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Violinista MAXIM VENGEROV – Pianista ROUSTEM SAITKOULOV

Lunedì 18 Febbraio 2019 ore 20:45
Verdi, Conservatorio di Milano _Via Conservatorio, 12
Biglietti: Intero € 35,00 – Ridotto € 30,00
 

MAXIM VENGEROV INAUGURA LA SERIE FESTIVAL OMAGGIO A MILANO 2019

 
Il violinista russo naturalizzato israeliano, riconosciuto come uno dei più grandi virtuosi del violino dei nostri tempi, torna a Milano per un concerto dedicato a Mozart, Schubert e Brahms, aprendo per Serate Musicali i 21 concerti della Serie Festival Omaggio a Milano 2019
 

Milano 08.02 – Non poteva che essere lui, Maxim Vengerov, con il suo violino ex-Kreutzer Stradivari del 1727, a inaugurare la serie “Festival Omaggio a Milano 2019”, la tradizionale seconda parte della stagione di Serate Musicali. In Sala Verdi al Conservatorio di Milano, lunedì 18 febbraio alle 20.45, accompagnato al pianoforte da Roustem Saitkoulov; definito dalla stampa internazionale “artista magnetico”, propone un programma dedicato a Mozart, Schubert e Brahms.
Tornato a Milano lo scorso anno, dopo una lunghissima assenza, proprio per Serate Musicali, in un trionfo di critica e pubblico, Maxim Vengerov – solista, direttore d’orchestra e impegnato in progetti d’insegnamento e supporto di bambini che vivono in difficili realtà sociali in Uganda, Tailandia, Balcani e Turchia, che gli sono valsi il titolo di Goodwill Ambassador internazionale dall’UNICEF – concede il bis al pubblico di Serate Musicali. Tre, come lo scorso anno, i compositori a cui è dedicato il concerto, che offrirà ai presenti la possibilità di ritrovare quel virtuosismo sovraumano, quella presenza magnetica, quella autentica poesia violinistica che la stampa internazionale ha più volte sottolineato in Vengerov.

 

Di J. Brahms eseguirà lo Scherzo in do minore per violino e pianoforte WoO 2 in la maggiore op. 100, di cui, come per tutte le Sonate di Brahms – proprio per Serate Musicali lo scorso anno aveva eseguito le Sonate n. 1 e n. 3 – il violinista russo ha più volte sottolineato il carattere unico, “summa” di tutti gli aspetti della vita musicale del compositore tedesco, sintesi della musica vocale, sinfonica e da camera, i tre ambiti a cui Brahms lavorò per tutta la vita. Quindi tre Danze Ungheresi: la n.1 in sol minore, la n. 2 in re minore e la n.5 in fa diesis minore.
Ad aprire il concerto, invece, la Sonata in si bemolle maggiore K 454 di W. A. Mozart seguita dalla Fantasia in do maggiore per violino e pianoforte op. 159 (D. 934) di F. Schubert. Composta nel dicembre del 1827 e articolata in quattro movimenti strettamente connessi tra loro (Andante molto, Allegretto. Andantino, Allegro vivace. Allegretto, Presto) la Fantasia schubertiana è il brano perfetto per mettere in luce le qualità virtuosistiche dello strumento solista.

 

Concerto d’apertura della Serie “Festival Omaggio a Milano 2019”, la tradizionale seconda parte della stagione di Serate Musicali, che quest’anno, da febbraio a giugno, propone 21 concerti – la metà esatta di questa 42° stagione sotto la direzione artistica del maestro Hans Fazzari –, la serata di lunedì 18 permetterà di godere del grande talento di Vengerov, spesso definito come uno dei più grandi virtuosi del violino dei nostri tempi.

 
Programma
W. A. MOZART
Sonata in si bemolle maggiore
F. SCHUBERT
Fantasia in do maggiore per violino e pianoforte op. 159 (D. 934)
J. BRAHMS
Scherzo in do minore per violino e pianoforte WoO 2
Sonata n.2 in la maggiore op. 100
Danza Ungherese n.1 in sol minore
Danza Ungherese n. 2 in re minore
Danza Ungherese n.5 in fa diesis minore
 

Biografie
 
Maxim Vengerov è apparso nell’ambito di concerti che hanno registrato regolarmente il “tutto esaurito” al fianco delle Orchestre e dei Direttori di maggior fama, annoverando, oltre al ruolo di solista, anche quello di Direttore d’Orchestra. Ha studiato come allievo di Galina Tourchaninova e di Zakhar Bron.
Ha tenuto la sua prima registrazione a 10 anni, le successive produzioni discografiche sono state immesse sul mercato per conto d famose etichette incluse Melodia, Teldec e EMI, peraltro premiate con Grammy Award e con il Premio Gramophone. Infaticabile nella ricerca dell’espressione creativa, Vengerov è stato ispirato da numerosi stili di musica tra cui il barocco, il jazz e il rock.
 
Si diploma con eccellenza come Direttore presso l’Istituto di Mosca Ippolitov – Ivanov nel Giugno 2014.
 
Nel corso delle recenti stagioni, Vengerov è apparso in veste di solista e di direttore al fianco delle migliori Orchestra del panorama musicale internazionale: Berlin Philharmonic, London Symphony Orchestra, BBC Symphony Orchestra, Toronto Symphony, Montreal Symphony Orchestra, Mariinsky Orchestra, Chicago Symphony Orchestra, spesso suonando come violino solista nella prima parte e apparendo in veste di direttore nella seconda. Il 2013 ha visto il lancio del Festival annuale di Maxim Vengerov a Tokyo con una serie di concerti, recitals e masterclass, nella quale combina la sua passione per la direzione, l’esecuzione musicale e l’insegnamento. Il Barbican Centre di Londra l’ha pubblicizzato in cinque diversi programmi come Artista in Residenza nel corso della stagione 2013/14; inoltre tourneé in Europa, Medio ed Estremo Oriente, in Cina con Long Yu e numerosi recitals in tutto il mondo dedicati al repertorio virtuosistico classico e romantico. Parallelamente ha assunto la posizione di Artista in Residenza presso la Oxford Philharmonic con la quale è stato in tourneé nel Regno Unito e ha registrato i Concerti di Brahms e Mendelssohn.Nel 2014/15 inaugura la Symphony Hall insieme a Long Yu e al celeberrimo pianista Lang Lang. Nel 2018, ha tenuto una trionfale tournee in Italia che ha registrato una vera e propria standing ovation tra Bologna, Milano, Torino e Roma.
 
Il 12 Novembre ha inaugurato l’attuale stagione dell’Orchestra Filarmonica della Scala sotto la direzione di Riccardo Chailly.
Una delle sue più grandi passioni resta tuttavia l’insegnamento. Incoraggiando giovani talenti, ha ricoperto diversi incarichi di insegnamento in tutto il mondo ed è attualmente Ambasciatore e Visiting Professor della Menuhin Music Academy in Svizzera (IMMA) e Visiting Professor come docente di violino, presso il Royal College of Music di Londra.
 
Nel 1997 stato il primo musicista classico a essere nominato Goodwill Ambassador internazionale dall’ UNICEF, posizione che gli ha permesso di continuare a ispirare i bambini in tutto il mondo attraverso la musica. In questo ruolo si è esibito per i bambini che vivono difficili realtà sociali e di vita, in Uganda, Tailandia, nei Balcani ed Turchia, contribuendo a raccogliere fondi per molti programmi assistiti dall’UNICEF. É tra l’altro anche un mecenate del progetto Miagi in Sud Africa, nato per mettere in contatti i bambini di diverse etnie attraverso la musica. A seguito del successo del Festival Vengerov di Tokyo, ha fondato il Primo Festival Vengerov in Israele.
Suona su un violino ex-Kreutzer Stradivari del 1727.
 

Roustem Saitkoulov è nato a Kazan (Russia). Ha iniziato a suonare il pianoforte all’età di quattro anni è entrato a far parte del Conservatorio Kazan quando età di sei anni.
Ha successivamente proseguito i propri studi con Elisso Virsaladze presso il Conservatorio Caikovski di Mosca, dove ha conseguito il Diploma in Pianoforte, il perfezionamento definitivo è tuttavia avvenuto presso la Hochschule für Musik und Theater di Monaco di Baviera, dove ha conseguito il Master.
 
Roustem Saitkoulov ha vinto numerosi concorsi internazionali: Gran Premio di Montecarlo World Piano-Master, istituito dal defunto Principe Ranieri III di Monaco; Concorso Pianistico F. Busoni , Bolzano, Italia; UNISA Concorso, Pretoria; Zurigo; Concorso Marguerite Long, Parigi; Primo Premio nell’ambito del Concorso Pianistico di Roma. Appare frequentemente con orchestre di fama mondiale: Royal Philharmonic Orchestra, Monte Carlo Philharmonic Orchestra, Orchestra Sinfonica di Praga, SinfoniaVarsovia, Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, Tonhalle di Zurigo, Filarmonica di San Pietroburgo, Tokyo NewCity Orchestra, Bejing Symphony Orchestra.
 
Innumerevoli i recitals tenuti presso i principali centri musicali: Russia, Cina, Giappone, Cile, Argentina, Messico, Stati Uniti, Canada, Sud Africa, Europa. Rammentiamo inoltre inviti presso i principali Festivals Europei: Montreux, La Roque d’Anthéron (Francia), Bologna Festival, Festival di Brescia-Bergamo, Merano Festival, Piano aux Jacobins (Toulouse, Francia), Festival de Radio France-Montpellier, Printemps des Arts di Montecarlo e Mentone Festival.
 
Altrettanto numerosi i concerti eseguiti nel corso delle partecipazioni a trasmissioni radiofoniche. Inoltre registrazioni pubblicate da EMI Classics e Dinemec Classics. Più recentemente master Chord Records ha pubblicato la sua registrazione dei due Concerti per pianoforte di Chopin con la Royal Philharmonic Orchestra, e l’etichetta IndéSENS ha immesso sul mercato la registrazione del Concerto per pianoforte n ° 1 di Dmitri Shostakovich.
 
Roustem Saitkoulov è un interprete straordinario e attivissimo in ambito cameristico. Partner pianistico abituale di Vengerov, si esibisce inoltre con Jean-Jacques Kantorow, Pierre Amoyal, Dmitri Sitkovetsky, Olivier Charlier, Xavier Phillips, Laurent Korcia, SvetlinRoussev, Sayaka Shoji.

Violista SIMONIDE BRACONI Pianista HANS FAZZARI

Lunedì 11 Febbraio 2019 ore 20:45
Verdi, Conservatorio di Milano _Via Conservatorio, 12
 
Programma
 
J. S. BACH
Suite n.4 per violoncello in mi bemolle maggiore BWV 1010 (trascr. per viola)
G. KURTAG
Signs, Games and Messages, per viola sola
M. REGER
Suite n.2 per viola in re maggiore op.131d

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e inoltre … F. SCHUBERT … F. KREISLER … F.P. TOSTI …
 
Maggiori dettagli sull’evento seguendo questo link

ORCHESTRA DELLA SVIZZERA ITALIANA – Direttore KRZYSZTOF URBANSKI – Pianista ANDREA BACCHETTI

Lunedì 4 Febbraio 2019 ore 20:45
Verdi, Conservatorio di Milano _Via Conservatorio, 12
 

Maggiori dettagli sull’evento seguendo questo link

Violoncellista GIOVANNI SOLLIMA

Lunedì 28 Gennaio 2019 ore 20:45
Verdi, Conservatorio di Milano _Via Conservatorio, 12
 
Giovanni Sollima è un vero virtuoso del violoncello. Suonare per lui non è un fine, ma un mezzo per comunicare con il mondo.
 
È un compositore fuori dal comune, che grazie all’empatia che instaura con lo strumento e con le sue emozioni e sensazioni, comunica attraverso una musica unica nel suo genere, dai ritmi mediterranei, con una vena melodica tipicamente italiana, ma che nel contempo riesce a raccogliere tutte le epoche, dal barocco al “metal”. Scrive soprattutto per il violoncello e contribuisce in modo determinante alla creazione continua di nuovo repertorio per il suo strumento. La prestigiosa Chicago Symphony Orchestra gli ha commissionato un concerto per due violoncelli per se stesso e Yo-Yo Ma.
 
Il suo è un pubblico variegato e trasversale: dagli estimatori di musica colta ai giovani “metallari” e appassionati di rock, Giovanni Sollima conquista tutti.
 
Nasce a Palermo da una famiglia di musicisti. Studia violoncello con Giovanni Perriera e Antonio Janigro e composizione con il padre Eliodoro Sollima e Milko Kelemen. Fin da giovanissimo collabora con musicisti quali Claudio Abbado, Giuseppe Sinopoli, Jörg Demus, Martha Argerich, Riccardo Muti, Yuri Bashmet, Katia e Marielle Labèque, Ruggero Raimondi, Bruno Canino, DJ Scanner, Victoria Mullova, Patti Smith, Philip Glass e Yo-Yo Ma.
 
La sua attività – in veste di solista con orchestra e con diversi ensemble (tra i quali la Giovanni Sollima Band, da lui fondata a New York nel 1997) – si dispiega fra sedi ufficiali ed ambiti alternativi: Brooklyn Academy of Music, Alice Tully Hall, Knitting Factory e Carnegie Hall (New York), Wigmore Hall e Queen Elizabeth Hall (Londra), Salle Gaveau (Parigi), Accademia di Santa Cecilia a Roma , Teatro San Carlo (Napoli), Kunstfest (Weimar), Teatro Massimo di Palermo, Teatro alla Scala (Milano), International Music Festival di Istanbul, Cello Biennale (Amsterdam), Summer Festival di Tokyo, Biennale di Venezia, Ravenna Festival, “?I Suoni delle Dolomiti”, Ravello Festival, Expo 2010 (Shanghai), Concertgebouw ad Amsterdam.
 
Per la danza collabora, tra gli altri, con Karole Armitage e Carolyn Carlson, per il teatro con Bob Wilson, Alessandro Baricco e Peter Stein e per il cinema con Marco Tullio Giordana, Peter Greenaway, John Turturro e Lasse Gjertsen (DayDream, 2007).
 
Insieme al compositore-violoncellista Enrico Melozzi, ha dato vita al progetto dei 100 violoncelli, nato nel 2012 all’interno del Teatro Valle Occupato, con lo scopo di dimostrare che si possono abbattere anche barriere di carattere pratico, grazie alla bellezza. Musicisti di età e formazione diversa, interscambio tra culture e livelli differenti, laboratorio permanente. La promozione di forme di creatività musicale non esclusivamente legate all’esecuzione di repertori già esistenti è una delle prerogative di questo progetto, insieme alla democraticità del suo funzionamento e ad un’ampia base di partecipazione. La manifestazione, infatti, si costruisce ogni anno attraverso una “chiamata alle arti” di 3 giorni, dedicata alla musica “spontanea”, con ospiti da tutto il mondo, blitz urbani in giro per la città, repertori imprevedibili e che abbracciano diverse epoche storiche, un concorso di composizione (quest’anno il primo “in clausura” seguito in diretta da Radio 3) e tanti concerti tra cui un concerto finale con l’Orchestra dei 100 violoncelli. Quest’anno 2013, I 100 violoncelli hanno aperto il tradizionale concerto del 1°Maggio a Roma. A Maggio 2014 la manifestazione si sposta a Milano al Teatro delle Arti!
 
Tra i CD di Giovanni per SONY i CD “Works”, “We Were Trees”, per la Glossa “Neapolitain Concertos” in collaborazione con I Turchini di Antonio Florio, disco che raccoglie 3 concerti barocchi inediti del ‘700 napoletano e un nuovo brano di Giovanni “Fecit Neap” e “Caravaggio” per l’Egea.
 
Giovanni Sollima insegna presso l’Accademia di Santa Cecilia a Roma dove è anche accademico effettivo e alla Fondazione Romanini di Brescia. Suona un violoncello Francesco Ruggeri fatto a Cremona nel 1679.
 
Maggiori dettagli sull’evento seguendo questo link

Quattro per quattro

Lunedì 21 Gennaio 2019 ore 20:45
Verdi, Conservatorio di Milano _Via Conservatorio, 12


Associazione Culturale “Musica Civica”
via Napoli 67 – 71122 Foggia
musicacivica@gmail.com – musicacivica@pec.it
P.I. 03806500710 C.fF. 94086280719

 

con il sostegno di

 

 

Quattro stagioni,
quattro compositori,
quattro cartoline dall’Italia
 
Ensemble Musica Civica
Sarah Rulli, flauto e ottavino
Dino De Palma, violino
Lorenzo Passerini, direttore
Leandro Summo, video designer
Valentina Savino, scenografa
Nicola D’Agnelli, stage manager

PROGRAMMA

 

R. Di Marino: Quattro cartoline dall’Italia per flauto, ottavino e archi
Roma – Amalfi – La leggenda di Maja – Paese in festa
Sarah Rulli, flauto e ottavino

 

A. Piazzolla: Primavera porteña
Allegro, Lento, Allegro

 

M. Richter: Estate
Allegro non molto, Adagio, Presto

 

P. Glass: Autumn

 

A. Vivaldi: Inverno
Allegro non molto, Largo, Allegro
Dino De Palma, violino

 

La musica si è trovata nel nostro secolo di fronte a un’importante sfida: l’impegno di un ascolto creativo dal vivo contro l’immediatezza delle immagini, il palcoscenico contro la grandiosità degli effetti 3D su uno schermo.
 
La tecnologia digitale ci ha incantato con le sue molteplici possibilità, ma ci ha anche reso dipendenti dalla bellezza sgargiante dei colori virtuali, che rischiano di rendere la realtà, anche quella sonora, più sbiadita. E allora, se solo nel cambiamento c’è la vera crescita, si cambia. Si cerca l’interazione, la commistione delle arti.
 
Con l’apporto di scenografie digitali di ultima generazione, il concerto classico diventa un evento nuovo, in cui musica, regia, scenografia e tecnologia danno spettacolo. L’allestimento innovativo fa da scenario a due programmi musicali altrettanto nuovi, legati dal numero 4 e dall’idea di rinverdire il modo di porgere il repertorio solistico per flauto e violino.
 
Una prima esecuzione assoluta del brano Quattro cartoline dall’Italia del compositore trentino Roberto Di Marino (1956) per flauto, ottavino e archi e le Quattro per quattro, quattro stagioni musicali di quattro compositori diversi: la Primavera porteña di Astor Piazzolla, l’Estate di Max Richter, l’Autunno di Philip Glass e l’Inverno di Antonio Vivaldi. L’opera di Di Marino trae ispirazione dalla musica a programma e arricchisce il repertorio per flauto e archi con una forma classica, la suite, ma dai contenuti nuovi, quasi trasgressivi. Roma ha un taglio deciso, con un tema cromatico dirompente del flauto. In Amalfi, scritto in 5/4, il flauto si tinge dei tanti colori della costiera amalfitana che riempiono gli occhi e il cuore dei visitatori. Alla voce dell’ottavino è affidato, ne La leggenda di Maja, il racconto secondo cui la dea Maja morì di disperazione per la morte del figlio sulla cima della montagna abruzzese, che prese il suo nome, Majella. La Suite si chiude con Paese in festa, la descrizione in musica della giovialità degli italiani e del loro amore per le tradizioni.
 
Tradizione e innovazione prendono forma anche nel programma per violino e archi, dove la famosissima opera di Antonio Vivaldi, Le quattro stagioni, si rinnova con l’apporto di nuova linfa, quasi che i quattro compositori collaborassero a una nuova opera. Ogni stagione si contraddistingue per uno stile, per un linguaggio, per un periodo storico-culturale.
 
Il violino attraversa la storia dal barocco di Vivaldi alla musica popolare argentina del Novecento, il tango, fino ad arrivare alla modernità di Richter e al minimalismo di Glass. Come in una galleria, le quattro opere d’arte vengono scelte e affiancate, per trasformarsi in un nuovo unico tutto. La sapienza creativa del video designer Leandro Summo, della scenografa Valentina Savino, entrambi supportati dalle installazioni di Nicola D’Agnelli, interpreterà con scenografie digitali e effetti speciali, l’accostamento tra le arti, tra i periodi storici, l’alternanza delle stagioni e delle culture, per creare un nuovo prodotto artistico che si stacchi dalle origini e viva di vita propria.

 

ORCHESTRA VIVALDI
 
L’Orchestra Vivaldi nasce nel dicembre 2011 e in poco tempo diviene una realtà stabile nel panorama musicale italiano, vantando collaborazioni con le maggiori stagioni concertistiche, festival e istituzioni del Paese.
 
I suoi componenti sono selezionati tra i più promettenti giovani musicisti del panorama europeo con all’attivo esperienze nelle più importanti orchestre del mondo quali London Symphony Orchestra, Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Orchestra Filarmonica del Teatro alla Scala, accomunati dal desiderio di dare vita a una realtà artistica giovane e nuova.
 
L’Orchestra Vivaldi ha all’attivo più di duecento concerti sinfonici, nelle maggiori sale concertistiche e teatri del Paese. La tourneè intrapresa in Spagna nel 2014, registrando sempre il tutto esaurito, sancisce il debutto dell’Orchestra sulla scena europea. Le esperienze internazionali proseguono in Svizzera, Lussemburgo e Cina. Nel 2015, a soli 4 anni dalla propria fondazione, l’Orchestra diviene l’Orchestra residente della stagione concertistica di “Serate Musicali” – Milano, guadagnandosi così un ruolo di primo piano all’interno di un cartellone condiviso dai più grandi artisti del panorama mondiale. Sempre nel 2015 l’Orchestra ha inoltre inaugurato il neonato Teatro Sociale di Sondrio con l’esecuzione della Sinfonia n.9 di Beethoven, riscuotendo un grandissimo successo di pubblico e critica. A partire dalla stagione 2016/2017 l’Orchestra diviene inoltre “residente” presso lo stesso teatro.
 
Il repertorio dell’Orchestra Vivaldi si spinge sino ad abbracciare la musica contemporanea, attraverso continue collaborazioni con alcuni tra i più importanti compositori della scena nazionale quali Silvia Colasanti, Fabio Vacchi, Giorgio Battistelli, Piergiorgio Ratti, Andrea Portera. L’Orchestra vanta inoltre collaborazioni con direttori d’orchestra e solisti di fama mondiale.
 
La giovanissima direzione artistica è composta da Lorenzo Passerini (direttore musicale), Piergiorgio Ratti (compositore in residenza), Ernesto Colombo (direttore di produzione) e Tommaso Benciolini (referente artistico). L’attività dell’Orchestra Vivaldi è sostenuta dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, da Regione Lombardia, dalla Provincia di Sondrio, dai Comuni di Sondrio e Morbegno.

 

Lorenzo Passerini
 
Nato a Morbegno nel 1991, si diploma a pieni voti in trombone al Conservatorio di Como nell’anno 2009. Consegue nel 2014 il Diploma Accademico di II Livello presso il Conservatorio d’Aosta con il massimo dei voti e lode.
 
Come trombonista ha intrapreso tournée in tutto il mondo sotto la direzione di John Axelrod, Andrey Boreyko, Fabio Luisi e Riccardo Muti. Parallelamente alla professione da strumentista, nel 2010 inizia lo studio della direzione d’orchestra con il maestro Ennio Nicotra. Ha frequentato lezioni con John Axelrod, Massimiliano Caldi, Gilberto Serembe, Pietro Mianiti, Oleg Caetani e Antonio Eros Negri.
 
Inizia la sua carriera come direttore d’orchestra debuttando nel dicembre 2011, alla guida dell’Orchestra Antonio Vivaldi, da lui fondata. Ha collaborato con musicisti di fama internazionale quali Francesco Manara, Giuliano Sommerhalder, Maxim Rysanov, Roberto Cappello, Michel Becquet, Freddy Kempf, Luciana Serra, Daniela Mazzucato, Bruno Praticò e Sumi Jo.
 
É dedicatario di brani in prima esecuzione assoluta di Piergiorgio Ratti, Antonio Eros Negri e Andrea Battistoni. É attivo anche nel campo dell’opera lirica: ha diretto Don Pasquale nel 2013, L’Elisir d’amore nel 2014, La Traviata nel 2015, Il Barbiere di Siviglia e La Serva Padrona nel 2016, La Sonnambula nel 2017, Turandot e Rigoletto nel 2018. A gennaio 2017 è stato assistente del Maestro Oleg Caetani al Teatro d’Opera di Helsinki nell’Opera Lady Macbeth di Shostakovich.
 
Dal 2015 collabora con Nicola Luisotti in produzioni operistiche nei maggiori teatri europei: Royal Opera House di Londra, Teatro Real di Madrid e Teatro Alla Scala di Milano. Nell’autunno del 2018 è suo assistente nella produzione che vede in scena Turandot al Teatro Real di Madrid. Nel 2016 ha debuttato come direttore ospite dell’Orchestra ICO della Magna Grecia e l’Orchestra Regionale Filarmonia Veneta (in occasione del XXVIII concorso lirico internazionale “Iris Adami Corradetti”). Nel 2017 ha diretto l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, l’Orchestra della Fondazione Arena di Verona, l’Orchestra Regionale Toscana, l’Orchestra dell’Opera Nazionale Rumena, l’Orchestra Sinfonica di Grosseto, l’Orchestra Sinfonica di Sanremo, l’Orchestra Camerata Vienna, l’Orchestra di Stato del Messico e la Milano Chamber Orchestra. Nel 2018 ha diretto nuovamente l’Orchestra della Fondazione Arena e ha debuttato con l’Orchestra di Padova e del Veneto, l’Orchestra Sinfonica Metropolitana di Bari e la DITTO Orchestra (in occasione del tour in Corea del Sud con il soprano Sumi Jo).
 
Dal 2017 è direttore artistico della Stagione Sinfonica del Teatro Sociale di Sondrio e direttore musicale dell’Associazione “Amici della Musica” di Sondalo.
 
Dino De Palma
 
Diplomato in viola col massimo dei voti e in violino con lode, è laureato in Lettere con 110/110 e lode con tesi di ricerca sui diari inediti di Giordano.
 
Docente titolare di violino presso il Conservatorio di Foggia, oltreché visiting professor alla Sungshin University di Seul, De Palma ha tenuto masterclass in Italia e all’estero. Violino di spalla dell’Orchestra del Teatro Petruzzelli di Bari, della Filarmonica Marchigiana, dell’Orchestra da camera di Bologna, dell’Orchestra sinfonica Umberto Giordano, ha collaborato con le orchestre sinfoniche della RAI di Roma, Torino e Napoli e con i complessi da camera I Solisti Dauni e I Solisti Aquilani con i quali ha effettuato numerose tournée all’estero (Germania, Spagna, Turchia, Egitto, Francia ecc.).
 
Collabora con il complesso da camera I Filarmonici di Roma, con cui effettua tournée in tutto il mondo con Uto Ughi ed è violista del gruppo I solisti di Pavia diretto da Enrico Dindo. Attualmente collabora con le orchestre del Teatro Regio di Parma, della Fenice di Venezia e dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese.
 
Per il cinema ha collaborato con Morricone, Bacalov e Piovani, mentre per il teatro ha realizzato importanti produzioni con Proietti, Gassmann, oltreché collaborazioni con Castellitto, Mirabella, Benigni, Mazzantini, Placido. Ha effettuato tournée con Jerry Lewis, Burt Bacharach, Liza Minnelli e ha suonato al Festival di Umbria Jazz con Charlie Haden. Ha debuttato il 30 aprile 2010 alla Carnegie Hall di New York con l’Ensemble Giordano di cui è violinista e direttore artistico. Dal 2013 a oggi ha suonato da solista al Teatro Coliseum di Buenos Aires, al Teatro Sao Pedro di San Paolo del Brasile, al Teatro Solis di Montevideo, al Teatro di Krasnojarsk in Russia, al Seoul Art Center in Sud Corea, alla Sala Smetana di Praga, alla Sala Ciaikovski di Mosca e a San Pietroburgo.
 
Fervente organizzatore musicale, ha ideato e organizzato numerose stagioni concertistiche e liriche, festival, rassegne, master, progetti per le scuole in Italia e all’e stero.
 
Sarah Rulli
 
Flautista italo-fiamminga, nata a Lanciano nel 1984, si diploma in flauto al Conservatorio di Pescara nel 2003, perfezionandosi poi in Italia e all’estero con Antonio Amenduni, Andrea Oliva, Nicola Mazzanti e Patrick Gallois.
 
Si è esibita come solista a New York, in Vaticano, in Romania, Portogallo, Belgio, Germania, Austria, Nord Carolina, Corea del Sud, Armenia e Georgia. A lei sono dedicati brani di compositori contemporanei: Serra Venerdì di Enrico Blatti per ottavino e pianoforte, Concerto per flauto in sol, arpa e archi di Alessandro Cusatelli, la trascrizione per flauto e orchestra d’archi dell’Histoire du Tango di A. Piazzolla a cura di Fabio Conocchiella e il Duo Fantasioso de Buenos Aires per flauto, bandoneon e archi del compositore argentino Martin Palmeri. Nel giugno 2015 si è esibita per la cerimonia di apertura della Settimana Fiamminga presso il Padiglione del Belgio dell’EXPO2015 di Milano.
 
Nel dicembre 2015 è uscito il suo primo disco Dreams, Love, Tango prodotto con il Quintetto di fisarmoniche Accordion Quintet Torrefranca: una rivisitazione del Tango nuevo di Astor Piazzolla e di alcune delle più famose musiche da film, con trascrizioni originali per flauto e quintetto di fisarmoniche. Il disco è stato presentato in varie città italiane e, nel 2017, al Premio Internazionale della Fisarmonica di Castelfidardo e nell’evento “Nessun parli” del Ministero dell’Istruzione, riscontrando ampi consensi.
 
Laureata in Scienze politiche internazionali, ha collaborato in varie vesti artistiche e di produzione con il Teatro dell’Opera di Roma, il Festival dei due mondi di Spoleto, la Royal Opera House di Muscat (Oman). Collabora regolarmente con l’Associazione Musica di Neerpelt (Belgio) come esperta creativa per le nuove metodologie di insegnamento della musica secondo teorie esperienziali e di coaching.
 
Direttrice artistica dell’Associazione MusArt di Lanciano, si occupa dell’organizzazione di progetti musicali e concerti in Italia e all’estero.
 
LEANDRO SUMMO
 
Nato a Corato nel 1990 è un artista visivo che ha iniziato il suo percorso di ricerca e sperimentazione sin dal 2013 in contemporanea al percorso formativo presso l’Accademia di Belle Arti di Bari.
 
L’obiettivo è incentrato principalmente sullo sviluppo delle nuove tecnologie legate all’arte, specializzando i campi di applicazione in: realtà aumentata, video mapping indoor/outdoor, video art, a/v performance e installazioni interattive.
 
L’obiettivo è quello di superare i confini tra spazio e tempo, tra autore e fruitore, tra musica e architettura ma giungere a un’esperienza percettiva unica: creare un superamento interattivo dell’espressività digitale, nel quale soggetto, oggetto e la materialità della performance si fondono.
 
Il processo realizza una sintesi che connette, facendo propria la lezione del minimalismo, gli elementi atomici dell’arte digitale, la luce, l’elettricità “bruta”, con le modalità mentali di produrre il visualizzare, l’ascoltare, il sentire tout court. In maniera paradossale, viene così in luce l’elemento, al contempo inquietante e rassicurante, delle nuove tecnologie nell’arte: maggiore è l’incidenza dell’artificiale, più si evidenzia che la pretesa naturalità della fruizione artistica si fonda su un imprescindibile elemento culturale.

 

VALENTINA SAVINO
 
Nasce a Bari nel 1986. Laureata in Scenografia e Arti dello Spettacolo, presso l’Accademia di Belle Arti di Bari, inizia il suo percorso di lavoro e ricerca nel campo dello spettacolo dal 2009 principalmente in campo cinematografico sia italiano che estero.
 
Fortemente attiva anche nell’industria musicale e teatrale, nonché inmusic live tour e installazioni multimediali. La sua conoscenza della scenografia e delle sue versatilità, la portano a lavorare tra Londra e New York, come art director per serie web e cortometraggi.
 
 
 
NICOLA D’AGNELLI
 
Nato a Canosa di Puglia nel 1983, è responsabile tecnico di palcoscenico audio/luci/video. Si forma come tecnico del suono (Sound Engineer) nel 2006 e successivamente si specializza come tecnico suono e luci per gli spettacoli dal vivo conseguendo un Master presso il Politecnico di Bari nel 2012.
 
Intraprende l’attività professionale nel 2007 in qualità di tecnico per gli allestimenti illuminotecnici per gli studi RAI (Radiotelevisione Italiana) di Milano e successivamente per il Teatro Kismet Opera di Bari, la Cooperativa teatrale Abeliano di Bari e Teatri di Vita di Bologna, occupandosi degli allestimenti audio, luci e video degli spettacoli di produzione e degli spettacoli delle compagnie ospiti.
 
A partire dal 2008 D’Agnelli lavora come responsabile per gli allestimenti illuminotecnici dei tour italiani di artisti pop di fama internazionale quali Alex Britti, Irene Grandi, Franco Battiato, Gilberto Gill, Sal Da Vinci. Ricopre lo stesso ruolo nella primavera del 2009 per lo spettacolo RAI “Una voce per Padre Pio” trasmesso in diretta nazionale su RAI1, e per le Olimpiadi del Mediterraneo, svoltesi a Pescara.
 
Dal 2009 al 2013 Nicola D’Agnelli è stato referente per gli allestimenti illuminotecnici presso il Teatro Petruzzelli di Bari, occupandosi del supporto tecnico audio, luci e video degli spettacoli teatrali di prosa, balletti, opere liriche e concerti sinfonici.
 
Nel 2011 è stato nominato direttore di palcoscenico presso il Teatro Comunale “R. Lembo” di Canosa di Puglia per gli spettacoli musicali e di prosa. In questa veste, affianca e collabora con il light designer nella progettazione e realizzazione tecnica degli allestimenti scenici ed illuminotecnici.
 
È responsabile della verifica e della programmazione delle esigenze impiantistiche e sceniche delle compagnie ospiti e della certificazione di manutenzione e sicurezza delle attrezzature secondo gli standard di legge. È specializzato nell’allestimento e nell’utilizzo di materiale scenico tecnico specifico per il video design.

Clavicembalista MICHELE BENUZZI

Giovedì 27 dicembre 2018 – ore 16.00 e ore 19.00
Venerdì 28 dicembre 2018 ore 16.00
Sabato 29 dicembre 2018 – ore 16.00
 
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MICHELE BENUZZI

Ha ottenuto il “Diploma di Concertista” al Royal College of Music di Londra.

Nel 2003 ha vinto il terzo premio alla diciassettesima edizione dello “Yamanashi International Harpsichord Competition” in Giappone.

Ha promosso ed eseguito, insieme ad altri clavicembalisti, l’esecuzione Integrale delle Sonate di Domenico Scarlatti in un programma ciclico di concerti che si sono tenuti ad Annecy in Francia dal 1995 al 2002.

Ha fondato il gruppo strumentale “Arcomelo” con il quale approfondisce il repertorio della musica barocca e le problematiche legate all’esecuzione su strumenti d’epoca.

Con “Arcomelo” ha registrato per la casa discografica “La Bottega Discantica” di Milano un CD dedicato ai Concerti per clavicembalo e orchestra di C. Ph. E. Bach e uno dedicato ai Concerti per clavicembalo e orchestra e alle Sinfonie di W. F. Bach, entrambi accolti con entusiasmo dalla critica.

Con la flautista giapponese Mitsuko Ota ha registrato i Concerti per flauto e flautino di Antonio Vivaldi. Il CD è stato nominato disco del mese dalla rivista giapponese “The record geijutsu magarine” (maggio 2013).

Da solista ha registrato le Sonate di Domenico Scarlatti sul clavicembalo di Johann Adolf Hass del 1764 appartenente alla Collezione Russell di Edimburgo; per la casa discografica “London Independent Records” un CD dedicato a G. F. Händel su uno strumento di Daniel Dulcken del 1730 recensito come “altamente raccomandato” dalla critica specializzata (International Record Review: dicembre 2010).

Attualmente registra per la casa discografica Brilliant Classics che ha pubblicato un disco dedicato alle Fantasie e Sonate di J. W. Hässler su uno strumento di Robert Falkener del 1773, recensito come “Highest, highest recommendation” dalla rivista Americana Fanfare e premiato con le 5 stelle della critica della rivista Musica (luglio, agosto 2012).

Nel 2012 ha registrato l’Integrale delle Sei collezioni di musica da camera di J. A. Benda in un cofanetto di 6 CD ; l’anno successivo l’Integrale delle Sonate di J. Ch. Nichelmann.

Di recente uscita un CD dedicato alle Sonate di J. Gallès e i primi 4 dell’Integrale della Musica per tastiera di J. W. Hässler.

Nei programmi futuri la registrazione delle Sonate di J. E. Altemburg.

Apprezzato per l’espressività delle sue esecuzioni e per la bellezza del suono è invitato come solista in Europa, Asia, Australia e Nuova Zelanda.

 

SI RACCOMANDA VIVAMENTE DI SPEGNERE I TELEFONI CELLULARI

SONO VIETATE REGISTRAZIONI AUDIO VIDEO

…Senti Questo!

 

Tre incontri sulla grande musica come (e dove) non l’avete mai sentita, introdotti da Carlo Centemeri, conduttore di AbendMusiken (Radio Marconi)

 
Domenica 25 Novembre ore 16
 
Musica da camera in un salotto del novecento
 
Casa Museo “Boschi – Di Stefano”
via Giorgio Jan 15 – 20129 Milano
 
The Merry Wives Trio

Laura Faoro – flauto
Maria Calvo – violoncello
Firmina Adorno – pianoforte
 
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Sabato 15 dicembre 2018 – ore 16.00
 
Dal punto dio vista dell’organista: il pubblico sale in cantoria
 
Chiesa di San Giovanni in Laterano

piazza Bernini – 20133 Milano
 
organista Paolo Negri
 
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Sabato 22 dicembre 2018 – ore 11.00
 
Inediti dal passato – strumenti antichi, novità barocche
 
Auditorium Stefano Cerri

via Valvassori Peroni, 56 – 20133 Milano
 
Astrarium Consort
 
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Ingresso libero e gratuito

 

Violinista e Maestro concertatore GIDON KREMER – Violoncellista e Direttore MARIO BRUNELLO – KREMERATA BALTICA

Viola KRISTINA  ANUSEVICIUTE
Pianoforte MICHAIL LIFITS
Voce bianca FREDDIE JEMISON

Giovedì 20 Dicembre 2018 ore 20:45
Verdi, Conservatorio di Milano _Via Conservatorio, 12

Nel 1997, al Festival di Musica da Camera di Lockenhaus si è assistito a una piccola rivoluzione quando il violinista Gidon Kremer ha presentato, oltre a tanti famosi musicisti, una nuova orchestra: la Kremerata Baltica, composta da 23 giovani talenti provenienti da Lettonia, Lituania ed Estonia, ha conquistato quel pubblico raffinato, donando nuova linfa al festival grazie alla sua esuberanza, energia e gioia di suonare.

La Kremerata Baltica, progetto fondato su una visione a lungo termine, è stato il regalo che Gidon Kremer ha voluto farsi in occasione del suo cinquantesimo compleanno: un modo per trasmettere la sua esperienza ai giovani colleghi provenienti dall’area baltica, regione in cui è stato promotore e ispiratore della cultura musicale, senza accettare compromessi sui livelli qualitativi.

Questo gruppo di talentuosi musicisti nel giro di pochi anni si è affermato come una delle migliori orchestre da camera del panorama musicale mondiale, riuscendo a consolidare la propria fama a livello internazionale con esibizioni nelle più prestigiose sale del mondo. Difatti, negli ultimi quindici anni la Kremerata Baltica ha suonato in più di cinquanta Paesi, in circa seicento città e in più di mille concerti in Asia, Australia, Stati Uniti, America Latina, Russia ed, ovviamente, Europa. L’ensemble ha al suo attivo più di venti registrazioni e, nel 2002, ha vinto un ‘Grammy Award’ e un ‘ECHO Award’, mentre all’edizione del 2009 del Praemium Imperiale si è aggiudicato il ‘Grant for Young Artists’.

L’orchestra gode attualmente del patrocinio dei governi dei tre stati baltici da cui provengono i suoi componenti – Lettonia, Lituania ed Estonia. Tra i celebri solisti con cui la Kremerata Baltica si è esibita figurano la soprano Jessye Norman, i pianisti Mikhail Pletnev, Evgeny Kissin, Oleg Maisenberg e Daniil Trifonov, i violinisti Thomas Zehetmair, Vadim Repin e Didier Lockwood e i violoncellisti Boris Pergamenshikov, Yo-Yo Ma e Mischa Maisky. Hanno inoltre avuto luogo collaborazioni con direttori d’orchestra del calibro di Sir Simon Rattle, Esa-Pekka Salonen, Christoph Eschenbach, Kent Nagano, Heinz Holliger, Vladimir Ashkenazy, Mirga Grazinyte-Tyla. Ognuno di questi artisti ha dato il proprio contributo alla formazione della Kremerata Baltica.

Elemento essenziale del carattere artistico dell’ensemble è il suo approccio creativo alla programmazione, che spesso va al di là delle tendenze dominanti per dare spazio a numerose prime esecuzioni di opere composte da autori come Pärt, Kancheli, Vasks, Desyatnikov e Raskatov. Il repertorio dell’orchestra, ampio e attentamente selezionato, si evidenzia anche nelle molte ed eccellenti incisioni: “After Mozart” del 2001 presenta registrazioni in chiave moderna delle opere del compositore austriaco ed ha vinto un ‘Grammy Award’ ed un ECHO nel 2002. Alcune delle più recenti registrazioni per l’etichetta Nonesuch comprendono “De profundis”, “Hymns and Prayers” e “The Art of Instrumentation: Homage to Glenn Gould” (pubblicato nel settembre 2012 per l’ottantesimo compleanno di Glenn Gould), un album che comprende undici brani ed arrangiamenti di compositori contemporanei che traggono ispirazione o ‘citano’ pezzi eseguiti o registrati con grande successo da Glenn Gould durante la sua carriera.

La registrazione intitolata “Mieczysław Weinberg” (2014, ECM – nomination ai Grammy Awards nel 2015) è stata registrata con Gidon Kremer a Neuhardenberg e Lockenhaus nel 2012 e 2013 ed è la prova di quanto avesse ragione Shostakovich nel considerare Weinberg uno dei grandi compositori del suo periodo.

Nel 2015 è stato pubblicato il CD “New Seasons”, che comprende il Concerto per violino n. 2 “The American Four Seasons” di Glass e altre opere di Pärt, Kancheli ed Umebayashi. In breve tempo il CD ha ricevuto molti consensi di pubblico e critica.

La Kremerata Baltica è ospite regolare di numerose istituzioni musicali, tra cui la Schloss Neuhardenberg (Berlino), Schloss Elmau (in Bavaria), la Fondazione Esterhazy di Eisenstadt, il Festival di Musica da Camera di Lockenhaus e molti altri. La Kremerata Baltica tiene inoltre un suo proprio festival a Sigulda, in Lettonia, dal 2003.

Alcune delle più memorabili esibizioni dell’ensemble negli ultimi anni includono la partecipazione al concerto per i diritti umani “To Russia With Love” tenuto nell’ottobre 2013 alla Philharmonie di Berlino, insieme ai rinomati solisti Martha Argerich, Daniel Barenboim, Elsbeth Moser, Nicolas Altstaedt, Khatia Buniatishvili, Emanuel Pahud, Sergey Nakaryakov. La Kremerata Baltica è anche parte di un progetto chiamato “All About Gidon” – uno spettacolo in forma semi-scenica con musiche che spaziano da Haydn a Piazzolla, dove Gidon Kremer riflette sulla sua carriera in modo musicale e retorico. Un’altra emozionante esperienza negli ultimi due anni sono state le esibizioni insieme a Gidon Kremer ed al mimo Slava Polunin con i suoi clown, un in progetto chiamato SNOW SYMPHONY. Il progetto più recente, promosso nel 2015, si intitola “Masks and Faces” ed è stato creato in collaborazione con Gidon Kremer e l’acclamato pittore e filosofo russo Maxim Kantor.

Mario Brunello
Nel 1986 vince il Primo Premio al Concorso Čaikovskij di Mosca che lo proietta sulla scena internazionale. Viene invitato dalle più prestigiose orchestre, tra le quali London Philharmonic, Munich Philharmonic, Philadelphia Orchestra, Mahler Chamber Orchestra, Orchestre Philharmonique de Radio-France, DSO Berlin, London Symphony, NHK Symphony di Tokyo, Kioi Sinfonietta, Filarmonica della Scala, Accademia Nazionale di Santa Cecilia; lavora con direttori quali Antonio Pappano, Valery Gergiev, Yuri Temirkanov, Manfred Honeck, Riccardo Chailly, Vladimir Jurowski, Ton Koopman, Riccardo Muti, Daniele Gatti, Myung-Whun Chung e Seiji Ozawa.

La stagione 2018 è ricca di prestigiosi appuntamenti tra cui il ritorno a Tokyo come solista con la NHK Symphony Orchestra e successivamente nel doppio ruolo di direttore e solista con la Kioi Hall Chamber Orchestra, sarà di nuovo ospite dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai a Torino e rinnoverà la collaborazione con la Kremerata Baltica per diversi progetti, che proseguiranno nelle prossime stagioni, nel doppio ruolo di solista e direttore. In questa stagione sarà altresì completata l’integrale dell’opere di J. S. Bach per violino e violoncello solo, ciclo articolato in quattro serate in cui eseguirà le Suites per violoncello alternate alle Sonate e Partite per violino eseguite sul violoncello piccolo, ciclo che sarà registrato per un rilascio successivo.

È stato protagonista con Marco Paolini di una nuova produzione di teatro musicale, #Antropocene, con le musiche di Mauro Montalbetti e la partecipazione del rapper Frankie hi-nrg mc rappresentata al Teatro Massimo di Palermo, al Roma Europa Festival, al Teatro Regio di Torino e al Teatro San Carlo di Napoli.

Negli ultimi anni Brunello si presenta sempre più di frequente nella doppia veste di direttore e solista. Inizierà nel dicembre di quest’anno la collaborazione come Direttore Ospite della Philharmonie Zuidnederland che si estenderà per i prossimi tre anni, durante i quali l’obiettivo è dare attezione ai lavori della Prima Scuola Viennese e al repertorio per violoncello e orchestra noto e meno noto.

Nell’ambito della musica da camera collabora con celebri artisti, tra cui Gidon Kremer, Yuri Bashmet, Martha Argerich, Andrea Lucchesini, Frank Peter Zimmermann, Isabelle Faust, Maurizio Pollini e l’Hugo Wolf Quartet.

Nella sua vita artistica riserva ampio spazio a progetti che coinvolgono forme d’arte e saperi diversi (teatro, letteratura, filosofia, scienza), integrandoli con il repertorio tradizionale. Interagisce con artisti di altra estrazione culturale, quali Uri Caine, Paolo Fresu, Marco Paolini, Stefano Benni, Moni Ovadia e Vinicio Capossela. Attraverso nuovi canali di comunicazione cerca di avvicinare il pubblico a un’idea diversa e multiforme del far musica, creando spettacoli interattivi che nascono in gran parte nello spazio Antiruggine, un’ex-officina ristrutturata, luogo ideale per la sperimentazione.

I diversi generi artistici si riflettono nell’ampia discografia che include opere di Bach, Beethoven, Brahms, Schubert, Haydn, Vivaldi, Chopin, Janáček e Sollima. Deutsche Grammophon ha pubblicato il Triplo Concerto di Beethoven diretto da Claudio Abbado, e EGEA Records ha realizzato “Brunello Series”, raccolta di cinque dischi che include The Protecting Veil di Tavener con la Kremerata Baltica e le Suites di Bach (Premio della Critica 2010). Di recente pubblicazione il Concerto di Dvorak registrato live con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia diretta da Antonio Pappano (Warner) e il DVD del Concerto per violoncello n. 2 di Shostakovich registrato sempre live alla Salle Pleyel di Parigi con l’Orchestra del Teatro Mariinsky e Valery Gergiev.

Mario Brunello ha studiato con Adriano Vendramelli, perfezionandosi in seguito con Antonio Janigro. È direttore artistico dei festival Arte Sella e I Suoni delle Dolomiti. Ha pubblicato tre libri, l’ultimo dei quali con Gustavo Zagrebelsky, ed è Accademico di Santa Cecilia. Suona il prezioso violoncello Maggini dei primi del Seicento appartenuto a Franco Rossi.

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Pianisti ENRICO POMPILI e ZLATA CHOCHIEVA

Lunedì 17 Dicembre 2018 ore 20:45
Verdi, Conservatorio di Milano _Via Conservatorio, 12
 
ORCHESTRA SINFONICA SCHOENBERG
Direttore ALESSANDRO TRAVAGLINI 

 
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Pianista MIKHAIL LIDSKY

Lunedì 10 Dicembre 2018 ore 20:45
Verdi, Conservatorio di Milano _Via Conservatorio, 12

MIKHAIL LIDSKY

Nato nel 1968 a Mosca, ha iniziato a studiare pianoforte all’età di cinque anni. Nel 1975 è stato ammesso alla Gnessin Moscow Specialized Music School (classe di Marina Marshak-Young).

Dal 1978 fino alla laurea e successivamente dal 1987 al 1992 ha studiato con Vladimir Tropp alla Gnessin Russian Academy of Music.

A 13 anni ha suonato per la prima volta con orchestra e a 15 ha tenuto il suo primo recital. Durante gli studi, ha tenuto molti concerti in numerose città dell’URSS come solista e musicista da camera. All’ottava competizione All-Russia Piano Competition (Kislovodsk, 1989) ha ricevuto il 1° premio (comune), il premio della Russia Music Society e un premio speciale per l’esecuzione del Concerto n.2 per pianoforte di Prokofiev. Da allora, non ha più partecipato ad alcun concorso.

La carriera concertistica di Lidsky comprende numerose apparizioni in Russia, Belgio, Regno Unito, Germania, Italia, Paesi Bassi, Finlandia, Francia, Turchia, Taiwan e Giappone.

Il suo vasto e versatile repertorio comprende J.S. Bach, Scarlatti, Haydn, Mozart, Beethoven, Schubert, Schumann, Chopin, Liszt, Brahms, Ciaikovski, Rachmaninov. Scriabin, Medtner, Debussy, Ravel, Stravinsky, Hindemith, Myaskovsky, Prokofiev, Shostakovich, ecc.

Suona con The Russian State Symphony Orchestra, The Russian National Orchestra, The Moscow Philharmonic Orchestra, The Saint-Petersburg Philharmonic Orchestra, Lithuanian Chamber Orchestra, Netherlands Radio Philharmonic Orchestra, Rotterdam Philharmonic Orchestra, The Netherlands Radio Symphony Orchestra; collabora con direttori quali: Alexander Vedernikov, Feodor Glushchenko, Arnold Katz, Dmitri Liss, Vladimir Ponkin, Ravil Martynov, Vladimir Verbitsky, Yuri Simonov e per la musica da camera collabora stabilmente con i Virtuosi di Mosca, il Mozart Quartet e il violinista Domenico Nordio.

Dal 2007 Lidsky è rimasto l’unico pianista della sua generazione a realizzare ogni anno recital alla Moscow International Music House, con Integrali di Beethoven, Mozart, Schubert, Schumann, Chopin e Liszt, replicati poi in molte città della Russia.

Nel 2010 ha partecipato alla serata di chiusura del Antalya Piano Festival (Turchia) eseguendo il Concerto n.1 per pianoforte di Shostakovich con Virtuosi di Mosca diretto da Vladimir Spivakov, nel 2012 ha suonato al Russian Piano Music Festival (Mosca) eseguendo il Concerto n.1 per pianoforte di Medtner con la Filarmonica di Mosca e nel 2013 (San Pietroburgo) ha eseguito il Concerto n.5 per pianoforte di Prokofiev con la Filarmonica di San Pietroburgo diretto da Alexander Vedernikov.
 
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