Pianista PIOTR ANDERSZEWSKI

Quando:
11 Ottobre 2021@8:45 pm
2021-10-11T20:45:00+02:00
2021-10-11T21:00:00+02:00
Dove:
Sala Verdi del Conservatorio di Milano
via Conservatorio 12
Costo:
Intero € 25,00 - Ridotto € 20,00
Contatto:
Biglietteria
02 29409724

Programma

J. S. BACH

da “Il Clavicembalo ben temperato – Libro II”:

Preludio e Fuga n.1 in do maggiore BWV 870
Preludio e Fuga n.12 in fa minore BWV 881
Preludio e Fuga n.17 in la bemolle maggiore BWV 886
Preludio e Fuga n.8 re diesis minore BWV 877
Preludio e Fuga n.11 in fa maggiore BWV 880
Preludio e Fuga n.22 in si bemolle minore BWV 891
Preludio e Fuga n.7 in mi bemolle maggiore BWV 876
Preludio e Fuga n.16 in sol minore BWV 885
Preludio e Fuga n.9 in mi maggiore BWV 878
Preludio e Fuga n.18 in sol diesis minore BWV 887
Preludio e Fuga n.23 in si maggiore BWV 892
Preludio e Fuga n.24 in si minore BWV 893

Scarica il libretto di sala

PIOTR ANDERSZEWSKI

Ospite regolare di Wiener Konzerthaus, Wigmore Hall, Carnegie Hall, Théâtre des Champs-Élysées e Concertgebouw di Amsterdam, ha collaborato con Wiener Philharmoniker di Berlino, London Symphony Orchestra, Philharmonia di Londra e NHK Symphony Orchestra di Tokyo. È stato solista e direttore con Scottish Chamber Orchestra, Chamber Orchestra of Europe e con Camerata Salzburg. Nel corso della stagione 2020/21 ha presentato, in recital in Europa, una sua versione particolare dei Preludi e Fughe del Clavicembalo ben Temperato di J.S. Bach (libro II), incisa anche in CD e pubblicata nel gennaio 2021. Ha suonato inoltre con l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e Sir John Eliot Gardiner, con la Bamberg Symphony Orchestra e Jakub Hrusa, con i Wiener Symphoniker e David Zinman. È artista esclusivo Warner Classics/Erato dal 2000 con cui ha registrato le Variazioni Diabelli di Beethoven, le Partite n.1, 3 e 6 di Bach e un cd di lavori per pianoforte di Szymanowski. La sua registrazione dedicata alle opere di R.Schumann ha ricevuto il Recording of the Year del BBC Music Magazine e l’album delle Suites Inglesi nn.1, 3 e 5 di Bach, il Gramophone Award. Nel 2018 ha pubblicato un album dedicato a due tardivi Concerti di Mozart con la Chamber Orchestra of Europe. Per le sue interpretazioni ha ricevuto il premio Gilmore, il premio Szymanowski e il premio della Royal Philharmonic Society. È stato protagonista di numerosi documentari del regista Bruno Monsaingeon, «Piotr Anderszewski interpreta le Variazioni Diabelli (2001)», in cui esplora il particolare rapporto di Anderszewski con l’opera iconica di Beethoven. «Unquiet Traveller (2008)», un insolito ritratto d’artista che cattura le riflessioni di Anderszewski sulla musica, la performance e le sue radici polacco-ungheresi. Nel 2016 Anderszewski è passato dall’altro lato della macchina da presa per esplorare il suo rapporto con la nativa Varsavia, producendo il film «Je m’appelle Varsovie». È ospite regolare di “Serate Musicali” dal 1997.

Nota di passaggio
“Scoperto” per l’Italia da “Serate Musicali”, esse sono liete di aver contribuito alla sua leggenda. Ospite per la XVII volta di “SM” (‘97, 2005, 2006, 2007, 2008, 2009, 2010, 2017) per le quali ha suonato in vesti e ruoli diversi (Chopin, Szymanowski, Beethoven, Mozart, etc…). Chi é oggi P.A.? È egli disposto a ripetersi o rassomigliarsi sera per sera, come una Sarah Bernard? Ne dubitiamo. La sua inquietudine gli impedisce di essere un Pico della Mirandola o un cattedratico della tastiera, o una Sarah Bernard rediviva, ch’essa dorma nel suo marmo perenne. Noi, tentati dalla malinconia, riandiamo agli anni leggendari della Polonia di Leschetitzki-Paderewski-Friedman. Leschetitzki, ch’ebbe genio a volontà e più allievi geniali di Liszt; Paderewski, la “Prima lama di Polonia” e Presidente della Polonia; Friedman, il più grande e il più misconosciuto. I tre riuniti nell’eterno patto: «Per Chopin» e Friedman non ha dubbi; in eterno Chopin é l’Arbiter Elegantiarum. «Castità della musica» direbbe Parente il crociano. Ma noi? Noi non ci diamo pace. «Noch ist Polen nicht verloren» diceva mia nonna Smidovitc. Noch ist Polen nicht verloren, ripetiamo e intendiamo: non é ancor morta la Polonia di Leschetitzki-Paderewski-Friedman, se é viva la Polonia ideale di Piotr der Pole. Friedman, il dio della Mazurca, se tornasse in vita si troverebbe certo d’accordo con Anderszewski. (H.F.)


Piotr Anderszewski ha dedicato il suo ultimo progetto discografico a Il Clavicembalo ben temperato di J.S. Bach. Dal Libro II di Preludi e Fughe, ha selezionato 12 brani: «Ho deciso di mettere questi brani in sequenza secondo una mia visione personale, basata qualche volta sui rapporti di tonalità, altre volte per contrasto. L’idea di fondo di questo specifico ordine è di creare un senso drammaturgico che suggerisce un ciclo: come 12 personaggi in conversazione fra loro, rispecchiandosi fra loro».

I due libri di Preludi e Fughe che portano il titolo di Clavicembalo ben temperato risalgono a due diversi periodi della vita e dell’attività di Bach: il I libro fu completato nel 1722 durante il periodo di Köthen, come precisa l’autografo conservato nella Deutsche Staatsbibliothek di Berlino, mentre il II libro venne compilato tra il 1740 e il 1744 quando il sommo musicista risiedeva ormai stabilmente a Lipsia. Questo secondo autografo, per lungo tempo considerato perduto, fu acquistato nel 1896 dal British Museum di Londra, ove si trova. Della raccolta completa esistono varie copie, alcune delle quali videro la luce già negli anni immediatamente successivi alla realizzazione dell’opera.
Soltanto il I libro apparve con il titolo di Clavicembalo ben temperato, laddove il II libro recava il titolo di Ventiquattro nuovi Preludi e Fughe. L’impianto dei due libri risulta peraltro all’apparenza perfettamente analogo, cosicché sono stati normalmente considerati come le due parti di una medesima opera. Ciascun libro comprende ventiquattro Preludi e ventiquattro Fughe: un Preludio e una Fuga per ognuna delle diverse tonalità che si susseguono in ordine cromatico ascendente.
Il titolo di Clavicembalo ben temperato deriva dal proposito che Bach si prefiggeva di mostrare i vantaggi del “temperamento equabile”, cioè dell’accorgimento che sostituisce al sistema musicale pitagorico per quinte naturali, un sistema in cui l’ottava risulta divisa in dodici semitoni uguali. Tale criterio di temperamento, teorizzato nel 1691 dall’organista tedesco Andreas Werckmeister, aveva già conosciuto un’applicazione saltuaria da parte di alcuni musicisti, ma spettò a Bach il compito di sanzionarne la validità ai fini di una più estesa e ricca pratica armonica.
Nel Clavicembalo ben temperato sono ripresi e ampliati anche lavori scritti in epoca anteriore. I Preludi sono svolti in molteplici forme e costituiscono il momento, per così dire statico, della struttura compositiva: inoltre i Preludi mostrano maggiore varietà di atteggiamenti, si rifanno allo stile arcaico della Toccata oppure anticipano lo stile galante, risentono di certe composizioni organistiche oppure si rifanno alle danze dell’antica Suite. Le Fughe, per contro, rappresentano l’elemento dinamico della struttura compositiva e stanno a significare l’esito della strabiliante inventiva di Bach su uno stesso soggetto, passando dalle figure più semplici a quelle più complesse. In particolare, le Fughe non rispettano lo schema scolastico, secondo il quale il soggetto e la risposta (che è la riproduzione alla dominante del soggetto, identica nel caso della fuga reale, diversa in alcuni intervalli nel caso della fuga tonale) danno luogo, accompagnati da uno o più controsoggetti, a uno sviluppo in cui si susseguono la esposizione e l’eventuale controesposizione nella tonalità fondamentale, un primo divertimento, una riesposizione nella tonalità relativa alla fondamentale, un secondo divertimento, una seconda riesposizione nella tonalità, sottodominante, un terzo divertimento, una terza riesposizione nella tonalità relativa alla sottodominante, un quarto divertimento con pedale e corona sulla dominante, gli stretti e la chiusa nella tonalità fondamentale.

Le Fughe sono trattate invece da Bach con aspetti ogni volta nuovi e aderentissimi alla natura del materiale tematico utilizzato. Nel II libro vi sono quindici Fughe a tre voci e nove Fughe a quattro voci.
Rispetto alle caratteristiche essenziali del I libro, i Preludi e le Fughe del II libro, perfettamente analoghi nell’impianto, presentano in sede sostanziale, nei confronti della precedente raccolta, alcune differenze, la principale delle quali risiede nella maggiore ampiezza dei Preludi del II libro, evidenziata inoltre dal frequente impiego della forma bipartita (nn.2, 5, 8, 9, 10, 12, 15, 18, 20 e 21), per lo più con una seconda parte più ampia. Tale attenzione prestata alla struttura bipartita verosimilmente discende dalla consuetudine con le forme di danza. Anche nelle Fughe del II libro, oltre all’adozione dello stile arcaico (nn.7 e 9) e all’assenza di schemi a cinque voci, si verifica l’evidente influsso di ritmi di danza (nn.1, 4, 11, 13, 15, 17, 21 e 24). Meno marcato è infine il rapporto di unità metrica fra Preludio e Fuga, che nel I libro si verifica in nove casi mentre nel II soltanto in cinque (nn.2, 3, 8, 12, 20). Da queste e da altre osservazioni discende la considerazione che il II libro di Preludi e Fughe è stato realizzato in un contesto artistico e pratico ben diverso da quello esistente a Köthen, ove era preminente per l’autore la necessità dell’impegno etico di curare la graduale preparazione professionale dei primi figli di Bach.

I. Preludio e Fuga in do maggiore
Il Preludio, di 34 battute, fu rifatto dall’autore tre volte: la prima versione è riportata nel volume XXXVI edito dalla Bachgesellschaft. La forma ha nella prima parte un aspetto improvvisatorio, nella seconda parte un aspetto più definito. La melodia è quasi sempre una “melodia polifonica”, affidata alle due voci della mano destra. Una larga melodicità e una sonorità piena caratterizzano il pezzo.
La Fuga, di 83 battute, è una fuga tonale a tre voci. La forma è semplice: il controsoggetto, che non è stabile, continua nelle due prime battute il tema in progressione discendente; mancano controesposizione e stretti; compaiono quattro divertimenti e tre pedali.

XII. Preludio e Fuga in fa minore
Il Preludio è di 70 battute. La forma è divisa in due sezioni che sviluppano, variandolo, un germe iniziale. Il tono è intimo e dolente, caratterizzato in particolar modo dai passaggi che due voci “singhiozzano”, in terze e seste.
La Fuga, di 85 battute, è una fuga tonale a tre voci. Il tema non è accompagnato da controsoggetto; esso dà origine alle varie esposizioni e a quattro divertimenti fra loro simmetrici.
XVII. Preludio e Fuga in la bemolle maggiore
Il Preludio è di 77 battute. La forma comprende tre sezioni, di cui la seconda è divisa in tre periodi modulanti.Dal punto di vista armonico, va segnalata l’apparizione di un accordo di nona dominante maggiore, accordo tipico della musica romantica.
La Fuga, di 50 battute, è una fuga tonale a quattro voci: un primo abbozzo di essa è riportato nel volume XXXVI della Bachgesellschaft. Il tema è accompagnato quasi sempre da due controsoggetti, dei quali il primo ha un andamento cromatico. Quasi metà della Fuga è dedicata all’esposizione ed alla controesposizione, il resto allo sviluppo ed all’epilogo.

VIII. Preludio e Fuga in re diesis minore
Il Preludio è di 36 battute. La forma, affine a quella delle Invenzioni, presenta due sezioni ed è costruita su tre elementi tematici. Il carattere è serio e lievemente malinconico.
La Fuga, di 46 battute, è una fuga reale a quattro voci. La forma comprende l’esposizione, in cui è presentato il patetico tema accompagnato da un controsoggetto con elementi cromatici, una sezione centrale modulante e un solenne epilogo, nel quale il soggetto e l’inversione della risposta appaiono simultaneamente; i divertimenti sono due, lo stretto uno, posto al centro della Fuga. Nell’insieme, il pezzo è contrassegnato da una austera e intensa mestizia.

XI. Preludio e Fuga in fa maggiore
Il Preludio è di 77 battute. La forma comprende quattro periodi, dei quali il primo, il secondo e il quarto sono simmetrici, la scrittura presenta un nuovo esempio di “melodia polifonica”, con la distribuzione in cinque voci di due effettive linee melodiche. Il carattere è solenne, la sonorità è di sapore organistico.
La Fuga, di 99 battute, è una fuga tonale a tre voci. La forma, divisa in tre sezioni, riserva ampio spazio ai divertimenti, svolti con grande ricchezza di fantasia. Il pezzo ha un andamento di danza rustica e scherzosa.

XXII. Preludio e Fuga in si bemolle minore
Il Preludio è di 83 battute. Il pezzo è imperniato su due temi e ha una impostazione affine a quella di una invenzione e di un fugato.
La Fuga, di 101 battute, è una fuga reale a quattro voci, la più elaborata di tutto il Clavicembalo ben temperato. Un tema e due controsoggetti sono alla base di una costruzione in cui sono utilizzati i più vari procedimenti contrappuntistici. La forma comprende una prima sezione, con esposizione per moto retto e stretti; una seconda sezione, con inversioni del tema e stretti; una terza sezione, che è la sintesi delle precedenti, con combinazioni del tema in moto retto e invertito.

VII. Preludio e Fuga in mi bemolle maggiore
Il Preludio è di 71 battute. Il tema principale, che si estende per quattro battute, è ripreso soltanto nell’ultima parte; per il resto lo sviluppo, sebbene non manchino dei periodi simmetrici, ha un tono di improvvisazione su un breve tema dato.
La Fuga, di 70 battute, è una fuga tonale a quattro voci. La forma è divisa in tre sezioni: esposizione, sviluppo con controesposizione in stretto, divertimento e risposta alterata chiusa. Il carattere è di liturgica pomposità.

XVI. Preludio e Fuga in sol minore
Il Preludio è di 21 battute. Il movimento è indicato come Largo da Bach stesso e si svolge su un ritmo solenne e maestoso. La forma è divisa in due parti, di cui la prima consta di due periodi simmetrici e la seconda è trattata più liberamente. L’espressione è di un’austera e grandiosa bellezza, le sonorità hanno sapore organistico.
La Fuga, di 84 battute, è una fuga tonale a quattro voci. A un tema duro e severo si accompagna un controsoggetto obbligato di intonazione contrastante, fluido e patetico; quest’ultimo ha grande importanza nello svolgimento di parecchi divertimenti. La forma, caratterizzata da una barocca imponenza, comprende tre sezioni: una prima sezione, nella quale si ha l’esposizione seguita da un’ulteriore entrata del soggetto; una sezione modulante, che presenta numerose e varie combinazioni; una sezione di riepilogo.

IX. Preludio e Fuga in mi maggiore
Il Preludio è di 54 battute. Il pezzo, elaborato quasi interamente a tre voci e con l’uso di procedimenti a canone, ha la forma di Sonata. Il tema principale è arricchito da un secondo elemento tematico assai plastico che interviene nel corso dello sviluppo. Il carattere è dolcemente contemplativo.
La Fuga, di 43 battute, è una fuga reale a tre voci. Sia il soggetto, sia il controsoggetto hanno un sapore liturgico. La costruzione è divisa in tre sezioni: esposizione con controesposizione in stretto, sezione modulante, sezione di chiusa. Il tema appare in varie combinazioni contrappuntistiche ed anche in forma variata. Si hanno quattro divertimenti e sette stretti. La composizione è contrassegnata da una religiosità che si esprime solennemente in un linguaggio di tipo vocalistico.

XVIII. Preludio e Fuga in sol diesis minore
Il Preludio è di 50 battute. La costruzione, divisa in due sezioni, ciascuna con ritornello, è basata su due elementi tematici, introdotti rispettivamente nella prima e nella seconda battuta: un motivo di Allemande e un motivo che ha quasi l’aspetto di un duetto vocale. L’insieme risulta animato e lievemente malinconico.
La Fuga, di 143 battute, è una doppia Fuga reale a tre voci. La forma è divisa in tre sezioni: esposizione e sviluppo del primo soggetto; esposizione e sviluppo del secondo soggetto; combinazione dei due soggetti e chiusa. La Fuga si avvicina nel carattere al mondo dell’Arte della fuga e dell’Offerta musicale.

XXIII. Preludio e Fuga in si maggiore
Il Preludio è di 46 battute. La forma è tripartita e il tono improvvisatorio. Il pezzo ha l’aspetto di uno studio di agilità, spigliato, leggero e luminoso.
La Fuga, di 104 battute, è una fuga reale a quattro voci. Gli elementi tematici sono un soggetto e due controsoggetti. La forma comprende le tre sezioni di esposizione, di sviluppo e di epilogo. Il carattere è di una liturgica maestosità, resa più dolce e flessibile dalla ricchezza del gioco armonico.

XXIV. Preludio e Fuga in si minore
Il Preludio è di 66 battute. Il movimento è indicato come Allegro da Bach stesso.
Il pezzo è a due voci e in forma tripartita, nel genere delle Invenzioni.
La Fuga, di 100 battute, è una fuga tonale a tre voci. Anche qui, gli elementi tematici sono il soggetto e due controsoggetti, la forma è tripartita. L’andamento del pezzo è di danza tedesca dal ritmo ben quadrato e massiccio.

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