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Una visione speciale su Bach e le Suites per Violoncello

Siamo lieti di condividere le sei Suites di Johann Sebastian Bach per violoncello solo eseguite e raccontate in modo insolito e divertente da Luca Franzetti

Roberto Cappello interpreta Ciaikovski

Ecco la splendida versione del famoso Concerto n.1 in si bemolle minore op.23 di CIAIKOVSKI che, il 16 Dicembre 2019, è stata proposta dall’Orchestra CUPIDITAS condotta dal direttore PIETRO VENERI e, al loro fianco, il pianista ROBERTO CAPPELLO!

 

 

PIOTR ILIC CIAIKOVSKI    

Concerto n.1 in si bemolle minore op.23

Impressa nella memoria di tutti è la melodia, ampia e cantabile dell’Introduzione (Allegro non troppo e molto maestoso) al primo movimento del Concerto n.1 op.23, che Ciaikovski scrisse nel 1874. É la parte più nota della partitura: indimenticabile per l’ardore del tema, intenso e appassionato, cantata dai violini primi e dai violoncelli che entra sui perentori accordi del pianoforte. La medesima idea tematica, fluita alla tastiera, è sottoposta a una prima variazione e, dopo una Cadenza di carattere virtuosistico, viene riesposta dagli archi con la partecipazione dell’intera orchestra e del solista.

É un lirismo intenso e aperto, dichiaratamente ciaikovskiano nell’ispirazione, che si pone come cifra stilistica della partitura con alcuni temi tratti dal folklore russo; questo Concerto ha saputo meritarsi una posizione di primato nella letteratura post-romantica, accanto agli omologhi Concerti di Brahms.

Il successivo Allegro con spirito è costruito su due idee melodiche di altra natura – la prima sorretta da un ritmo di danza in terzine, la seconda dolce e molto espressiva, dall’andamento cullante – presentate dal pianoforte e sempre alla tastiera sottoposte a sviluppo ed elaborazione. Il secondo movimento, Andantino semplice, ripropone un clima disteso, di pregnante carattere evocativo: Hoffmann lo descrisse come «nostalgia sorda di una sera d’estate in Russia, con i profumi dei tigli e dei lillà, con la visione di campagna e dei contadini che vanno a lavorare».

Il tema, «di una malinconia soffusa, riposata e sorridente, un tantino sentimentale e vecchiotta», è esposto dal flauto su un accompagnamento pizzicato, degli archi e successivamente ripreso dal pianoforte. A interrompere questa atmosfera subentra quasi subito una seconda idea cantata dai fiati, poi dal pianoforte, quindi portata avanti dai violoncelli. Una sezione centrale in Prestissimo funge da stacco prima del ritorno al clima sonoro iniziale che indirizza alla conclusione tranquilla con trilli e accordi arpeggiati.

Il terzo movimento, Allegro con fuoco, pur adottando la tradizionale forma-sonata, sembra forzarla dall’interno attraverso la parafrasi di melodie popolari che mal si conciliano con le simmetrie classiche. L’impiego del pianoforte è inconsueto per l’epoca: nei giochi con l’orchestra, alla quale spesso si contrappone con massicce sonorità, nel suo uso percussivo (dichiarato fin dall’inizio del Concerto), negli interventi di tipo rapsodico segnati da un virtuosismo brillante quanto impegnativo.

Forse per le novità sonore e strutturali che racchiude, il Concerto in si bemolle minore fu aspramente criticato da Nikolaj Rubinstein, allora uno dei celebri virtuosi alla tastiera, direttore del Conservatorio moscovita, al quale Ciaikovski chiese parere sull’eseguibilità della parte pianistica. Il musicista tornò sulla partitura più volte: nel 1889, in occasione della prima esecuzione dell’opera in Inghilterra, corresse alcuni passaggi su proposta del pianista Edward Dannreuther; successivamente apportò altre modifiche nel 1889, anno dell’edizione definitiva.

 

ROBERTO CAPPELLO

Tecnica trascendentale, raffinatissima sensibilità artistica e spirituale, costante impegno culturale e intellettuale nella scelta del repertorio volto a esaltarne i più alti contenuti, pongono l’arte interpretativa di Roberto Cappello ai vertici del concertismo contemporaneo.

Dopo la vittoria del Premio Busoni (1976), ha iniziato una grande e nobile carriera che lo ha visto acclamato protagonista nelle sale più prestigiose di tutto il mondo, sia nelle vesti di solista, che con orchestra e formazioni da camera.

All’intensa attività concertistica, affianca con esemplare rigore e impegno quella didattica, che prevede numerose master-class, seminari e corsi di perfezionamento. É costantemente invitato a presiedere le giurie di concorsi pianistici nazionali e internazionali.  È stato Direttore del Conservatorio di Musica “Arrigo Boito” di Parma.

Cappello è stato uno dei tre pianisti a inaugurare l’attività di Serate Musicali dopo la sua vincita al Concorso Busoni, nel lontano autunno 1976 e da allora è tornato regolarmente a suonare per la nostra Società, di cui è uno degli Amici più fedeli.

PIETRO VENERI

Ha studiato pianoforte e composizione con Camillo Togni al Conservatorio “A.Boito” di Parma, diplomandosi inoltre in direzione d’orchestra con Daniele Gatti.

Ha diretto, in Italia e all’estero, le Orchestre: Tokyo City Philharmonic, Maggio Musicale Fiorentino, Osaka Century, Haydn di Bolzano, Yamagata Symphony, Sinfonia Varsovia, Filarmonia Veneta, I Virtuosi Italiani, Sinfonica di Sanremo, etc… Ha diretto e registrato per Tv, Radio nazionali e Canali satellitari in Italia, Giappone, Portogallo e Polonia, nonché prime esecuzioni assolute di: Mannucci (Sinfonica di Sanremo), Rendine (Comunale di Bologna) e Furgeri (Comunale di Bologna). Ha diretto il Concorso Internazionale pianistico “Liszt-Zanfi” ed è stato assistente di Rafael Fruhbeck de Burgos.

É stato Maestro del coro a Parma, Bologna, Macerata e, come pianista e organista, ha suonato nelle principali stagioni concertistiche italiane e al Festival de l’Île-de-France. Un’esperienza di oltre trent’anni con i Teatri lirici italiani, lo ha portato a collaborare con direttori quali Mehta, Thielemann, Muti, Chailly, Gatti, Conlon, Marriner, Prêtre; registi: Ronconi, Vick, Wilson, Zeffirelli, Pizzi, Fo, Cavani e Miller e artisti: Freni, Kabaivanska, Devia, Gheorghiu, Gruberova, Dimitrova, Bartoli, Meier, Baltsa, Cossotto, Obraztsova, Carreras, Cura, Domingo, Florez, Protti, Nucci, Cappuccilli, Bruson, Siepi, Ghiaurov, Raimondi. É titolare della cattedra di Direzione d’orchestra presso il Conservatorio di Musica “A.Boito” di Parma.

I suoi studenti sono risultati vincitori o finalisti di concorsi internazionali di Direzione d’orchestra a Londra, Milano, Gerusalemme, Madrid, Spoleto, Kharkov, Plovdiv.

ORCHESTRA CUPIDITAS

Cupiditas, “desiderio ardente” di suonare insieme, di stare insieme, di condividere forti emozioni: è questo che arriva a unire gli oltre settanta ragazzi di quest’orchestra, composta da giovanissimi musicisti, dai 14 ai 28 anni, formatisi non solo in Italia e cresciuti per lo più nelle compagini fiorentine della Scuola di Musica di Fiesole e del Conservatorio Cherubini di Firenze, un binomio che da sempre offre altissimi livelli di formazione.

Dopo il debutto avvenuto a Firenze nel 2016, l’Orchestra si è esibita sovente nel capoluogo toscano in Piazza della Signoria nell’estate 2016 e all’ Auditorium di Santo Stefano al Ponte Vecchio. L’Orchestra Cupiditas ha preso parte al Festival dell’Istituto Universitario Europeo 2017 nonché ai festival internazionali della Garfagnana 2018, 2019 e delle orchestre giovanili di Firenze (FOG) 2016.

Dal 2018 collabora assiduamente con la Fondazione Maggio Musicale Fiorentino per la realizzazione di spettacoli e recite, in circa 300 repliche, svolte nello stesso Teatro del Maggio e nel circuito della città metropolitana. A novembre 2019 ha iniziato la collaborazione con ATER (Associazione Teatrale Emilia Romagna) per la realizzazione di concerti nelle stagioni dei teatri del circuito dell’Associazione stessa. Il direttore musicale è Pietro Mazzetti.

Simonide Braconi

Dal concerto del 11/02/2019 proponiamo l’Allemande tratta dalla Suite n.4 in mi bemolle maggiore BWV 1010 per violoncello nella versione trascritta per viola ed eseguita da Simonide Braconi

La pagina che apre la seconda triade delle Suites per violoncello presenta ancora una volta un Preludio di vaste proporzioni, caratterizzato da una grandiosa inventiva strumentale: a una prima parte di regolare svolgimento metrico, vigorosamente accentata nel suo saltellare da una nota all’altra degli accordi spezzati in cui si articola, segue una serie di episodi caratterizzati dall’alternarsi di riprese di spunto ritmico iniziale con vere e proprie cadenze virtuosistiche.

Una marcata connotazione in positivo, che ricompare puntualmente nei due brani che seguono: l’Allemande che più di sempre sembra riproporre allusioni ai gesti della danza e la Courante, arricchita di figurazioni in terzine e vivacissima.

La Sarabanda distende il suo profondo lirismo in ampie volute melodiche, scandite dal solenne incedere dei ritmi puntati. Come nella Terza Suite, anche qui abbiamo due Bourrées; quella che funge da Trio contrasta con l’altra per la struttura accordale, che interrompe il fluire delle scalette della prima; mentre non si realizza il consueto contrapporsi di maggiore e minore. La Giga è particolarmente scorrevole, in parte anche grazie al metro in 12/8 e sigla la conclusione della Suite in un clima di eleganza e leggerezza.

 

SIMONIDE BRACONI (Prima viola del Teatro alla Scala)

Nato a Roma, si è diplomato con il massimo dei voti al Conservatorio di “S.Cecilia” di Roma e successivamente alla music hochschule di Freiburg in Germania (con menzione d’ onore), studiando rispettivamente con i maestri S.Esposito e K.Kashkashian.

Si è perfezionato con B.Giuranna (Acc. “W. Stauffer” di Cremona) e J.Bashmet (Acc. Chigiana di Siena, diploma di merito nel 1991 e nel 1992).

E’ stato premiato a diversi concorsi internazionali (tra cui Colonia e il “Lionel Tertis” competition in Inghilterra).

Prima viola dell’ Orchestre des jeunes de la Mediterranèe, membro dell’ orchestra della Comunità europea, ha collaborato in qualità di Prima viola con l’ orchestra dell’ Accademia di S. Cecilia a Roma e nel 1994, a soli 22 anni, è stato prescelto dal M. Riccardo Muti a ricoprire lo stesso ruolo nell’ orchestra del Teatro alla Scala di Milano. Successivamente è’ stato invitato a suonare nei Berliner Philarmoniker

Come solista e in musica da camera ha inciso per le etichette discografiche Vigiesse,Thymallus, Rhona, Stradivarius, Agorà, Tudor, DAD, Velut Luna, Dynamic e Decca oltre a diverse registrazioni per Radio 3, RAI Radiotelevisione italiana ,Rete 4,  Sky Classica e per le riviste CD Classica, Suonare news, la Provincia di Cremona, Amadeus (integrale delle Sonate di Brahms) e Brilliant (Concerti per viola di A. Rolla, cd premiato con 5 stelle dalla rivista Musica).

In musica da camera ha collaborato con artisti quali S.Accardo, M.Quarta, J.Rachlin, T.Brandis, M.Rizzi, A.Sitzkovesky, U. Ughi,  I.Faust, P.Vernikov, D.Nordio, B.Canino, J.Swann, I. Golan, B.Petruchanski, A.Lucchesini,G. Andaloro, P. Restani, R.Filippini, E.Dindo, N.Gutman, F.Petracchi,trio di Parma, Henschel Quartett,E. Pahud, Sonia Ganassi, Jose Carreras e da solista con direttori tra i quali W.Sawallisch e R.Muti.

Insieme alle altre prime parti dell’ Orchestra del Teatro ha costituito il Quartetto d’ archi della Scala compiendo tournèes negli Stati Uniti, Sudamerica, Francia, Germania, Giappone e nelle maggiori società concertistiche in Italia.

Membro di giurie in diversi concorsi internazionali (tra cui Ginevra), è regolarmente invitato a tenere corsi in importanti istituzioni (Arts Academy a Roma, Festival delle città a Portogruaro, Gubbio festival, Accademia “T. Varga” a Sion, Accademia Perosi di Biella, Accademia di Musica di Pinerolo).

Tra le varie orchestre con le quali ha collaborato da solista spiccano l’ Orchestra Stabile di Bergamo ” G.Donizetti”, l’orchestra “Accademia I Filarmonici”,L’Orchestra Sinfonica Abruzzese, l’ Orchestra Sinfonica Basca, l’Orchestra del Friuli Venezia Giulia, l’Orchestra “G. Cantelli”, la United Europe Chamber Orchestra, la Baden Badener Orchestra,l’Ensemble Petruzzelli, I Filarmonici di Torino, la Sinfonica di Lubiana,i Solisti Aquilani,i Solisti di Pavia, Extremadura  Orquesta, l’ Orchestra Haydn di Bolzano,la Sinfonica della Val D’Aosta, Orchestra sinfonica delle Gran Canarie, Sofia Philarmonic Orchestra, l’Orchestra Filarmonica della Scala con la quale ha interpretato con successo la kammermusik N. 5 (Concerto per viola) di P. Hindemith sotto la direzione del M. W. Sawallisch e l’Orchestra Sinfonica Cherubini con la quale ha interpretato la Sinfonia Concertante di Mozart sotto la direzione del M. R. Muti .

Attualmente è docente presso la Milano Music Master.

E’ anche solista di viola d’amore e come compositore ha pubblicato diversi lavori per la casa editrice MAP e SONZOGNO e diverse sue prime assolute sono state eseguite al Teatro alla Scala e alla Philarmonie di Berlino.

Suona una viola G. Gagliano (1800) della Fondazione Pro Canale Onlus di Milano.

 

Sa Chen e il Notturno in mi minore di Chopin

Notturno in mi minore op.72 n.1 postuma

Composto nel 1827, ci è pervenuto come opera postuma solo nel 1855. Ha una struttura del tipo AA’: a una prima parte, fortemente cantabile, semplice ma non banale, fa seguito una brevissima sezione centrale in si maggiore, considerabile più una transizione verso una ripresa molto passionale. Pur essendo un’opera giovanile presenta già molte delle caratteristiche dell’arte compositiva di Chopin.

 

Tra i pianisti più dotati emersi recentemente dalla grande Cina, Sa Chen ha suonato con Los Angeles Philharmonic Orchestra all’Hollywood Bowl, Royal Stockholm Philharmonic e Milwaukee Symphony Orchestra (entrambe con Edo de Waart), Orchestre National du Capitore de Toulouse con Tugan Sokhiev, Orquestra Sinfonica de Castilla y Léon con Vasily Petrenko, San Francisco Symphony Orchestra, Orchestre de Radio France, Israel Philharmonic, tutte le Orchestre londinesi, cinesi e giapponesi, sotto la direzione di Chung, Bychkov, Luisi, Simon Rattle.

Nel calendario: concerti con orchestra a Pechino, Shanghai, Hong Kong e Guangzhou e in recital a Istanbul, Hannover, Shenzhen, Pechino, Atlanta, Lucerna e Lisbona.

Il suo primo disco (i due Concerti di Chopin con la Gulbenkian Orchestra e Lawrence Foster) ha registrato un incredibile successo. Il disco di debutto, Chopin Impression, risale al 2003, seguito dalla registrazione del Van Cliburn Competition. Inoltre ha inciso Mussorgski, Rachmaninov, Grieg; il suo ultimo album Memories Lost, pubblicato nel 2015, presenta musica cinese moderna e ha ottenuto significativi giudizi dalla stampa specializzata.

Sa Chen è nata a Chongqing, ha iniziato gli studi al Sichuan Conservatory of Music, proseguendo quindi alla Shenzhen School of Arts, la Guildhall School of Music and Drama  di Londra  e la Hochschule für Musik und Theater di Hannover (con Arie Vardi). Si è segnalata per la prima volta oltre i confini della Cina nel 1996, aggiudicandosi il quarto premio al Leeds International Piano Competition (dove si presentava come la più giovane concorrente del concorso), esibendosi con City of Birmingham Symphony Orchestra e Rattle.

Negli anni seguenti si è aggiudicata il quarto Premio e il riconoscimento per la miglior Polacca eseguita al Concorso Chopin di Varsavia al Van Cliburn Competition, divenendo il primo pianista a esser stato premiato in tutte e tre i maggiori concorsi al mondo. Come solista ha lavorato con Bychkov, Slatkin, Conlon,  Volkov e Yu Long.

Ha suonato con le Orchestre Sinfoniche della WDR, di Berna, Singapore, New Zealand e la Polish National Radio Symphony Orchestra, con le Filarmoniche di Varsavia, Israele e Strasburgo, con la Camerata Salzburg e il Takàcs Quartet.

Ha suonato in recital in tutte le sale londinesi, a Zurigo, a Varsavia, Sydney Opera House, Symphony Hall di Boston e Kennedy Center di Washington. Tra le sue apparizioni in festival: Les Musiques, Duszniki e Beijing Festival.

Tiene regolarmente tour in Giappone, dove è stata scelta per il ciclo “100 Great Pianists of the 20th Century” di Tokyo. Tra i suoi collaboratori in ambito cameristico: Gidon Kremer, Sarah Chang, Nicolaj Znaider e Natalia Gutman, con i quali è apparsa ai Festival di Kronberg e di Lockenhaus così come in tour.

Sa Chen appare in The Heart of Music e Encore – film documentari riguardanti l’edizione del 2005 del Van Cliburn Competition, che sono stati trasmessi in tutti gli USA dalle stazioni PBS. Gramophone Magazine ha scelto lei come testimonial del lancio della prima edizione cinese della rivista e un documentario su di lei è stato trasmesso da RTHK e Hong Kong satellite TV network.

Nell’attuale stagione sta eseguendo il ciclo completo dei Preludi di Debussy. Nel luglio 2016 è invitata nella giuria del Concorso Internazionale di pianoforte di Sydney. Suonerà nell’ambito dei Festivals di Musica da Camera in Australia e a Hong Kong. Successivamente, nel suo calendario, l’esecuzione dei Concerti di Rachmaninov e Shostakovich con l’Orchestra Nazionale Ucraina e un tour in Cina con l’Orchestra da Camera Lituana con cui eseguirà Mozart.

Sa Chen è un’artista Steinway. È ospite di Serate Musicali, che l’hanno scoperta per l’Italia, dal 2002

Pianoforte a quattro mani con Costanza Principe e Luca Ciammarughi

Dalla rassegna di concerti di Spazio Teatro 89, ecco un estratto del concerto del 12 febbraio 2017 “Viandanti, pescatori e condottieri” pianista: Costanza Principe; con la partecipazione di Luca Ciammarughi

J.N. Hummel (1778-1837): Neue Waltzer op.91 (Schlacht-Waltzer), per pianoforte a 4 mani pianisti: Costanza Principe e Luca Ciammarughi

 

Scritti per le feste danzanti della mitica Apollo Saal di Vienna negli anni appena successivi al Congresso del 1814-1815 (il congresso che “danza, ma non avanza”, secondo il celebre motto di uno dei partecipanti, il Principe di Ligne), i Valzer op. 91 di Johann Nepomuk Hummel sono esempi paradigmatici dello stile e del gusto di un’epoca che voleva lasciarsi alle spalle le turbolenze e i lutti delle guerre napoleoniche, per abbandonarsi alla spensierata, volteggiante ebbrezza della danza allora più alla moda.

Particolarità di questa raccolta di sei Valzer è l’ampia Coda che segue l’ultimo, in cui la musica mima e rappresenta lo svolgimento di una
battaglia: squilli di tromba, inni e canzoni a rappresentare gli eserciti contrapposti (Marlbrough s’en va-t-en guerre per i francesi, Rule Britannia per gli inglesi, il costante ritmo di Valzer per gli austriaci), poi sonorità guerresche fra tonanti tremoli nel registro grave e improvvisi accordi sforzati, con una brusca virata della tonalità nel modo minore; infine la Vittoria, annunciata da un luminoso re maggiore e celebrata con fanfare sonoramente festose. Per rendere ancora più icasticamente lo spirito di questo brillantissimo brano, durante l’esecuzione di cui vi proponiamo il video si pensò di diffondere in sala anche il suono registrato di cannoni ed esplosioni, così come all’epoca di Hummel si usavano varie macchine teatrali con effetti simili per brani di ispirazione affine (pensiamo alla beethoveniana Vittoria di Wellington, per esempio).

Buon ascolto!

Costanza Principe

Dal suo debutto in pubblico all’età di sette anni, la pianista italiana Costanza Principe (1993) si è esibita come solista e in formazione cameristica in Italia, Francia, Regno Unito e Sud America. Vincitrice di premi in concorsi pianistici nazionali e internazionali, tra cui il Lilian Davies Prize della Royal Academy of Music a Londra, il secondo premio al Beethoven Society of Europe Intercollegiate Senior Competition (Regno Unito), al Concours International de Piano a Lagny-sur-Marne (Francia) e al Concorso Internazionale “Premio Pecar” di Gorizia, della borsa di studio “Giulio Forziati” e del prestigioso riconoscimento “Giuseppe Verdi – La Musica per la Vita” dell’associazione ASSAMI, ha debuttato nel 2008 con l’orchestra eseguendo tre concerti di Mozart sotto la direzione di Aldo Ceccato.

Ha suonato come solista con orchestre tra cui l’Orchestra dei Pomeriggi Musicali, l’Orchestra Filarmonica Marchigiana, l’Orchestra
Sinfonica Siciliana, l’Orquesta Sinfonica Provincial de Santa Fe, l’Orchestra del Teatro Coccia di Novara, la Melicus Chamber Orchestra e la Royal Academy Symphony Orchestra, in importanti sale tra cui Wigmore Hall di Londra, Sala Verdi e Sala Puccini del Conservatorio di Milano, Teatro Dal Verme, Galleria d’Arte Moderna, Basilica di San Marco e Auditorium di Milano, Piccolo Teatro Studio, Universita` Statale di Milano, Teatro Politeama di Palermo, PalermoClassica, Auditorium del Conservatorio “Cantelli” di Novara, Teatro Fraschini di Pavia, Serate Musicali, Circolo Filologico, Spazio Teatro 89 e Casa di Riposo Giuseppe Verdi, Cappella Paolina del Quirinale a Roma, Teatro Gentile da Fabriano, Teatro delle Muse ad Ancona, Teatro Rossini di Pesaro, RavelloFestival, Lyceum di Firenze, Duke’s Hall e David Josefozitz Recital Hall di Londra, Teatro 1ro de Mayo a Santa Fe (Argentina). Nel maggio 2012 ha partecipato eseguendo su diversi fortepiani cinque delle 32 Sonate di Beethoven nell’ambito dell’integrale organizzata dalla Giovine Orchestra Genovese a Palazzo Ducale (Genova), e nel 2014 e 2015 ha preso parte a Londra al Summer Piano Festival eseguendo al fortepiano lavori di Beethoven e Schubert e Schumann.

Recentemente, Costanza ha debuttato alla prestigiosa Wigmore Hall di Londra, presentata dalla Kirckman Concert Society, e si è anche esibita nel Concerto n. 3 op. 30 di S. Rachmaninov con l’Orchestra Sinfonica Siciliana diretta da Gyorgy Rath al Teatro Politeama di Palermo; inoltre, gli ultimi tempi hanno visto Costanza impegnata in una serie di recital (St. Mary’s Perivale, Londra; Ravello Festival; Giovine Orchestra Genovese; Serate Musicali in Sala Verdi, Milano), una tournèe con l’Orchestra Filarmonica Marchigiana e il Concerto n.1 di Beethoven diretta da Federico Mondelci ad Ancona, Fabriano, Pesaro e Macerata e nel Concerto n. 2 op. 16 di S. Prokofiev, diretta da Manuel Lopez-Gomez nella Duke’s Hall di Londra con la Royal Academy Symphony Orchestra.

E` stata ospite delle trasmissioni “I concerti del Quirinale” di Radio3, “Il Pianista” e “Ultimo Grido” di Radio Classica e ha partecipato a corsi di perfezionamento con Franco Scala, Yoheved Kaplinsky, Byron Janis, Pascal Devoyon, Boris Petrushansky, Boris Berman, Leonel Morales, Jeffrey Swann, Kathy Stott, Vsevolod Dvorkin, Natalia Trull, Robert Levin, Alexander Lonquich, Peter Bithell,
Steven Osborne, Hung Kuang Chen, e Marios Papadopoulos.
Costanza ha iniziato lo studio del pianoforte all’età di sei anni e si è diplomata presso il Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano sotto la guida di Vincenzo Balzani nel 2010 con il massimo dei voti, la lode e la menzione. Nel 2015 ha conseguito a pieni voti il Bachelor of Music presso la Royal Academy of Music di Londra, dove studia dal 2011 con Christopher Elton.
Vincitrice di tre borse di studio dal Martin Musical Scholarship Fund-Philharmonia Orchestra (2013, 2014 e 2015), è attualmente iscritta al Master of Music presso la stessa scuola, generosamente supportata dal Liversidge Award la Hilda Day Scholarship, il Winifred Christie Award, dal Craxton Memorial Trust.

Luca Ciammarughi.

Figura inusuale del panorama pianistico attuale, Luca Ciammarughi affianca all’attività concertistica la conduzione quotidiana di trasmissioni su Radio Classica e l’attività di critico musicale per la storica rivista “Musica”. Le sue pubblicazioni comprendono, oltre a una serie di cd dedicati a Schubert, saggi (Schumann, Debussy, Poulenc), articoli, interviste, voci enciclopediche, programmi di sala per alcune delle principali istituzioni italiane. Per tre anni è stato presentatore e autore di testi per il canale televisivo Classica di Sky. Dal 2014 è inoltre conduttore della trasmissione “Dischi volanti” su ClassicaViva web radio.

Il suo modo totalizzante di vivere il fatto musicale lo ha portato a divenire uno dei punti di riferimento della divulgazione musicale in Italia. Le radici del suo interesse per il connubio fra musica e parola risalgono già agli anni di studio: dopo il diploma di pianoforte ottenuto con il massimo dei voti e la lode al Conservatorio di Milano, sotto la guida di Paolo Bordoni, si è infatti immerso per alcuni anni nel repertorio liederistico, ottenendo il diploma accademico di musica vocale da camera con menzione d’onore e lavorando come assistente di Dalton Baldwin.
È tornato poi al repertorio solistico, forte di una ricerca sulla cantabilità e la varietà di suono e fraseggio. I primi volumi dell’integrale discografica delle Sonate di Schubert hanno ottenuto recensioni entusiaste (“Lirismo, bellezza di suono, intimismo e tragicità, accostati in una narrazione coerente ed emotiva” secondo Riccardo Risaliti.“Il giovane Brendel, nel 1962, era molto più neutro”, secondo Luca Segalla). Il grande pianista Eric Heidsieck ha definito “sublime” la sua interpretazione della Sonata D 894 di Schubert, “immersa in una luce paragonabile a quella dei pittori del XV secolo”.

Ha suonato per istituzioni e sale concertistiche italiane ed europee di prestigio, fra le quali: Festival dei Due Mondi di Spoleto,
Mito Settembre Musica, Taormina Arte, La Verdi, Mantova Chamber Music Festival, Compagnia Carlo Colla & figli, Società
dei Concerti di Milano, Madesimo Music Festival, Festival Liederiadi, Festival Amfiteatrof, SpazioTeatro89, Teatro Dal Verme,
Festival Guadalquivir in Spagna, European Union Youth Orchestra, Salle Cortot di Parigi, Teatro dell’Opera di Halle, Piano
City Milano, Amici del Loggione del Teatro alla Scala, Palazzo Farnese a Piacenza, Sala degli Arazzi del Palazzo Reale di
Pisa, Amici della Musica di Sondalo, Società Umanitaria di Milano, Festival pianistico internazionale Città di Morbegno, Teatro
Lirico di Magenta. Ha debuttato negli Usa allo Spoleto Festival di Charleston, sia come pianista che come continuista al
clavicembalo nell’opera “Filemone e Bauci” di Haydn. Più volte ospite a Radio Tre Rai, vi ha eseguito in diretta musiche di
Cajkovskij, Chausson, Emmanuel, Hahn.

Da circa un decennio, porta avanti un’appassionata ricerca sulla musica tastieristica di Jean-Philippe Rameau. La riscoperta e valorizzazione di compositori poco frequentati si è anche rivolta verso Jean Cras (eseguito al Festival dei Due Mondi di Spoleto 2013), Reynaldo Hahn e Siegfried Wagner (prima esecuzione italiana del Concerto per violino e orchestra nella riduzione originale dell’autore).

Ha composto recentemente le musiche per i cortometraggi “Elsa’s kitchen” e “Anna e Marcel”, di Yvo Bisignano, finalisti al premio Asvoff e proiettati al Centre Pompidou di Parigi. Spesso impegnato in lezioni-concerto, ha tenuto recentemente un incontro sul Ring di Wagner per gli studenti di Estetica dell’Università degli Studi di Milano. Appassionato di teatro, ha suonato e recitato in numerose pièces, fra le quali “L’ultima Sonata”, di cui è co-autore con Ines Angelino, impersonando la figura di Franz Schubert.

Note di Cucina

In questo momento  avete tempo, provate a cucinare i piatti che amavano i  musicisti più famosi grazie al nostro ricettario che ora è a vostra disposizione!

NOTE DI CUCINA

ovvero  celesti armonie, i grandi musicisti  e il cibo.

Dalle debolezze di Beethoven pazzo per la cioccolata ai ben noti stravizi gastronomici di Rossini, il quale confessava di avere pianto tre sole volte nella sua vita: quando sentì suonare Paganini, quando lo fischiarono a teatro e quando durante una gita in barca gli cadde in acqua un tacchino farcito al tartufo. Tartufo che, del resto, Rossini definiva “il Mozart dei funghi”.

 

GIUSEPPE VERDI (1813-1901)

RISOTTO GIUSEPPE VERDI

Questo piatto fu ideato dallo chef francese Henry-Paul Pellaprat (1869-1952) e dedicato al Maestro di Busseto. 

 

Ingredienti (per 6 persone)

  • 450 g di riso
  • 150 g di burro
  • 100 g di funghi coltivati
  • 100 g di punte di asparagi
  • 100 g di prosciutto crudo
  • 100 g di pomodori pelati
  • 1 dl di panna da cucina
  • 25 cl di brodo di carne
  • Parmigiano-Reggiano grattugiato.
  • ½ cipolla affettata sottilmente

 

Preparazione

In una casseruola imbiondire la cipolla nel burro; aggiungere i funghi affettati, le punte degli asparagi,il prosciutto tagliato in julienne, i pelati tritati. Unire il riso e lasciarlo asciugare leggermente, quindi bagnare col brodo; a metà cottura unire la panna mescolando delicatamente. Quando il risotto è pronto, mantecare con burro e formaggio, quindi servire.

 

SPALLA COTTA        

Giuseppe Verdi restò sempre un “contadino” (come amava definirsi) della Bassa, amò la terra e amò i frutti della sua terra tanto da portarli con sé nei suoi viaggi, o farseli spedire a destinazione. Un prodotto della Bassa che amò particolarmente e lo donò pure agli amici più cari  (compreso il suo editore Ricordi), accompagnandolo con affettuose istruzioni “per l’uso”: la spalla di maiale da consumare bollita.

 

Ingredienti

  • 1 Spalla di maiale cruda
  • acqua q.b.

 

Preparazione

Prima di cuocere la spalla, secondo le indicazioni del Maestro scritte di suo pugno, occorre “…levarla di sale…” lasciandola per due ore in acqua tiepida. Si pone quindi la spalla in una pentola che la contenga e si riempie di acqua; si lascia cuocere a fuoco dolce per almeno sei ore. Si lascerà raffreddare nel brodo di cottura, quindi si asciugherà e sarà pronta da gustare. Al Maestro questo piatto piaceva particolarmente  caldo.

 

GIOACHINO ROSSINI (1792-1868)

“Dopo il non far nulla, io non conosco occupazione per me più deliziosa del mangiare, mangiare come si deve, intendiamoci. L’appetito è per lo stomaco ciò che l’amore è per il cuore.
Lo stomaco vuoto rappresenta il fagotto o il piccolo flauto, in cui brontola il malcontento o guaisce l’invidia; al contrario, lo stomaco pieno è il triangolo del piacere oppure i cembali della gioia.
Quanto all’amore, lo considero la prima donna per eccellenza, la diva che canta nel cervello cavatine di cui l’orecchio si inebria e il cuore ne viene rapito. Mangiare e amare, cantare e digerire: questi sono in verità i quattro atti di questa opera buffa che si chiama vita, e che svanisce come la schiuma di una bottiglia di champagne. Chi la lascia fuggire senza averne goduto, è un pazzo.”)

 

INSALATA ROSSINI

(da una lettera alla cantante Isabella Angelica Colbran nel 1816)

“…ma ciò che mi interessa ben altrimenti che la musica, cara Angela, è la scoperta che ho fatto di una nuova insalata, della quale mi affretto ad inviarvi la ricetta…”: “prendete dell’olio di Provenza, mostarda inglese, aceto di Francia, un po’ di limone, pepe, sale, battete e mescolate il tutto; poi aggiungete qualche tartufo tagliato a fette sottili. I tartufi danno a questo condimento una sorta di aureola, fatta apposta per mandare in estasi un ghiottone. Il cardinale segretario di Stato, che ho conosciuto in questi ultimi giorni, mi ha impartito, per questa scoperta, la sua apostolica benedizione“.

TOURNEDOS ALLA ROSSINI

Ingredienti (per 4 persone)

  • 400 grammi di filetto,
  • un pane in cassetta,
  • 50 grammi di burro,
  • due acciughe,
  • un tartufo piccolo,
  • un bicchiere di marsala o di Madeira.

 

Preparazione

Tagliare in quattro parti il filetto per ottenere  pezzi rotondi dello spessore di tre-quattro centimetri da rosolare nel burro, cercando di tenerli poco cotti all’interno. Abbrustolire o friggere tante fette di pane quanti sono i filetti. Mantecare il burro con le acciughe finemente tritate (o con la pasta di acciughe). Disporre il pane sul piatto di portata, spalmarlo con la manteca poco salata e pepata, aggiungere qualche fettina di tartufo. Spruzzare di vino dolce la carne, appoggiarla sul pane e coprirla con il resto della manteca e altro tartufo. Aggiungere altro vino al  fondo di cottura, farlo riscaldare  e versarlo sui filettini prima di servire.

 

GIACOMO PUCCINI (1858-1924)

 

TORTA PUCCINI

Il Grande Puccini, nel 1819, passeggiando sul lungomare di Viareggio, era solito fermarsi in una piccola pasticceria (che era davanti alla più’ famosa Fappani), da cui si serviva, in quanto, e questo è storicamente risaputo, era molto godereccio e goloso. Gli ingredienti più amati dal grande Maestro erano il rum e la cioccolata e, conoscendo bene il pasticcere che lavorava in questa piccola pasticceria, gli chiese, un giorno, di poter fare qualcosa che unisse questi due ingredienti in un’unica torta. Per poter creare una torta del genere e amalgamare il rum rendendolo in qualche modo cremoso e a contrasto con la cioccolata, il suo amico decise così di creare una torta che avesse la base classica della torta co’ becchi (impastare 500 gr di farina con 200 gr. di burro fuso  e 150 gr.di zucchero, aggiungere 3 tuorli d’uovo, buccia di limone grattuggiata, un pizzico di sale e ½ bustina di lievito), ma che prevedesse uno strato di amaretti ammollati in ottimo rum, cioccolata fondente (di quella vera, in tavolette…) e poca marmellata di ciliege.  Quindi per confezionare la torta stendere la pasta in una tortiera imburrata, coprirla con il ripieno di amaretti, cioccolato fuso e uno strato di marmellata, fare un bordo all’intorno e cuocere in forno a temperatura media ( ca. 200°) per ca. 40 minuti.  La torta venne chiamata Puccini, col nome di chi l’aveva in qualche modo ideata o quanto meno ispirata. iQzie

TAGLIERINI ALLA PUCCINI

 

Ingredienti (per 4 persone)

  • 200 gr. fagioli cannellini ammollati
  • 300 gr. patate
  • 400 gr. taglierini freschi
  • Aglio
  • Finocchietto selvatico
  • Rosmarino
  • Salvia
  • Sale e pepe
  • Olio extravergine

 

Preparazione

Lessare i fagioli, a metà cottura aggiungere le patate a pezzi. Poi passare il tutto al setaccio. Soffriggere 2 spicchi d’aglio con salvia e rosmarino e unirli al passato di fagioli. Condire con finocchietto, sale, pepe. Buttare i taglierini nel passato e insaporire con olio crudo.

 

PIETRO MASCAGNI ( 1863-1945)

 

Benchè nato a Livorno, trascorse molta parte della sua vita in Puglia, di cui apprezzò molto la cucina.

 

TIELLA PUGLIESE

Ingredienti (per 6 persone)

  • 400 g di patate
  • 200 g di riso
  • 700 g di cozze
  • aglio
  • cipolla
  • pomodori freschi rossi
  • pecorino grattugiato
  • olio extravergine d’oliva
  • prezzemolo
  • sale
  • pepe

 

Preparazione

Sul fondo di una teglia dai bordi alti e ben oliata disporre un po’ di cipolla affettata e qualche pomodoro sfilettato. Coprire con uno strato di patate sbucciate e affettate, spolverizzare con pecorino e quindi mettere uno strato di riso crudo, ma bagnato e ben scolato. Sul riso poggiare le cozze aperte a metà (dopo avere ben spazzolato e lavato i gusci), qualche pezzo di pomodoro sfilacciato e qualche fettina di cipolla.  Spruzzare con altro pecorino e un po’ di pepe. Coprire con un altro strato di patate, condirlo e proseguire con il riso e le cozze a strati finché la teglia sarà colma. L’ultimo strato, che deve essere di patate, va abbondantemente cosparso di pecorino, pepe e pane grattugiato; su tutto va versato un filo d’olio. Aggiungere infine, versandola in modo da non guastare il composto, un po’ d’acqua leggermente salata. Cuocere in forno preriscaldato a 180 °C per circa tre quarti d’ora

 

GIOVANNI PAISIELLO  (1740-1816)

acquistò grande fama nel ‘700, secolo d’oro della cucina napoletana.

 

MINESTRA MARITATA

Ingredienti (per 6 persone)

  • 6 cotenne di maiale
  • 6 puntine di maiale
  • 1 osso di prosciutto
  • 200 gr. di salsiccia
  • peperoncino e aromi
  • verdure miste verdi
  • parmigiano grattuggiato

 

Preparazione

Scottare la cotenna di maiale in acqua bollente per dieci minuti; scolarla, raschiarla con un coltellino, sciacquarla e tagliarla a listarelle. Metteterla a cuocere, coperta da due abbondanti litri d’acqua, in una pentola di terracotta con carne di maiale a pezzi, osso di prosciutto lavato, salsiccia, peperoncino piccante e odori da brodo (cipolla, sedano, carota, prezzemolo). Mondare delle verdure miste (broccoli, cicoria, scarola, cavolo cappuccio), lavarle accuratamente, sbollentarle per dieci minuti, e poi scolarle. Dopo un’ora e mezzo di cottura della carne, aggiungere nella pentola le verdure; salare se necessario e continuare a cuocere per altri quarantacinque minuti. Servire la minestra maritata molto calda spolverata con formaggio grattugiato a piacere. • Video

 

GATTÒ DI PATATE ALLA NAPOLETANA (ricetta tradizionale)

 

Ingredienti (per 6 persone)

  • 1,5 Kg. di patate napoletane
  • 80 g. di burro
  • 3 uova
  • 100 g. di salame (o prosciutto cotto)
  • 100 g. di parmigiano grattugiato o pecorino
  • 250 g. di provola
  • 1/2 bicchiere di latte
  • sale
  • pepe
  • pangrattato
  • un ciuffo di prezzemolo tritatissimo.

 

Preparazione

Lessare le patate e schiacciarle  con lo schiacciapatate. Aggiungere il burro fuso, il parmigiano grattugiato, le uova intere,  il salame a pezzetti, il prezzemolo, sale e pepe. Mescolare bene e mettere il latte solo se l’impasto è troppo consistente. Ungere di burro una teglia da forno e cospargerla di abbondante pangrattato, facendola ruotare in modo che la granella aderisca bene su tutte le pareti. Fare uno strato di patate nella teglia, stendervi sopra la provola a pezzetti e ricoprire con un secondo strato di patate. Cospargere la superficie di pangrattato e fiocchetti di burro. Con i rebbi di una forchetta praticare dei segni sulla superficie. Infornare a fuoco caldo ca. 200 ° per circa 30/45 minuti e togliere quando la crosta è di un bel colore bruno. Lasciare riposare fuori dal forno almeno un quarto d’ora. Il gattò di patate è un piatto unico e si mangia tiepido o freddo

 

WOLFGANG AMADEUS MOZART (1756 – 1791)

Il rapporto di Mozart con la gastronomia si può dedurlo dall’epistolario e dalle sue Opere.
Dalle lettere apprendiamo che gli piacevano le buone costolette, il vino brioso della Mosella, i dolci, e che la gola era elemento di complicità con l’amico Schikaneder,  impresario e librettista  del Flauto magico, nonché interprete della parte di Papageno alla “prima” del 1791.
MOZART

PALLE DI MOZART

Ingredienti (per 20 cioccolatini)

  • 200 g di marzapane (anche già pronto, in vendita nei supermercati)
  • 50 g di pistacchi, sgusciati e non salati
  • crema di nocciola
  • 300 g di cioccolato fondente
  • zucchero a velo q.b.
  • spiedini lunghi di legno
  • mele o patate da utilizzare come supporto
  • carta oleata o da forno

 

Preparazione

Frullare nel mixer i pistacchi sgusciati e privi della loro pellicina con un cucchiaio di zucchero al velo, aggiunto poco alla volta; se necessario aggiungerne altro, in modo da ottenere una crema densa.

Impastare il marzapane con la crema al pistacchio e amalgamare perfettamente i due ingredienti. Dividere il marzapane al pistacchio in 20 parti e formare le palline.

Infilzare ogni pallina all’estremità di uno spiedino di legno e infilare l’altra estremità dello spiedino nella mela/patata. Versare in una coppetta profonda la crema alla nocciola e ruotare una pallina di marzapane nella crema in modo da ricoprirla completamente. Nel caso la crema alla nocciola fosse troppo liquida aggiungere zucchero al velo. Riporre nuovamente la pallina nella mela e continuare con le altre fino a esaurimento. Spezzettare il cioccolato e fonderlo a bagnomaria. Toglierlo da fuoco e lasciarlo intiepidire mescolando spesso.

Intingere ogni pallina nel cioccolato fuso e riporre nuovamente le palline nella base per far raffreddare la copertura di cioccolato.

Ripetere l’operazione almeno un paio di volte.

Quando il cioccolato sarà completamente asciutto, togliere lo spiedino dalla pallina.

Costruire un piccolo cono con la carta oleata, versare un poco di cioccolato ancora liquido e riempire il buchino del cioccolatino. Far asciugare completamente e servire i cioccolatini nudi o avvolti da carta stagnola.

COTOLETTE ALLA PAPRICA

Ingredienti (per 4 persone)

  • 4 cotolette da 100 gr cad.
  • Sale
  • 40 gr. di burro
  • 30 gr di pancetta a pezzetti .
  • 1 cipolla
  • 2 cucchiaini di paprica
  • 10 gr. di farina
  • 1/8 di panna
  • Acqua

 

Preparazione

Battere bene le cotolette e tagliarle sui bordi, salarle, passarle da una parte nella farina e farle cuocere nel burro caldo (iniziando dalla parte infarinata)  finchè non siano belle rosse. Togliere la carne dalla padella e versare nel fondo di cottura  la pancetta, la cipolla tritata, la paprica e una tazzina di acqua in cui è stato diluito un cucchiaino di farina. Dopo la ripresa della cottura, versare la panna  e salare. Lasciar sobbollire per 10 minuti e quindi adagiare le cotolette nel sugo e terminare la cottura.

Servire  con riso bollito o patate al vapore.

 

SALZBURGER NOCKERLN (Gnocchi dolci di Salisburgo, città natale di Mozart)

 

Ingredienti

  • 250 gr. di burro
  • 80 gr. di zucchero
  • 8 uova
  • 3 cucchiai di farina
  • 1 pizzico di sale e latte secondo necessità

 

Preparazione

Sbattere il burro con lo zucchero finchè il composto non risulti spumeggiante, aggiungere i tuorli uno a uno e infine gli albumi montati a neve ferma, in cui è stata prima amalgamata la farina. In un recipiente che possa andare in forno, portare lentamente all’ebollizione un dito di latte con un pizzico di sale e 10 gr. di zucchero, quindi versarvi delicatamente  il composto di burro, zucchero e uova. Trasferire la padella nel forno preriscaldato  e far cuocere a temperatura bassa (150° C) finchè il dolce non appaia di un bel colore dorato e il latte non si sia asciugato. Togliere il recipiente dal forno, ricavare dal composto gnocchetti da spolverizzare di zucchero a velo.

Servire immediatamente altrimenti gli gnocchi di sgonfiano!

 

LUDWIG VAN BEETHOVEN (1770-1827)

Sappiamo dalle lettere che Beethoven, oltre che il cioccolato,  amava il vino del Reno da gustarsi con le trote.

 

BLAUGEKOCHTE FORELLE (Trota all’agro)

Ingredienti (per 4 persone)

  • 4 trote da 200 gr cad.
  • ½ bicchiere di aceto di vino
  • Acqua salata
  • 1 cipolla
  • Grani di pepe nero
  • Prezzemolo in foglie
  • ½ limone

 

Preparazione

Pulire le trote, facendo attenzione, nel maneggiarle, di non togliere la mucosa che le avvolge. Metterle in un recipiente e versarci sopra l’aceto, poi farle riposare per ½ ora.  Fare bollire in una pesciera l’acqua, il sale, il pepe, la cipolla, il prezzemolo ed il mezzo limone. Aggiungere le trote solo quando l’acqua bolle, spegnere il fuoco e mettere il coperchio; dopo 10 minuti le trote sono cotte.

 

TORTA ALLA CREMA DI CIOCCOLATO

Ingredienti

Per la torta

  • 140 gr di zucchero
  • 7 uova
  • 140 gr di mandorle tritate
  • Burro e farina per ungere la teglia
  • Per la crema
  • 50 gr. di ciocolato amaro
  • 40 gr. di zucchero a velo
  • 2 cucchiai d’ acqua
  • 1/8 di panna montata

 

Per la glassa

  • 200 gr. di zucchero
  • 2dl di caffè
  • 120 gr. di cioccolato

 

Torta: Sbattere lo zucchero con le uova intere finchè il composto  sia spumeggiante e aggiungere le mandorle tritate. Versare la massa in una teglia imburrata e infarinata e far cuocere lentamente a forno basso (150 ° per ca. 45 minuti). Dopo la cottura lasciar raffreddare la torta, tagliarla in tre dischi, spalmare ciascun disco con la crema di cioccolato e infine ricoprire con la glassa.

Crema: Far fondere il cioccolato sul fuoco molto basso, aggiungere lo zucchero e, non appena la crema è fredda, la panna montata molto ferma. Spalmare sui dischi di torta.

Glassa: Far cuocere lo zucchero nel caffè finchè non si sia sciolto e contemporaneamente far sciogliere il cioccolato a fuoco basso. Unire quindi lo zucchero al cioccolato, aggiungendo un pezzetto di burro. Spalmare la glassa sulla superficie esterna della torta.

ROBERT SCHUMANN (1810-1856)

Robet Schumann nacque a Zwickau,  in Sassonia, non lontano da Dresda, dove per Natale si prepara il famoso

 

CHRISTSTOLLEN

Ingredienti

  • 750 g di farina
  • Sale
  • 50 g di lievito di birra
  • Circa 1/8 litro di latte
  • 200-250 g di burro
  • 50-80 g di burro (da spalmare sulla teglia)
  • 150 g di zucchero
  • 2 tuorli d’uovo
  • 100 g di limone candito e arancia candita
  • 4 mandorle amare
  • 50 g di mandorle dolci
  • Buccia di limone
  • Cannella macinata
  • 100 g di uva sultanina
  • 50 g di chicci d’uva
  • cucchiai di rum
  • Zucchero vanigliato

 

Preparazione

Preparare la pasta lievitata con farina, lievito e un pizzico di sale. Quando questa si è alzata, aggiungere le uova, il latte, lo zucchero e il burro sciolto. La pasta dev’essere solida. Impastare molto bene fino a quando la pasta sarà sottile e flessibile cioè quando (iniziano a vedersi le bolle).

A questo punto tritare e sminuzzare il limone candito e l’arancia candita, tritare le mandorle e aggiungerle con l’uva sultanina, precedentemente fatta rinvenire in acqua tiepida,  all’impasto. La pasta deve essere solida per cui bisogna aspettare che lieviti bene; poi dare una forma allungata e renderla più sottile usando il matterello, prima di disporla  nella teglia, unta  di burro. Con un po’ d’acqua fredda, accavallare una parte della pasta sull’altra e  lasciare che lo Stollen si alzi all’interno della teglia, spalmare di burro e cuocere al forno a temperatura media. Ancora caldo spalmarlo con burro fuso  e  cospargerlo con zucchero a velo.  Tempo di cottura: un’ora o un’ora e mezza. È consigliabile preparare la pasta per lo Stollen la sera e lasciarla alzare durante la notte. Si consiglia di servirlo solo  10-15 giorni dopo la cottura, lasciandolo riposare a temperatura ambiente.

 

FRANZ SCHUBERT ( 1797-1828)

Schubert trascorse quasi tutta la sua breve vita a Vienna, dove, durante le famose “Schubertiadi” (riunioni con molti amici artisti, in cui eseguiva, talvolta per la prima volta le sue composizioni), amava sorseggiare i bianchi vini che crescono sulle colline attorno alla città, accompagnati dai pesci del Danubio, lucci, trote, carpe e dai  tipici dolci asburgici.  In omaggio al suo famoso ciclo di Lieder “Die schoene Muellerin” (La bella mugnaia), la ricetta della “Trote alla mugnaia” e del Kaiserschmarren (letteralmente: banchetto dell’imperatore!)

 

TROTA ALLA MUGNAIA

 

Ingredienti (per 4 persone)

  • 4 trotelle di 250 gr l’una
  • 80 gr di burro
  • Farina
  • 1 limone
  • 1 cucchiaio di prezzemolo tritato
  • Sale
  • Pepe

 

Preparazione

Pulire le trote, togliere la testa, le pinne e la lisca centrale, aprirle a libro. Lavarle, asciugarle bene, insaporirle con il sale e pepe quindi infarinarle. Scaldare in una padella ca.40 gr. di burro, cuocere le trote voltandole quando il lato inferiore sarà ben dorato; farle dorare anche dall’altra parte. Disporle su un piatto di portata caldo, cospargerle con il prezzemolo, il succo di limone filtrato e le mandorle precedentemente fatte rosolare a parte. Prima di servire, irrorare le trote con il loro burro di cottura, al quale è stato aggiunto il burro fresco restante, scaldato fino a diventare nocciola. Servire immediatamente

 

KAISERSCHMARREN

 

Ingredienti (per 4-6 persone)

  • 150 g farina
  • 80 g burro
  • 40 g uvetta
  • 3 uova
  • 2 bustine zucchero vanigliato
  • 1 cucchiaio di zucchero
  • 400 ml latte
  • rum
  • sale

 

Preparazione

Ammorbidire l’uvetta in un dito di rum. Mescolare  i tuorli con la farina, allungando con il latte, montare gli albumi a neve, versandovi lentamente lo zucchero e un pizzico di sale, unire le due masse, aggiungere l’uvetta sgocciolata ed eventualmente diluire con il latte. Far sciogliere 40 gr di burro in un’ampia padella, versarvi l’impasto e far dorare a fuoco medio. Quando avrà la consistenza di un’omelette, tagliarlo in piccoli pezzi, girarli e disporvi sopra il burro rimasto, a fiocchetti; cuocere fino a quando i pezzetti saranno dorati. Cospargere di zucchero a velo e servire subito con marmellata di frutti di bosco.

 

NICCOLO’ PAGANINI (1782 – 1840)

Questa ricetta è stata ripresa da un suo manoscritto di Paganini che si trova presso la Library del Congresso di Washington (USA).

 

RAVIOLI DI NICCOLÒ PAGANINI

“Per una libbra e mezza di farina due libbre di buon manzo magro per fare il suco. Nel tegame si mette del butirro, indi un poco di cipolla ben tritolata che soffrigga un poco. Si mette il manzo, e fare che prenda un po’ di colore. E per ottenere un suco consistente si prende poche prese di farina, ed adagio si semina in detto succo affinché prenda il colore. Poi si prende della conserva di pomodoro, si disfa nell’acqua, e di quest’acqua se ne versa entro alla farina che sta nel tegame e si mescola per scioglierla maggiormente, e per ultimo si pongono entro dei fonghi secchi ben tritolati e pestati; ed ecco fatto il suco.

Ora veniamo alla pasta per tirare le sfoglie senza ovi.

Un poco di sale entro la pasta gioverà alla consistenza della medesima.

Ora veniamo al pieno. Nello stesso tegame colla carne si fa in quel suco cuocere mezza libbra di vitella magra, poi si leva, si tritola e si pesta molto. Si prende un cervello di vitello, si cuoce nell’acqua, poi si cava la pelle che copre il cervello, si tritola e si pesta bene separatamente, si prende quattro soldi di salsiccia luganega, si cava la pelle, si tritola e si pesta separatamente. Si prende un pugno di borage chiamata in Nizza boraj, si fanno bollire, si premono molto, e si pestano come sopra. Si prendono tre ovi che bastano per una libbra e mezza di farina. Si sbattano, ed uniti e nuovamente pestati insieme tutti gli oggetti soprannominati, in detti ovi ponendovi un poco di formaggio parmigiano. Ecco fatto il pieno.

Potete servirvi del capone in luogo del vitello, dei laccetti in luogo di cervello, per ottenere un pieno più delicato. Se il pieno restasse duro, si mette nel suco.

Per il ravioli, la pasta si lascia un poco molla. Si lascia per un’ora sotto coperta da un piato per ottenere le foglie sottili.”

FARINATA DI CECI

 

Ingredienti (per 4 persone)

300 gr. di farina di ceci
olio di oliva
sale
pepe nero
rosmarino a piacimento

 

Preparazione

Stemperare in un litro d’acqua la farina di ceci e lasciarla riposare per 8 ore. Trascorso tale tempo, salare e versare in una larga teglia (per la farinata ne esistono di apposite in pesante rame stagnato), nella quale si sarà posto un bicchiere di olio di oliva; battere con un cucchiaio, in modo che l’olio stesso salga parzialmente in superficie.

Mettere nel forno a legna ben caldo e far cuocere fino a quando la superficie è ben dorata. Servire calda, con pepe nero macinato al momento.

Per la versione col rosmarino o altre erbe aromatiche si consiglia di porle nelle teglia prima di mettere in forno la farinata. Per la cottura in forno non a legna si consiglia, comunque, il forno preriscaldato alla temperatura più alta e ponendo la teglia nelle scanalature medie del forno.

 

PIETRO ANTONIO VIVALDI  (1678-1720)

il più noto tra i compositori veneziani.

 

SARDE IN SAOR

 

Ingredienti (per 4 persone)

  • 50 grammi di uva sultanina
  • 50 grammi di pinoli
  • 2 cipolle bianche
  • 2 cucchiai di olio extra vergine d’oliva
  • olio di semi
  • 300 grammi di aceto bianco
  • 1 tazza di farina
  • 1 bicchiere di vino bianco
  • pepe in grani
  • 2 chiodi di garofano
  • 600 grammi di sarde
  • 1 cucchiaino di semi di coriandolo
  • sale

 

Preparazione

Pulire le sarde ed eliminare la testa ed infarinarli. Sciacquare l’uvetta con acqua tiepida e metterla a rinvenire nel vino bianco. Riempire per metà la padella con l’olio di semi e farlo scaldare. Infarinare i pesciolini e, quando l’olio è ben caldo, metterli in padella lasciandoli dorare dalle due parti quindi eliminare l’unto in eccesso. A mano a mano che le sarde sono pronte spolverarle di sale. Tagliare molto finemente le cipolle e farle appassire in due cucchiai d’olio extra vergine d’oliva. Quando saranno trasparenti e cominceranno a prendere colore, bagnarle con l’aceto ed unirvi il pepe, il coriandolo ed i chiodi di garofano. Far bollire per due o tre minuti e spegnete la fiamma. In una piccola terrina formare uno strato di sarde, coprirle con parte delle cipolle, dei pinoli e dell’uvetta sgocciolata ed asciugata. Continuate a formare gli strati fino ad esaurimento degli ingredienti e terminare con uno strato di cipolle. Versare su tutto la salsa di aceto quindi coprire la terrina con pellicola trasparente e fate riposare la preparazione per almeno 24 ore prima di consumarla. Conservarla nella parte meno fredda del frigorifero togliendola qualche ora prima di servirla.

PIOTR ILIC CIAKOWSKI (1840-1893)

Il grande compositore russo ricordava sempre il tipico borsch dei contadini della tenuta di famiglia.

 

BORSCH – MINESTRA DI BARBABIETOLE

 

Ingredienti (per 4 persone)

  • la parte verde di 2 porri
  • 2 carote
  • 3 patate
  • 1/2 sedano rapa
  • 2 coste di sedano
  • 3 barbabietole crude
  • 2 foglie di alloro fresco
  • 3 rametti di timo
  • 3 rametti di prezzemolo
  • 3 spicchi d’aglio schiacciati
  • 2 cucchiaini di sale

 

Preparazione

Affettare sottilmente i porri e una cipolla. Schiacciare uno spicchio d’aglio. Tagliare a cubetti le patate, le carote, il sedano e il sedano rapa. Collocarli in una pentola capace e pesante con 30 g di burro e.salare leggermente. Lasciar cuocere a calore basso, coperto, per circa mezz’ora, mescolando di tanto in tanto. Ridurre  due barbabietole a cubetti e aggiungerle al resto delle verdure, assieme a una foglia di alloro e due-tre rametti di timo. Aggiungere acqua per coprire le verdure e un dado vegetale. Lasciar sobbollire per un’altra mezz’ora (o fino a che le barbabietole siano tenere), a fiamma moderata e col coperchio leggermente scostato. Durante gli ultimi 10 minuti eventualmente aggiungere un quarto di una piccola verza, affettata molto finemente. Passare un po’ del borsch al minipimer, per renderlo più denso. Correggere di sale e aggiungere due-tre cucchiai di aceto. Al momento di servire,  preparare un brodo di barbabietole con la terza barbabietola rimasta, grattugiandola e coprendola con acqua bollente e 3 cucchiai d’aceto. Portare lentamente a ebollizione con il coperchio. Allontanare  dal fuoco e lasciar riposare per 20 minuti. Nel frattempo riscaldare la minestra, e, una volta bollente, mescolarla con  il brodo di barbabietola. Prima di portare in tavola, aggiungere foglie di sedano e di prezzemolo tritate o aneto. Scodellare la minestra, passando a parte una ciotola di panna acida freddissima  mescolata con cren grattugiato. Al posto della panna acida, si può usare  lo yogurt intero.

GEORGE GERSHWIN (1898 – 1937)

Si dice che Gershwin non amasse molto la cucina della sua famiglia ebrea russa perché riteneva non fosse sufficientemente  non raffinata o elegante,  ma diceva che non poteva resistere al Chopped Liver, un antipasto classico che ancor oggi non manca mai alle feste degli ebrei Ashkenaziti (dell’Europa orientale).

Ecco una ricetta molto tradizionale:  la presenza del ginger è molto tipica delle ricette lituane.

CHOPPED LIVER (FEGATO TRITATO)

 

Ingredienti (per 6 persone)

500 grammi di fegatini di pollo
Pelle (col grasso attaccato) di mezzo pollo
2 cipolle medie, tritate

3 uova sode
sale e pepe
ginger in polvere
prezzemolo

Preparazione

Tagliare i pezzi della pelle di pollo e metterli in una padella sul fuoco lento. Lasciare sciogliere completamente tutto il grasso. Togliere i pezzi di pelle, che saranno ormai molto croccanti. Mettere le cipolle tritate nel grasso di pollo e cucinarle a fuoco lento  finché siano morbidissime.

Nel frattempo pulire i fegatelli, aggiungere sale e pepe e cucinarli  a fuoco medio  per 10 minuti. Si possono anche cucinare in acqua appena bollente.  Ad ogni modo fare attenzione che non siano scotti. Tritare i fegatelli, mescolarli con le cipolle e il grasso di pollo, le uova sode tritate, un pizzico di ginger, un po’ di prezzemolo, sale, e tanto pepe nero. Qualcuno aggiunge anche i pezzettini di pelle croccanti (si chiamano “gribenes” in Yiddish). Se il composto è troppo secco, aggiungere un po’ di olio.  La tradizione vorrebbe una consistenza più rustica di quella di un paté francese.

Servire con cetrioli sotto aceto e  pane nero.

Pianista Angela Hewitt

Proponiamo oggi un estratto dal concerto dell’8 Aprile 2019 dove Angela Hewitt si esibì con un repertorio totalmente incentrato sulla musica di Johann Sebastian Bach.

Tratta da quel programma ecco la toccata in do minore BWV 911!

Angela Hewitt Tra le pianiste più conosciute e apprezzate a livello mondiale, Angela Hewitt appare regolarmente in recital e con le più importanti orchestre in Europa, nelle Americhe, in Australia e in Asia.

Le sue esecuzioni delle opere di J.S. Bach l’hanno consacrata come una delle interpreti di riferimento del compositore ai giorni nostri.

Le sue pluri-premiate registrazioni per Hyperion Records hanno raccolto elogi e consensi unanimi.

Il suo decennale progetto dedicato alla registrazione di tutte le maggiori opere per tastiera di Bach è stato descritto come “una delle glorie discografiche dei nostri tempi” (The Sunday Times).
Nel 2016 sono state pubblicate le Variazioni Goldberg, nel 2014 L’Arte della Fuga, entrambe ottenendo ernorme successo di vendite. La sua discografia include anche opere di Couperin, Rameau, Mozart, Beethoven, Chopin, Schumann, Liszt, Fauré, Debussy, Chabrier, Ravel e Granados. Il secondo album di Sonate di Scarlatti e il settimo volume delle Sonate di Beethoven sono stati pubblicati rispettivamente nell’ottobre 2017 e nel giugno 2018, entrambi entrando nella classifica Billboard negli Stati Uniti.

Nel 2015 Angela Hewitt è stata inserita nella “Hall of Fame” della rivista Gramophone per via della sua popolarità tra gli appassionati di musica di tutto il mondo.

Nell’autunno 2016 Angela Hewitt ha intrapreso un grande progetto intitolato ‘The Bach Odyssey’, che prevede l’esecuzione di tutte le opere per tastiera di Bach in dodici recital nel corso di quattro anni, fino al giugno 2020. Nel corso della stagione attuale è prevista l’esecuzione del ciclo completo del Clavicembalo Ben Temperato a Londra, Tokyo, Ottawa, New York, Hong Kong, Amsterdam, Vancouver e Stratford. Altri recital sono previsti a Lisbona, Praga, Rotterdam, Royal Festival Hall di Londra, Girona, Minneapolis, Ferrara, Bari, Perugia, Portland, Cleveland, Berna e Newcastle.

Altri appuntamenti salienti della stagione includono la recente apparizione ai BBC Proms con Turagalila di Messiaen (BBC Symphony Orchestra/Sakari Oramo), un tour nel Regno Unito con la Tonkünstler-Orchester Niederösterreich (Concerto n. 5 ‘Imperatore’ di Beethoven), il debutto al Musikverein di Vienna eseguendo i Concerti di Bach con la medesima compagine, il Festival di Cartagena in Colombia, una residenza all’Università di Harvard e concerti a Chicago e con la Xi’an Symphony Orchestra.

Nata in una famiglia di musicisti, Angela Hewitt ha iniziato lo studio del pianoforte all’età di tre anni, esibendosi in pubblico a quattro e vincendo, un anno dopo, la sua prima borsa di studio. Ha poi continuato a studiare con il pianista francese Jean-Paul Sevilla. Nel 1985 ha vinto la Toronto Bach Piano Competition.

Nel 2018, Angela Hewitt ha ricevuto il Governor General’s Lifetime Achievement Award, il più alto riconoscimento per un artista in Canada.

Angela Hewitt ha ricevuto un OBE (Order of the British Empire) in occasione dei festeggiamenti per il Compleanno della Regina nel 2006 ed è stata nominata Companion of the Order of Canada (CC) nel 2015. È membro della Royal Society in Canada, ha conseguito sette dottorati ad honorem ed è Visiting Fellow del Paterhouse College a Cambridge.

Vive tra Londra, Ottawa (sua città d’origine in Canada) e l’Umbria, regione d’Italia che ama particolarmente e dove da dieci anni è direttore artistico del Trasimeno Music Festival.

Auguri di Buona Pasqua

Vogliamo farvi un piccolo omaggio per questi insoliti giorni pasquali con l’ineguagliabile
Inno alla musica di Franz Schubert “An die Musik” con il soprano Elisabeth Schwarzkopf accompagnata da Gerald Moore al pianoforte.

Le Vostre
Serate Musicali

“From the land of the ice and snow”

Dal concerto del 13 gennaio 2019 “Transiti: Musica che sconfina”, all’interno della 18a Rassegna Musicale “Miglia da percorrere” (Musiche, Viaggi, Volti, Maschere) e organizzato da Spazio Teatro 89 e Coop Lombardia in collaborazione con Serate Musicali, ecco il brano, in Prima esecuzione assoluta,

“From the land of the ice and snow”
di G. Colombo Taccani (1961)

interpretato da:

Francesca Bonaita, violino
Andrea Rebaudengo, pianoforte

 

Qui alcune annotazioni del maestro Colombo Taccani sul suo pezzo:

“From the Land of the Ice and Snow”, come altri miei brani in precedenza, deve la sua esistenza alla graditissima richiesta  giuntami da parte di Luca Schieppati per la stagione del milanese Spazio Teatro 89. Destinataria delle mia avventure violinistiche sarà ancora una volta Francesca Bonaita, qui insieme ad Andrea Rebaudengo.

Nella mia memoria musicale, da anni remoti, si è riaffacciato “Immigrant Song”, energico brano degli altrettanto energici Led Zeppelin avente come tema la migrazione Vichinga verso occidente, e il tentativo di prenderlo come spunto di partenza è andato a buon fine. Intendiamoci, come sempre è accaduto quando ho deciso di partire da materiali provenienti dal mondo del rock ciò non ha mai portato ad ammiccamenti stilistici o peggio, a citazioni esplicite e consistenti dei materiali di partenza (anzi, sono operazioni che aborro in massimo grado).

Sono innanzitutto, invece, tributi affettivi del tutto personali, che possono sicuramente portare all’ascoltatore dei riverberi emotivi e che non escludono talvolta piccole allusioni (in questo caso lo spunto iniziale del mio pezzo, ripresentato per altre tre volte nello sviluppo narrativo, è legato apertamente all’avvio della parte vocale di Robert Plant), ma che, seguendo logiche puramente compositive e autonome, danno vita per lo più – ed è questo uno dei casi – a lavori dal paesaggio narrativo spesso lontano da quello che uno spunto tratto da una band dell’allora definito hard rock potrebbe far immaginare.

L’architettura complessiva nasce dall’incrocio a mosaico di un numero ristretto di situazioni, ognuna seguente autonomi principi evolutivi più o meno consistenti e sviluppata isolatamente in una prima fase di elaborazione compositiva. Incrociandosi nell’assemblaggio finale ad intarsio queste situazioni scoprono relazioni impreviste, smussando localmente alcune asperità proprie per una più fluida successione oppure estremizzando le proprie caratteristiche con attriti locali che determinano successive azioni di riequilibrio espressivo.

Tutto ciò porta ad un percorso complessivo variegato e mobile in cui, se risultano assenti zone di esasperazione figurale eccessiva, sono comunque rari i momenti di sospensione quasi contemplativa, favorendosi invece una mobilità complessiva dove la tendenza a creare linee discendenti risulta essere il tratto distintivo e comune. Solo nel breve episodio finale, quasi una piccola coda, tutto si allontana improvvisamente, quasi trasformando in ricordo quanto ascoltato precedentemente.”

 

“Francesca Bonaita suona con chiari respiri articolati per ogni frase musicale, con morbida stesura preparatoria dell’arco, con estrema agilità delle dita e raffinatezze tecniche che ben traducono l’immedesimazione emotiva del testo”. Klassische Musik, 22 April 2017, St. Blasien, Germany.

Francesca Bonaita (Milano 1997), diplomata con il massimo dei voti e lode presso il Conservatorio G. Verdi di Milano, vincendo il Premio Pina Carmirelli quale miglior violinista dell’anno accademico, si perfeziona sotto la guida di Sergej Krylov, conseguendo con lode il Master of Arts in Music Performance alla Scuola Universitaria del Conservatorio della Svizzera Italiana e ivi ammessa al selettivo corso di laurea per solisti Master of Arts in Specialized Music Performance.

Dal 2014 frequenta i corsi di Alto Perfezionamento di Salvatore Accardo presso l’Accademia W. Stauffer di Cremona e l’Accademia Chigiana di Siena.

Con il debutto nel 2016 alla Carnegie Hall di New York e in Romania con l’Orchestra Filarmonica di Bacau nel concerto per violino e orchestra di Tchaikovsky, ha intrapreso un’intensa attività solistica e cameristica per prestigiose rassegne e teatri in Italia, tra cui il Teatro Ponchielli a Cremona, la SalaVerdi, l’Auditorium Fondazione Cariplo, il Teatro degli Arcimboldi, il Teatro Filodrammatici a Milano, il Teatro Grande a Brescia, la Sala Maffeiana del Teatro Filarmonico di Verona, Palazzo Pisani e Sale Apollinee del Teatro La Fenice a Venezia, Palazzo Chigi Saracini a Siena, Palazzo della Carovana per I Concerti della Scuola Normale di Pisa, Cappella Palatina della Reggia di Caserta –  e all’estero, in Germania, Austria – invitata a suonare al Musikverein di Vienna – in Svizzera, in Francia, Inghilterra, Grecia, Romania e negli USA.

Ha suonato in ensemble cameristici con musicisti di chiara fama, quali Itamar Golan, Rocco Filippini, Franco Petracchi, Roberto Paruzzo, con Sandro Laffranchini e prime parti soliste dell’Orchestra del Teatro e Filarmonica della Scala, con Emanuele Torquati e Alfredo Zamarra per l’Accademia dei Cameristi di Bari e, per il repertorio contemporaneo, con Sentieri Selvaggi, ensemble diretto da Carlo Boccadoro e 900Presente in Svizzera. E’ vincitrice di primi premi e assoluti in numerosi concorsi internazionali, Soloist Vienna 2016, Grand Prize Virtuoso Vienna 2017, 7th International Music Competition Rhodes, 10th Loutraki International Competition, Premio Rovere d’Oro 2018, VII Premio Francesco Geminiani, XIV Valsesia Musica Juniores, European Music Competition Moncalieri, Comunità Europea Fondazione Pescetto, V e VII Premio Crescendo Firenze, Premio Marco Allegri e premio del pubblico alla XIX Rassegna Migliori Diplomati d’Italia Castrocaro, VI Concorso Fondazione Milano “C. Abbado”, XI Premio Internazionale E. Cremonesi, International Valtidone Competition, I Concorso Città di Cremona, Solista e Orchestra Senzaspine a Bologna con il concerto di Tchaikovsky. Ha frequentato masterclasses di prassi violinistica e cameristica con Sergej Krylov, Itamar Golan, Dmitri Chichlov, Ilya Grubert, Pavel Vernikov, Natalia Prishepenko,  Aleksey Semenenko.

Dopo aver conseguito la maturità classica con il massimo dei voti, vincitrice di Exploit your Talent  2016 presso l’Università degli Studi di Milano, le è stato assegnato a Roma, per la sezione Musica, il Premio Italia Giovane 2016 con il patrocinio della Camera, Senato e Ministero dei Beni e Attività culturali.

 

Andrea Rebaudengo è nato a Pesaro nel 1972. Ha studiato pianoforte con Paolo Bordoni, Lazar Berman, Alexander Lonquich, Andrzej Jasinsky e composizione con Danilo Lorenzini.

Ha vinto il primo premio al Concorso Pianistico Internazionale di Pescara  nel 1998, il terzo premio al Concorso “Robert Schumann” di Zwickau nel 2000 e al Premio Venezia 1993. Ha suonato per le più importanti istituzioni concertistiche italiane, tra cui le Serate Musicali di Milano, l’Unione Musicale di Torino, il Festival di Ravello, gli Amici della musica di Padova, Musica Insieme di Bologna, il Ravenna Festival .

Si è esibito in Russia, Stati Uniti, Francia, Germania, Spagna, Inghilterra, Belgio, Polonia, Portogallo, Svizzera, Irlanda, Serbia, Turchia, Uzbekistan ed Emirati Arabi.  Ha suonato come solista con numerose orchestre, tra cui l’Orchestra dei Pomeriggi Musicali di Milano, l’Orchestra Sinfonica di Zwickau, l’Orchestra Filarmonica di Torino e l’Orchestra Sinfonica “Giuseppe Verdi” di Milano. Viene spesso invitato in progetti che lo coinvolgono anche come musicista jazz e improvvisatore.

E’ il pianista dell’ensemble Sentieri Selvaggi con il quale si è esibito all’Accademia di Santa Cecilia di Roma, al Teatro alla Scala di Milano, “Bang-on-a-can Marathon” di New York, Dom di Mosca, Sacrum Profanum di Cracovia, Festival MiTo, Festival della Letteratura di Mantova, Accademia Filarmonica Romana, Biennale di Venezia, presentando spesso prime esecuzioni di autori contemporanei e collaborando con compositori quali Louis Andriessen, Michael Nyman, David Lang, James MacMillan, Mark-Anthony Turnage, Julia Wolfe, Ivan Fedele e Fabio Vacchi. Suona in duo con Cristina Zavalloni con la quale si è esibito alla Carnegie Hall di New York, allo Strathmore di Washington, al Teatro della Maestranza di Siviglia, al Festival Ilkhom-XX di Tashkent, al Festival di West Cork, al Festival del Castello di Varsavia, al Festival di Cheltenham, ai Concerti del Quirinale, al Teatro Rossini di Pesaro e nei Festival jazz di Berchidda, Roccella Jonica e Parma Frontiere.

Suona in duo con la violista Danusha Waskiewicz, in duo pianistico con Emanuele Arciuli ed è il pianista dell’Ensemble del Teatro Grande di Brescia e dell’Ensemble Kaleido. Con Klaidi Sahatci e Sandro Laffranchini ha fondato l’Altus Trio, che ha debuttato nel 2010 al Teatro alla Scala di Milano. Come solista incide per Bottega Discantica (“All’aria aperta”), con Cristina Zavalloni per Egea (“Tilim-bom”), con Sentieri Selvaggi per Cantaloupe Records (“Child”, “ACDC”, “Zingiber”), con l’Altus Trio per Limen. Insegna al Conservatorio di musica di Castelfranco Veneto

 

Giorgio Colombo Taccani, nato a Milano nel 1961, ha svolto studi classici, laureandosi in Lettere Moderne all’Università Statale di Milano, sotto la guida di Francesco Degrada, con una tesi in Storia della Musica dedicata all’Hyperion di Bruno Maderna, alla quale nell’ottobre 1993 è stato attribuito il “Premio Missiroli” da parte del Comune di Bergamo in occasione di un convegno dedicato al teatro musicale italiano del Dopoguerra.

Parallelamente ha svolto studi musicali, diplomandosi in Pianoforte nel 1984 ed in Composizione nel 1989 al Conservatorio “G. Verdi” di Milano sotto la guida dapprima di Pippo Molino e quindi di Azio Corghi, conseguendo in seguito il Diploma al corso di perfezionamento biennale in Composizione tenuto da Franco Donatoni all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia in Roma, dove ha ottenuto una borsa di studio S.I.A.E.

Ha inoltre seguito corsi di perfezionamento con Azio Corghi e György Ligeti ed è stato selezionato per partecipare al workshop estivo 1995 dedicato all’informatica musicale organizzato dall’IRCAM.

Sue composizioni sono state premiate o segnalate in concorsi nazionali ed internazionali (“Giovane compositore per il pianoforte”, Roma, 1984; “International Competition of Flute Composition”, Kobe-Shi, Giappone, 1987; Premio “Valentino Bucchi”, Roma, 1987 e 1993; “Castello di Belveglio”, 1988 e 1993; Premio “Alpe Adria”, Trieste, 1988; “Concorso Nazionale di Composizione per Strumenti a Fiato”, Livorno, 1991; “Città di Mestre”, 1991; “Quinto Concurso de Composición «Francesc Civil»”, Girona, Spagna, 1992; “Concorso «Città di Trieste»”, 1993; “Concorso Internazionale «Gino Contilli»”, Messina, 1993; “XV Concorso Internazionale «Luigi Russolo»”, Varese, 1993; “2 ° Concorso Internazionale «2 Agosto»”, Bologna, 1996, Concorso “Franco Evangelisti”, “Nuova Consonanza”, Roma, 1998; “I Concorso Internazionale «Repubblica di San Marino»”, 1999; “I Concorso Internazionale «A Camillo Togni»”, Brescia, 2000; “Lutoslawski Award 2006”, Varsavia, Polonia) nonché regolarmente eseguite in sedi italiane ed estere (ISCM “World New Music Days” – Växjö, Svezia, “Sibelius Academy” – Helsinki, “Nuova Consonanza” – Roma, “Gaudeamus” – Amsterdam, “Ferienkurse für Neue Musik” – Darmstadt, Festival “Musica” – Strasbourg, “Hugh Lane Gallery” e “Writers’ Museum” – Dublino, “Fylkingen Festival” – Svezia, “Trieste Prima”, “Biennale di Venezia”, “RAI NuovaMusica”, Società Aquilana dei Concerti – L’Aquila, “Contrasts” – Lviv, Ucraina, Auditorio Nacional de Música – Madrid e molte altre fra cui Valparaiso, Brasilia, New York, Atene, Kobe, Nagasaki, Osaka, Yokohama, Auckland, Wellington, Sydney, Reykjavyk, Copenhagen, Sarajevo, Parigi, Nantes, Lisbona, Budapest, Berlino, Lipsia, Kyiv, Toulouse, Sofia, Edinburgh, Bruxelles, Alessandria d’Egitto), trasmesse da varie emittenti nazionali ed estere e pubblicate dalle Edizioni Suvini Zerboni di Milano.

Dal 1991 al 2001 si è occupato di musica elettronica presso lo studio AGON – acustica informatica musica – Centro Studi Armando Gentilucci di Milano. La sua attività musicologica, dedicata alla produzione del Novecento italiano, si è concretizzata in articoli sulle riviste Sonus e Auditorium dedicati al teatro musicale italiano degli anni Sessanta e nel capitolo Aria , una proposta di analisi inserito nel volume Bruno Maderna – Studi , curato da Mario Baroni e Rossana Dalmonte e pubblicato dalle Edizioni Suvini Zerboni di Milano.

Ha collaborato con il corso di perfezionamento di Composizione tenuto da Azio Corghi presso l’Accademia “A. Toscanini” di Parma. Dal 1992 al 1999 ha insegnato Composizione alla Civica Scuola di Musica di Milano.

Dal 2005 collabora con il corso di Direzione d’Orchestra per il repertorio contemporaneo tenuto dapprima da Giorgio Bernasconi e quindi da Arturo Tamayo presso il Conservatorio della Svizzera Italiana di Lugano. Dal 1999 insegna Composizione presso il Conservatorio “G. Verdi” di Torino.

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