Recensione del concerto del 13 Settembre 2021

Uto Ughi e Bruno Canino alle Serate Musicali

È una coppia d’interpreti oramai entrata nella storia quella formata dal violinista Uto Ughi e dal pianista Bruno Canino. Suonano insieme da decenni e spesso arrivano in Conservatorio, nella Sala Verdi che ben conoscono, per omaggiarci di un repertorio classico, collaudato, ma sempre piacevole da riascoltare. La Ciaccona in sol minore per violino e pianoforte di Tomaso Antonio Vitali, la Sonata n.3 in re min. op.108 di Johannes Brahms, la Suite popolare spagnola di Manuel De Falla e Introduzione e Rondò Capriccioso op.28 di Camille Saint-Saëns componevano il programma ufficiale. Brani di repertorio che convincono sempre e che trovano una estemporanea interpretazione nelle mani dei due celebri interpreti.
Canino, il più anziano, napoletano, classe 1935, ha rivelato ancora una freschezza di tocco stupefacente e una capacità di mettersi in rapporto col solista in modo pressochè perfetto. Ughi, Busto Arsizio 1944, conserva una classe ancora ottima, con eccellente vibrato e modi interpretativi tipicamente italiani per luminosità delle timbriche e per melodicità di fraseggio.
Tra i brani eseguiti ci hanno convinto ancor più la Suite popolare spagnola di De Falla e il Rondò Capriccioso del francese. Naturalmente anche i due bis concessi, con la trascrizione per violino e pianoforte della celebre Melodia di Gluck-Sgambati e il classico finale, presente in moltissimi concerti di Ughi: la Ridda dei folletti di Antonio Bazzini.
Successo di pubblico e numerose uscite in palcoscenico dei protagonisti.
Da ricordare.

14 settembre 2021 Cesare Guzzardella


Galleria di foto di Alberto Panzani

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