ORCHESTRA CUPIDITAS – VENERI – KEMPF

Quando:
18 Ottobre 2021@8:45 pm
2021-10-18T20:45:00+02:00
2021-10-18T21:00:00+02:00
Dove:
Sala Verdi del Conservatorio di Milano
via Conservatorio 12
Costo:
Intero € 25,00 - Ridotto € 20,00
Contatto:
Biglietteria
02 29409724

ORCHESTRA CUPIDITAS

Direttore PIETRO VENERI

Pianista FREDDY KEMPF

Programma

EDVARD GRIEG (1843 – 1907)
Concerto in la minore per pianoforte e orchestra op.16
Allegro molto moderato
Adagio
Allegro moderato molto e marcato
Andante quasi Presto

LUDWIG VAN BEETHOVEN (1770 – 1827)
Sinfonia n°7 in la maggiore op.92
Poco sostenuto – Vivace
Allegretto (la minore)
Presto (fa maggiore)
Allegro con brio

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ORCHESTRA CUPIDITAS

Cupiditas, “desiderio ardente” di suonare insieme, di stare insieme, di condividere forti emozioni: è questo che arriva a unire gli oltre settanta ragazzi di quest’orchestra, composta da giovanissimi musicisti, dai 14 ai 28 anni, formatisi non solo in Italia e cresciuti per lo più nelle compagini fiorentine della Scuola di Musica di Fiesole e del Conservatorio Cherubini di Firenze, un binomio che da sempre offre altissimi livelli di formazione. Dopo il debutto avvenuto a Firenze nel 2016, l’Orchestra si è esibita sovente nel capoluogo toscano in Piazza della Signoria nell’estate 2016 e all’ Auditorium di Santo Stefano al Ponte Vecchio. L’Orchestra Cupiditas ha preso parte al Festival dell’Istituto Universitario Europeo 2017 nonché ai festival internazionali della Garfagnana 2018, 2019 e delle orchestre giovanili di Firenze (FOG) 2016. Dal 2018 collabora assiduamente con la Fondazione Maggio Musicale Fiorentino per la realizzazione di spettacoli e recite, in circa 300 repliche, svolte nello stesso Teatro del Maggio e nel circuito della città metropolitana. A novembre 2019 ha iniziato la collaborazione con ATER (Associazione Teatrale Emilia Romagna) per la realizzazione di concerti nelle stagioni dei teatri del circuito dell’Associazione stessa. Il direttore musicale è Pietro Mazzetti.
L’Orchestra è ospite per la seconda volta di Serate Musicali (16/12/19).

  • Violini I: Lorenzo Fuoco**, Silvia Abatangelo, Amedeo Ara, Francesco Corrado, Giacomo Ferracci, Anastasia Filippini, Gabriele Haxiraj, Sara Manaresi, Alice Parente*, Michele Pierattelli
  • Violini II: Daniele Dalpiaz*, Pierattilio Bazzana, Chiara Bizzarri, Chiara Bosco, Julian Davidson, Laura De Pompeis*, Giulio Noferi, Michelangelo Nuti, Alice Zanolla
  • Viole: Francesco Zecchi*, Laura Bemporad, Mario Davide Leonardi, Tommaso Morano, Margherita Pucci, Gennaro Scacchioli, Emma Spangaro*
  • Violoncelli: Duccio Dalpiaz*, Niccolò Bini, Mariachiara Gaddi, Erika Italiani, Anton Marashi*, Giacomo Mazzetti
  • Contrabbassi: Luca Riccomini*, Giulio Barsotti, Riccardo Marzullo
  • Flauti: Lorenzo Sanna, Samuele Di Nardo
  • Oboi: Gianluca Tassinari, Benedetta Virdis
  • Clarinetti: Alessandro Casini, Niccolò Venturi
  • Fagotti: Federico Alma, Alessandro Nesi
  • Corni: Federico Fantozzi, Giuseppe Zago, Daniel Rotari, Tommaso Bemporad
  • Trombe: Tobia Guerri, Aurelio Corda
  • Tromboni: Erik Pignotti, Gabriele Rossetti, Edoardo Felicetti
  • Timpani: Riccardo Soldi

 

PIETRO VENERI

Ha studiato pianoforte e composizione con Camillo Togni al Conservatorio “A.Boito” di Parma, diplomandosi inoltre in direzione d’orchestra con Daniele Gatti. Ha diretto, in Italia e all’estero, le Orchestre: Tokyo City Philharmonic, Maggio Musicale Fiorentino, Osaka Century, Haydn di Bolzano, Yamagata Symphony, Sinfonia Varsovia, Filarmonia Veneta, I Virtuosi Italiani, Sinfonica di Sanremo, etc… Ha diretto e registrato per Tv, Radio nazionali e Canali satellitari in Italia, Giappone, Portogallo e Polonia, nonché prime esecuzioni assolute di: Mannucci (Sinfonica di Sanremo), Rendine (Comunale di Bologna) e Furgeri (Comunale di Bologna). Ha diretto il Concorso Internazionale pianistico “Liszt-Zanfi” ed è stato assistente di Rafael Fruhbeck de Burgos. É stato Maestro del coro a Parma, Bologna, Macerata e, come pianista e organista, ha suonato nelle principali stagioni concertistiche italiane e al Festival de l’Île-de-France. Un’esperienza di oltre trent’anni con i Teatri lirici italiani, lo ha portato a collaborare con direttori quali Mehta, Thielemann, Muti, Chailly, Gatti, Conlon, Marriner, Prêtre; registi: Ronconi, Vick, Wilson, Zeffirelli, Pizzi, Fo, Cavani e Miller e artisti: Freni, Kabaivanska, Devia, Gheorghiu, Gruberova, Dimitrova, Bartoli, Meier, Baltsa, Cossotto, Obraztsova, Carreras, Cura, Domingo, Florez, Protti, Nucci, Cappuccilli, Bruson, Siepi, Ghiaurov, Raimondi. É titolare della cattedra di Direzione d’orchestra presso il Conservatorio di Musica “A.Boito” di Parma. I suoi studenti sono risultati vincitori o finalisti di concorsi internazionali di Direzione d’orchestra a Londra, Milano, Gerusalemme, Madrid, Spoleto, Kharkov, Plovdiv. É ospite per la seconda volta di Serate Musicali (16/12/2019).

FREDDY KEMPF

Nato a Londra nel 1977, ha debuttato con la Royal Philharmonic Orchestra a otto anni e nel 1992 ha vinto il Concorso BBC Young Musician. Nel 1998, la sua mancata vittoria al Concorso Ciaikowski ha provocato grandi proteste del pubblico russo e la stampa lo ha proclamato “l’eroe del concorso”. Ha suonato con molti grandi direttori quali Järvi, Dutoit, Sawallisch, Sanderling, Chailly, Ashkenazy, Petrenko, Oramo, Davis, Temirkanov e Dausgaard, con grandi orchestre internazionali come la Royal Philharmonic e la London Philharmonia Orchestra, La Filarmonica della Scala, la Philadelphia Orchestra, la NHK Symphony, la Filarmonica di San Pietroburgo e molte altre. Recentemente ha debuttato ai BBC Proms, compiuto un lungo tour in Asia, ha suonato con la CBSO, la Taiwan National Symphony, RTV Slovenia Orchestra e la Bergen Philharmonic, ha suonato e diretto in Nuova Zelanda e con la Filarmonica di Mosca nel Regno Unito. Ha ripetutamente suonato in Giappone ed è riuscito a rimanere molto attivo in Sud Corea, Inghilterra e Russia nonostante la pandemia. Il prossimo futuro lo vedrà al Malta Music Festival con la Royal Philharmonic Orchestra, con la Westdeutsche Sinfonia, al Buxton e al King’s Lynn Festival e di nuovo con la Filarmonica Armena. In recital si è esibito nelle più importanti sale internazionali a Mosca, Berlino, Milano, Amsterdam, Londra, Sydney, Tokyo, ecc. Incide in esclusiva per BIS Records (Prokofiev, Ciaikovski, Schumann, Gershwin, Rachmaninov, Bach/Busoni, Ravel e Strawinsky).
Scoperto per l’Italia da Serate Musicali, ne è ospite in ogni stagione dal 1998.


EDVARD GRIEG

Concerto in la minore per pianoforte e orchestra op.16
Il Concerto per pianoforte e orchestra fu composto nel 1868, durante una vacanza nel villaggio danese di Sölleröd, a nord di Copenhagen. In questa città il Concerto venne eseguito per la prima volta il 3 aprile 1869 dal pianista Edmund Neupert, a cui la partitura è dedicata. Il Concerto si distingue per freschezza delle idee musicali e per eleganza d’orchestrazione, articolata secondo il personalissimo stile di Grieg. Ascoltandolo, non si può fare a meno di pensare al grande pianismo di Chopin, Schumann e Liszt, ma ciò non toglie nulla alla personalità creatrice di Grieg che sa benissimo come esprimere il proprio mondo interiore. Una dolce serenità melodica caratterizza il primo movimento, ma è soprattutto il tema dell’Adagio, affidato all’orchestra e ripreso con sognante delicatezza chopiniana dal pianoforte, a coinvolgere emotivamente l’ascoltatore con quelle tenerezze timbriche tipiche del lirismo nordico. Il terzo tempo ha una dinamica particolarmente varia ed è concepito con spigliata brillantezza sonora e su ritmi di danza norvegese, di tipo binario e ternario. Liszt, ammiratore di questo Concerto, aveva proposto alcune modifiche nella parte orchestrale, ma successivamente è prevalsa l’edizione originale scritta da Grieg, più equilibrata nel rapporto tra solista e orchestra.

LUDWIG VAN BEETHOVEN

Sinfonia n.7 in la maggiore op.92
La Settima Sinfonia nasce tra l’autunno 1811 e il giugno 1812, contemporaneamente all’Ottava e alle musiche di scena per Le rovine di Atene. La prima esecuzione pubblica, sotto la direzione di Beethoven, fu organizzata l’8 dicembre 1813 nella Sala dell’Università di Vienna in una serata a beneficio dei soldati austriaci e bavaresi feriti nella battaglia di Hanau: l’accoglienza fu entusiastica (come pure per la Vittoria di Wellington dello stesso Beethoven), in particolare in virtù del secondo movimento, l’Allegretto, di cui venne subito chiesta la ripetizione. Già i contemporanei, anche i più spregiudicati come Carl Maria von Weber, avvertirono nell’opera una componente estrosa, una originalità spinta ai limiti del lecito. Su questa linea si pone anche la celebre definizione di Wagner di «apoteosi della danza» e di «musica delle sfere a misura d’uomo». In effetti mai il ritmo strutturale, come elemento basilare dell’invenzione, aveva conosciuto una così straripante efficacia; come sempre, però, nella produzione centrale di Beethoven l’energia scatenante è in equilibrio con il dominio formale, spinto qui a miracoli di controllo e maestria combinatoria. Considerando la natura particolare delle Sinfonie Ottava e Nona, si può dire che con la Settima Beethoven chiude un capitolo nella storia della Sinfonia, esaurendo tutto il potenziale linguistico e comunicativo evidenziato dalle ultime Sinfonie di Haydn e Mozart circa venti anni prima. Alcuni spunti hanno una definizione così originale da non consentire altri sfruttamenti: così il collegamento fra il Poco sostenuto introduttivo e il Vivace (attraverso la ripetizione quasi iperbolica di una sola nota), la costanza del ritmo puntato nel Vivace, l’essenzialità del profilo ritmico dell’Allegretto (una nota lunga e due brevi), l’entusiasmo dello Scherzo (compreso il marziale Trio ripetuto due volte come nella Quarta Sinfonia) e del Finale (Allegro con brio), testimoni di quella «onnipotenza bacchica» messa in luce da Wagner e rimasta tale anche per il gusto moderno.

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