Set
15
Mer
2021
Scarlini – Macculi – Metolli @ Sala Puccini - Conservatorio Verdi, Milano
Set 15@8:45 pm
Scarlini - Macculi - Metolli @ Sala Puccini - Conservatorio Verdi, Milano

«I suoni diventano parole»

Narratore LUCA SCARLINI

Soprano SABINA MACCULI

Pianista KLEVA METOLLI

“Elias Canetti “Il gioco degli occhi – Storia di una vita (1931-1937)” (ed. Adelphi)

Programma

Gustav MAHLER
Da “Des Knaben Wunderhorn”:

  • «Das irdische Leben»
  • «Lob des hohen Verstandes»
  • «Der Tamboursg’sell»

Da “Rückert Lieder”:

  • «Ich bin der Welt abhanden gekommen»
  • «Liebst du um Schönheit»

Alma MAHLER
Da “Fünf Lieder”:

  • «Ich wandle unter Blumen»

Da “Fünf Gesänge”:

  • «Der Erkennende»
  • «Lobgesang»

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«Nel tempo si è creato con Luca Scarlini un sodalizio professionale prezioso.
La Musica non ha mai rappresentato, nella sua narrazione, un accessorio estetico o ‘a commento’. S’innerva partendo dalla scelta dei brani illuminata dall’oggetto di cui Luca va a svelare reconditi aneddoti intrecciati a viaggi spazio-culturali, in cui si affacciano vite e volti. Così è accaduto per i brani di Gustav e Alma.
Espressione con Canetti e Berg di una epoca, la cui nostalgia muove alla Bellezza come un ricordo atavico custodito nel nostro inconscio».
Sabina Macculi


LUCA SCARLINI
Scrittore, drammaturgo per teatri e musica, performance artist, storyteller. Insegna tecniche narrative presso la Scuola Holden di Torino e ha collaborato con numerose istituzioni teatrali italiane e europee, tra cui il National Theatre di Londra, la compagnia Lod a Ghent, il Festival Opera XXI ad Anversa, La Batie e il Theatre Amstramgram a Ginevra. Scrive per la musica e per la danza: è stato consulente artistico del Festival MilanOltre al Teatro dell’Elfo di Milano. È stato direttore artistico di TTv a Bologna, ha coordinato le attività della Capitale Mondiale del Libro a Torino presso lo spazio Atrium. Ha all’attivo una vasta attività come storyteller in solo e a fianco di musicisti, danzatori e attori, in teatri, musei e luoghi storici, con racconti per musei e esposizioni, lavorando tra l’altro con Bauer, Benvenuti, Botto, Bussotti, Chipaumire, Cortesi, Damerini, Della Monica, Dillon, Lan, Mesirca, Pozzi, Sangiovanni, Servillo, Toccafondi, Torquati, Veggetti, comparendo in festival in Italia (compare da molti anni nel programma di Festivaletteratura, Mantova). Voce di Radio Tre, ha condotto il programma Museo Nazionale, ha curato mostre sulla relazione tra arte, musica, teatro e moda. Tra i suoi libri recenti sono da segnalare Lustrini per il regno dei cieli (Bollati Boringhieri), Sacre sfilate (Guanda), dedicato alla moda in Vaticano, Un paese in ginocchio (Guanda), La sindrome di Michael Jackson (Bompiani), Andy Warhol superstar (Johan and Levi), Siviero contro Hitler (Skira), Memorie di un’opera d’arte (Skira), Conosci Milano (Clichy), Ziggy Stardust (add), Bianco Tenebra (Sellerio), Teatri d’amore (Nottetempo), L’ultima regina di Firenze (Bompiani). Collabora regolarmente con Serate Musicali – Milano.

SABINA MACCULI
Nata a Offenbach am Main da genitori salentini, soprano belcantista, è cantante versatile che spazia dall’opera, all’operetta, dalla Musica antica alla Musica contemporanea, affermandosi anche come raffinata Liederista. Diplomata in Canto lirico presso il Conservatorio “A. Casella” de L’Aquila, laureata in Musica vocale da camera presso il Conservatorio G. Verdi di Milano con il massimo dei voti, la lode e la menzione di merito, si è perfezionata in Musica antica, sacra e profana all’Accademia Chigiana con René Clemencic e Jordi Savall; in Musica da camera tedesca con Helmut Deutsch e Karl Peter Kammerlander e in Musica da camera francese con Dalton Baldwin. Insignita del premio “Beniamino Gigli” è vincitrice di numerosi concorsi tra cui il Concorso internazionale del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto, dove ha debuttato come Amina ne La Sonnambula di Bellini. Molti sono i palcoscenici, in Italia e all’estero, che l’hanno applaudita. Ha inciso e registrato per Decca, Denon, Stradivarius, RCA, Arts, Melograno, Al Gransole, Splasc(H) records, ZYX records (USA), Radio Vaticana, RAI-ERI, RAI 3, RAI Radio1, RAI Radio3, RAI International, Piazza Verdi, Bayerische Rundfunk, IRCAM Centre Pompidou. Già docente di dizione per canto e testi in musica in lingua tedesca presso il Conservatorio Verdi di Milano, è attualmente docente per la stessa materia al Conservatorio Cantelli di Novara.

KLEVA METOLLI
Nata a Elbasan (Albania), a sei anni ha iniziato gli studi di pianoforte con Violeta Kapxhiu e a diciassette ha conseguito la maturità artistica e il diploma di pianoforte a pieni voti. Ha proseguito gli studi all’Accademia di Belle Arti di Tirana con Mira Kruja e, trasferitasi in Italia, ha conseguito un secondo diploma nella classe di Leonardi presso il Conservatorio Verdi di Milano. Si è diplomata con lode in Musica vocale da camera nella classe di Daniela Uccello e si è perfezionata in repertorio Liederistico alla HochSchule di Monaco con Helmut Deutsch. Ha conseguito, con il massimo dei voti, il Biennio di Perfezione (Laurea di secondo livello) con Finazzi. Ha seguito le masterclass di Lonquich, Canino, Stix, Salvetti, Castellani, Badura-Skoda, Battaglia, Deutch, Cavazza, Neuhold, Steinhofel, Kammerlander. Ha partecipato a numerosi Concorsi nazionali e internazionali e Festival. Ha suonato con direttori quali: Kuhn, Rath, Ceccherini, Parisi, Rustioni, Ceccato; ha collaborato con l’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento. É stata pianista ufficiale di molti Concorsi Internazionali di Canto Lirico in Italia e all’estero. Come solista e camerista ha suonato in Italia, Albania, Repubblica di San Marino, Svizzera, Germania, Francia e Giappone.

Ott
7
Gio
2021
Quartetto d’archi del Teatro Regio di Torino – Bacchetti @ Sala Puccini - Conservatorio Verdi, Milano
Ott 7@8:45 pm

Violinisti STEFANO VAGNARELLI e MARCO POLIDORI

Violista ALESSANDRO CIPOLLETTA

Violoncellista RELJA LUKIC

Pianista ANDREA BACCHETTI

Programma

JOHANN SEBASTIAN BACH (1685-1750)
Da “Il Clavicembalo ben temperato” Secondo Libro:
Preludio e Fuga a 3 voci n.13 in fa diesis maggiore BWV 882
Preludio e Fuga a 3 voci n.14 in fa diesis minore BWV 883
Preludio e Fuga a 3 voci n.15 in sol maggiore BWV 884

ALEXANDER BORODIN (1833-1887)
Quartetto per archi n.2 in re maggiore (1881)
Allegro moderato
Scherzo: Allegro
Notturno: Andante
Finale: Andante. Vivace

LORENZO PEROSI (1872-1956)
Quintetto con pianoforte n.3 in la minore (1930-1931)
Mosso
Adagio
Vivo senza correre

Quintetto con pianoforte n.4 in la maggiore (1930-1931)
Andante
Adagio
Mosso

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QUARTETTO D’ARCHI DEL TEATRO REGIO DI TORINO
Nasce nel 2007 dalla volontà delle quattro prime parti, Stefano Vagnarelli, Marco Polidori, Alessandro Cipolletta e Relja Lukic, che dopo numerosi anni di comune attività in seno all’orchestra del Teatro Regio di Torino e della Filarmonica del Teatro Regio di Torino, decidono d’approfondire il legame musicale, con attività cameristica. Il quartetto d’archi è dunque la scelta conseguente, avvallata anche dalla Direzione del Teatro Regio di Torino, che dopo più di 250 anni di attività, concede per la prima volta il nome del Teatro Regio a un quartetto di suoi musicisti. I quattro strumentisti provengono da scuole e culture differenti, elemento questo che accresce l’apporto del singolo nello sviluppo delle proposte musicali del gruppo. Il repertorio spazia infatti in un arco temporale di ampio respiro, si va dal settecento mozartiano, ai contemporanei come Arvo Part, toccando generi come il musical e altri. La formazione quartettistica è la base anche per gruppi più numerosi, come gli impegni con Antonio Ballista e Andrea Maggiora, per programmi dedicati al quintetto con pianoforte, con la pianista Rita Cucè e il violinista Alessandro Quarta. Recente è la partecipazione a “Spoleto Festival dei Due Mondi” in collaborazione con Piccolo Teatro di Milano, Teatro d’Europa, Teatro Regio Torino e Fondazione Piemonte dal Vivo per Strehler 100′, Parole e musiche per Giorgio Strehler.

STEFANO VAGNARELLI
Nato a Torino nel 1964, ha studiato al Conservatorio della sua città; perfezionamento all’Accademia “L. Perosi” in Biella, con Corrado Romano. Membro dell’Orchestra sinfonica della RAI di Torino dal 1983 al 1986, attualmente è Primo Violino di Spalla dell’Orchestra del Teatro Regio di Torino.

MARCO POLIDORI
Ha studiato al Conservatorio “G. Verdi” di Torino, perfezionamento con Corrado Romano al Conservatorio Superiore di Ginevra. Vincitore dei concorsi per professore d’orchestra al Teatro Comunale di Bologna, Orchestra Haydn di Bolzano, Teatro e Orchestra della Rai di Torino, attualmente ricopre il ruolo di spalla dei secondi violini al Teatro Regio di Torino.

ALESSANDRO CIPOLLETTA
Diplomato in violino nel 1998 presso il Conservatorio di Torino, si è poi diplomato in viola nel 2001 sotto la guida di Davide Zaltron. Si è perfezionato all’Accademia “Walter Stauffer” di Cremona con Bruno Giuranna. Dal 2003, dopo aver vinto il Concorso, ricopre il ruolo di ‘seconda viola’ presso l’orchestra del Teatro Regio di Torino.

RELJA LUKIC
Nato a Belgrado, si è diplomato presso il Conservatorio “G. Verdi” di Milano con Rocco Filippini. Nel 1999 vince il concorso per primo violoncello nell’Orchestra del Teatro Regio di Torino, posizione che occupa attualmente.


ANDREA BACCHETTI
Ancora giovanissimo raccoglie i consigli di Herbert von Karajan, Luciano Berio, dello storico direttore artistico della Scala e di Santa Cecilia Francesco Siciliani, dei pianisti Mieczyslaw Horszowski e Nikita Magaloff. Debutta a 11 anni a Milano nella Sala Verdi del Conservatorio di Milano con i Solisti Veneti diretti da Claudio Scimone. Da allora suona più volte nei maggiori Festival Internazionali e presso prestigiosi centri musicali in Europa, Giappone, a Seul, Buenos Aires, San Paolo, Lima, Tokyo, Osaka, ma non solo. In Italia è ospite delle maggiori orchestre ed enti lirici e di tutte le più importanti associazioni concertistiche. All’estero ha lavorato con numerose orchestre e con direttori come Bellugi, Guidarini, Venzago, Luisi, Zedda, Manacorda, Panni, Buribayev, Pehlivanian, Gullberg Jensen, Nanut, Lü Jia, Justus Frantz, Baumgartner, Valdés, Renes, Bender, Bisanti, Ceccato, Chung – solo per citarne alcuni. Si dedica con passione alla musica da camera; proficue le collaborazioni con partner quali Rocco Filippini, Maxence Larrieu, il Prazak Quartet, Uto Ughi, il Quatour Ysaÿe, il Quartetto di Cremona, il Quartetto d’Archi della Scala. Compositori come Fabio Vacchi, Carlo Boccadoro, Filippo Del Corno – fra gli altri – gli hanno dedicato brani. Nelle ultime stagioni ha tenuto concerti in Spagna, Messico, Cuba, Corea, Lussemburgo, Svizzera, Polonia, Belgio, Russia, Giappone, Sud America ed Egitto.
La sua ampia discografia è corredata da autorevoli riconoscimenti.

*****

«Scoperto» e «proposto» da sempre dalle «Serate Musicali» ha per loro creato il suo fondamentale “Ciclo Bach”, inventando così un Bach «Italiano». Ma la collaborazione con «Serate Musicali» è infinitamente più vasta e imprevedibile. Bacchetti è matematico e metafisico; il suo talento non è dunque sfuggito alle «Serate». Sufficientemente contro-corrente, è ospite di «Serate Musicali» dal 1998, per le quali detiene il record storico di circa 50 presenze. (H.F.)


JOHANN SEBASTIAN BACH – Da “Il Clavicembalo ben temperato” Secondo Libro:

Preludio e Fuga a 3 voci n.13 in fa diesis maggiore BWV 882
Il Preludio è di 75 battute. Nel tema si succedono due disegni diversi, uno vigoroso e uno delicato, sostenuti da un unico disegno complementare. Allo sviluppo del pezzo contribuisce soprattutto il secondo disegno.
La Fuga, di 84 battute, è una fuga reale a tre voci. La composizione è in contrappunto triplo: due controsoggetti accompagnano di regola il tema, dal quale d’altra parte derivano; anche i divertimenti sono costruiti con elementi ricavati dal tema. Il pezzo è contrassegnato da un’impronta di solida gaiezza popolare.

Preludio e Fuga a 3 voci n.14 in fa diesis minore BWV 883
Il Preludio è di 43 battute. La forma è tripartita e il discorso si svolge a tre voci su un elemento tematico unico, assai cantabile e sviluppato soprattutto dalla voce superiore. L’intonazione è di umana e dolente comunicativa.
La Fuga, di 70 battute, è una fuga tonale a tre voci. C’è chi considera questo pezzo una fuga a tre soggetti oppure a due soggetti. In realtà, la costruzione presenta tre sezioni, nelle quali sono successivamente sviluppati in maniera fughistica tre temi; poi questi temi appaiono combinati e il secondo e il terzo finiscono per rivelarsi sostanzialmente come controsoggetti del primo.

Preludio e Fuga a 3 voci n.15 in sol maggiore BWV 884
Il Preludio è di 48 battute. Lavoro evidentemente giovanile, è diviso in due sezioni, ciascuna con ritornello e si svolge agile e fresco in un discorso a due voci apparenti che in realtà ne celano quattro.
La Fuga, di 72 battute, è una fuga tonale a tre voci. La forma presenta il tema nell’esposizione e poi in altre tre entrate, riservando tutto il rimanente spazio ai divertimenti. Il pezzo ha un andamento danzante e giocoso.

ALEXANDER BORODIN – Quartetto per archi n.2 in re maggiore (1881)
Il Quartetto in re maggiore fu composto tra il 1881 e il 1885. Anche se ispirato ai modelli beethoveniani, risente dell’atmosfera e del gusto della canzone russa, sin dal primo movimento con quel tono cantabile che rimbalza dal violino al violoncello e assume colori e accenti di morbidi impasti melodici, secondo le preferenze estetiche indicate già da Glinka. Spigliato e leggero nel suo andamento danzante si presenta lo Scherzo del secondo tempo, in cui varie sonorità strumentali si amalgamano in un piacevole insieme di effetti. Certo, la pagina più efficace e celebrata del Quartetto è lo struggente Notturno del terzo tempo: in esso si esprime la sensibilità romantica del musicista. Chiara, lineare e suadente è la linea melodica, realizzata con finezza di scrittura dal gioco delle armonie degli archi. Nell’ultimo tempo, dopo un momento di pensosa riflessione, il discorso sonoro riacquista festosità e felicità di espressione, secondo quella predilezione per la forma netta e precisa, come ebbe a confessare a un suo amico il compositore pietroburghese.


LORENZO PEROSI

«C’è più musica nella testa di Perosi che in quella mia e di Mascagni messe insieme».
(Giacomo Puccini)

Monsignor Lorenzo Perosi è stato un presbitero, compositore e direttore di coro italiano. Autore di musica sacra, noto per i suoi Oratori, le sue Messe polifoniche e i suoi Mottetti, fu un compositore molto prolifico. Inoltre viene considerato come la guida e l’esponente principale del cosiddetto Movimento Ceciliano.
Negli Oratori di Perosi si fondono tracce veristiche, richiami alla grande polifonia rinascimentale, costruzioni barocche e ispirazioni gregoriane. Esordì con la cantata ‘In coena Domini’ il cui successo gli procurò un’immediata fama e popolarità. Scrisse anche molta musica liturgica, soprattutto Messe (oltre 50) e Mottetti (oltre 300). In quest’ambito il linguaggio di Perosi, lungi da ogni eco romantica, si caratterizza per uno stile polifonico scorrevole sorretto da una spontanea freschezza melodica. Fu anche autore di musica da camera, composizioni per orchestra e pagine organistiche.

I Quintetti con pianoforte n.3 e n.4 (a cura di Arturo Sacchetti)

I Quartetti per archi si arricchiscono, al pari dei Quintetti nn.1 e 2, con il Quintetto n.3, dell’apporto del pianoforte. Perosi tratta l’enorme potenzialità sonora dello strumento con discrezione, incastonandone la polpa timbrica nell’essenziale tessuto degli archi. Il principio dialogante è alla base del discorso musicale che si sottrae dal rigido schematismo dei ricorsi tematici, dei prevedibili sviluppi. Dopo il fluido scorrere del primo tempo, l’Adagio del secondo vive di un sereno corale, ripreso da violini e viola; ma la vera sorpresa è insita nel terzo tempo ove, dopo un frizzante avvio, si eleva la melodia popolare di “Addio, Tortona addio”, che è la rivisitazione del celeberrimo motivo popolare “Addio, mia bella addio!”. Il Quintetto, bruciati gli ultimi guizzi che circondano il tema citato, si spegne nella riesposizione del tema dell’Adagio del secondo tempo. Fu lo stesso autore a sperimentare al pianoforte gli esiti preannunciati dalla scrittura, rendendo in tal modo testimonianza in prima persona delle felici intuizioni linguistico-musicali. La composizione, conclusa il 21 marzo 1932, ebbe una variante di chiusa, attestata dalla nuova data del 14 maggio dello stesso anno; sia la partitura, sia le parti manoscritte autografe, riportano scritte interpretative riferentesi ad alcuni membri del Quartetto di Roma (Zuccarini, Perini, Montelli, Silva) e al maestro Ezio Carabella. Le date apposte nei materiali riportano la dicitura «Roma 1°, Primavera 10. Tristezza infinita per la morte / del Fratéllo Kardinálo e a seguire Roma. 54. Primavera. 10». Le date apposte, traducibili in 21 marzo 1931 e 14 maggio 1931, rispecchiano la riforma del calendario attuato da Lorenzo Perosi ove, nell’ordine, sono indicati i giorni decorrenti dall’inizio delle stagioni secondo gli equinozi (in questo caso la primavera inizia il 21 marzo) e l’anno a conteggiarsi dal 1922 compreso, anno della scomparsa della madre Carolina Bernardi e dell’interdizione. La partitura e le particelle presentano una lingua personale dello stesso autore ideata sin dal 1928 e applicata sia al latino, sia all’italiano (Kardinálo per Cardinale, Kuintetto per Quintetto, arko per arco, adágo per adagio, ecc. ecc.), con il coinvolgimento dei termini e dei loro accenti.

Il Quintetto n. 4 per archi e pianoforte, datato 28 marzo 1931, chiude l’esperienza creativa cameristica iniziata con il primo, l’8 gennaio dello stesso anno. Tutti risentono del clima di dolore per la dipartita del fratello Carlo, cardinale e in realtà testimoniano la confessione dell’animo esacerbato e ferito dal dramma dell’estinzione. In essi figurano le canoniche indicazioni delle date di composizione secondo il calendario riformato incentrato sui cicli delle stagioni e sui giorni connessi, unitamente al riferimento d’obbligo con l’anno 1921, anno dei vegetariani. La folgorante progressione – quattro Quintetti in neppure tre mesi – è indice dell’urgenza incontenibile dell’esprimere, balsamo con probabilità della “tristezza infinita”. Similmente ai precedenti il Quintetto n.4 traduce la forma concertante ove il pianoforte si innesta nell’ordito degli archi e in sintonia tesse un’avvincente e zampillante trama, inesausta nella sua rigogliosità e spontaneità.

Ott
23
Sab
2021
Scarlini – Tomingas – Schieppati @ Sala Puccini - Conservatorio Verdi, Milano
Ott 23@6:30 pm

«I suoni diventano parole»

Narratore LUCA SCARLINI

Mezzosoprano KÜLLI TOMINGAS

Pianista LUCA SCHIEPPATI

LAURA PARIANI E NICOLA FANTINI “Arrivederci, signor Čajkovskij” (ed. Sellerio,2019)

Čajkovskij arriva sul Lago d’Orta un anno dopo la sua tragica separazione dalla moglie Antonina. A poca distanza da lui, ma in una diversa villa, sta la baronessa von Meck, che vuole vivere con lui una esistenza di amore distante. Questa vicenda, molte volte narrata, fa da sfondo a una serie di incroci di destini tra delitti e apparizioni dell’altro mondo, scritta da Laura Pariani e Nicola Fantini, che già hanno scritto del Cusio nel precedente “Nostra Signora degli Scorpioni”, dedicato al soggiorno di Dostoevskij. Un racconto tra echi čajkovskijani letterari e musiche di Pjotr Il’ič, di rara esecuzione, romanze per canto e pianoforte, eseguite da Luca Schieppati e Külli Tomingas.

PJOTR IL’IČ ČAJKOVSKIJ (1840 – 1893)

Romanza op.6 n.5 (1869)
«Otchego» («Perchè?»)

Romanza op.47 n.6 (1880)
«Den’ li carit» («Sorga il giorno»)

Da “Le stagioni” op. 37b
Gennaio (Accanto al fuoco)
Dicembre (Natale)

Da “La Pulzella d’Orléans”
Aria di Giovanna d’Arco «Da, chas nastal!» («Sì, l’ora è giunta!»)

Romanza op.38 n.6 (1878)
«Pimpinella»

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LUCA SCARLINI
Scrittore, drammaturgo per teatri e musica, performance artist, storyteller. Insegna tecniche narrative presso la Scuola Holden di Torino e ha collaborato con numerose istituzioni teatrali italiane e europee, tra cui il National Theatre di Londra, la compagnia Lod a Ghent, il Festival Opera XXI ad Anversa, La Batie e il Theatre Amstramgram a Ginevra. Scrive per la musica e per la danza: è stato consulente artistico del Festival MilanOltre al Teatro dell’Elfo di Milano. È stato direttore artistico di TTv a Bologna, ha coordinato le attività della Capitale Mondiale del Libro a Torino presso lo spazio Atrium. Ha all’attivo una vasta attività come storyteller in solo e a fianco di musicisti, danzatori e attori, in teatri, musei e luoghi storici, con racconti per musei e esposizioni, lavorando tra l’altro con Bauer, Benvenuti, Botto, Bussotti, Chipaumire, Cortesi, Damerini, Della Monica, Dillon, Lan, Mesirca, Pozzi, Sangiovanni, Servillo, Toccafondi, Torquati, Veggetti, comparendo in festival in Italia (compare da molti anni nel programma di Festivaletteratura, Mantova). Voce di Radio Tre, ha condotto il programma Museo Nazionale, ha curato mostre sulla relazione tra arte, musica, teatro e moda. Tra i suoi libri recenti sono da segnalare Lustrini per il regno dei cieli (Bollati Boringhieri), Sacre sfilate (Guanda), dedicato alla moda in Vaticano, Un paese in ginocchio (Guanda), La sindrome di Michael Jackson (Bompiani), Andy Warhol superstar (Johan and Levi), Siviero contro Hitler (Skira), Memorie di un’opera d’arte (Skira), Conosci Milano (Clichy), Ziggy Stardust (add), Bianco Tenebra (Sellerio), Teatri d’amore (Nottetempo), L’ultima regina di Firenze (Bompiani). Collabora regolarmente con Serate Musicali – Milano.

KÜLLI TOMINGAS
É estone per nascita, italiana per amore, cittadina del mondo perché vera artista. Ha studiato con Adelisa Tabiadon e Bianca Maria Casoni, perfezionandosi in masterclasses con Claudio Desderi, Katia Ricciarelli, Luciana Serra, Leyla Gencer. Si è segnalata in vari Concorsi internazionali: (Titta Ruffo, Ismaele Voltolini, CLOS-Operastudio, Riccardo Zandonai, Voice Master di Montecarlo). Ha ricoperto ruoli primari in Opere di Purcell, Pergolesi, Mozart, Rossini, Verdi, Mascagni, Puccini, Strauss, Britten, Maderna in importanti Teatri italiani, collaborando con direttori quali Matteo Beltrami, Andrea Raffanini, Pietro Borgonovo, Lucas Pfaff, Tiziano Severini, Michelangelo Mazza e registi quali Elmo Nüganen, Andrea De Rosa, Denis Krief. Ha eseguito un vasto repertorio cameristico con il pianista Luca Schieppati, con cui da anni forma il Duo L’Originale e la Copia. Nata lo stesso giorno di Giacomo Leopardi (ma non lo stesso anno, ça va sans dire), modello per la sua voce è stata la luna leopardiana, che splende in notte dolce e chiara; ma non del tutto senza vento, perché il suo canto, grazie a una estensione che dalla luna scende fino al riflesso di questa nel più profondo dei pozzi, è sempre animato dai fremiti e dai palpiti dell’emozione.

LUCA SCHIEPPATI
Milanese, è concertista, didatta, organizzatore di eventi musicali. Allievo di Edda Ponti e Paolo Bordoni, si diploma nel Conservatorio della sua città con lode e menzione ad honorem, perfezionandosi poi a Roma e Parigi con Aldo Ciccolini. Vincitore o premiato in numerosi concorsi nazionali e internazionali, si è esibito per prestigiose istituzioni italiane e straniere, eseguendo un vastissimo repertorio solistico e da camera, anche su strumenti antichi, con particolare attenzione per brani di rara esecuzione, coltivando con passione e assiduità anche la musica contemporanea. Frequenti le collaborazioni con i cantanti, cui è legato in egual misura da amore e invidia, entrambi malcelati. Molto apprezzato come conferenziere e brillante conversatore, le sue performances sono spesso dei vivaci momenti di incontro e confronto di idee capaci di superare obsolete ritualità e suscitare un ascolto attivo e coinvolgente. Vincitore di concorso per esami e titoli, da più di trent’anni insegna nei Conservatori (attualmente presso il Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano), cercando di favorire la condivisione di competenze tra generazioni diverse e stimolare il libero sviluppo della personalità di ogni giovane artista. Convinto dell’importanza della divulgazione culturale, nonché dei benefici effetti per la società dei poteri incantatori, consolatori e persino salvifici della Bellezza, da oltre vent’anni è consulente artistico per diverse associazioni milanesi, con all’attivo l’organizzazione di oltre 1000 eventi, soprattutto nelle periferie.

Nov
4
Gio
2021
I SINCOPATICI – C. MILANO @ Sala Puccini - Conservatorio Verdi, Milano
Nov 4@8:45 pm

Trio I SINCOPATICI:

Francesca Badalini – Pianoforte, synth, cetra da tavolo
Andrea Grumelli – Basso
Luca Casiraghi – Batteria, percussioni

CLAUDIO MILANO cantante e attore

«Film muti con accompagnamento di musica dal vivo»

«In occasione del 700esimo anniversario della morte di Dante e in collaborazione con la Cineteca di Bologna» il Trio i Sincopatici presenta, in uno spettacolo multimediale, il film muto

Film «L’Inferno»

(1911 – Registi: Francesco Bertolini, Giuseppe De Liguoro, Adolfo Padovan)

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IL FILM

Capolavoro visionario e fedelissimo al testo letterario, ispirato alle illustrazioni di Gustave Doré, girato a più mani (Giuseppe de Liguoro, Adolfo Padovan e Francesco Bertolini) agli albori della cinematografia, L’Inferno (1911) può vantare diversi primati, dalla lunghezza (è di fatto il primo lungometraggio del cinema italiano, con 5 bobine per 54 scene e una durata totale di 1h e13’) al genere (il primo esempio di cinema fantastico italiano), ma soprattutto, considerati gli effetti speciali (all’avanguardia per l’epoca e ancora oggi sorprendentemente suggestivi), l’imponenza delle scenografie, la cura dei costumi e la quantità di comparse, L’Inferno può essere definito il primo vero kolossal nella storia del cinema.
Il film fu restaurato e ridistribuito nel 2002 con una nuova colonna sonora composta ed eseguita dai Tangerine Dream.
La Cineteca di Bologna ha portato a termine due importanti restauri della pellicola: un primo del 2006, pubblicato poi su DVD nel 2011 nella collana Cinema Ritrovato e un secondo, nel 2021, in occasione dell’anniversario dantesco.

LA MUSICA

Il sodalizio tra I Sincopatici, trio dedito alla sonorizzazione live di capolavori del cinema muto e il compositore, cantante e attore Claudio Milano nasce con l’obiettivo di creare un vero e proprio spettacolo multimediale, in cui la componente musicale non abbia solamente il ruolo di commento sonoro dal vivo durante la proiezione del film, ma dialoga con il film in un continuo, cangiante gioco di prospettive, dando vita a una moderna rilettura dell’immortale capolavoro adatta a tutte le età.
Le scelte musicali spaziano dalla musica antica alla musica contemporanea di ricerca e al rock, con un lavoro di ricerca timbrica che affianca a pianoforte e strumenti antichi synth, basso elettrico, batteria, sperimentazione vocale, voce recitante.

I SINCOPATICI

Il Trio si dedica principalmente alla riscoperta dei capolavori del cinema muto con accompagnamento musicale dal vivo e più in generale a progetti che vertano sul rapporto tra musica e immagini. Le musiche sono ideate per ciascun film dalla compositrice e pianista Francesca Badalini, che dal 1999 collabora con la Cineteca Italiana componendo ed eseguendo dal vivo musiche per film muti in tutta Europa, e successivamente rielaborate dall’intero gruppo. I Sincopatici propongono una forma di spettacolo fortemente emozionale e intenso, il Cineconcerto, in cui alla potenza evocativa delle immagini di capolavori del cinema muto si unisce la forte suggestione creata dalla musica che spazia tra l’improvvisazione, il rock e la musica classica. L’attività live dei Sincopatici si svolge presso cinema specializzati del territorio nazionale come Spazio Oberdan (Milano), Museo Interattivo del Cinema (Milano), Cinema del Carbone (Mantova), Bloom (Mezzago), Cineforum (Bolzano) e in numerosi cinema, teatri e manifestazioni culturali ad Ancona (Festival Cinematica), Besate (Festival Prog and Frogs), Busto Arsizio, Como, Firenze, Milano (Estate Sforzesca, LongTake Interactive Festival), Novara (Teatro Coccia), Paderno Dugnano, Parma, Piacenza, Sesto San Giovanni, Tellaro (Tellaro Film Festival), Varese (rassegna Esterno Notte, presso i Giardini Estensi), Verona.

FRANCESCA BADALINI

Laureata in pianoforte, composizione e lettere antiche; ha seguito numerosi corsi di perfezionamento in composizione per cinema e teatro (tra cui masterclass con N. Piovani presso l’Accademia Chigiana a Siena) e improvvisazione. Insegna presso la Scuola Internazionale Musicale di Milano e tiene laboratori di improvvisazione e composizione per le immagini e conferenze di argomento musicale. Compone musiche per opere teatrali e cinematografiche, musical, audiolibri. Dal 1999 collabora con la Cineteca Italiana componendo ed eseguendo dal vivo musiche per film muti in tutta Italia, Francia, Svizzera, Tunisia (Venezia, Teatro La Fenice; Festival del Cinema di Locarno; Annecy, Festival du Cinéma Italien; Bologna, Festival del cinema ritrovato; Pordenone, Le Giornate del Cinema Muto; Susa, Cinéma au Musée). Nel 2009 ha composto le musiche per 7 film di animazione di Simone Massi. Dal 2009 compone le musiche per i film di animazione di Julia Gromskaya, vincitori di numerosi premi nei Festival di tutto il mondo (tra cui 5 premi per la musica). Nel 2010 ha pubblicato il suo primo cd, Musiche in bianco e nero. Nello stesso anno ha vinto il premio Bianca D’Aponte come miglior compositrice di colonne sonore. Nel 2012 ha composto la musica della sigla della Mostra d’arte cinematografica di Venezia, opera di Simone Massi. Dal 2014 conduce su Radio Popolare il programma Labirinti musicali. Nel 2017 ha pubblicato il cd Shared Souls (Da Vinci Edition). Nel 2021, con il gruppo da lei fondato, I Sincopatici, che da anni si dedica alla creazione di Cineconcerti in chiave più sperimentale tra rock, musica classica ed elettronica, ha rielaborato la partitura originale del capolavoro di Lang Metropolis e, per il 700esimo anniversario della morte di Dante, ha creato le musiche per Inferno, visionaria prima grande trasposizione cinematografica dell’Inferno dantesco del 1911.

CLAUDIO MILANO

Ricercatore vocale, compositore e musicoterapista, attore, performer. Ha seguito studi di canto lirico, metodo funzionale e bevoice, improvvisazione jazz, canto difonico tibetano e vietnamita, modulazione e tecnica del whistle register. Tiene regolarmente seminari sulla voce e sulla storia del rock, laboratori di musicoterapia, drammaterapia, laboratori musicali per l’integrazione di rifugiati politici. Ha all’attivo 12 album, un DVD ed esibizioni live con alcuni dei massimi musicisti mondiali in ambito classico, rock, jazz, etno, avant garde, pop. Ha scritto commenti sonori per la performance inaugurale della Prima Biennale d’Arte Contemporanea a Mosca, per il V Festival Internazionale di Teatro d’Avanguardia della Repubblica Slovacca, per la Biennale Arte di Venezia del 2011, per installazioni alla Abnormal Gallery di Berlino, a Parigi, Zurigo, Galleria Civica di Žilina. Fondatore dei laboratori multimediali NichelOdeon, InSonar, Adython Project, ha preso parte all’audio libro “Neumi – Cantus Volat Signa Manent” pubblicato da Genesi Editrice e a decine di dischi di musicisti underground italiani. Con il progetto Strepitz di Giovanni Floreani e con Paolo Tofani (Area), ha preso parte al FIMU (Belfort – Francia), al Dada on Tour 2016 (Belgrado – Serbia). É vincitore dell’Omaggio a Demetrio Stratos neI 2010, finalista nei contest “Cinque Giornate per la Musica Contemporanea” (2010), “Progawards” (2008 e 2010); “Artefatto – Motus Urbis” (2011-2012). Nel 2014 NichelOdeon ha ricevuto una scheda sulla celebre The Great Rock Bible di Martin C. Strong.

Dic
21
Mar
2021
P. Zalejski – M. Hager-Zalejska – J. Tchorzewski @ Sala Puccini - Conservatorio Verdi, Milano
Dic 21@8:45 pm

«In collaborazione con il Consolato di Polonia a Milano»

Violinisti PAWEL ZALEJSKI e MONIKA HAGER-ZALEJSKA

Pianista JAKUB TCHORZEWSKI

Programma

B. MARTINŮ
Sonata per due violini e pianoforte H213

K. SZYMANOWSKI
“Roxana song” dall’Opera King Roger per violino e pianoforte
(Vl. Monika Hager-Zalejska)

D. SHOSTAKOVICH
Cinque Pezzi per due violini e pianoforte

R. PALESTER
Danza Polacca per violino e pianoforte
(Vl. Pawel Zalejski)
Sonata per due violini e pianoforte (1939)

Gen
28
Ven
2022
A. ADORJAN -L. SELLO – B. CANINO @ Sala Puccini - Conservatorio Verdi, Milano
Gen 28@8:45 pm

«In collaborazione con gli Amici della Musica di Udine» nel centenario della fondazione

Flautista ANDRAS ADORJAN

Flautista LUISA SELLO

Pianista BRUNO CANINO

Programma

F. KUHLAU
Trio in sol maggiore op.119 per 2 flauti e pianoforte

W. A. MOZART
Sonata per flauto e pianoforte in mi bemolle maggiore e secondo il Quintetto, KV 452
Elaborazione di L. W. Lachnith (1748-1820) e A. Adorján

B.CANINO
Sestina per flauto e pianoforte

F. DOPPLER
Sonata per 2 flauti e pianoforte
Prima esecuzione assoluta in Italia