  di  strumenti originali e in recital con cembalo e fortepiano.
È anche un fiero  sostenitore  della musica contemporanea e ha collaborato con i più celebri compositori presentando nuove opere, tra le quali The Protecting Veil di John Tavener, Lieux retrouvés di Thomas Adès e For Steven di Gyorgy Kurtág. Attraverso una discografia pluripremiata Isserlis rivela la vastità del suo repertorio.

Le “Serate Musicali” si onorano di avere trovato affinità elettive con un Artista già storico come Isserlis. Virtuoso dal volto umano, non ignora e non disdegna alcun tipo di humor, per il nostro conforto, la nostra delizia, la nostra consolazione. La sua “noblesse” lo fa essere più unico che raro. Il suo “cantabile” è invidiato e non è forse riproducibile. I suoi viaggi e le sue avventure nella storia ci accompagnano. È ospite di Serate Musicali – Milano dal 1992.

Un appassionato sostenitore della nuova musica, Robert Levin ha commissionato e presentato in anteprima un gran numero di opere.
Rinomato musicista da camera, i suoi completamenti dei frammenti di Mozart sono pubblicati da Bärenreiter, Breitkopf & Härtel, Carus, Peters e Wiener Urtext Edition, registrati e eseguiti in tutto il mondo.

Per l’occasione Robert Levin si esibì su un Fortepiano a coda Johann Schantz, Vienna, ca.1810, della collezione di Fernanda Giulini.

Rinomato per i suoi abbellimenti e cadenze improvvisati nel repertorio del periodo classico, Robert Levin ha registrato per alcune importanti etichette discografiche. Tra queste registrazioni figura il ciclo di Concerti di Mozart; il ciclo di Concerti di Beethoven e prossimamente verrà pubblicata la sua lettura delle Sonate per pianoforte di Mozart, su pianoforte dello stesso.
Collabora regolarmente con Steven Isserlis, con cui ha registrato l’Integrale beethoveniana per pianoforte e violoncello.

ecco una guida all’ascolto dell’opera proposta tratta dal sito Flaminioonline

“Già autore di due importanti sonate per violoncello e piano – le due dell’opera 5 – Beethoven, tra il 1796 e il 1801, scrisse per gli stessi strumenti tre serie di variazioni. Per una di esse scelse un tema dal «Judas Makkabäus» di Händel, mentre per le altre due adottò temi del «Flauto Magico» e precisamente l’aria di Papageno nel secondo atto e il duetto Pamina-Papageno nel primo. Queste ultime variazioni furono probabilmente scritte nel 1801 e comparvero presso l’editore Mollo l’anno seguente. Scopo dell’opera è mettere in luce la bravura di qualche virtuoso, e vi si ammira, pur nei limiti di una composizione decisamente minore, la sagacia nello sfruttamento delle risorse del violoncello. Il tema è esposto già in una variante canonica, mentre le prime due variazioni si addentrano sempre più in brillanti arabeschi. Per contrasto la terza variazione è spiccatamente melodica e prepara la quarta che ha accenti drammatici. Ancora in contrasto tra loro sono la vivace quinta variazione e la sesta dai toni pacati e contemplativi. Infine la settima variazione, allegro non troppo, viene seguita da una coda che è di per sé il pezzo più lungo della composizione. Si può dire che soltanto in questa coda Beethoven si appropri del tema mozartiano e ne estragga un materiale del tutto personale e lo animi con una grande foga inventiva.”

Bruno Cagli