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VENGEROV – OSETINSKAYA

Violinista MAXIM VENGEROV
Pianista POLINA OSETINSKAYA

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MAXIM VENGEROV

Nato a Novosibirsk, capitale della Siberia Occidentale, a dieci anni vinse il primo premio al Concorso Wieniawsky Junior. Dopo i primi studi con Galina Turtschaninova, si è perfezionato con il didatta Zakhar Bron, nell’ex Unione Sovietica.
Nel 1990 Vengerov e la sua famiglia sono emigrati in Israele, dove il padre ha continuato la professione di oboista e dove Maxim ha preso la cittadinanza israeliana, prestando anche servizio nell’esercito israeliano.
Dopo essersi esibito con regolarità a Mosca e Leningrado, debuttò come solista con l’Orchestra reale del Concertgebouw, la BBC Philharmonic Orchestra, e sotto la guida di Valeri Gergiev nel Lichfield Festival, oltre che con l’Orchestra Sinfonica dell’URSS, sotto la direzione di Yuri Siminiov, nel corso di una tournée in Italia. Vengerov è anche un ottimo violista.
Per il Teatro alla Scala di Milano nel 1992 esegue il Concerto per violino e orchestra op. 64 (Mendelssohn) diretto da Carlo Maria Giulini e nel 1994 lo stesso concerto con l’Orchestra reale del Concertgebouw diretta da Riccardo Chailly, nel 1995 il Concerto per violino e orchestra (Brahms) con l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino diretta da Zubin Mehta, nel 1996 il Concerto per violino e orchestra (Ciaikovski) con la London Symphony Orchestra, nel 1998 tiene un recital, nel 2003 ancora il Concerto per violino e orchestra op. 64 (Mendelssohn con la Filarmonica della Scala al Teatro degli Arcimboldi, nel 2004 il Concerto per violino e orchestra (Beethoven) con la London Symphony Orchestra diretta da Colin Davis agli Arcimboldi e nel 2006 il Concerto per violino e orchestra (Beethoven) con la Filarmonica della Scala e il Concerto per due violini (Bach) con Leonidas Kavakos. Nel 1997 suona nel Teatro Comunale di Firenze il Concerto per violino e orchestra op. 77 di Johannes Brahms, sotto la direzione di Carlo Maria Giulini.
Nel 1998 suona il Concerto per violino e orchestra di Ciaokovski alla Carnegie Hall diretto da James Levine per il Metropolitan Opera House di New York. Nel 2004 gli viene assegnata la Miglior interpretazione solista di musica classica con orchestra (Grammy) per l’album Britten: Violin Concerto – Walton: Viola Concerto, Maxim Vengerov & London Symphony Orchestra del 2003 per la EMI. Suona uno Stradivari del 1727 “Kreutzer”.

 

POLINA OSETINSKAYA

Nasce a Mosca. Bambina prodigio, tiene il suo primo concerto a sei anni nella Gran Sala del Conservatorio di Vilnius in Lituania e a sette, entra a far parte della Scuola Centrale di Musica del Conservatorio di Mosca.
Successivamente prosegue gli studi al Conservatorio di Leningrado con Marina Wolf e di seguito al Conservatorio di Mosca con Vera Gornostaeva.
Ha collaborato e collabora con Maxim Vengerov, Julián Milkis e Alexander Knyazev e con direttori quali: Saulius Sondeckis, Vassily Sinaisky, Andrei Boreiko, Tugan Sochiev, Laurent Petijerar, Van Pascal Tortelier, Theodor Currentzis e Alexander Sladkovsky. Suona regolarmente sia in Russia che all’estero: Mainly Mozart Festival, Festival Frédéric Chopin, Dyagilev Festival, l’Odessa Classics, Stars of the White Night, December Evening Festival.
Ha collaborato con: Tokyo Philharmonic Orchestra, Weimar National Opera Orchestra, Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo, Brno Philharmonic, European Sinfonietta, Virtuosi di Mosca, etc... Osetinskaya è nota per i suoi inusuali programmi per pianoforte solo, che includono brani di compositori contemporanei ai quali contrappone brani di musica classica tradizionale.
Tra i suoi compositori prediletti: Valentin Silvestrov, Leonid Desyatnikov, Arvo Pert, Georgs Pelecis e Pavel Karmanov. Ha collaborato con molte case discografiche ed è stata insignita del premio Maly Triumph. La sua autobiografia “Addio, tristezza” è divenuta un best seller.

 

JANSEN – STOTT

Lunedì 9 Aprile 2018 – ore 20.30 Sala Verdi del Conservatorio – Via Conservatorio, 12 – Milano

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JANINE JANSEN collabora regolarmente con le più importanti orchestre e i più celebri direttori del mondo. In questa stagione è “Perspectives Artist” alla Carnegie Hall di New York dove esegue concerti e programmi di musica da camera per tutta la stagione, mentre i tour sono programmati con Royal Concertgebouw Orchestra e Gatti; London Symphony Orchestra diretta da Tilson Thomas e Bychkov; Deutsche Kammerphilharmonie e Järvi. In questa stagione suonerà con Filarmonica di Berlino e Järvi, Filarmonica di Monaco e Mehta, Staatskapelle Dresden e Pappano, Orchestra di Philadelphia e Filarmonica di Rotterdam e Nézet-Seguin, Filarmonica Ceca e Hrusa, Filarmonica di Oslo e Vienna Symphony e Afkham, Royal Stockholm Philharmonic e Canellakis.

Sarà anche in Estremo Oriente e in Australia con le Orchestre di Singapore, Sydney e Nuova Zelanda. Appassionata musicista da camera, suona con Maisky, Argerich, Golan, Gavrylyuk, Leonskaja e Stott. Come parte della sua Perspectives Series alla Carnegie Hall, eseguirà il “Quartet for the End of Time” di Messiaen con Debargue, Thedéen e Fröst e la “Prima” americana del Concerto per violino di Michel van der Aa con la Philadelphia Orchestra e Nézet-Seguin. Altri concerti a Carnegie includono musica da camera con Thibaudet e il Dover Quartet.

Debutto discografico nel 2003 con le Quattro Stagioni di Vivaldi; ultime incisioni – con Antonio Pappano – il Concerto per violino n.1 di Bartok con London Symphony Orchestra e il Concerto per violino di Brahms con l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Inoltre una registrazione del Concerto n.2 per violino di Prokofiev con London Philharmonic Orchestra e Jurowski, Beethoven e Britten con Järvi, Mendelssohn e Bruch con Chailly, Ciaikovski con Harding e un album di Concerti di Bach con il suo stesso ensemble.
Janine ha anche pubblicato numerosi dischi di musica da camera, tra cui il Quintetto per archi di Schubert e Verklärte Nacht di Schoenberg, le Sonate di Debussy, Ravel e Prokofiev con il pianista Itamar Golan.

Ha vinto quattro Edison Klassiek Awards, quattro ECHO Klassik, il Preis der Deutschen Schallplattenkritik, NDR Musikpreis e il Premio Concertgebouw. Inoltre ha ricevuto il VSCD Klassieke Muziekprijs e il Royal Philharmonic Society Instrumentalist Award e nel 2015 il Premio MusikFest di Brema. Ha studiato con Wijzenbeek, Philipp Hirshhorn e Boris Belkin.
Nel 2003 ha fondato il Festival internazionale di musica da camera di Utrecht di cui è stata Direttore Artistico fino a giugno 2016, nominando, come suo successore, la violoncellista Harriet Krijgh.

Suona il violino Stradivari “Rivaz – Baron Gutmann” del 1707, gentilmente concesso da Dextra Musica.

Janine Jansen è al suo debutto per Serate Musicali -Milano.

 

KATHRYN STOTT Nata nel Lancashire, ha studiato alla Yehudi Menuhin School e al Royal College of Music con Nadia Boulanger, Vlado Perlemuter e Kendall Taylor. Presente nei festival internazionali sia come solista che in formazioni da camera, ha suonato in tutto il mondo, da quando, nel 1978, è stata premiata al Leeds International Piano Competition. Collabora con Sollima, Jansen, JP Jofre e la sua Hard Tango Chamber Band. Per celebrare il trentesimo anniversario dal primo concerto, ha registrato “The Arc of Life” con Yo-Yo Ma e, come solista, “Solitaires”, continuando la sua esplorazione di opere francesi per pianoforte. I prossimi impegni includono tour in Asia e negli Stati Uniti con Yo-Yo Ma, concerti e recital nel Regno Unito e concerti con Piers Lane, Western Australia e Tasmanian Symphony Orchestra.

Kathryn ha mantenuto un forte interesse per la musica contemporanea e molte opere sono state scritte appositamente per lei; il suo stretto rapporto musicale con il compositore Graham Fitkin ha portato a 7 anteprime mondiali. È una importante esponente del Tango e di altre musiche da ballo latino, che si riflettono nella collaborazione con Yo-Yo Ma e nella registrazione di due CD “Soul of the Tango”, (vincitore di un Grammy Award) e “Obrigado Brazil”. Oltre alle incisioni con Yo-Yo Ma, ha registrato tra gli altri con Truls Mørk, Christian Poltéra, Guy Johnston, Doric String Quartet, Noriko Ogawa, Tine Thing Helseth, BBC Philharmonic, London Symphony Orchestra, Royal Liverpool Philharmonic Orchestra e Tokyo Symphony Orchestra.

Recentissima la pubblicazione di un cofanetto di 8 CD con le riedizioni delle sue prime registrazioni come solista. Kathryn Stott è stata nominata dal governo francese Chevalier dans l’Ordre des Arts et Lettres; dal 2009 al 2014 è stata Direttore Artistico della Manchester Chamber Concerts Society ed è stata Guest Director Artistico di Incontri in Terra di Siena nel 2010 e 2011. Nel 2014 è stata curatrice di “Dance!” un ciclo di 6 concerti per i Leeds International Concerts; è stata Direttore Artistico del Festival Fjord Classics in Norvegia nel 2017, prima di diventare Direttore Artistico del Festival australiano di musica da camera. È Visiting Professor e ha una cattedra onoraria alla Royal Academy of Music di Londra, ricopre il ruolo di International Chair al Royal Northern College of Music di Manchester e viene regolarmente invitata alla Chethams School of Music e, dal 2016, è entrata a far parte della facoltà di pianoforte della Norwegian Academy of Music di Oslo.

Ha una figlia, Lucy e vive a Manchester. Appassionata camminatrice, ama stare in campagna e trascorrere il suo tempo con Archie, il suo cocker spaniel.

È ospite per la prima volta di Serate Musicali – Milano.

Pianista Elisso VIRSALADZE

Lunedì 26 Marzo 2018 – ore 20.30 Sala Verdi del Conservatorio – Via Conservatorio, 12 – Milano

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Elisso Virsaladze è cresciuta in una famiglia di Tblisi, Georgia, che per generazioni ha partecipato attivamente alla vita culturale e artistica del Paese. Ha iniziato lo studio del pianoforte con la nonna, la prof.ssa Anastasia Virsaladze; quindi, dopo gli studi nel locale Conservatorio, lasciava la città natale e si trasferiva a Mosca. A vent’anni conquistava il terzo premio nel celebre Concorso Tchaikovsky.

A Mosca proseguiva quindi gli studi sotto la guida di Heinrich Neuhaus e Yakov Zak. Questi insegnanti di grandissimo talento, oltre ad influire profondamente sullo sviluppo artistico di Elisso, la immergevano nella rinomata tradizione pedagogica della scuola pianistica russa. Non sorprende, pertanto, che Elisso sia oggi considerata un’insegnante straordinaria e che i suoi studenti abbiano ottenuto riconoscimenti tra i più importanti nei concorsi internazionali. Elisso Virsaladze insegna regolarmente al Conservatorio di Mosca e alla Munich Musikhochschule, ed ha partecipato come membro della giuria a pressoché tutti i più importanti concorsi internazionali: Santander, Geza Anda di Zurigo e Rubinstein di Tel Aviv, e sicuramente il Tchaikovsky e il Richter.

Elisso Virsaladze coltiva con cura la sua grande passione per i compositori del tardo diciottesimo e del diciannovesimo secolo. Le sue interpretazioni storiche e più esemplari, lontane da ogni esibizionismo tastieristico e dedite integralmente alla poesia del canto e del colore, riguardano soprattutto autori come Mozart, Beethoven, Chopin, Liszt e soprattutto Schumann. A ventiquattro anni, vinceva il primo premio al Concorso Schumann di Zwickau, facendola immediatamente annoverare dalla stampa internazionale tra i più grandi interpreti schumanniani contemporanei. Lo stesso Sviatoslav Richter dirà di lei: “…il suo Schumann non ha eguali”. Ma del resto, la pianista annovera un vasto repertorio, che si estende fino a comprendere i compositori russi moderni e contemporanei. L’Unione Sovietica le ha attribuito le massime onorificenze artistiche.

Elisso Virsaladze si esibisce regolarmente in sale importanti e in centri musicali come Londra, Milano, Roma, Parigi, Lisbona, Berlino e Barcellona; tiene tuttora numerosi concerti in duo con la violoncellista Natalia Gutman in città come Vienna, Berlino, Bruxelles, Madrid, Monaco, Milano, Ginevra e Losanna, solo per citare le principali città europee. In ambito cameristico e con orchestre quali la Petersburg Philharmonic e la Royal Philharmonia London ha effettuato ampie tournée nel Nord America, in Giappone e in Europa. Elisso Virsaladze appare inoltre regolarmente con prestigiose orchestre in Francia, Germania, Italia, Spagna, Svizzera, Stati Uniti e in altri Paesi.

Collabora regolarmente con direttori d’orchestra tra i più prestigiosi, quali Rudolf Barshai, Kyrill Kondrashin, Riccardo Muti, Kurt Sanderling, Wolfgang Sawallisch, Evgeny Svetlanov, Yury Temirkanov o Antoni Wit – per nominarne solo alcuni.

La stagione 2017/2018 è composta come sempre da recital come solista, concerti con l’orchestra, musica da camera – in Germania, Georgia, Italia, Giappone, Portogallo, Russia, Spagna, Asia e Sud America – masterclasses (es. Fiesole, Salisburgo, Tokyo) e sarà membro della giuria nei concorsi di Rio de Janeiro, Thessaloniki, Tel Aviv e Bratislava.

L’etichetta discografica Live Classics ha dimostrato un ampio interesse riguardo alla personalità musicale di Elisso Virdsaladze.

 

 

Violinista SERGEI KHACHATRYAN – Pianista LUSINE KHACHATRYAN

Lunedì 19 Marzo 2018 – ore 20.30 Sala Verdi del Conservatorio – Via Conservatorio, 12 – Milano

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SERGEI KHACHATRYAN

Nato a Yerevan, Armenia, ha vinto il Primo Premio al Concorso Jean Sibelius di Helsinki nel 2000, diventando il più giovane vincitore nella storia del concorso, nonché il Primo Premio al Concorso Queen Elisabeth di Bruxelles. Ha suonato con Bamberger Symphoniker, Munich Philharmonic, Swedish Radio Symphony, Mariinsky Orchestra e l’Orchestre de Paris. Ha inoltre collaborato con i Berliner Philharmoniker, Royal Concertgebouw Orchestra, Amsterdam Sinfonietta, Rotterdam Philharmonic, Orchestre National de France, London Symphony, London Philharmonic, Philharmonia Orchestra, NHK Symphony, Sydney Symphony e la Melbourne Symphony. Negli Stati Uniti ha suonato con Seattle Symphony, National Symphony Orchestra (Washington), New York Philharmonic, Boston Symphony, Philadelphia Orchestra, Cleveland Orchestra, San Francisco Symphony, così come al Ravinia, Blossom e Mostly Mozart Festival. Nella stagione 2017/18: il debutto all’Aspen Festival in Colorado, all’Elbphilharmonie Hamburg con l’Hamburger Symphoniker e al Salzburger Festspiele con il Concerto per violino di Beethoven. Ritorna a esibirsi con la Finnish Radio Symphony Orchestra, l’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia, di Rotterdam e le Royal Flemish Philharmonic Orchestra, la Filarmonica di San Pietroburgo e la Cleveland Orchestra. La scorsa stagione è iniziata con un tour in Giappone con la Nippon Foundation e ha visto i ritorni alla Seattle Symphony con Morlot, l’Orchestre National de France, la Philharmonia Orchestra, l’Orchestre National de Bordeaux Aquitaine, l’Orchestre National de Belgique, l’Orchestre Philharmonique du Luxembourg, l’Orchestre de la Suisse Romande e National Symphony Orchestra Washington. Sergey ha anche fatto il suo debutto con l’Ulster Orchestra, la Gulbenkian Orchestra, la Stavanger Symphony Orchestra e i Nürnberger Symphoniker. Altre collaborazioni includono progetti con la Baltimora Symphony Orchestra, la Barcelona Symphony Orchestra, la Sudwestrundfunk Sinfonieorchester, la Lucerne Symphony Orchestra e la Czech Philharmonic Orchestra. Sergey suona regolarmente in duo con la sorella Lusine (Konzerthaus Dortmund, Wigmore Hall, Théâtre des Champs-Élysées, Cité de la Musique, Amsterdam Concertgebouw, Palais des Beaux Arts, Philharmonie Luxembourg, Carnegie Hall e Alice Tully Hall e Herbst Theatre (San Francisco). Questa stagione vede il debutto della coppia al Victoria Hall e un ritorno all’Auditori Nacional di Madrid. La più recente registrazione di Sergei e Lusine della musica armena My Armenia for Naïve Classique, dedicata alla 100a commemorazione del genocidio armeno, è stata premiata con l’Echo Klassik per la registrazione di musica da camera (XX / XXI secolo) / Ensemble misto. Insieme hanno anche registrato le tre Sonate per violino e pianoforte di Brahms. Inoltre Sergei ha inciso i Concerti di Sibelius e Khachaturian con Sinfonia Varsovia e Emmanuel Krivine, entrambi i Concerti di Shostakovich con l’Orchestre National de France e Kurt Masur, una registrazione delle Sonate di Shostakovich e Franck per violino e pianoforte e le Sonate e Partite per violino solo di J.S. Bach. Suona un violino Guarneri “Ysaye” del 1740 messo a disposizione dalla Nippon Music Foundation.

LUSINE KHACHATRYAN

La pianista armena Lusine Khachatryan ha tenuto concerti a Francoforte, Monaco di Baviera, Zurigo, Amsterdam, Parigi, Wigmore Hall di Londra, Bruxelles, Barcellona, Madrid, New York, Montreal, Tokyo e a Yerevan in Armenia. Ha vinto il Music Award dell’Associazione Culturale Baden (1999), il maggiore contributo finanziario annuo degli Amici dell’Università di Musica di Karlsruhe (2000), il premio speciale della “German Music Foundation” (2001). Vincitrice di concorsi pianistici internazionali, viene invitata in vari festival tra cui il Festival di Yerevan, il Vladimir Nielsen Piano Festival e il Ravinia Music Festival (USA), il Festival di Brema e dello Schleswig-Holstein (Germania), il Festival di Edimburgo, il Festival “Bartók+Mozart” (Miskolci/Ungheria), il Festival “Snow & Symphony” di St. Moritz. Suona come solista, in formazioni di musica da camera e con orchestre sinfoniche, come la Staatsphilharmonie Reinland-Pfalz, l’Orchestre Regional de Cannes, Sinfonia Varsovia, l’Euregio Chamber Orchestra, la Armenian Philharmonic Orchestra e l’Orquestra Sinfonica Nacional del Ecuador.

Lusine Khachatryan suona in duo con il fratello Sergei, con il quale ha inciso le Sonate di Franck e Shostakovich, Brahms e successivamente un disco con musiche tradizionali armene.

I Solisti della Kremerata Baltica – Maestro Concertatore e Solista Gidon Kremer

Lunedì 12 Marzo 2018 – ore 20.30 Sala Verdi del Conservatorio – Via Conservatorio, 12 – Milano
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Nel 1997, al Festival di Musica da Camera di Lockenhaus si è assistito a una piccola rivoluzione quando il violinista Gidon Kremer ha presentato, oltre a tanti famosi musicisti, una nuova orchestra: la Kremerata Baltica, composta da 23 giovani talenti provenienti da Lettonia, Lituania ed Estonia, ha conquistato quel pubblico raffinato, donando nuova linfa al festival grazie alla sua esuberanza, energia e gioia di suonare.

La Kremerata Baltica, progetto fondato su una visione a lungo termine, è stato il regalo che Gidon Kremer ha voluto farsi in occasione del suo cinquantesimo compleanno: un modo per trasmettere la sua esperienza ai giovani colleghi provenienti dall’area baltica, regione in cui è stato promotore e ispiratore della cultura musicale, senza accettare compromessi sui livelli qualitativi.

Questo gruppo di talentuosi musicisti nel giro di pochi anni si è affermato come una delle migliori orchestre da camera del panorama musicale mondiale, riuscendo a consolidare la propria fama a livello internazionale con esibizioni nelle più prestigiose sale del mondo. Difatti, negli ultimi quindici anni la Kremerata Baltica ha suonato in più di cinquanta Paesi, in circa seicento città e in più di mille concerti in Asia, Australia, Stati Uniti, America Latina, Russia ed, ovviamente, Europa. L’ensemble ha al suo attivo più di venti registrazioni e, nel 2002, ha vinto un ‘Grammy Award’ e un ‘ECHO Award’, mentre all’edizione del 2009 del Praemium Imperiale si è aggiudicato il ‘Grant for Young Artists’.

L’orchestra gode attualmente del patrocinio dei governi dei tre stati baltici da cui provengono i suoi componenti – Lettonia, Lituania ed Estonia. Tra i celebri solisti con cui la Kremerata Baltica si è esibita figurano la soprano Jessye Norman, i pianisti Mikhail Pletnev, Evgeny Kissin, Oleg Maisenberg e Daniil Trifonov, i violinisti Thomas Zehetmair, Vadim Repin e Didier Lockwood e i violoncellisti Boris Pergamenshikov, Yo-Yo Ma e Mischa Maisky. Hanno inoltre avuto luogo collaborazioni con direttori d’orchestra del calibro di Sir Simon Rattle, Esa-Pekka Salonen, Christoph Eschenbach, Kent Nagano, Heinz Holliger, Vladimir Ashkenazy, Mirga Grazinyte-Tyla. Ognuno di questi artisti ha dato il proprio contributo alla formazione della Kremerata Baltica.

Elemento essenziale del carattere artistico dell’ensemble è il suo approccio creativo alla programmazione, che spesso va al di là delle tendenze dominanti per dare spazio a numerose prime esecuzioni di opere composte da autori come Pärt, Kancheli, Vasks, Desyatnikov e Raskatov. Il repertorio dell’orchestra, ampio e attentamente selezionato, si evidenzia anche nelle molte ed eccellenti incisioni: “After Mozart” del 2001 presenta registrazioni in chiave moderna delle opere del compositore austriaco ed ha vinto un ‘Grammy Award’ ed un ECHO nel 2002. Alcune delle più recenti registrazioni per l’etichetta Nonesuch comprendono “De profundis”, “Hymns and Prayers” e “The Art of Instrumentation: Homage to Glenn Gould” (pubblicato nel settembre 2012 per l’ottantesimo compleanno di Glenn Gould), un album che comprende undici brani ed arrangiamenti di compositori contemporanei che traggono ispirazione o ‘citano’ pezzi eseguiti o registrati con grande successo da Glenn Gould durante la sua carriera.

La registrazione intitolata “Mieczysław Weinberg” (2014, ECM – nomination ai Grammy Awards nel 2015) è stata registrata con Gidon Kremer a Neuhardenberg e Lockenhaus nel 2012 e 2013 ed è la prova di quanto avesse ragione Shostakovich nel considerare Weinberg uno dei grandi compositori del suo periodo.

Nel 2015 è stato pubblicato il CD “New Seasons”, che comprende il Concerto per violino n. 2 “The American Four Seasons” di Glass e altre opere di Pärt, Kancheli ed Umebayashi. In breve tempo il CD ha ricevuto molti consensi di pubblico e critica.

La Kremerata Baltica è ospite regolare di numerose istituzioni musicali, tra cui la Schloss Neuhardenberg (Berlino), Schloss Elmau (in Bavaria), la Fondazione Esterhazy di Eisenstadt, il Festival di Musica da Camera di Lockenhaus e molti altri. La Kremerata Baltica tiene inoltre un suo proprio festival a Sigulda, in Lettonia, dal 2003.

Alcune delle più memorabili esibizioni dell’ensemble negli ultimi anni includono la partecipazione al concerto per i diritti umani “To Russia With Love” tenuto nell’ottobre 2013 alla Philharmonie di Berlino, insieme ai rinomati solisti Martha Argerich, Daniel Barenboim, Elsbeth Moser, Nicolas Altstaedt, Khatia Buniatishvili, Emanuel Pahud, Sergey Nakaryakov. La Kremerata Baltica è anche parte di un progetto chiamato “All About Gidon” – uno spettacolo in forma semi-scenica con musiche che spaziano da Haydn a Piazzolla, dove Gidon Kremer riflette sulla sua carriera in modo musicale e retorico. Un’altra emozionante esperienza negli ultimi due anni sono state le esibizioni insieme a Gidon Kremer ed al mimo Slava Polunin con i suoi clown, un in progetto chiamato SNOW SYMPHONY. Il progetto più recente, promosso nel 2015, si intitola “Masks and Faces” ed è stato creato in collaborazione con Gidon Kremer e l’acclamato pittore e filosofo russo Maxim Kantor.

 

I Solisti di Mosca_Violista e Direttore YURI BASHMET

Lunedì 05 Marzo 2018 – ore 20.30 Sala Verdi del Conservatorio – Via Conservatorio, 12 – Milano

I SOLISTI DI MOSCA

I Solisti di Mosca hanno debuttato il 19 maggio 1992 nella Sala Grande del Conservatorio di Mosca e il 21 maggio 1992 alla Salle Pleyel di Parigi, quando Yuri Bashmet si è avvalso dei migliori diplomati del Conservatorio di Mosca. Da quel momento hanno eseguito più di 1700 concerti in oltre 50 Paesi dei 5 Continenti esibendosi in alcune tra le più prestigiose sale da concerto del mondo: Carnegie Hall di New York, Musikverein di Vienna, Concertgebouw Amsterdam; Suntory Hall Tokyo, Philharmonie Berlino e Colonia; la Royal Albert Hall e il Barbican Centre di Londra, Tivoli Copenaghen, Cité de la Musique di Parigi e l’Accademia di Santa Cecilia a Roma. Il loro repertorio è ricco e diversificato: comprende sia capolavori della musica classica sia opere di compositori contemporanei, nonché opere più antiche, eseguite raramente, pertanto i loro programmi sono contrassegnati da interessanti premiéres. Hanno lavorato con Sviatoslav Richter, Gidon Kremer, Mstislav Rostropovich, Sarah Chang, Maxim Vengerov, Vadim Repin, Shlomo Mintz, Barbara Hendricks, James Galway, Lynn Harrell, Mario Brunello, Steven Isserlis, Boris Berezovsky, Olga Borodina, Jessye Norman, Anna Netrebko, Thomas Quasthoff… Nel 1994 l’Ensemble ha effettuato la prima di molte registrazioni: un CD con Gidon Kremer e Mstislav Rostropovich; nel 1998 hanno inciso opere di Shostakovich e Brahms realizzando un disco nominato per un Grammy Award. Dopo aver ricevuto una nomination nel 1994, 1998 e nel 2007, l’Ensemble ha ottenuto il premio Grammy nel 2008 per la registrazione delle opere di Stravinsky e Prokofiev. Un’ulteriore nomination per questo premio è stata nel 2009 per la registrazione di musiche di compositori cinesi e giapponesi. L’Ensemble ha partecipato a importanti festival tra cui il Festival Rostropovich a Evian, Montreux, Verbier, Sydney, Bath, BBC Promenade alla Royal Albert Hall di Londra, Prestige de la Music alla Salle Pleyel di Parigi, Sony – Classical presso il Teatro Champs – Elysees, Semaines Musicales en Tours e December Nights Festival di Mosca. Nell’autunno del 2009 I Solisti di Mosca si sono esibiti in un grande tour della Russia, il primo nella storia del Paese, suonando esclusivamente strumenti Stradivari appartenenti alla collezione di Stato. Hanno partecipato a numerosi programmi televisivi in Russia e all’estero. I loro concerti sono stati trasmessi in molte occasioni dalle principali emittenti televisive mondiali, tra cui BBC, Radio Bavarese, Radio France e NHK. Nel 2017 I Solisti di Mosca celebrano il loro 25° anniversario con una tournées mondiale con oltre 80 concerti in tutto il mondo: New York, Toronto, Los Angeles, Tokyo, Pechino, Shanghai, Berlino, Roma, Milano, Varsavia, Helsinki, Londra, Ginevra, Washigton, Mosca, San Pietroburgo e Minsk.

Violini primi: Andrei Poskrobko, Mikhail Ashurov, Irina Shevliakova, Olga Kolgatina, Kirill Kravtsov
Violini secondi: Artem Dyrul, Andrei Baskin, Maxim Gurevich, German Beshulya, Artem Kotov
Viole: Vitaly Astakhov, Nina Matcharadze, Roman Balashov, Andrei Usov, Alexander Ilatovsky
Violoncelli: Alexei Naidenov, Alexei Tolstov, Alexander Lunegov
Contrabbasso: Maxim Khlopiev

YURI BASHMET: Nato nel 1953 a Rostov sul Don in Russia, ha studiato al Conservatorio di Mosca prima con Vadim Borisovsky – il violista del Quartetto Beethoven – e in seguito con Fedor Druzhinin. Nel 1976 ha vinto il primo premio al Concorso Internazionale di Monaco; di qui prenderà l’avvio la sua carriera internazionale. Ha ispirato molti compositori che hanno scritto per lui nuove opere che sono andate a incrementare il repertorio per viola. Molto stretta e produttiva è stata la collaborazione con il compositore Alfred Schnitke il cui Concerto per Viola, scritto per Bashmet, è stato eseguito per la prima volta al Concertgebouw di Amsterdam nel 1986. Nel settembre del 1990 ha eseguito in prima mondiale il concerto per viola (scritto per lui) dal compositore georgiano Giya Kancheli al Festival di Berlino. Ha suonato con Mstislav Rostropovich e Gidon Kremer il “Triplo Concerto” scritto per loro da Alfred Schnittke. Parallelamente alla sua attività solistica, Bashmet dirige l’orchestra, da lui fondata nel 1992, i Solisti di Mosca che, attraverso tournées e dischi, ha raggiunto una grande notorietà internazionale. Bashmet ha suonato con Richter, Rostropovich, Stern, Kremer, Argerich, Kagan, Gutman, Tretiakov, Kubelik, Osawa, Gergiev, Rozhdestvensky, Davies, Gardiner, Menuhin, Dutoit, Merriner, Sacher, Tilson Thomas, Masur, Haitink, Nagano, Rattle, Temirkanov e Harnoncourt etc…. Grande attenzione ha suscitato il suo concerto “Musicians for Armenia” al Barbican di Londra (1988) e teletrasmesso in 16 Nazioni. Il repertorio è vastissimo. Molti compositori contemporanei gli hanno dedicato opere: Schnittke, Gubaidulina, Аlexander Ciaikovski, Barkauskas, Eshpai e Ruders, Golovin, Raskatov e Kancheli. Nel 1988 ha debuttato in Nord America. Successivamente ha suonato con Boston Symphony Orchestra, Chicago Symphony, Los Angeles Philharmonic, The Philharmonia, Bayerischer Rundfunk, Birmingham Symphony, Toronto Symphony Orchestra e al Festival di Edimburgo. Ha effettuato tournées in Austria, Germania, Giappone, Australia, Nuova Zelanda, Gran Bretagna, Francia e Italia con i Solisti di Mosca. Bashmet ha inciso per diverse etichette non solo in duo con Muntjan o con i Solisti di Mosca, ma anche con altri eccezionali artisti (Rostropovich, Kremer, Kagan etc.). Dal 1986 al 2016 è stato docente presso l’Accademia Chigiana di Siena. Dal 1997 è direttore artistico del Festival Internazionale “Elba Isola Musicale d’Europa”. Il 25 ottobre 2000 è  stato insignito del titolo di Commendatore al Merito della Repubblica Italiana. Dal 2003 Bashmet ricopre l’incarico di Direttore Principale e Artistico dell’Orchestra Sinfonica “Nuova Russia”. É direttore artistico al Winter Arts Festival a Soci, del Festival December Nights, di festival a Minsk, Yaroslavl e molti altri. È stato presentato per la prima volta in Italia da Serate Musicali nel 1983.

 

I SOLISTI AQUILANI – Violoncellista GIOVANNI SOLLIMA

Lunedì 26 Febbraio 2018, ore 20:30

Sala Verdi, Conservatorio di Milano _Via Conservatorio, 12

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Giovanni Sollima è un vero virtuoso del violoncello. Suonare per lui non è un fine, ma un mezzo per comunicare con il mondo.

È un compositore fuori dal comune, che grazie all’empatia che instaura con lo strumento e con le sue emozioni e sensazioni, comunica attraverso una musica unica nel suo genere, dai ritmi mediterranei, con una vena melodica tipicamente italiana, ma che nel contempo riesce a raccogliere tutte le epoche, dal barocco al “metal”. Scrive soprattutto per il violoncello e contribuisce in modo determinante alla creazione continua di nuovo repertorio per il suo strumento. La prestigiosa Chicago Symphony Orchestra gli ha commissionato un concerto per due violoncelli per se stesso e Yo-Yo Ma.

Il suo è un pubblico variegato e trasversale: dagli estimatori di musica colta ai giovani “metallari” e appassionati di rock, Giovanni Sollima conquista tutti.

Nasce a Palermo da una famiglia di musicisti. Studia violoncello con Giovanni Perriera e Antonio Janigro e composizione con il padre Eliodoro Sollima e Milko Kelemen. Fin da giovanissimo collabora con musicisti quali Claudio Abbado, Giuseppe Sinopoli, Jörg Demus, Martha Argerich, Riccardo Muti, Yuri Bashmet, Katia e Marielle Labèque, Ruggero Raimondi, Bruno Canino, DJ Scanner, Victoria Mullova, Patti Smith, Philip Glass e Yo-Yo Ma.

La sua attività – in veste di solista con orchestra e con diversi ensemble (tra i quali la Giovanni Sollima Band, da lui fondata a New York nel 1997) – si dispiega fra sedi ufficiali ed ambiti alternativi: Brooklyn Academy of Music, Alice Tully Hall, Knitting Factory e Carnegie Hall (New York), Wigmore Hall e Queen Elizabeth Hall (Londra), Salle Gaveau (Parigi), Accademia di Santa Cecilia a Roma , Teatro San Carlo (Napoli), Kunstfest (Weimar), Teatro Massimo di Palermo, Teatro alla Scala (Milano), International Music Festival di Istanbul, Cello Biennale (Amsterdam), Summer Festival di Tokyo, Biennale di Venezia, Ravenna Festival, “?I Suoni delle Dolomiti”, Ravello Festival, Expo 2010 (Shanghai), Concertgebouw ad Amsterdam.

Per la danza collabora, tra gli altri, con Karole Armitage e Carolyn Carlson, per il teatro con Bob Wilson, Alessandro Baricco e Peter Stein e per il cinema con Marco Tullio Giordana, Peter Greenaway, John Turturro e Lasse Gjertsen (DayDream, 2007).

Insieme al compositore-violoncellista Enrico Melozzi, ha dato vita al progetto dei 100 violoncelli, nato nel 2012 all’interno del Teatro Valle Occupato, con lo scopo di dimostrare che si possono abbattere anche barriere di carattere pratico, grazie alla bellezza. Musicisti di età e formazione diversa, interscambio tra culture e livelli differenti, laboratorio permanente. La promozione di forme di creatività musicale non esclusivamente legate all’esecuzione di repertori già esistenti è una delle prerogative di questo progetto, insieme alla democraticità del suo funzionamento e ad un’ampia base di partecipazione. La manifestazione, infatti, si costruisce ogni anno attraverso una “chiamata alle arti” di 3 giorni, dedicata alla musica “spontanea”, con ospiti da tutto il mondo, blitz urbani in giro per la città, repertori imprevedibili e che abbracciano diverse epoche storiche, un concorso di composizione (quest’anno il primo “in clausura” seguito in diretta da Radio 3) e tanti concerti tra cui un concerto finale con l’Orchestra dei 100 violoncelli. Quest’anno 2013, I 100 violoncelli hanno aperto il tradizionale concerto del 1°Maggio a Roma. A Maggio 2014 la manifestazione si sposta a Milano al Teatro delle Arti!

Tra i CD di Giovanni per SONY i CD “Works”, “We Were Trees”, per la Glossa “Neapolitain Concertos” in collaborazione con I Turchini di Antonio Florio, disco che raccoglie 3 concerti barocchi inediti del ‘700 napoletano e un nuovo brano di Giovanni “Fecit Neap” e “Caravaggio” per l’Egea.

Giovanni Sollima insegna presso l’Accademia di Santa Cecilia a Roma dove è anche accademico effettivo e alla Fondazione Romanini di Brescia. Suona un violoncello Francesco Ruggeri fatto a Cremona nel 1679.

Pianista DANILO REA – Pianista RAMIN BAHRAMI

Mercoledì 21 Febbraio 2018, ore 21:00

Teatro Dal Verme – Via San Giovanni sul Muro, 2

Bach is in the air @ 50

Debutta a Milano, per Serate Musicali OFF, il duo Bahrami-Rea con Bach is in the air, e festeggia il 50° concerto in duo con il programma al centro dell’omonimo CD DECCA

Maggiori dettagli sull’evento qui

Biglietti: 25 € (platea, primo settore), 20 €  (platea, secondo settore), 15 €  (balconata)  +prevendita

Biglietti in vendita presso la biglietteria del Teatro Dal Verme e su www.ticketone.it 

Info: info@wec-spa.com –  Facebook @SerateMusicaliOFF

Mercoledì 21 febbraio 2018 alle 21, al Teatro Dal Verme, il duo pianistico formato da Ramin Bahrami e Danilo Rea debutta a Milano con il suo celebre progetto dedicato al genio di Eisenach, Bach is in the air, celebrando in quest’occasione il 50° concerto in duo con il programma rappresentato con enorme successo, dal 2015 ad oggi, nelle maggiori venue italiane, tra cui il Festival di Ravello, il Teatro Petruzzelli di Bari, la rassegna Asolo Musica, la IUC di Roma, il Piacenza Jazz Fest, il Teatro Bellini di Catania, il Teatro Diego Fabbri di Forlì, il Teatro Ponchielli di Cremona, il Teatro Rossini di Pesaro, il festival Estate in Fortezza di  Pistoia, il Palacultura di Messina, il Teatro Social di Como, il Politeama di  Lecce, Crema Jazz e molte altre ancora.

Questa prima data milanese inaugura una nuova serie di debutti del duo che, nel 2018, toccherà anche il Teatro Ristori di Verona, il Teatro Toniolo di Mestre, il Teatro Verdi di Sassari, il Teatro di Monfalcone e sarà seguito da una tournée dedicata in Giappone.

In Bach is in the air, due giganti dell’interpretazione musicale al pianoforte quale Ramin Bahrami e il jazzista Danilo Rea dialogano, ciascuno nella “propria lingua”, andando alla ricerca di un “centro di gravità permanente” che spieghi perché, a distanza di più di 250 anni, la musica Johann Sebastian Bach continui a intrigarci così profondamente.

Il programma prende le mosse dall’Aria delle Variazioni Golberg, ciclo sublime nato dall’esigenza di Johann Sebastian Bach, molto pratica e quotidiana, di aiutare il proprio ascoltatore (il Conte Von Keyserling, ambasciatore russo a Dresda) a ritrovare il sonno e la pace: un capolavoro della storia mondiale della musica cui Bahrami ha dedicato la sua prima incisione per Decca (a lungo tempo in vetta nella classifica dei cd più venduti) e che, accompagnando la sua instancabile opera di diffusione dal vivo della musica del Kantor, grazie a cui Bach è oggi conosciuto più di prima in tutto il mondo, ha decretato la definitiva affermazione dell’artista iraniano nell’olimpo del pianismo mondiale.

I due pianisti si avventurano poi, “mano nella (o sulla) mano” alla riscoperta dell’ampio catalogo bachiano, prendendo spunto da corali (Jesus bleibet meine Freude, BWV 147) e Sinfonie, e da Preludi, Sarabande, Minuetti e Arie selezionati da Suite, cembalistiche o orchestrali, e Partite e Sonate (dedicate a vari strumenti) tra le più amate, oltre che dal Clavicembalo ben temperato, con un omaggio anche al Piccolo libro di Anna Magdalena Bach.

Bach is in the air nasce da un piccolo miracolo, ed è Danilo Rea, grande pianista improvvisatore, con alle spalle un passato di studi classici, che intuisce ancor prima che questo miracolo accada, la genialità di poterlo realizzare. Ma la cosa più incredibile è che per la prima volta nella storia della musica, attraverso l’improvvisazione, Rea rivoluziona e crea un intreccio insolubile con le versioni originali di Bach-Bahrami, trasformando in linguaggio jazzistico il suo messaggio universale.

Un progetto che rappresenta un “unicum” inimitabile: la specializzazione di Bahrami insieme all’estro e alla fantasia, mai fini a se stessi, di Rea. Una rivisitazione che non intende certo tradirne il messaggio – Bach sa difendersi da solo – ma semmai di coglierne lo spirito contemporaneo e gettare un ponte verso orecchie abituate diversamente, che negli intendimenti del duo servirà solo a dare ulteriore diffusione a questo gigante, che a tre secoli di distanza mantiene tutta la sua attualità.

Serate Musicali OFF è un progetto di WEC, World Entertainment Company, società specializzata in produzione e management musicale a livello internazionale, realizzato in collaborazione con Serate Musicali di Milano, con il patrocinio del Comune di Milano

BIOGRAFIE

“Ramin Bahrami scompone la musica di Bach e la ricompone in modi che risentono di un modello, Glenn Gould, senza veramente assomigliare al modello. Io gli ho insegnato a sopportare il morso, ma non l’ho domato; e spero che continui ad essere com’è” – Piero Rattalino

Ramin Bahrami è considerato uno tra i più importanti interpreti bachiani viventi a livello internazionale.

Dopo l’esecuzione dei Concerti di J.S. Bach a Lipsia nel 2009 con la Gewandhausorchester diretta da Riccardo Chailly, la critica tedesca lo considererà: “un mago del suono, un poeta della tastiera… artista straordinario che ha il coraggio di affrontare Bach su una via veramente personale…”(leipziger volkszeitung). La ricerca interpretativa del pianista iraniano è attualmente rivolta alla monumentale produzione tastieristica di Johann Sebastian Bach, che Bahrami affronta con il rispetto e la sensibilità cosmopolita della quale è intrisa la sua cultura e la sua formazione. Le influenze tedesche, russe, turche e naturalmente persiane che hanno caratterizzato la sua infanzia, gli permettono di accostarsi alla musica di Bach esaltandone il senso di universalità che la caratterizza.

Bahrami si è esibito in importanti festival pianistici tra cui “La Roque d’Anthéron”, Festival di Uzés, il Festival “Piano aux Jacobins” di Toulose, il Tallin Baroque Music Festival in Estonia e il Beijing Piano Festival in Cina, Festival di Brescia e Bergamo, Ravello Festival ed in prestigiose sedi italiane come La Scala di Milano, la Fenice di Venezia, l’Accademia di Santa Cecilia a Roma.

Nato a Teheran si diploma con Piero Rattalino al Conservatorio “G. Verdi” di Milano,approfondisce gli studi all’Accademia Pianistica di Imola e con Wolfgang Bloser alla Hochschule für Musik di Stoccarda. Si perfeziona con Alexis Weissenberg, Charles Rosen, András Schiff, Robert Levin e in particolare con Rosalyn Tureck. Ramin Bahrami incide esclusivamente per Decca-Universal, i sui CD sono dei best seller e riscuotono sempre molto successo di pubblico e di critica tanto da indurre il Corriere della Sera a dedicargli una collana apposita per 13 settimane consecutive.

Ha scritto due libri editi da Mondadori e il terzo edito da Bompiani dal titolo “Nonno Bach”. Recentemente ha avuto il privilegio di inaugurare la stagione di musica da camera di Santa Cecilia a Roma e al Beethoven Festival di Varsavia in collaborazione con il flautista Massimo Mercelli, con cui ha registrato le sonate per flauto e piano per Decca.

Reduce da un concerto trionfale nella sala grande dell’Accademia Liszt a Budapest e alla Tonhalle di Zurigo, recentemente si è esibito con Yuri Bashmet e I Solisti di Mosca, ha avuto anche il privilegio di suonare in una gala di beneficenza con la clarinettista Sabine Meyer, clarinettista preferita di Karajan.

Ha inciso l’ Offerta Musicale di J.S. Bach con le prime parti di Santa Cecilia.

E’ stato insignito del premio Mozart Box per l’appassionata e coinvolgente opera di divulgazione della musica, bachiana e non solo, inoltre è stato insignito del Premio “Città di Piacenza. Giuseppe Verdi” dedicato ai grandi protagonisti della scena musicale, riconoscimento assegnato prima di lui a Riccardo Muti, Josè Cura, Leo Nucci e Pier Luigi Pizzi.

 

La storia in musica di Danilo Rea (Vicenza 9/8/1957) nasce tra le pareti della sua casa romana dove l’incanto per i vecchi vinili di Modugno è più forte, a due anni, di qualsiasi gioco. Il vero gioco è suonare il piano. E la passione diventa studio al Conservatorio di Santa Cecilia, dove si diploma con il massimo dei voti.

Studi classici, rock e pop influenzeranno la formazione del pianista e convergeranno attraverso il jazz, la sua vera passione, in uno stile inconfondibile ed unico composto da due ingredienti: melodia ed improvvisazione.

Diventa presto ricercatissimo dai principali cantautori e artisti pop italiani e collabora con Mina, Claudio Baglioni, Pino Daniele, Domenico Modugno, Fiorella Mannoia, Riccardo Cocciante, Renato Zero, Gianni Morandi e Adriano Celentano.

Ancora oggi è considerato il pianista di fiducia di Mina che lo rivuole accanto a se in una rarissima ed eccezionale ripresa dal vivo nel suo studio di registrazione a Lugano nel 2001.

Come pianista jazz l’esordio è nel 1975 con il Trio di Roma insieme ad Enzo Pietropaoli e Roberto Gatto. Negli anni ’80 fa parte del quintetto di Giovanni Tommaso e del gruppo dei Lingomania di Maurizio Giammarco.

Si afferma ben presto grazie al suo talento e suona con i più grandi nomi internazionali come Chet Baker, Lee Konitz, Steve Grossman, Bob Berg, Phil Woods, Michael Brecker, Tony Oxley, Joe Lovano, Gato Barbieri, Aldo Romano, Brad Meldahu, Danilo Perez e Michel Camilo.

Nel 1997 fonda con Enzo Pietropaoli e Fabrizio Sferra Doctor 3, il trio che per oltre dieci anni calcherà i più importanti palcoscenici jazz italiani ed internazionali con esibizioni in Europa, Stati Uniti, Sudamerica,Cina.

A partire dal 2000 l’artista trova proprio nella dimensione in Piano Solo il momento ideale per dare forma al proprio universo espressivo e al suo talento naturale per l’improvvisazione. Le idee che convergono nelle performance sono delle più varie, dai capisaldi del jazz alle canzoni italiane e alle arie d’opera. Il suo primo lavoro da solista è Lost in Europe (2000) composto durante un tour in Europa a cui segue Lirico (2003), dove il pianista miscela musica lirica e jazz, improvvisando sui temi operistici e facendone emergere la grande attualità. Seguono Solo (2006) ed Introverso (2008) dove Rea si cimenta con sue composizioni inedite di piano solo, per arrivare al recente A Tribute to Fabrizio de André, inciso per la prestigiosa etichetta tedesca ACT nel 2010, dove l’artista rende omaggio al grande cantautore e poeta italiano.

Danilo Rea ha suonato nei più noti Festival Jazz in Europa, Usa, Canada, Messico, Brasile, Argentina, Senegal, India, Giappone, Cina, Corea ed Australia. Si è esibito nei luoghi più prestigiosi del mondo come il Gugghenheim di New York e di Venezia con il Concerto in onore di Peggy Gugghenheim (2008).

Espressione del miglior Made in Italy in ambito internazionale, è stato scelto tra i musicisti rappresentativi del Jazz Italiano all’Expo di Shanghai in Cina (2010).

Il pianista italiano ha suonato con tutti i big del jazz italiano ed è sempre una presenza costante delle manifestazioni Umbria Jazz in Italia e nel Mondo.

Tra le sue più recenti esperienze va ricordata la partecipazione, insieme ad altri, con Gino Paoli al progetto Un incontro in Jazz, che dal 2007 calca i più importanti palcoscenici musicali e teatri italiani ed il duetto con il trombettista Flavio Boltro. Con quest’ultimo Danilo Rea ha recentemente inciso Opera per l’etichetta tedesca Act.

Attualmente insegna anche al Dipartimento Jazz del Conservatorio di Santa Cecilia in Roma. 

 

LOUIS LORTIE

Lunedì 19 Febbraio 2018, ore 20:30

Sala Verdi, Conservatorio di Milano _Via Conservatorio, 12

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Il pianista franco-canadese Louis Lortie è rinomato in Europa, Asia e Stati Uniti soprattutto per la ricerca di un’originalità interpretativa figlia di un ampio repertorio più che per la specializzazione in un unico stile. The Times, descrivendo il suo stile come “puro ed immaginifico”, ha trovato in Louis Lortie una “combinazione di spontaneità e maturità che solo i grandi pianisti hanno”.

Louis Lortie ha eseguito l’integrale delle Sonate per pianoforte di Beethoven alla Wigmore Hall di Londra, alla Filarmonica di Berlino e alla Sala Grande del Conservatorio Verdi di Milano. Die Welt ha definito la sua esibizione di Berlino “il miglior Beethoven dai tempi di Wilhelm Kempff”. Con l’Orchestra Sinfonica di Montreal ha eseguito e diretto i cinque Concerti per pianoforte di Beethoven e l’integrale dei Concerti di Mozart. Louis Lortie ha inoltre suonato le opere complete di Ravel a Londra e a Montreal per la BBC e la CBC ed è noto in tutto il mondo per le sue interpretazioni degli Studi di Chopin.

Nel 2011 Louis Lortie ha reso omaggio al bicentenario della nascita di Liszt presentando il ciclo completo degli Années de pèlerinage nelle principali capitali e ai festival musicali più prestigiosi del mondo. Nel 2014 ha eseguito lo stesso ciclo presso la Carnegie Hall.

La registrazione di questa sua monumentale interpretazione, pubblicata per l’etichetta Chandos, è stata premiata come una delle dieci migliori registrazioni del 2012 dal New Yorker.

Louis Lortie ha collaborato con famosi direttori d’orchestra tra cui Riccardo Chailly, Lorin Maazel, Jaap Van Zweden, Kurt Masur, Seiji Ozawa, Charles Dutoit, Kurt Sanderling, Neeme Järvi, Sir Andrew Davis, Wolfgang Sawallisch, Sir Mark Elder, Hannu Lintu e Osmo Vänskä. Ha inoltre preso parte a numerosi progetti di musica da camera con Augustin Dumay e forma un affiatato duo con la pianista canadese Hélène Mercier.

Impegni recenti hanno previsto esibizioni con le Orchestre Sinfoniche di Bournemouth, Boston, Montréal e Vienna, così come con l’Orchestra Sinfonica del Quebec e l’Orchestre National de France. E’ inoltre apparso in recital alla Wigmore Hall ed al Festival di Bergen.

Louis Lortie ha al suo attivo più di trenta registrazioni per l’etichetta Chandos, con un repertorio che spazia da Mozart fino a Stravinsky, oltre all’integrale delle Sonate di Beethoven e gli Années de pèlerinage di Liszt. La sua registrazione del Concerto per pianoforte di Lutoslawski e delle Variazioni di Paganini con Edward Gardner e la Sinfonica della BBC è stata pubblicato nel 2012, così come il suo ultimo album con le opere di Chopin, che è stato nominato tra le migliori registrazioni del 2012 dal New York Times. La registrazione delle “Variazioni Eroica” di Beethoven ha vinto il premio Edison. Il CD delle opere di Schumann e Brahms è stato nominato come uno dei migliori cd dell’anno dal BBC Music Magazine, che ha anche nominato il suo disco degli studi di Chopin una delle “50 registrazioni di pianisti superlativi”. La sua interpretazione delle opere complete per pianoforte e orchestra di Liszt con la Residentie Orchestra de L’Aia è stata una Gramophone Editor’s Choice. Per l’etichetta canadese ATMA Classique, Louis Lortie ha registrato i Concerti di Mendelssohn con l’Orchestra Sinfonica del Quebec e, come direttore, la Sinfonia “La Riforma” di Mendelssohn.

Louis Lortie ha studiato a Montreal con Yvonne Hubert, a Vienna con lo specialista di Beethoven Dieter Weber ed in seguito con Leon Fleisher. Ha debuttato con la Sinfonica di Montreal all’età di tredici anni e, tre anni dopo, la sua prima esibizione con la Sinfonica di Toronto ha portato a una storica tournée in Cina e Giappone. Nel 1984 ha vinto il Primo Premio del Concorso Busoni e si è contraddistinto al Concorso di Leeds. Nel 1992 è stato nominato Ufficiale dell’Ordine del Canada ed in seguito ha ricevuto sia l’Ordine del Quebec sia un dottorato onorario dall’Università di Laval.

Dall’ottobre 2016 Louis Lortie sarà Master in Residence alla Queen Elisabeth Music Chapel di Bruxelles.

Luglio 2016

 

Sito web dell’artista

“Attorno a una tastiera”

Giovedì 15 Febbraio 2018
Sala Verdi, Conservatorio di Milano _Via Conservatorio, 12

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SIMONIDE BRACONI (Prima viola del Teatro alla Scala)

Nato a Roma, si è diplomato con il massimo dei voti al Conservatorio di “S.Cecilia” di Roma e successivamente alla music hochschule di Freiburg in Germania (con menzione d’ onore), studiando rispettivamente con i maestri S.Esposito e K.Kashkashian.

Si è perfezionato con B.Giuranna (Acc. “W. Stauffer” di Cremona) e J.Bashmet (Acc. Chigiana di Siena, diploma di merito nel 1991 e nel 1992).

E’ stato premiato a diversi concorsi internazionali (tra cui Colonia e il “Lionel Tertis” competition in Inghilterra).

Prima viola dell’ Orchestre des jeunes de la Mediterranèe, membro dell’ orchestra della Comunità europea, ha collaborato in qualità di Prima viola con l’ orchestra dell’ Accademia di S. Cecilia a Roma e nel 1994, a soli 22 anni, è stato prescelto dal M. Riccardo Muti a ricoprire lo stesso ruolo nell’ orchestra del Teatro alla Scala di Milano. Successivamente è’ stato invitato a suonare nei Berliner Philarmoniker

Come solista e in musica da camera ha inciso per le etichette discografiche Vigiesse,Thymallus, Rhona, Stradivarius, Agorà, Tudor, DAD, Velut Luna, Dynamic e Decca oltre a diverse registrazioni per Radio 3, RAI Radiotelevisione italiana ,Rete 4,  Sky Classica e per le riviste CD Classica, Suonare news, la Provincia di Cremona, Amadeus (integrale delle Sonate di Brahms) e Brilliant (Concerti per viola di A. Rolla, cd premiato con 5 stelle dalla rivista Musica).

In musica da camera ha collaborato con artisti quali S.Accardo, M.Quarta, J.Rachlin, T.Brandis, M.Rizzi, A.Sitzkovesky, U. Ughi,  I.Faust, P.Vernikov, D.Nordio, B.Canino, J.Swann, I. Golan, B.Petruchanski, A.Lucchesini,G. Andaloro, P. Restani, R.Filippini, E.Dindo, N.Gutman, F.Petracchi,trio di Parma, Henschel Quartett,E. Pahud, Sonia Ganassi, Jose Carreras e da solista con direttori tra i quali W.Sawallisch e R.Muti.

Insieme alle altre prime parti dell’ Orchestra del Teatro ha costituito il Quartetto d’ archi della Scala compiendo tournèes negli Stati Uniti, Sudamerica, Francia, Germania, Giappone e nelle maggiori società concertistiche in Italia.

Membro di giurie in diversi concorsi internazionali (tra cui Ginevra), è regolarmente invitato a tenere corsi in importanti istituzioni (Arts Academy a Roma, Festival delle città a Portogruaro, Gubbio festival, Accademia “T. Varga” a Sion, Accademia Perosi di Biella, Accademia di Musica di Pinerolo).

Tra le varie orchestre con le quali ha collaborato da solista spiccano l’ Orchestra Stabile di Bergamo ” G.Donizetti”, l’orchestra “Accademia I Filarmonici”,L’Orchestra Sinfonica Abruzzese, l’ Orchestra Sinfonica Basca, l’Orchestra del Friuli Venezia Giulia, l’Orchestra “G. Cantelli”, la United Europe Chamber Orchestra, la Baden Badener Orchestra,l’Ensemble Petruzzelli, I Filarmonici di Torino, la Sinfonica di Lubiana,i Solisti Aquilani,i Solisti di Pavia, Extremadura  Orquesta, l’ Orchestra Haydn di Bolzano,la Sinfonica della Val D’Aosta, Orchestra sinfonica delle Gran Canarie, Sofia Philarmonic Orchestra, l’Orchestra Filarmonica della Scala con la quale ha interpretato con successo la kammermusik N. 5 (Concerto per viola) di P. Hindemith sotto la direzione del M. W. Sawallisch e l’Orchestra Sinfonica Cherubini con la quale ha interpretato la Sinfonia Concertante di Mozart sotto la direzione del M. R. Muti .

Attualmente è docente presso la Milano Music Master.

E’ anche solista di viola d’amore e come compositore ha pubblicato diversi lavori per la casa editrice MAP e SONZOGNO e diverse sue prime assolute sono state eseguite al Teatro alla Scala e alla Philarmonie di Berlino.

Suona una viola G. Gagliano (1800) della Fondazione Pro Canale Onlus di Milano.

HANS FAZZARI – Come pianista è stato in Europa, nelle due Americhe, in Oriente. Tra l’altro, ospite della Piccola Scala, della Accademia di Santa Cecilia, di Carnegie Hall.

Ha al suo attivo un centinaio di trasmissioni audio e video; ha pubblicato trascrizioni, revisioni, riscoperte del patrimonio nostro antico, anche in collaborazione con Zecchi.

Ha pubblicato composizioni originali. È stato eseguito in Europa, America, Giappone. È stato eseguito anche discograficamente; i suoi dischi sono stati tutti dei best-sellers.

Musica da camera: partner di alcuni dei maggiori artisti: Zecchi, Gelber, Argerich, Fowke, Hough, Schiff, Ghiglia, Bream, Trio della Scala, Prey, Ramey, Berganza, Tagliavini, Bruson, Merrit, Serdar, Katia Ricciarelli, Josè Carreras, Zabaleta, Rampal, Ricci, Gendron, Brunello, Diaz, Gitlis. Ha suonato con Gringolts, Ughi, Zayas, Dindo, Prosseda, etc… Pianista contro-corrente, ha suonato a Vienna e un grande giornale viennese ha parlato di «miracolo»: l’esistere nella nostra epoca di un artista dedito all’attimo fuggente. Consolare una Principessa, o consolare la «Magis amica»: su questa linea anche il Corriere della Sera si è occupato di H.F. come paradosso vivente, scoprendo in lui qualcosa di forse «unico al mondo» e che comunque non esiste più.

Tra i ricordi: un incontro si consumò con Severgnini, già anima del Teatro alla Scala, nei momenti più difficili. Severgnini invita H.F. a eseguire integralmente tutte le Sonate del divino Mozart, cosa che viene fatta per filo e per segno. Ma Milano non si commuove. Severgnini scuote la testa: «Milano è una città oscena!». Tra altri ricordi: la grande pianista italiana Maria Golia, crede di ascoltare nel suono fabbricato da H.F. qualcosa della voce del soprannaturale pianista del secolo Friedmann.

La stessa impressione ricava il grandissimo pianista inglese Hough. Altri vi ascoltarono un’eco della voce perduta di Cherkassky. Ha suonato per Cherkassky e Cherkassky ha suonato per lui. Cherkassky gli ha chiesto cosa ne pensasse (!!!). Poi: «Tra noi c’è comunione».

Il suo libro «So long Shura», resta l’unico omaggio alla memoria dell’ineffabile genio di Shura Cherkassky. Libro contro-corrente, come si capisce, che si pone anzitutto il quesito se fosse l’«ultimo» dei Profeti degli Anni d’Oro (anni trenta), l’ultimo in quanto sopravvissuto, o l’ultimo in ordine di valore, in quanto accreditato solo di essere stato il miglior allievo del grande Joseph Hoffman. Il libro fornisce la «dimostrazione» che Shura Cherkassky non fu affatto l’«ultimo» rispetto ai maggiori profeti romantici degli anni trenta (ultimi anni d’oro prima della guerra), cioè la Trinità Rachmaninov- Paderewski-Hoffman, anzi di gran lunga il più vero. Almeno come artista «meteorologico» (fantasticamente mutevole) erede cioè della parte migliore di Anton Rubinstein, il rivale di Liszt.