L. GORNA – G. PIERANUNZI – F. FIORE

Quando:
29 Giugno 2021@8:00 pm
2021-06-29T20:00:00+02:00
2021-06-29T20:15:00+02:00
Dove:
Sala Verdi del Conservatorio di Milano
via Conservatorio 12
Costo:
Intero € 25,00 - Ridotto € 20,00
Contatto:
Biglietteria
02 29409724

Violinista LAURA GORNA
Violinista GABRIELE PIERANUNZI
Violista FRANCESCO FIORE

RAGIONE E SENTIMENTO
SOGNI ALLA CONQUISTA DI UN NUOVO MONDO

Programma

ANTONÍN DVOŘÁK (1841 – 1904)
Suite Miniature per due violini e viola op.75 (4 Pezzi Romantici)
1. Cavatina – Cavatina
2. Capriccio – Allegro maestoso
3. Romanza – Allegro appassionato
4. Elegia – Larghetto

WOLFGANG AMADEUS MOZART (1756 – 1791)
Duo per violino e viola in sol maggiore KV 423
1. Allegro (mi minore)
2. Adagio (do maggiore)
3. Rondò. Allegro (mi minore)

SERGEJ PROKOFIEV (1891 – 1953)
Sonata per due violini in do maggiore op.56
1. Andante cantabile
2. Allegro
3. Comodo (quasi Allegretto)
4. Allegro con brio

ANTONÍN DVOŘÁK
Terzetto per due violini e viola in do maggiore op.74
1. Introduzione. Allegro ma non troppo
2. Larghetto
3. Scherzo. Vivace (la minore) – Trio. Poco meno mosso
4. Tema con variazioni. Poco Adagio – Molto

scarica il libretto di sala


IL TRIO

Il sodalizio artistico fra Gabriele Pieranunzi, Laura Gorna e Francesco Fiore, eredi della grande scuola d’archi italiana di Salvatore Accardo e Bruno Giuranna, nasce dalla volontà di riscoprire un repertorio di grandi capolavori della musica da camera dall’organico insolito.
Il programma “Ragione e sentimento – Sogni alla conquista di un nuovo mondo” accompagna il pubblico in un caleidoscopio musicale passando da momenti intimi a sonorità abbaglianti, attraversando tre secoli di storia della musica, da Mozart a Prokofiev.

LAURA GORNA

Nata in una famiglia di musicisti, si è diplomata con il massimo dei voti presso il Conservatorio di Milano sotto la guida di Gigino Maestri, perfezionandosi in seguito con Salvatore Accardo. Vincitrice del XXII Concorso “Città di Vittorio Veneto”, debutta giovanissima alla Sala Verdi di Milano, suonando il Concerto per violino di Khachaturian con l’Orchestra della Rai. Si esibisce in seguito nei principali teatri italiani e internazionali ed è solista ospite presso numerose orchestre sotto la direzione dei più rappresentativi direttori d’orchestra. Dal 1992 fa parte del Quartetto Accardo e nel 2005 ha fondato con la violoncellista Cecilia Radic e la pianista Laura Manzini “EsTrio”, con cui esegue e ha registrato l’opera completa da camera di Brahms e Schumann e un cd con i Trii di Mendelssohn. Ha al suo attivo sia numerose incisioni discografiche che registrazioni radiotelevisive (Arté e RAI). Primo violino dell’Orchestra da Camera Italiana, è titolare della cattedra di violino all’Istituto Superiore di Studi Musicali “C. Monteverdi” di Cremona e molti dei suoi allievi sono stati premiati in importanti concorsi internazionali. Suona lo splendido violino “Giorgio III” di Giovanni Paolo Maggini (Brescia 1620).
(www.lauragorna.it)

GABRIELE PIERANUNZI

Allievo di Salvatore Accardo e successivamente di Stefan Gheorgiu, si è presto imposto all’attenzione del pubblico e della critica, venendo premiato in alcune tra le principali competizioni internazionali: Premio Paganini (Genova, 1988 e 1990), Tibor Varga (Sion), Ludwig Spohr (Friburgo). Invitato più volte dal Comune di Genova a suonare il famoso Guarneri del Gesù “Il Cannone” appartenuto a N.Paganini, è ospite regolare delle più importanti istituzioni concertistiche italiane e internazionali. Di recente pubblicazione il Concerto op.12 di Kurt Weill sotto la direzione di Jeffrey Tate e i fiati del Teatro San Carlo di Napoli, i Quartetti di Mendelssohn per pianoforte e archi e il Concerto op.21 di Chausson per violino, pianoforte e quartetto d’archi (con la pianista Jin Ju e i Philharmonia Chamber Players). Suona uno strumento Ferdinando Gagliano (1764) appartenuto a Gioconda De Vito e gentilmente messogli a disposizione da Fondazione Pro Canale Onlus. (www.gabrielepieranunzi.com)

FRANCESCO FIORE

Nato a Roma, ha compiuto i suoi studi presso il Conservatorio Santa Cecilia di Roma, sotto la guida di Lina Lama e Massimo Paris. Si è successivamente perfezionato con Bruno Giuranna presso la Fondazione W. Stauffer di Cremona. Vincitore di numerosi premi, ha intrapreso un’intensa attività concertistica quale ospite regolare di importanti Associazioni e Festival italiani ed esteri. La sua attività solistica e cameristica lo ha portato a collaborare con Salvatore Accardo, Boris Belkin, Uto Ughi, Pierre Amoyal, Renata Scotto, Bruno Canino, Alfons Kontarskj, Alexander Mazdar, Michele Campanella, Andrea Lucchesini, Rocco Filippini, Alain Meunier, Bruno Giuranna, Franco Petracchi, Gabriele Pieranunzi, Rainer Kussmaul, Pavel Vernikov, David Lively. È membro del Quartetto Accardo. Ha inciso numerosi CD. Dal 1991 è prima viola dell’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma: il medesimo ruolo ha ricoperto anche presso l’Orchestra Filarmonica del Teatro alla Scala di Milano, presso l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, presso l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI di Torino e, invitato da Salvatore Accardo, nell’Orchestra da Camera Italiana. Nel quadro dei Corsi Superiori Biennali è stato docente presso vari Conservatori (Santa Cecilia di Roma, Latina, Fermo ecc.). Suona una viola Joseph Hill, Londra 1774 e una viola d’amore Raffaele Fiorini, Bologna 1894.


RAGIONE E SENTIMENTO
SOGNI ALLA CONQUISTA DI UN NUOVO MONDO

Portare la grande tradizione della musica occidentale nel mondo fantastico e favoleggiato dell’America del Nord di fine Ottocento è la grande avventura in cui si lancia Antonín Dvořák, che riesce meravigliosamente nell’impresa di coniugare e amalgamare la musica tradizionale boema con il canto nostalgico e appassionato degli afroamericani e dei nativi americani.

Anche Prokofiev coltiva il sogno di evasione dal “vecchio mondo” rimanendo per vent’anni lontano dalla Russia e soggiornando a lungo negli Stati Uniti.
Riscoprirà poi la forza delle sue radici e rientrerà in Patria per mai più ripartirne, trovando nell’anima russa una nuova forza per la sua inesauribile creatività.

Sopra queste due figure di musicisti errabondi e sognatori si erge la statura gigantesca di Mozart, padre spirituale.
Anche Mozart, verso la fine della sua breve ma intensa esistenza, attraverso l’adesione agli ideali illuministici della Massoneria coltivò il sogno di un mondo migliore, sublimandolo con la simbologia fiabesca nella sua ultima Opera “Il Flauto Magico”.
Mai come in questo momento ci è sembrato di grande attualità inseguire il sogno e la speranza di un mondo nuovo e migliore, anche attraverso la musica.

Laura Gorna, Gabriele Pieranunzi, Francesco Fiore

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