S. Alessandro

S. Alessandro

Chiesa di S. Alessandro in Zebedia

Piazza Sant’Alessandro, 20122 Milano

Ci sono almeno due modi per raggiungere la Chiesa di S. Alessandro. Il primo è da piazza del Duomo: si percorre via Torino, e arrivati all’incrocio con via Palla alla nostra sinistra, la imboccheremo e percorreremo fino ad uscire in piazza S. Alessandro. Oppure da piazza Missori, dal lato di Corso Italia, potremo notare una piccola via, dal nome insolito: via Zebedia che per un tratto è solo pedonale, vi condurrà anch’essa in piazza, costeggiando il lato sinistro della chiesa stessa. La piazza, che accoglie la chiesa e il suo sagrato, ne porta anche il nome.
La sensazione è stranissima, come di un luogo custodito e protetto e questo deriva dal fatto che le strade che si immettono su questa piazza sono piccolissime, e non la attraversano, bensì ne costeggiano il sagrato su un solo lato.

La facciata è un esempio di architettura barocca. Ha due campanili: quello a destra, è del 1643, e funge da torre campanaria, mentre quello a sinistra ha la funzione di orologio. La chiesa di S. Alessandro ha origine nel 1589 quando i Padri Barnabiti, ebbero la concessione per una chiesa parrocchiale dedicata a S. Alessandro. Fu Federigo Borromeo ad assistere alla posa della prima pietra nel marzo del 1602.
A parte la facciata, l’altare maggiore, la cupola e il coro, che sono posteriori, il resto venne terminato nel 1630.
Per accedere alla chiesa dovremo salire una scalinata ampia quanto la facciata, composta da 12 gradini in marmo, e varcare uno dei portoni in legno intarsiato: bellissimi. Entrando ci si troverà in una sorta di anticamera, un locale fatto interamente in legno.
Superando una delle due porte si entrerà nella chiesa che apparirà particolarmente buia per via delle poche finestre presenti, e quelle poche sono coperte da vetrate istoriate.

La pianta della chiesa S. Alessandro è quadrata, ma suddivisa da quattro complessi, colonne e contrafforti talmente grandi che ne delimitano lo spazio e lo suddividono in tre navate, se consideriamo la profondità della chiesa dall’ingresso all’altare, e in tre parti orizzontali, dove quello più vicino all’altare può essere identificato come il transetto. A voler semplificare il tutto potrei dirvi che viene a formarsi una sorta di scacchiera, con nove settori in totale. Quello centrale è dedicato alle panche per ospitare i fedeli, mentre gli altri spazi ospitano un armonium, un fonte battesimale e un’immagine sacra della Vergine ricchissima di ex voto.

Il Pulpito è completamente ricoperto di pietre grandissime, tra le quali spicca una corniola gigantesca, insieme a innumerevoli ovali di diaspro paesina, di agata, di diaspro rosso, e molti altri.

Altra particolarità di questa chiesa è il presbiterio, che si apre con l’altare per le funzioni, e alle spalle di questo c’è l’altare maggiore, che però è protetto e custodito da una balaustra di marmo rosso screziato con un perfetto basamento nero; per accedervi bisogna varcare un piccolo cancello in ferro battuto e bronzo con pietre dure e un grande diaspro ovale. L’altare è del 1741, il disegno del progetto è attribuito al Riccardi. E’ composto da due piani con un tabernacolo con dei pilastri con pietre preziose. Il paliotto, quella caratteristica cassa nella parte in basso sotto il tabernacolo, è ricca di lapislazzuli e ha un altorilievo in bronzo dorato con Santa Grata che ha in mano la testa di S. Alessandro e ai suoi piedi il corpo del Santo. Tutta la struttura dell’altare è coperta da marmo verde e arricchita da grandi lapislazzuli e diaspri rossi. Le pareti del presbiterio sono coperte da sei tele dei fratelli Abbiati, e da affreschi del Bianchi, il tutto eseguito nel 1687 che rappresentano scene di vita del Santo.
Pallavicino e Bonola dipinsero gli Evangelisti nell’arco sotto la cupola che sovrasta il centro della chiesa. Mentre a Camillo Procaccini si deve il “Crocefisso con la Madonna e S. Giovanni”. Ci sono tredici confessionali, due di marmi misti intarsiati, arricchiti di pietre dure, gli altri in noce. Sono semplicemente bellissimi.

Tutto ciò acquista ancora più splendore se pensiamo al rischio che la chiesa ha corso, visto che subì un bruttissimo incendio causato dalle tantissime candele votive lasciate accese durante la notte. Brutte infiltrazioni stanno danneggiando la parte in fondo alla chiesa, in particolare la parete verso la facciata.

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