Pianista ZLATA CHOCHIEVA

Pianista ZLATA CHOCHIEVA

Quando:
8 Novembre 2021@8:45 pm
2021-11-08T20:45:00+01:00
2021-11-08T21:00:00+01:00
Dove:
Sala Verdi del Conservatorio di Milano
via Conservatorio 12
Costo:
Intero € 20,00 – Ridotto € 15,00
Contatto:
Biglietteria
02 29409724

Programma

«(RE)CREATIONS»

GIOVANNI BATTISTA GRAZIOLI (1746-1820) / IGNAZ FRIEDMAN (1882-1948)
Da “Sonata per clavicembalo in sol maggiore op.2 n.5”: II. Adagio

JOHANN SEBASTIAN BACH (1685-1750) / IGNAZ FRIEDMAN
Da “Concerto Brandeburghese n.3 in sol maggiore BWV 1048”: I. Vivo

GUSTAV MAHLER (1860-1911) / IGNAZ FRIEDMAN
Da “Sinfonia n.3 in re minore”: II. Tempo di Menuetto

MAURICE RAVEL (1875-1937)
Miroirs op.43
“Noctuelles”
“Oiseaux tristes”
“Une barque sur l’océan”
“Alborada del gracioso”
“La vallée des cloches”

FRANZ SCHUBERT (1797-1828) / FRANZ LISZT (1811-1886)
Da “Die schöne Müllerin”: “Wohin?” S.565 bis, n.5 (seconda versione)
Da “Geistliche Lieder”: “Litaney” S.562 n.1
“Auf dem Wasser zu singen” S.558 n.2

FELIX MENDELSSOHN (1809-1847) / FRANZ LISZT
Dai “Lieder di Mendelssohn” S.547: “Auf Flügeln des Gesanges”

FELIX MENDELSSOHN / SERGEJ VASIL’EVIČ RACHMANINOV (1873-1943)
Da “Sogno di una note di mezza estate” op.61: Scherzo

EDUARD GÄRTNER (1862-1918)/ IGNAZ FRIEDMAN
Da “Sei Danze Viennesi”: I. Tempo di Valse lente

Scarica il libretto di sala

 

ZLATA CHOCHIEVA

Nata a Mosca, è ora residente a Berlino. Ha studiato con Mikhail Pletnev alla Central Special Music School e Pavel Nersessian al Conservatorio di Stato di Mosca; successivamente ha completato due anni di studi post-laurea con Jacques Rouvier al Mozarteum di Salisburgo, dove è stata sua assistente per diversi anni.
Ha conquistato numerosi premi: Concorso Internazionale Szymanovsky, Concorso Pianistico Tivoli, il Premio Mozart al Concorso ARD, Concorso Frechilla-Zuloaga (I° Premio), Concorso Pianistico Alberto Fano (I° Premio); Medaglia d’Argento al Primo Concorso Pianistico Internazionale di Santa Catarina dove è stata anche dichiarata “migliore interprete di Chopin e favorita dal pubblico”. Nella stagione 2019/2020 ha partecipato sia a concerti online registrati a Berlino, sia a esibizioni dal vivo in Svezia, Norvegia, Ginevra e Russia; è anche entrata a far parte della giuria del 15° Concorso Geza Anda di Zurigo. Inoltre è stata artista ospite allo Zaubersee Festival Lucerna, ha debuttato con la BBC Scottish Symphony Orchestra, al Vienna Konzerthaus, alla Vancouver Chopin Society, ai Brussels Chopin Days e a Wigmore Hall. Su invito del regista Jan Schmidt-Garre, Zlata ha eseguito due concerti online nella serie “Home Music Berlin” e “Concerti in quarantena” allo Schinkel Pavillon di Berlino. Ha inoltre partecipato ai “Moments Musicaux” online del Berliner Klavierfestival, trasmessi in streaming digitale dal Konzerthaus di Berlino. Ha suonato nelle più importanti sale da concerto tra cui: Concertgebouw di Amsterdam, Konzerthaus di Berlino, Tivoli Concert Hall di Copenhagen, Conservatorio di Mosca, Philharmonie de Paris, Sala Grande della Filarmonica di San Pietroburgo, Casa da Música di Porto e Teatro La Fenice di Venezia. Si è esibita con la Copenhagen Philharmonic, la Munich Chamber Orchestra, la Russian National Orchestra e la Slovak Radio Symphony. È stata regolarmente invitata al Miami International Piano Festival, al Gilmore Keyboard Festival, al “Rarities of Piano Music” di Husum e al “Progetto Martha Argerich” di Lugano.
In questa stagione torna con l’Orchestra Sinfonica di Aquisgrana per l’esecuzione del Concerto per pianoforte n.2 di Chopin, dopo essere stata “Artist in Focus” nella stagione 19/20 e sarà in recital – oltre che a Milano – a Berlino, a Tilburg, a Linz e negli Stati Uniti.
L’ultimo suo disco ‘(re)creations’ (pubblicato nel febbraio 2021), una raccolta di trascrizioni per pianoforte di Rachmaninov, Liszt e Friedman (da cui deriva una parte del recital di questa sera), ha ricevuto numerosi premi tra cui un Opus Klassik Award e il premio Schallplattenkritik. Il suo disco ‘Chopin Complete Etudes’ per Piano Classics è stato selezionato come Editor’s Choice in Gramophone e incluso nell’elenco di Gramophone delle 10 migliori registrazioni di Chopin. Anche il suo CD del 2015 con l’Integrale degli Etudes-Tableaux di Rachmaninov è stato scelto per il German Record Critics’ Award.
Ha istituito il Festival internazionale nella tenuta di Rachmaninov a Ivanovka, di cui è direttore dal 2018.
È ospite per la quarta volta di Serate Musicali.


«(RE)CREATIONS»

IL CD ‘re(creations)’, da cui è tratta una parte del recital di stasera, è stato inciso da Zlata alla fine dello scorso anno, in pieno lockdown, che lei ha trascorso a Berlino.
Ecco alcune sue osservazioni in merito alla domanda se il lockdown abbia influenzato la scelta del repertorio e le sue considerazioni sulle trascrizioni:

«Sì, questo è un periodo incerto e solitario e tutti noi siamo diventati più fragili e sensibili. Io ho trovato una consolazione nei Lieder di Schubert trascritti da Liszt, che mi hanno spinto a creare un programma molto speciale. Secondo un certo stereotipo le trascrizioni sono brani brillanti e virtuosistici, ma io invece ho voluto mostrare il genere della trascrizione da molte angolature differenti e soprattutto come re-creazione di un’opera originale che già conosciamo, ma presentata in una nuova concezione che ci fa scoprire in essa qualcosa di diverso.
Quindi voglio che le trascrizioni risuonino come un’opera originale scritta per pianoforte perché questo strumento possiede un suono magico che sarebbe peccato non esprimere completamente. Non ho nessuna intenzione di imitare il suono del brano originale, ma piuttosto di farlo risuonare come un autentico brano per pianoforte. Si potrebbe fare un paragone con le poesie tradotte: Shakespeare o Pushkin risuonano in modo diverso se tradotti, ma il significato rimane lo stesso.
Nei Lieder spesso sembra che l’espressione sia più forte nella versione per pianoforte perché la linea vocale nella trascrizione rimane sempre, ma il significato del testo è sostituito dall’espressione musicale stessa. Io cerco sempre di riprodurre la voce umana perché, come diceva Horowitz, uno dei pianisti che io adoro maggiormente, il cantabile è una delle qualità che bisogna cercare di realizzare sulla tastiera e in effetti egli trasse molta ispirazione dai cantanti del suo tempo.
Nelle trascrizioni l’esecutore automaticamente si sente anche compositore perché ha maggiori possibilità di dare spazio all’immaginazione. Io ho registrato tutti gli Studi di Chopin e di Rachmaninov, ma non ho mai trovato tante difficoltà come nell’esecuzione dei Lieder di Schubert trascritti da Liszt o in alcune trascrizioni di Friedman o Rachmaninov, come per esempio lo Scherzo dal Sogno di una Notte di Mezza Estate di Mendelssohn, perché ci sono molte stratificazioni diverse ciascuna con il suo colore, il suo senso del ritmo, ma noi abbiamo solo due mani per rendere il suono ricco, ma allo stesso tempo leggero e naturale.
Schumann considerava le trascrizioni lisztiane come opere “nuove”, ma Liszt, nei suoi adattamenti dei Lieder di Schubert e di Mendelssohn, cerca sempre di preservare il mondo autentico di ogni singolo brano, come dimostra il suo lavoro estremamente delicato su Schubert, in quanto la potenza di quella musica si trova nella sua fragilità.
Friedman fu fortemente influenzato da Busoni, a cui dedicò la trascrizione del Minuetto della Terza Sinfonia di Mahler, espandendo il suono dell’originale in senso sinfonico, ma senza grandi modifiche, a differenza di Rachmaninov, che può essere considerato piuttosto un coautore, benché l’alchimia tra lui e il compositore sia sempre molto forte.
Questo programma presenta trascrizioni da differenti punti di vista e talvolta anche intimi luoghi dell’anima. Inoltre è legato a quella che è nota come “l’età dell’oro del pianoforte” quando il mondo della tastiera era molto differente dall’estetica odierna e di cui Ignaz Friedman è stato uno dei maggiori rappresentanti, oltre a essere una personalità che mi ha molto influenzato. Il Valzer di Eduard Gärtner era uno dei suoi tipici bis che, con uno speciale calore, riflette un modo particolare di raccontare storie, così che ogni ascoltatore ha l’impressione che il pianoforte “parli” a lui solo intimamente».
Zlata Chochieva

MAURICE RAVEL – Miroirs

Miroirs: un capolavoro quasi coevo alla Sonatina che lo precede e del Primo libro d’Images di Debussy. Data: 1904-1905, a Parigi. La “prima” ufficiale, 1908, alla Société Nationale de Musique (Salle Erard) col fido pianista Ricardo Vines. Nel suo Esquisse biographique Ravel annotava: «Miroirs forment un recueil qui marque dans mon evolution harmonique un changement assez considérable pour avoir décontenancé les musiciens les plus accoutumés à ma manière». Ogni numero della raccolta ha una sua dedica: Noctuelles al poeta L. P Fargue, Oiseaux tristes allo stesso R. Vines, Une barque sur l’océan a P. Sordes, Alborada al musicologo Calvocoressi, la Vallée des cloches a M. Delage, il primo allievo di Ravel. Come un Socrate naturalistico, Ravel è in grado di far parlare (o confessare) la natura; divisa tra apparenza e anima segreta.
– Oiseaux tristes: «Le premier morceau en date – et à mon sens le plus typique de tous-évoque des oiseaux perdus dans la torpeur de la forêt très sombre aux heures les plus chaudes de l’été» (“Il primo brano – e secondo me il più caratteristico di tutti – evoca uccelli persi nel torpore della foresta molto buia durante le ore più calde dell’estate”) (da Esquisse biographique).
– Une barque sur l’Océan, sorta di Barcarola, di accordi spezzati sui quali fluttuano quinte, quarte, seconde, ha contatti con la parte di mezzo de la Mer, di Debussy. Orchestrazione di Ravel, dallo stesso dichiarata «insufficiente».
– Noctuelles, evocazione («très léger») d’un vol de papillons (di un volo di farfalle), con l’Intermezzo meno evocatore e più poetico in 5/4 e 3/4 («sombre»).
– Il più celebre, l’Alborada del gracioso: «Aubade du bouffon», dal teatro spagnolo, che ha una sua vincente versione orchestrale del 1918 è anche il più esteso: (6 minuti) contro i 3 ½ di Oiseaux, il più breve. Capolavoro d’ispanismo, anche se distante da quello di «lberia» di Albeniz.
– Vallée des cloches chiude. «Très lent», 4/4, vi ha come una lunga frase continua, messaggera del Tempo lento del Concerto in sol. L’episodio centrale, «largement chanté», 5/4, è una delle maggiori ispirazioni liriche di Ravel, insieme all’Intermezzo dei Noctuelles.