Dante e la vita ai tempi suoi

Quando:
13 Luglio 2021@8:30 pm
2021-07-13T20:30:00+02:00
2021-07-13T20:45:00+02:00
Dove:
Sala Puccini - Conservatorio Verdi, Milano
Costo:
Intero 10€ - Ridotto 5€
Contatto:
Biglietteria
02 29409724

«I Film Muti»

Narratore LUCA SCARLINI
Pianista ALFONSO ALBERTI

Film: «Dante e la vita ai tempi suoi»
regista Domenico Gaudio, 1922

F. LISZT
Après une lecture du Dante: Fantasia quasi Sonata (1837–56)
P.I. CIAIKOVSKI
Francesca da Rimini (1876, elab. per pianoforte K. Klindworth)

Scarica il libretto di sala


«Dante nella vita e nei tempi suoi»

É uno dei film più lunghi della storia del cinema muto italiano. Girato interamente a Firenze, fu un’avventura produttiva nata per “volgarizzare per il mondo la vita, il pensiero e l’opera del Poeta divino” e celebrarne il sesto centenario della morte (1921). In vista di quella scadenza, nel 1920, il conte fiorentino Giovanni Montalbano, che come imprenditore aveva già prodotto alcune pellicole con una propria casa di produzione, associò la sua azienda con la “Cito cinema” e costituì la “Dante Film”.

Il soggetto e la sceneggiatura furono affidati al drammaturgo Valentino Soldani (considerato a quell’epoca un innovatore del teatro storico italiano), che aveva affiancato Montalbano nella sua avventura produttiva. A coadiuvare Soldani fu uno stuolo di consulenti, tra cui dantisti Isidoro Del Lungo, Guido Biagi (con il quale, in seguito, ebbe contrasti), Giuseppe Lando Passerini e Corrado Ricci, insieme allo studioso e docente Paolo Boselli e allo scrittore e drammaturgo Sem Benelli.

Nel gennaio 1921 fu acquistato un vasto terreno nella zona di Rifredi, in via delle Panche, su cui furono costruite 42 scenografie (tra esterni e interni), che prevedevano una veridica ricostruzione della Firenze medievale, con il Battistero e le abitazioni dei Cerchi, dei Donati, dei Portinari, oltre al Ponte Vecchio che, all’epoca, era priva delle sue caratteristiche botteghe. Vennero pure realizzati oltre 2000 costumi d’epoca.

Le riprese iniziarono nel luglio del 1921. Una delle prime visioni di  Dante nella vita e nei tempi suoi avvenne a Livorno verso la fine del 1922, ma solamente nel febbraio del 1923 il film uscì nelle sale di Roma (al Cinema Teatro Capranica dove il programma di sala recitava “Il più grande film italiano della rinascita”) e fu programmato a Torino nel 1925, quando era già stato utilizzato da tempo per proiezioni didattiche in collegi, oratori e licei.

Il film è stato restaurato nel 1995 dalla Cineteca di Bologna (Immagine Ritrovata), con il contributo della Provincia di Ravenna e del Progetto Lumière.


LUCA SCARLINI

Scrittore, drammaturgo per teatri e musica, performance artist, storyteller. Insegna tecniche narrative presso la Scuola Holden di Torino e ha collaborato con numerose istituzioni teatrali italiane e europee, tra cui il National Theatre di Londra, la compagnia Lod a Ghent, il Festival Opera XXI ad Anversa, La Batie e il Theatre Amstramgram a Ginevra.

Scrive per la musica e per la danza: dal 2004 al 2008 è consulente artistico del Festival MilanOltre al Teatro dell’Elfo di Milano. Nel 2006 è stato direttore artistico di TTv a Bologna, nel 2005 ha coordinato le attività della Capitale Mondiale del Libro a Torino presso lo spazio Atrium. Ha all’attivo una vasta attività come storyteller in solo e a fianco di musicisti, danzatori e attori, in teatri, musei e luoghi storici, con racconti per musei e esposizioni, lavorando tra l’altro con Martin Bauer, Monica Benvenuti, Davide Botto, Sylvano Bussotti, Nora Chipaumire, Luisa Cortesi, Massimiliano Damerini, Francesca Della Monica, Francesco Dillon, Ane Lan, Alberto Mesirca, NicoNote, Elisabetta Pozzi, Scipione Sangiovanni, Peppe Servillo, Anna Toccafondi, Emanuele Torquati, Luca Veggetti, comparendo in festival in Italia (compare da molti anni nel programma di Festivaletteratura, Mantova).

Voce di Radio Tre, ha condotto il programma Museo Nazionale, ha curato mostre sulla relazione tra arte, musica, teatro e moda. Tra i suoi libri recenti sono da segnalare Lustrini per il regno dei cieli (Bollati Boringhieri), Sacre sfilate (Guanda), dedicato alla moda in Vaticano, Un paese in ginocchio (Guanda), La sindrome di Michael Jackson (Bompiani), Andy Warhol superstar (Johan and Levi), Siviero contro Hitler (Skira), Memorie di un’opera d’arte (Skira), Conosci Milano (Clichy), Ziggy Stardust (add), Bianco Tenebra (Sellerio), Teatri d’amore (Nottetempo), L’ultima regina di Firenze (Bompiani).

Collabora regolarmente con Serate Musicali – Milano.


ALFONSO ALBERTI

Suona (il pianoforte) e scrive (libri sulla musica). Sua grande passione è la musica d’oggi, nella convinzione che essa sia un’opportunità formidabile per capire il tempo che ci troviamo a vivere e noi stessi che viviamo in questo tempo.
I suoi programmi da recital amano tessere rapporti fra le diverse epoche, con l’intento di mostrare l’unità del percorso storico musicale. Ha suonato al Konzerthaus di Vienna, al LACMA di Los Angeles, nella Sala Verdi del Conservatorio di Milano, alla Cappella Paolina del Quirinale, al Teatro Bibiena di Mantova, alla Tonhalle di Düsseldorf; fra i direttori con cui ha collaborato vi sono Tito Ceccherini, Gustav Kuhn, Yoichi Sugiyama, Arturo Tamayo, Pierre-André Valade.

Ha pubblicato più di venti dischi solistici e cameristici, ultimo fra questi il cd per pianoforte e orchestra Giorgio Gaslini – Murales Promenade, edito da Stradivarius (Orchestra Haydn di Bolzano e Trento, direttore Yoichi Sugiyama). Per la stessa etichetta, il cd col Concerto per pianoforte e orchestra di Goffredo Petrassi (Orchestra della RAI, direttore Arturo Tamayo) ha vinto il Premio della critica come miglior disco 2012 in Italia.

Un’intesa musicale e umana particolarmente significativa lo ha legato a Giorgio Gaslini, che gli ha dedicato i suoi ultimi brani per pianoforte e il Concerto per pianoforte e orchestra.
Fra i suoi libri: La rosa è senza perché. Niccolò Castiglioni, 1966-1996 (LIM), Vladimir Horowitz (L’Epos) e Le sonate di Claude Debussy (LIM).
Alberti ama il genere del concerto dialogato, in cui presentare al pubblico i caratteri mutevolissimi del repertorio pianistico e offrire chiavi di lettura sempre nuove. Il suo ideale è un ascolto consapevole che si addentri sempre più a fondo nei significati della musica e nei suoi labirinti.

Nel 2010 il canale televisivo Sky Classica gli ha dedicato un documentario per la serie Notevoli.
Dal 2017 è uno dei conduttori delle Lezioni di musica di Radio3.
Di questo stesso anno è la sua prima raccolta di poesie, Due, volume a quattro mani con Gianni Bombaci per l’editore Il Raccolto.
Del 2019 è una plaquette con cinque sue poesie e tempere originali di Adalberto Borioli.

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